Pietro Ancona
09 luglio 2008 00:00
Sento il bisogno impellente di esprimere solidarietà a Sabina Guzzanti ed a quanti saranno denunziati per vilipendio della figura del Presidente della Repubblica e del Papa-.
In una democrazia non esistono personaggi aldisopra ed aldifuori delle critiche. Critiche utili perchè servono a fare riflettere su possibili errori che potrebbero risultare pregiudizievoli se fatti dietro pressione dei Palazzi e stravolgendo la Costituzione.
Per quanto riguarda il Papa credo che dal momento che si intromette quotidianamente in tutte le questioni riguardanti i diritti civili aborto eutanasia matrimonio questione omosessuale pretendendo obbedienza dai cattolici debba accettare con serenità la critica anche irriverente alle sue scelte.
Non mi pare che la critica della Guzzanti possa essere considerata gravida di reati nei confronti della figura del Papa dal momento che, attraverso la metafora artistica dell'aldilà, si è limitato ad evidenziare il risentimento degli omosessuali per le discriminazioni subite.
Invito tutti ad esprimere pubblicamente solidarietà a Sabina ed ai manifestanti dell'otto luglio che hanno avuto il coraggio civile di esprimere sdegno per il regime nel quale siamo costretti da una maggioranza fascista e da una opposizione imbelle.
Pietro Ancona
www.spazioamico.it
Dante Alighieri
09 luglio 2008 00:00
Nella sua Divina Commedia, Dante mise:
* Papa Clemente IV (1265-1268) nel Purgatorio (III, 124-126) come colui che mise il pastor di Cosenza a caccia di Manfredi.
* Papa Adriano V (1276) citato nel Purgatorio (XIX) tra gli avari, anche se la sua citazione è dovuta a un equivoco nel quale Dante incorse;
* Papa Giovanni XXI (1276-1277) citato in Paradiso (XII, 134-135), ma solo in quanto "Pietro Ispano", cioè come filosofo prima che diventasse papa (il suo pontificato fu comunque brevissimo),
* Papa Niccolò III (1277-1280) in questo canto tra i simoniaci
* Papa Martino IV (1281-1285) citato nel Purgatorio (XXIV, 20-24) tra i golosi
* San Celestino V (1294) probabilmente citato all'Inferno (III, 60) tra i pusillanimi come colui che fece "il gran rifiuto";
* Papa Bonifacio VIII (1294-1303) in questo canto tra i simoniaci (e qua e là molti altri riferimenti)
* Beato Benedetto XI (1303-1304) solo un'allusione nelle Epistole (XI, 25)
* Papa Clemente V (1305-1314) in questo canto tra i simoniaci
* Papa Giovanni XXII (1316-1334) citato in Paradiso (XVIII, 130-136 e XXVII, 58-60) ma in entrambi i casi in maniera negativa, come colui che guastava la "vigna" per la quale erano morti Pietro e Paolo.
.... mica era un turpe bestemmiatore pure lui...
DELUSO
09 luglio 2008 00:00
potete chiacchierare quanto volete ma l'indecenza morale di questo governo non ha eguali nel mondo.....che schifo....avete vinto le elezioni ma perso in dignita'....
Sergio
10 luglio 2008 00:00
X Pietro Ancona e Dante
Pienamente d'accordo che sia fuori luogo l'eventuale accusa di vilipendio non perché non ci siano gli estremi per aprire un'istruttoria ma perché sono contrario a ogni ipotesi di reato d'opinione.
Non sarebbe male in ogni caso chiedersi come mai questa previsione di reato sia ancora presente nel nostro ordinamento e come mai siano ancora in vigore norme fasciste sulla stampa.
Nel merito ho già espresso le mie perplessità sull'intervento della Guzzanti.
Sarei curioso di sapere se anche gli omosessuali ritengano che lei abbia dato corpo al loro risentimento nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche.
Personalmente ritengo che i risentimenti debbano essere rivolti, nel caso, al mondo politico e non alla Chiesa.
Prendere a bersaglio la Chiesa significa affermare e riconoscere la supremazia della Chiesa su materie di squisita competenza politica; significa affermare che è necessario che la Chiesa modifichi la propria dottrina sociale perché la società civile possa fare passi avanti su determinate questioni.
Così non è e la realtà di tanti paesi europei lo dimostrano.
Guzzanti lo sa bene, visto che ha dedicato un'opera a Zapatero.
Quindi, se la prenda con la politica da Bertinotti a Veltroni, da Di Pietro a Marini, da Prodi a Diliberto, da D'Alema a Rutelli... o vogliamo dare le responsabilità ai conservatori rei di essere conservatori?
Non rilevo tratti artistici nell'intervento di Guzzanti ma solo tanta ipocrisia e squallida superficialità.
Sergio
10 luglio 2008 00:00
X Deluso
Non so a chi sia riolto il tuo "avete vinto le elezioni"...
Non solo io non ho vinto proprio nulla, ma se avesse vinto l'altra parte, le cose non sarebbero diverse.
L'altra parte si è impegnata con successo perché vincesse Berlusconi e mentre era al governo, dal 2006 alle elezioni del 2008 come dal 1996 al 2001, non ha fatto nulla per risolvere i problemi di cui cianciano i contestatori e che sono presentati come gravi vulnus della democrazia.
Le chiacchiere le fa la millantata sinistra e centrosinistra.
Dalla questione RAI al riordino del sistema televisivo, dalla riforma della giustizia al rilancio dei diritti civili, dalla legge elettorale alle sovvenzioni ad amici e parenti sperperando denaro pubblico, dall'intreccio tra finanza e politica alla lottizzazione di ogni spazio di potere... la sinistra ha fatto solo chiacchiere.
Che dopo aver la sinistra fatto carte false per salvare Rete4 (per salvare anche RAI3) adesso un insulso e travagliato Travaglio ci venga a raccontare della televisione abusiva che Berlsuconi vuole conservare... è proprio ridicolo.
Fatemi capire i governi di sinistra varano leggi per autorizzare transitoriamente Rete4 ma non fissano i termini della transitorietà (che luminari del diritto, cazzo! compliementi), poi prorogano tali termini per consentire lo sviluppo del digitale terrestre (altra cazzata senza alcun fondamento): l'ultima proroga è stata varata dal governo Prodi; tutto per non affrontare il tema parallelo della fine della raccolta pubblicitaria per RAI3... Tutto ciò Travaglio lo sa benissimo per essere stato anche lui autore di parecchi articoli di critica e denuncia delle malefatte coscaiole della sinistra (col cazzo sempre al centro): quindi abbia la compiacenza di avere l'onestà intellettuale di prendersela non con Berlusconi ma con i cazzoni che recitano la litania dell'antiberlusconismo.
Cosa pretende adesso Travaglio, che Berlsuconi rinunci alle regalie offertegli dal centrosinistra?
Se questo non è patetico populismo fatto con la stessa pasta utilizzata da Berlusconi...
Solo voi fittiziamente antiberlusconiani potete illudervi che Berlusconi sia la causa dei problemi d'Italia: niente affatto Berlusconi è il prodotto dei problemi d'Italia.
Problemi che si chiamano partitocrazia, corporativismo, lottizzazione, affarismo, trasformismo, interesse privato nello svolgimento delle funzioni pubbliche, sistema fondato su peculato, concussione, truffa, associazione a delinquere... questa è stata la politica prima di Berlusconi e da tangentopoli in poi la sinistra non ha fatto nulla per uscire da questo cul de sac.
La questione D'Alema, Fassino & C. con gli amici delle scalate, la questione Mastella, Bassolino, e possiamo metterci anche le regalie al sindacato e i tanti Prodi dell'epoca IRI e delle svendite dubbie o per occuparsi di piccole cose la tanta opposizione a parole alla Fini-Giovanardi o ai finanziamenti alla scuola privata o le tante chiacchiere inconcludenti sulle coppie di fatto... sono sotto gli occhi di tutti e dimostrano in modo inequivocabile come chi si oppone a Berlusconi lo faccia per esclusivi interessi di bottega e non certo perché ha una visione diversa della politica e un progetto per questo Paese.
Il progetto è sempre lo stesso: il sistematico saccheggio della ricchezza prodotta dagli italiani.
Se poi qualcuno pensa di costruire l'opposizione al governo Berlusconi cianciando di pompini o con le stronzate delle leggi ad personam che sarebbero anticostituzionali (da decenni abbiamo la sistematica violazione della Costituzione...) (che sarà mai se durante l'incarico le 4 cariche dello Stato non possono essere processate...) (sai che problema dopo che viviamo ancora nel dubbio che uno dei nostri più eminenti e longevi uomini politici sia stato un tantino vicino alla...mafia ed è stato pure processato) (ma come sempre i processi esprimono verità giuridiche e lasciano aperte le tante quetioni politiche ancora irrisolte) (come misteriose risultano le 17 votazioni con il PCI favorevole a non concedere l'autorizzazione a procedere sempre per l'illustre politico...) se, dicevo, si pensa di costruire l'opposizione sui temi sventolati a Piazza Navona... allora siamo messi proprio bene, non c'è che dire; abbiamo proprio delle belle prospettive.
Scusate, ma non si poteva pensare una leggina perché in caso di sconfitta del centrosinistra non ci trovassimo con gli stessi problemi del cazzo di cui discutiamo da 15 anni?
Eppure la fantasia non manca in materia legislativa... chissà come mai sul tema conflitto d'interessi come su questione giustizia (in generale e in particoalre per i potenti) siamo sempre fermi "in prigione" senza passare per il via...
DELUSO
10 luglio 2008 00:00
io non sto dalla parte di chi ha perso, sto dalla parte di coloro che hanno a cuore la decenza....
Sergio
10 luglio 2008 00:00
Bene, allora parliamo di decenza.
E’ decenza attaccare un ministro sulla base di presunti rapporti sessuali con il leader del suo partito? E’ ciò che squalifica un ministro o è caso mai la sua incompetenza e impreparazione, la sua inadeguatezza a ricoprire un determinato ruolo?
Allora, nella seconda ipotesi, sulla quale spero ci possiamo trovare d’accordo, è nel merito politico che va valutato un ministro.
Se poi passiamo in rassegna i precedenti ministri alle pari opportunità… beh il bilancio mi sembra molto deludente.
E’ decenza attaccare la Chiesa per le posizioni che assume sull’omosessualità? Se nella nostra società c’è una discriminazione nei confronti degli omosessuali, la responsabilità è della Chiesa o è della politica?
Su qualsiasi tema è fisiologico che ci siano posizioni conservatrici e posizioni più avanzate. Quale l'azione concreta di coloro che affermano a parole di avere posizioni avanzate per abbattere ogni discriminazione?
Per opportunismo politico, per logiche di alleanze non ho visto in questi anni nulla di concreto da parte del fronte "riformista". I riformisti hanno deciso di non muovere un dito su questi temi (come sulla droga), lasciando campo libero ai conservatori e alla Chiesa, che svolgono il loro ruolo. E' il ruolo degli altri che manca.
Nel primo come nel secondo caso mi sembra che la decenza proprio non sia di casa, e oltre a mancare la decenza manca anche l’intelligenza e la sensibilità politica. Con quelle cafonate è stato fatto un bel regalo a Berlusconi.
Leggi ad personam.
Stiamo con i piedi per terra e cerchiamo di non perdere la lucidità di analisi, se vogliamo sconfiggere Berlusconi e la cultura che rappresenta (cultura che non è nata con lui ma che a lui pre-esisteva e di cui lui oggi è solo uno degli interpreti insieme ai notabili dello schieramento che gli contende il potere, ma questa è la mia analisi, torniamo ai fatti).
I parlamentari godono di ampie tutele che vanno ben oltre la necessità di salvaguardare le libertà politiche; infatti, in base alla legge Boato (nel 2007 censurata in alcune parti dalla Corte Costituzionale) non solo è tutelato chi è parlamentare ma anche chi lo è stato. Ciò significa che in Italia esistono due categorie di cittadini: quelli di serie B nei confronti dei quali si può procedere senza alcuna autorizzazione, quelli di serie A, i parlamentari in carica e decaduti dalla carica, per i quali deve sempre essere richiesta l’autorizzazione della camera alla quale l’indagato appartiene o apparteneva. Grazie a questa legge e a una fantasiosa e bizzarra interpretazione, il caso D’Alema è stato trasferito al parlamento europeo. Senza considerare che prima della recente sentenza della Corte Costituzionale se non si autorizzava il procedimento nei confronti del parlamentare, tutte le conversazioni di parlamentari intercettate e avvenute con terzi erano comunque inutilizzabili: di fatto, la tutela si estendeva a chiunque avesse rapporti con un parlamentare.
Nel 1994, l’allora presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, fu raggiunto a mezzo stampa, e nel corso di un vertice internazionale, da un avviso di garanzia. I tempi e le modalità di quel provvedimento destano, diciamo così, qualche perplessità, aldilà di quali siano le responsabilità penali del Berlusconi.
Con questi precedenti, mi sono limitato a due casi esemplari, non è difficile da un lato dimostrare che in Italia la legge non è uguale per tutti (eppure per ristabilire l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, a parte qualche pantomima da piazza, non è stato fatto nulla) e dall’altro lato affermare che c’è una politicizzazione della giustizia.
In questo scenario s’inserisce l’attuale deprecabile azione del governo in carica; ma era già tutto messo in conto, previsto e prevedibile, visto che chi lo ha preceduto al governo nulla ha fatto su questi temi.
Come nulla ha fatto sul tema del conflitto d’interessi, della TV (salvo prorogare la vita via etere a Rete4 e disattendere le numerose sentenze della Corte Costituzionale).
L’indecenza va quindi estesa ai contestatori politici e parlamentari del governo in carica.
Oggi che Berlusconi può serenamente affermare “vedete, gli italiani in maggioranza non credono alle accuse che mi sono rivolte e mi chiedono di governare; quindi, lasciatemi governare!”, scendere in piazza su questi temi, se in quella piazza ci sono politici corresponsabili di questo stato di cose, è un bel regalo a Berlusconi e sul piano politico è inconcludente perché si tratta di un’azione che non avrà alcuna influenza nei fatti e perché si prospetta ai cittadini una lettura mistificata della realtà: nessuno può in onestà affermare che in Italia viga il principio della legge uguale per tutti: chiunque sia stato parlamentare gode a vita di una speciale tutela. Con questi precedenti, niente di strano se si prevede una specialissima tutela per le 4 più alte cariche dello Stato, tanto più che una, il Presidente della Repubblica, già gode di una specialissima tutela. Quindi, poiché tutto l’armamentario delle leggi ad personam era previsto e non è stato preso alcun provvedimento da chi poteva in precedenza prenderlo, oggi non rimane altro da fare che archiviare in fretta questa incombenza “burocratica” e attendere al varco il governo sui provvedimenti che contano: economia, politiche sociali, riforma della pubblica amministrazione, spesa pubblica… ma certo non possiamo attenderci che Berlusconi approvi provvedimenti contro i suoi interessi se chi lo ha preceduto ha tutelato i suoi interessi e gli ha spianato la strada.
Riguardo alle critiche al Presidente della Repubblica, siamo all’infantilismo e all’incultura totale. Basterebbe rileggersi la Costituzione per comprendere quale sia l’ambito d’azione del Presidente.
Allora, cosa rimane di Piazza Navona?
Sul piano politico è stata un’azione inutile, basata sulla mistificazione e sulla strumentalizzazione; in ogni caso un favore a Berlusconi.
Rimane dunque uno show di un gruppo di teatranti che usano la piazza per finalità personali utilizzando le stesse armi di Berlusconi: populismo, battute da osteria, alzando di continuo i toni per non essere sovrastati dal giullare concorrente, usando le tecniche dello spettacolo ma senza alcuna finalità politica.
C’è una differenza però: lo spettacolo di Berlusconi dura da 15 anni e sembra che sortisca per lui dei risultati; e lo show di questi signori? Idem: il risultato sarà che venderanno qualche copia in più dei loro libri, dvd…
DELUSO
10 luglio 2008 00:00
lo scandalo e' far fortuna allargando le cosce......
DELUSO
10 luglio 2008 00:00
mi spiace , ma nonostante gli alibi che cercate di tirar su per giustificare la bassezza morale di questo governo, voi sapete benissimo in cuor vostro cosa e' la decenza, ma siete talmente stupidi che mettete a tacere le vostre coscenze con delugubrazioni al limite del ridicolo, tentando cosi' di darvi una maschera di decenza.......ma la decenza e la morale sono altro, sono un percorso di vita pulito e non di prostituzione, di verita' provate e non cancellate dall'abuso di potere, di onesta' e non di bugie su bugie.....ecc ecc...
Antonio Di Pietro
10 luglio 2008 00:00
Riporto una mia intervista pubblicata su La Repubblica di oggi.
http://www.antoniodipietro.it/
Come ho dichiarato al giornalista, il vero schifo di questa polemica è che si siano estrapolate parole piuttosto che contenuti di tutta la manifestazione dell'8 luglio. I media hanno guardato il dito piuttosto che la luna. Non avrebbero potuto fare altrimenti ne' loro, ne' i loro mandanti perchè i contenuti sarebbero stati inconfutabili.
Testo intervista.
Antonio Di Pietro: Se mi chiedono di scegliere, io scelgo la piazza. Dissento dagli attacchi al Papa e al Quirinale, sia chiaro. Rispetteremo il capo dello Stato anche se firmerà il lodo Alfano. Ma resteremo convinti che è un errore, che è incostituzionale. Si può ancora dire, in una democrazia, o no?
Repubblica: Antonio Di Pietro, lei secondo molti è il primo degli apprendisti stregoni. Martedì in piazza Navona hanno dominato toni scurrili e attacchi personali, e Beppe Grillo lo ha invitato lei, non può dire che non si aspettasse quello che è accaduto.
Antonio Di Pietro: È in atto una mistificazione, una vera strumentalizzazione da parte del sistema politico e dell'informazione, che attribuisce alle parole di Grillo un valore diverso rispetto a quello reale.
Repubblica: Gli attacchi al capo dello Stato li hanno sentiti tutti.
Antonio Di Pietro: Si guarda la pagliuzza della satira per nascondere la trave del comportamento illiberale e costituzionalmente illegittimo di Berlusconi. A piazza Navona è accaduto qualcosa di diverso rispetto a quel che si è raccontato. Quella piazza è stata un'espressione autentica di democrazia diretta, fatta di indignazione sincera verso la deriva antidemocratica del paese. Certo, sul palco non c'erano voci allineate e pre-censurate. Noi non imporremo mai veline a nessuno.
Repubblica: Censurare no. Ma non era il caso di fermare la Guzzanti quando ha insultato la Carfagna e poi il Papa?
Antonio Di Pietro: In una democrazia ognuno può dire quel che vuole. Dopo di che, chi parla si assume le proprie responsabilità. Tanti hanno applaudito, altri come me hanno dissentito. Non mi piace che siano stati chiamati in causa la Chiesa e il Papa. Io sto con la Chiesa dei poveri, non con quella blasonata. Ma il Papa non c'azzeccava nulla.
Repubblica: Veltroni sostiene che è grazie a personaggi come la Guzzanti se la destra è al potere, anche in Campidoglio.
Antonio Di Pietro: Se lo pensa davvero lo scriva sui manifesti e li faccia affiggere. Così i cittadini si renderanno conto della mancanza di coraggio nell'accettare e riconoscere le responsabilità della sconfitta.
Repubblica: Non crede che nei confronti della Carfagna si sia consumato una sorta di rogo di piazza, che siano stati travalicati i limiti, contro una persona peraltro impossibilitata a difendersi da accuse basate solo su pettegolezzi.
Antonio Di Pietro: Il ministro Carfagna in questa situazione è una delle vittime del suo capo di governo, della sua scarsa trasparenza. Ad ogni modo, ritengo che quelle cose in quel modo lì non andavano dette.
Repubblica: D'accordo. Ma non ritiene di aver contribuito all'innalzamento dei toni?Proprio lei ha parlato di "magnaccia", i suoi hanno parlato di Monica Lewinsky...
Antonio Di Pietro: Ecco, vi interessa solo del gossip. Della sostanza dei fatti non vi frega niente. Sempre lì a parlare della Carfagna.
Repubblica: Veramente a parlarne, anche in piazza Navona, siete stati voi. Ad ogni modo, Veltroni la invita a scegliere: o Grillo e i suoi "vaffa" o "tornare in un recinto razionale e riformista. Lei cosa sceglie?
Antonio Di Pietro: Non intendo dissociarmi da piazza Navona, se è questo che mi si chiede. Non ho condiviso alcuni passaggi, come ho detto, ma da qui a criminalizzare gli oratori ce ne corre. Insomma, sto con la piazza.
Repubblica: Come pensa di riannodare la trama del dialogo col Pd? Pensa sia ancora possibile?
Antonio Di Pietro: Quella non era una piazza contro il Pd, ma che si ribellava a Veltroni e al suo attendismo. Era anche una piazza democratica. Il leader del Pd, prendendosela con me, se la prende anche con i suoi che erano lì e non erano pochi.
Repubblica: Grillo per la verità ha attaccato proprio Veltroni.
Antonio Di Pietro: Ma chi guida un partito del 33 per cento non deve fare l'altezzoso. Faccia come me, che ascolto le critiche e cerco sempre di migliorarmi.
Repubblica: Non pensa che la manifestazione sia stata un boomerang e che l'opposizione ne sia uscita indebolita?
Antonio Di Pietro: Macché. Da martedì molti cittadini sanno cosa ha fatto Berlusconi. Il silenzio diventa connivenza. Ora è il Pd che deve decidere al proprio interno se mantenere il dialogo con chi violenta le istituzioni per fare gli affari suoi e sfuggire ai processi. Vorrebbero che facessimo opposizione zitti zitti, piano piano. Non ci stiamo.
Repubblica: Il compito del capo dello Stato è gravoso, in queste ore. Non pensa che gli attacchi lo mettano ulteriormente in difficoltà?
Antonio Di Pietro: Massimo rispetto per l'istituzione e la persona. Però non sarebbe una vera democrazia quella in cui al cittadino non fosse consentito dissentire dal Quirinale. Noi lo rispetteremo, anche se sosterrà che il lodo Alfano è costituzionale. Ma resteremo convinti del contrario.
uau
10 luglio 2008 00:00
In una democrazia non esistono personaggi aldisopra ed aldifuori delle critiche.
****
In una democrazia esistono delle leggi, e chi le vìola deve pagare. In democrazia.
pegaso
10 luglio 2008 00:00
X Sergio
Pur non condividendo quello che hai scritto, devo dire che il ragionamento dal tuo punto di vista è ineccepibile quindi non starò qui a dire perchè arrivo a delle conclusioni differenti. Quello che non capisco è il seguente passo:
============================================
Che dopo aver la sinistra fatto carte false per salvare Rete4 (per salvare anche RAI3) adesso un insulso e travagliato Travaglio ci venga a raccontare della televisione abusiva che Berlsuconi vuole conservare... è proprio ridicolo.
Fatemi capire i governi di sinistra varano leggi per autorizzare transitoriamente Rete4 ma non fissano i termini della transitorietà (che luminari del diritto, cazzo! compliementi), poi prorogano tali termini per consentire lo sviluppo del digitale terrestre (altra cazzata senza alcun fondamento): l'ultima proroga è stata varata dal governo Prodi; tutto per non affrontare il tema parallelo della fine della raccolta pubblicitaria per RAI3... Tutto ciò Travaglio lo sa benissimo per essere stato anche lui autore di parecchi articoli di critica e denuncia delle malefatte coscaiole della sinistra (col cazzo sempre al centro): quindi abbia la compiacenza di avere l'onestà intellettuale di prendersela non con Berlusconi ma con i cazzoni che recitano la litania dell'antiberlusconismo.
Cosa pretende adesso Travaglio, che Berlsuconi rinunci alle regalie offertegli dal centrosinistra?
Se questo non è patetico populismo fatto con la stessa pasta utilizzata da Berlusconi...
=======================================
Tu stesso affermi che Travaglio ha pesantemente attaccato la SX per queste leggi (quindi un fatto positivo?) poi però non se la deve prendere con Berlusconi ma con altri (ma non è stato già fatto).
Poi affermi:
Cosa pretende adesso Travaglio, che Berlsuconi rinunci alle regalie offertegli dal centrosinistra?
Certo che lo pretende,lo pretende anche chi lo ha votato, in modo da smentire il famoso conflitto d'interesse, da smentire quanti lo vedano solo governare per garantire i suoi interessi.
Sul resto del discorso mi trovi perfettamente d'accordo
DE pravato
10 luglio 2008 00:00
Interventi troppo lunghi e circonvoluti per essere leggibili ed intellegibili, amici foristi!...
Sinteticità ci vuole!... sennò chi vi legge?... per esempio:
"8 luglio 2008 a piazza Navona?... ih che figura di mmerda!!!..."
deluso
10 luglio 2008 00:00
infatti caro uau ,tutti aspettiamo che il berlusca paghi.....
IVAN
10 luglio 2008 00:00
Giusto, De pravato.
“8 luglio 2008 a piazza Navona? YAWN!”
__________________________________
Sergio, stavolta secondo me esageri.
Stendo un velo pietoso su Di Pietro (così mi risparmio gli insulsi “commenti” di DelusoMariaGiuliaCPS ecc), però mettersi a fare le pulci a Grillo, Travaglio e la Guzzanti mi sembra un po' come togliere le ragnatele dal Titanic mentre sta affondando.
Non dimentichiamo che il fulcro della questione non sono i finti "Masaniello", bensì il fatto di avere un governo zeppo di (dichiarati) farabutti, indagati ed incompetenti.
E pur facendo leva su un goffo protagonismo da rock-star, i summenzionati incanalano il malcontento popolare in manifestazioni pubbliche, invece di lasciarlo inespresso al bar o fra le mura di casa.
È una operazione finta e demagogica? Sono d'accordo con te. Eppure tieni presente che siamo circondati da poveretti psicolabili che credono ancora che un mafioso piduista sia davvero il salvatore della patria;
se non riesci ad allarmare uno a cui stanno sfilando il portafoglio sotto il naso, a maggior ragione non riuscirai ad esporre le tue ragioni ad uno che il portafoglio glielo stanno sfilando...con una manovra ben più sottile.
Ivan
(P.S: ok, sono stato sommario, ma devo chiudere qui se no De pravato mi cazzia...)
DE pravato
10 luglio 2008 00:00
Ma lo sai, vero, IVAN che io sono d'accordo con te!...
Anche sintetico, ci hai ragione!... in Parlamento ci sono proprio quelli che dici tu, e quelli che sottintendi per brevità!
Ma sai chi ce li ha mandati? tu ed io, e quel sistema democratico che i nonni si inventarono e che piano piano papà tuo e papà mio, e poi tu ed io ci siamo sistemati addosso.
E ALLORA CHE CAZZO CI LAGNAMO???
Si, lo so. Tu ed io non siamo responabili... sono stati gli altri italiani, quelli stronzi!...
E' ESATTAMENTE quello che dicono anche gli altri 6o milioni di compatrioti!
E la figura di MMERDA, mica l'ha fatta solo di Pietro!... ma tutta la collettività, TU ed IO compresi!
Sergio
10 luglio 2008 00:00
Pegaso, il conflitto di interessi non nasce con Berlusconi ma ha caratterizzato tutta la storia repubblicana (e fermiamoci qui). Con Berlusconi è divenuto evidente e questo avrebbe dovuto comportare per la parte più democratica dello schieramento politico un imperativo categorico per risolvere il problema.
E' a causa del conflitto di interessi con una partitocrazia che non voleva rinunciare al controllo sulla RAi che si è istituzionalizzato il duopolio televisivo (ricordi la Mammì?); ed è poi per lo stesso motivo che fu varata la Maccanico (quella della transitorietà finchè non si sviluppavano le nuove tecnologie): e siamo a questo punto.
Allora, condivido le critiche che Travaglio ha sviluppato sulla politica televisiva, ma era quando il centrosinsitra era al potere che bisognava spingere l'acceleratore per una riforma definitiva del sistema televisivo. Invece, quando il centrosinistra era al potere i girotondini e i Travaglio si limitarono a qualche articolo accademico (giusto, puntuale, talvolta forte ma sempre accademia).
Perchè?
Per attendere il ritorno di Berlsuconi e poi allora forza con le manifestazioni?
Ma quale l'obiettivo: risolvere un problema che ci trasciniamo da decenni o avere un motivo per contestare e quindi dire "esistiamo"?
Questo il dubbio che mi assilla da anni.
Chiaro il concetto?
Adesso sperare che Berlusconi faccia quel che la sinistra non ha fatto, scusate tanto ma mi sembra una ridicola fantasia: la sinistra gli ha offerto i motivi per non fare; lui deve solo avvalersene.
Lo stesso discorso vale per il conflitto di interessi (in senso lato, non c'è solo la TV).
Perchè la sinistra non si è impegnata per una legge seria su questo fronte?
Vale lo stesso dubbio di cui sopra.
Così quando ritornerà Berlusconi avremo già tutti i discorsi pronti per le belle piazzate.
Possiamo aggiungere la Fini-Giovanardi, i reati di opinione, la legge sulla stampa, i finanziamenti alla scuola privata, i diritti delle coppie di fatto (pretendete anche questi da Berlusconi?), la legge 40 sulla procreazione assistita... e vai con l'elenco infinito delle cose che rappresentano l'armamentario elettorale della sinistra, per poi archiviare tutto una volta al governo.
I conservatori fanno i conservatori. Punto e basta.
Il guaio è quando i riformisti della favella fanno anche loro i conservatori.
Io non ho alcuna aspettativa dal governo Berlusconi. Ho ancora qualche speranza nella cultura di sinistra, ma bisogna che questa cultura e soprattutto la parte politica che rappresenta questa cultura si liberi degli antichi vizi e cominci a fare sul serio.
Finora ho sentito solo chiacchiere.
danilo
10 luglio 2008 00:00
Spero che Veltroni, questa volta, dissociandosi dalla piazza, abbia degnamente concluso il suo compito, quello, cioè, di allontanare definitivamente ogni traccia di pensiero di sinistra, o cento-sinistra che dir si voglia, dalla ormai ristrettissima parte di elettorato che ancora si ostinava a credere nel suo pd.
Coraggiosamente aiutato dalla stampa cosiddetta " di sinistra " ( unità, repubblica ecc. )in questo insano proposito, hanno lasciato noi poveri cittadini in balia ad un black out di libera informazione, a mio parere, senza precedenti.( che dire di sansonetti e compagnia l'altra sera a " primo piano " ? )
Ho letto l'intervento di grillo alla manifestazione e non mi sono scandalizzato, perche non vi era da scandalizzarsi.
( napolitano che si firma l'impunità !?!?!? morfeo è solo un vezzeggiativo. )
ho letto l'intervista a travaglio su " la repubblica " e mi sono indignato per la faziosità delle domande che gli sono state poste.
ben venga littorio feltri e il suo giornale: lì, perlomeno, non si va incontro a brutte sorprese.
Forza Walter, un altro piccolo sforzo, ottobre è vicino: dai il colpo finale !!
un saluto,
danilo.
Sergio
11 luglio 2008 00:00
Ivan, se mi spieghi in cosa esagero te ne sarò grato.
Tu scrivi:
"E pur facendo leva su un goffo protagonismo da rock-star, i summenzionati incanalano il malcontento popolare in manifestazioni pubbliche, invece di lasciarlo inespresso al bar o fra le mura di casa."
Bene, analizza quel che hai scritto e comprenderai che quelle che tu chiami rock-star non incanalano proprio nulla: sono dei berlusconini che utilizzano le armi berlusconiane per fini berlusconiani: curare i propri interessi.
Ecco la dimostrazione dell'assunto.
1996: vince il centrosinistra.
I tanti cittadini preoccupati per i rischi rappresentati dal nano-psicopatico, come mi sembra lo definisca il Grillo di turno, avrebbero dovuto presidiare i palazzi del potere e rompere letteralmente il culo a Prodi, D'Alema, Bertinotti e via discorrendo chiedendo ogni giorno quale problema avevano risolto per impedire che si potesse ripetere lo scempio democratico e il grave pericolo per la democrazia rappresentato da Berlusconi, che sarebbe sempre potuto tornare al governo.
Non si tratta di negare i diritti politici a nessuno, nemmeno a Berlsuconi e nemmeno a Totò Riina (una persona condannata per mafia, può fondare un partito e candidarsi? Prego documentarsi e rispondere), ma prendere una serie di provvedimenti perché il vulnus non abbia a ripetersi.
Ti sembra che sia stato fatto qualcosa del genere? Dai politici e dai milioni di elettori sensibili ai temi della democrazia?
Sulla TV?
Sul conflito di interessi?
Sugli intrecci tra finanza e politica?
Sullo sviluppo degli istituti di democrazia diretta? (A partire dalla semplice previsione di prevedere l'obbligo entro tempi prestabiliti da parte del Parlamento di discutere le proposte di legge di iniziativa popolare, per esempio).
Sulla lottizzazione?
Sull'occupazione partitica, dagli ospedali ai teatri, in sfregio a meriti e competenze, di ogni spazio della società civile?
NO CAZZO!
CAZZO, NULLA DI TUTTO CIO' E' STATO FATTO!
E adesso qualcuno si stupisce se il nano riempie le istituzioni con i suoi bravi?
E riguardo a questo aspetto per cui sono i segretari dei partiti che "nominano" i parlamentari, il centrosinistra, che aveva tanto osteggiato il porcellum, non poteva cambiare almeno questo aspetto di quella legge? Non doveva essere una priorità assoluta per assicurare agli italiani almeno il potere di scegliere gli eletti?
E dal 2006 alle elezioni del 2008, cosa hanno fatto i tanti nobili sensibili alla democrazia? Quuanti interventi ha fatto il ministro Di Pietro per eliminare questo vulnus? Quanti articoli ha scritto Furio Colombo su questo tema? E Flores quanti Palavobis ha organizzato per rompere il culo a Prodi su questo tema? E sulla questione TV? Non fatemi rifare l'elenco, cazzo.
E no, non ci sto. Il nano fà quel che i cazzoni che lo contestano gli hanno consentito di fare.
Allora, questi signori politici non incanalano proprio nulla. Recitano una parte, sapendo che forse in futuro potranno nuovamente gestire per un po' di tempo il potere e ricomincerà la ruota. E i signori rock-star curano i loro interessi: diversamente si sarebbero dati da fare ai tempi di Prodi & C.
Infatti, nel 2006 il centrosinistra torna al governo e ripetono esattamente lo stesso copione del periodo 1996-2001. Cioè, non fanno nulla rispetto ai vulnus per la democrazia.
CVD.
Esagero? o c'è una piccola incongruenza in tutta questa vicenda?
Se poi pensiamo di nuocere al governo Berlusconi parlando di cosce allargate... (ma non era un pompino?), state certi che avremo Berlusconi e pure i suoi nipoti. Contenti voi.
No, con questi argomenti non si va da nessuna parte.
Qualcuno ha scritto che in una democrazia esistono delle leggi e chi le viola deve pagare. Sbagliato, le leggi esistono in ogni sistema e in ogni si sistema si paga.
Quel che fa la differenza tra una democrazia e altri sistemi illiberali è che nel primo esiste la certezza del diritto e delle regole, negli altri sistemi c'è l'arbitrio.
Vi sembra che in Italia sia mai esistita certezza del diritto e delle regole?
Allora, mettetevelo in testa la nostra non è una democrazia ma una oligarchia.
E ad averla resa tale non è Berlusconi, ma coloro che lo hanno preceduto.
La mia preoccupazione è che Berlusconi ha avuto il merito (involontario) di rendere evidenti tutti i mali del nostro sistema e quindi avremmo potuto reagire, ma purtroppo coloro che avevano incancrenito l'Italia hanno avuto la capacità di illudere mezzo paese che tutto dipende dal nano e che senza di lui l'Italia sarebbe un paradiso. E così eccoci intrappolati in questa eterna finzione dei berlusconiani contro Berlusconi. Come ieri eravamo intrappolati nella finzione della DC e del PCI che si dichiarava avversario della DC e del suo sistema di potere, ma voleva governare con la DC... Strano modi di combattere un sistema politico. Infatti, i risultati sono qui. Da un lato un partito di plastica ("A che numero risponde?", dice lo spiritoso Veltroni), dall'altro un coacervo di forze politiche che da due decenni discute intorno alla formula partito e ogni tanto cambia nome e apre una nuova gestione, ma il cuoco è sempre quello.
Se l'Italia fosse stato un sistema democratico non sarebbe capitato quel che è capitato.
Allora, che facciamo?
A questa domanda si può cominciare a rispondere solo se l'analisi che precede è condivisa.
Diversamente continuerò a fare la Cassandra.
Harakiri
11 luglio 2008 00:00
Ma quale esagerazione.
Qui c'è uno che sfila il portafoglio e l'altro che grida:
"Attento, ti stanno rubando il protafoglio!" e intanto gli frega l'orologio e visto che c'è anche le scarpe e poi, giusto perchè si abitui, senza cattiveria, un tantino di pisello nel buchetto del culetto...
E poi, tutti giù in piazza a gridare "no, nelle orecchie no! non è democratico!"
Ma per favore, devo riesumare "Il mio voto a Berlusconi" o "Chi tira i fili"?
Bradipo, hai già dimenticato tutto?
Prenditi un ventilatore che mi sa che da te fa molto caldo.
Ciao fratello bradipo.
Micromega
11 luglio 2008 00:00
Opinioni diverse a confronto su quella giornata:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/
Topesio
11 luglio 2008 00:00
Quando leggo che la sinistra <b>al potere</b> non ha fatto nulla, ad esempio per il conflitto d'interessi, ecc. mi viene da ridere: QUALE sinistra al potere? Quella con Dini e Mastella? Ma fatemi il piacere...!!!
Sergio
11 luglio 2008 00:00
Danilo, Deluso e estimatori di Piazza Navona,
la vostra rabbia è assolutamente comprensibile.
E personalmente la comprendo.
E’ sulle risposte, su come organizzare questa rabbia, sul dove e come indirizzarla che non siamo d’accordo.
Io parto da un’analisi che ancora nessuno mi ha smentito.
La riassumo: Berlusconi è il prodotto dei mali italiani e non la causa; anche se dal mio punto di vista li ha aggravati, ma questo paradossalmente è un “bene” perché avrebbe dovuto (e potuto) provocare una reazione per curare quei mali. Ciò non è avvenuto nei sette anni su quattordici di governo del centrosinistra. Ergo, o il centrosinistra è incapace o si nutre di quei mali che ha reso possibile l’avvento di Berlusconi. Opto per questa seconda ipotesi sulla base dell’analisi storica della politica italiana dal dopoguerra a tangentopoli. Il centrosinistra è così interno a quel sistema affaristico clientelare, corporativo e partitocratico da non riuscire a riformare il sistema che ha contribuito a creare.
Se vogliamo combattere Berlusconi e il suo sistema di potere, occorre utilizzare argomenti e metodi che siano nei fatti di segno culturale diverso da quelli utilizzati da chi si pretende di combattere.
Non si irride il Presidente che si firma l’immunità come se si trattasse di uno strappo alla Costituzione; cosa dovrebbe fare Napolitano, Costituzione alla mano? Potrebbe rinviare alle Camere la legge con messaggio motivato per chiedere una nuova deliberazione; questo è vero e al momento ogni critica sul punto è pertanto pura illazione in spregio alla Costituzione: la legge non è ancora sottoposta al giudizio del Presidente.
Se non rinvierà alle Camere la legge, allora potranno sollevarsi delle critiche.
Ma anche in questo caso, dovremmo svolgere delle riflessioni attente perché la Costituzione prevede il messaggio motivato per il rinvio alla Camere di una legge, ma non prevede la “promulgazione motivata”.
Se ci interessa ragionare su questa ipotesi, il rinvio alle Camere, dobbiamo allora riflettere su quali spazi ha il Presidente per muoversi senza provocare un nuovo strappo al nostro sofferente sistema.
Ecco allora le mie considerazioni.
La Costituzione prevede già un’ampia tutela dei parlamentari: art. 68 della Costituzione: nessun parlamentare senza autorizzazione della Camera a cui appartiene può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare; identica autorizzazione è richiesta per le intercettazioni.
Ovvio che se si sta indagando su un reato e serve acquisire documenti a poco serve chiedere l’autorizzazione alla perquisizione o alle intercettazioni: l’interessato farebbe sparire i documenti e starebbe ben attento alle sue conversazioni telefoniche.
D’accordo su ciò?
Come si aggira l’ostacolo?
Provo a rappresentare una possibilità teorica, giusto per esercizio scolastico. Basta intercettare persone che abbiano rapporti con il parlamentare che si vuole indagare; ovviamente devono essere persone in qualche modo riconducibili a ipotesi di reato sulle quali si sta indagando.
Prima o poi il parlamentare sarà intercettato; le intercettazioni a questo punto per poter essere utilizzate devono ottenere l’autorizzazione della camera di appartenenza, ma intanto cominciano a trapelare notizie su queste intercettazioni.
Così la giustizia nei tribunali è sostituita dalla giustizia sommaria e mediatica.
Questo metodo non è accettabile e non c’è dubbio che nella magistratura ci siano stati funzionamenti poco corretti, fosse anche solo per la sistematica fuga di notizie.
La sentenza della Corte Costituzionale sul nodo Schifani ha bocciato quel provvedimento ma senza affermare che per introdurre quella speciale tutela fosse necessaria una riforma costituzionale (cosa che per esempio ha fatto quando ha censurato la legge sulle quote rosa; e si è proceduto, infatti, alla modifica dell’art, 51 della Costituzione); in qualche modo quella sentenza ha segnato il tracciato entro cui costruire un nuovo provvedimento.
Con queste premesse, vedo poco spazio di azione per il Presidente; anche i costituzionalisti sono divisi tra chi afferma che è necessaria una riforma costituzionale (con argomentazioni che a me appaiono fragili) e chi invece afferma che non è necessaria.
In ogni caso, il Presidente ne sa più di me e alla sua valutazione dobbiamo fare affidamento, fermo il diritto alla critica. Ma oggi ogni critica è pura demagogia: come si fa a criticare una decisione che ancora non c’è?
E se si vuole criticare per spronare (comportamento irriguardoso per il galateo istituzionale a cui sono tenuti i parlamentari ma non certo i cittadini comuni), allora bisogna attrezzarsi con solide argomentazioni giuridiche, che ancora non ho avuto il piacere di sentire.
Rimane quindi solo la valutazione politica: per quanto mi riguarda bocciatura piena sul piano politico di questo provvedimento; dal punto di vista dell’opportunismo politico nell’interesse di Berlusconi invece l’uso strumentale di questi argomenti è formidabile.
Potrà ancora una volta affermare che si vuole sovvertire il voto popolare per mano giudiziaria.
In questa trappola i contestatori di Berlusconi non devono cadere (se vogliono contestarlo e non aiutarlo): già una volta una classe politica è stata spazzata via per mano giudiziaria senza che fosse sconfitta sul piano politico. Questo è il problema dell’Italia e bisogna che lo si comprenda. Spazzati via quei signori, sono arrivate le riserve che hanno puntellato quel sistema traghettandolo nella fittizia seconda repubblica: l’operazione è riuscita grazie a un uomo, Berlusconi, che poteva assumere il ruolo del bersaglio. Da quel momento, tutto si è ridotto a un pro e contro Berlusconi ma quando poi i “contro” hanno avuto la possibilità di agire non hanno agito.
Veltroni ha fallito perché ancora una volta si è posto sulla scia della tradizione cattocomunista, ma questo è un altro discorso che adesso ci porterebbe fuori tema.
Scusate la lunghezza, però le critiche vanno motivate; diversamente rimangono due opzioni:
1) ignorare il critico
2) replicare con atteggiamento liquidatorio.
Entrambe le opzioni mi sembrano poco carine in una discussione e senza dubbio improduttive.
Neocortex
11 luglio 2008 00:00
Ma insomma, se Berlusconi & C ha fatto quello che ha fatto in passato è certamente perché qualcuno glielo ha permesso. Se oggi, poi, Berlusconi & C continua a fare quello che ha fatto in passato è perché qualcuno, anche oggi, glielo permette: chi e perché? Tutti sappiamo perfettamente che lo scempio legislativo proposto da Berlusconi & C serve solo a lui e a qualcuno dei suoi. Tutti sappiamo che questo scempio legislativo, in quanto tale, è ingiusto: ne sono pienamente consapevoli anche quei cittadini che non avendo tribune e riflettori su di loro riempiono le piazze di Di Pietro, Travaglio, Santoro, Grillo e Guzzanti “chiedendo giustizia”. Lo sa anche la Lega, senza la quale l’attuale governo non esisterebbe, Lega che solo ed esclusivamente per motivi di opportunità – e te lo dicono pure “papale-papale”! – si presta al perfezionamento dello scempio. E sappiamo tutti che finchè la Lega penserà di raggiungere i suoi scopi sorreggerà Berlusconi & C ma che non appena riscuoterà il suo credito politico, lo abbandonerà. Il Presidente della Repubblica sembra tacere e acconsentire che lo scempio si realizzi. Veltroni e Casini, ipocriti, scimmiottano un improbabile duello in “in punta di fioretto” col “carro armato” Berlusconi & C ostentando un atteggiamento bavosamente veterodemocristiano: up for anything sembrano dire, pronti a tutto, certo, a patto che convenga a noi! Di Pietro te la dice tutta invece e quello che ti dice è sorretto da elementi inconfutabili. E per questo va stigmatizzato? Ma, insomma: cosa vogliamo e da chi? Cosa siamo disposti a fare per ottenerlo? Siamo in grado di reagire o preferiamo subire? Lo sappiamo che dall’atteggiamento di Veltroni, Casini etc.. trae vantaggio proprio Berlusconi & C che, dal disinteresse sullo svolgimento della delega democratica, ha miglior agio di introdurre modifiche sistemiche secondo ciò che a lui è comodo? E allora: glielo lasciamo fare? Ci “fa bene”? Pensiamo forse che lasciandogli sistemare i problemi suoi poi sistemerà quelli nostri? Detto alla Guzzanti: dobbiamo consentire a Berlusconi & C di continuare a godere sodomizzando i culi altrui con l’uccello degli altri ?
Marco Travaglio
11 luglio 2008 00:00
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/7946/78/
Dunque abbiamo assodato che, quando Al Tappone definisce “metastasi” la magistratura, è una battuta. Quando definisce “coglioni” gli elettori che non votano per lui e “spazzatura” 50 mila persone che manifestano contro di lui, è una battuta. Quando il ministro Bossi preannuncia “300 mila fucili” pronti a sparare in Padania, è una battuta.
Gli unici che non possono fare battute sono i comici: quelli “insultano”, “vilipendono”, minacciano la democrazia. Invece chi sfigura la Costituzione a propria immagine e somiglianza “dialoga”, anche se parla da solo.
Harakiri
11 luglio 2008 00:00
Quel che leggo sulla questione Carfagna è umiliante e di una cialtroneria inaudita.
Trionfo di meschinità, ipocrisia e maschilismo.
Tutto si basa su intercettazioni delle quali si fanno ad arte trapelare notizie o si inventano indiscrezioni.
Tutti gridano vogliamo conoscere la verità; ma quale verità: questa è una stronzata, come una stronzata è chiedere un giurì che analizzi il contenuto delle intercettazioni, come leggo oggi su Repubblica a firma di un Merlo.
Scusi Merlo, lo so che è maleducato deridere per un cognome che si porta senza colpa; facciamo così, per pareggiare il conto: sono uno stronzo.
Ma lei è proprio un merlo che se le cerca; come si fa a conclusione di un'analisi pienamente condivisibile, intelligente e attenta, dopo aver lucidamente dimostrato la portata calunniosa delle accuse rivolte alla Carfagna, affermare la “Carfagna chieda un giurì che esamini quei nastri”.
E cosa dovrebbero dimostrare quei nastri?
Non possono dimostrare nulla, e questo ciascuno di noi lo sa bene; in ogni caso non potranno ristabilire la dignità di una persona; dignità a cui una persona ha diritto, come Merlo afferma, a prescindere dalle sue relazioni amorose e dai sui comportamenti trasgressivi.
Carfagna sarà sempre accompagnata dall’etichetta della “zufolatrice” per fare carriera.
E se non sono penalmente rilevanti e quindi non saranno rese pubbliche, in base a quale norma i presunti interessati possono chiedere di acquisirle? Chi sono coloro che possono inoltrare tale richiesta se non sappiamo nemmeno chi sono i coinvolti?
Ve la vedete la mamma di Travaglio che va dal magistrato e chiede scusi magistrato potrei verificare se ci sono anch'io o il mio bambino?
Travaglio e Merlo questo lo sanno bene: o le intercetatzioni saranno pubbliche perchè rilevanti o sarà come se non esistessero e non c'è norma per farle esistere. Quindi perché in modo capzioso indurre un pensiero inconsistente? Per speculare sulla non conoscenza delle norme del popolo, che evidentemente il duo considera bue?
Ammettiamo che in queste intercettazioni Berlusconi affermi che ha fatto ministro la Carfagna per i servizietti resi.
Affermazioni simili dimostrano solo il cattivo gusto, il gallismo di un settantenne che, per volontà del popolo italiano, di Dio e di Veltroni, è a cavallo dell’Italia e forse di qualche italiana.
Dico forse perché potrebbe trattarsi di una affermazione falsa, pienamente compatibile con il carattere di un uomo che non perde occasione per fare lo smargiasso, il donnaiolo…
Come dimostriamo che quei rapporti ci sono stati?
E come dimostriamo che è grazie a quei rapporti che lei adesso è ministro? Perché una cosa dovrebbe essere conseguenza dell’altra?
Perchè è una bella dona?
Perchè ha fatto carriera in fretta? Vogliamo cazzeggiare. Eccovi serviti
Giovanna Melandri, classe 1962, nel 1994 diviene deputato a soli 32 anni; nel 1998 diviene ministro a soli 36 anni. Carriera politica fulminante, non vi pare?
Si può fare qualche pensierino malizioso? Anche Melandri è stata oggetto di attenzioni maschili. Anche Barbara Pollastrini ha un suo fascino, su un moderato come Prodi poi… E se vogliamo proseguire con questa logica sessista, è lecito ipotizzare che Guzzanti è inviperita e gelosa per essere stata preferita ad altre?
In fondo ha iniziato proprio sulle reti Mediaset, la Tatiana nazionale, ricordate?. E poi, visti i rapporti del padre con Berlusconi… chissà da cosa è provocata tanta volgarità.
Vi rendete conto a dove si arriva assumendo queste logiche?
E’ con queste meschinità che pensiamo di far progredire questo paese?
Vogliamo costruire tutto sulla sfiga di essere oggetto di discussione in qualche telefonata?
Ecco allora la soluzione: sottoponiamo a intercettazione tutti così avremo trasparenza sulle nomine ministeriali, economiche, amministrative…
Cosa ne sappiamo delle motivazioni che hanno indotto a nominare questi ministri in questo governo o altri nei precedenti esecutivi? Non si tratta di nomine pubblicamente motivate.
Rimane solo una cosa civile da fare: valutare Carfagna per quel che farà come ministro.
Tutto il resto è spazzatura che non dovrebbe neanche sfiorare la mente di una persona democratica e civile.
Harakiri
11 luglio 2008 00:00
Sergio, perchè non pubblichi autonomamente la parte dedicata a Guzzanti e omosessuali.
Sarei curioso di leggere cosa ne pensano loro delle affermazioni della Guzzanti.
Ancora non ho letto in proposito prese di posizioni dei movimenti gay... curiosa circostanza.
IVAN
11 luglio 2008 00:00
Sergio, proviamo a chiarire:
<< Grillo, Travaglio e la Guzzanti incanalano il malcontento popolare in manifestazioni pubbliche, invece di lasciarlo inespresso al bar o fra le mura di casa. >>
Ho scritto “malcontento”, non “buone ragioni di essere incazzati”. Sfumatura d'obbligo.
Altrimenti, da quel punto di vista, pure il Berlusca ha incanalato il “malcontento” popolare nei confronti dell'inettitudine della sedicente “sinistra”.
In pratica: “Non vi va di essere inchiappettati con la vaselina? Sostenete me”; salvo poi scoprire che il tizio semplicemente sostituisce la vaselina col burro.
E poco dopo ritorna il primo inchiappettatore: “Non vi va di essere inchiappettati col burro? Sostenete me”...E avanti così, all'infinito. (L'ingenuo manicheismo di “Deluso” è un ottimo esempio di questa manipolazione)
Scrivi (e sia chiaro che condivido):
<< I tanti cittadini preoccupati per i rischi rappresentati dal nano-psicopatico avrebbero dovuto presidiare i palazzi del potere e rompere letteralmente il culo a Prodi & C. chiedendo ogni giorno quale problema avevano risolto per impedire che si potesse ripetere lo scempio democratico e il grave pericolo per la democrazia rappresentato da Berlusconi, che sarebbe sempre potuto tornare al governo. >>
Giusto. Ma secondo te, Sergio, come elettori abbiamo la COSCIENZA CIVICA di andare ad appiccicare al muro la coalizione in carica ed ESIGERE che non stiano lì solo a farsi pompini fra loro?
No, il 95% (e sono generoso) dei cittadini si limita a mettere una croce (più o meno a caso) su una scheda, e poi torna ad occuparsi di Totti e Biùtiful. La loro parte l'han fatta, fine della “Coscienza Civica”. Ovvio che non SAREBBE tutto lì, ma vaglielo a spiegare.
<< Allora, che facciamo? A questa domanda si può cominciare a rispondere solo se l'analisi che precede è condivisa. >>
Da parte mia ripeto che lo è...ma siamo in 60 milioni: conta i “Sergi” che sono in grado di condividerla.
Ecco perché ho detto che secondo me stavolta “esageri”: non per via dei <i>contenuti</i> (che NON sono in discussione), bensì perché <u>pretendi di spiegare l'algebra a chi non conosce nemmeno le tabelline</u>.
Ecco perché, anche se hai ragione, è una partita persa in partenza, se giocata su questo terreno.
Naturalmente spero di "esagerare" anch'io. Ciao.
Cassandra 2
IVAN
11 luglio 2008 00:00
UN PO' DI FREEWHELING...
---------------------------------------------
(Da DE PRAVATO:)
<< In Parlamento ci sono proprio quelli che dici tu, ma sai chi ce li ha mandati? Tu ed io...E ALLORA CHE CAZZO CI LAGNAMO? Si, lo so, tu ed io non siamo responsabili... Sono stati gli altri italiani, quelli stronzi!... E' ESATTAMENTE quello che dicono anche gli altri 60 milioni di compatrioti! >>
Insomma, vuoi metterti nel capoccione che i vincitori delle elezioni vengono stabiliti a tavolino fin dal '48, e che “noi” non abbiamo alcuna voce in capitolo?
Non voglio tornarci, però è un teorema che spiegherebbe TUTTE le contraddizioni del Sistema.
Questo sarebbe evidente, se guardassimo le cose con gli OCCHI (Italia=oligarchia) e non con la testa (Italia=democrazia).
(P.S: “Sinteticità ci vuole”...un par de cefali! Questa è l'ultima volta che ti do ascolto...Guarda che pappardella mi tocca leggere (e scrivere), per essere stato “sintetico”!)
===============================================================
(da DANILO:)
<< Ben venga Littorio Feltri e il suo Giornale: Lì, perlomeno, non si va incontro a brutte sorprese. >>
<u>Questa</u>, è <i>sintesi</i>!
===============================================================
(da HARAKIRI:)
<< Devo riesumare "Il mio voto a Berlusconi" o "Chi tira i fili"? Bradipo, hai già dimenticato tutto? Prenditi un ventilatore che mi sa che da te fa molto caldo. Ciao fratello bradipo. >>
Allora, più o meno nell'ordine...
- Sì, devi riesumarli;
- Bradipo sei tu, o lo avresti già fatto;
- Fidati, che in questo forum sembro essere l'unico che si ricorda tutto (e <i>tutti</i>, peggio della Digos);
- No, anzi, qui in Amazzonia c'è un clima mite che concilia una (sempre meritata) pennichella;
- Ciao anche a te, брат ленивец...Purtroppo, al contrario di altre meno nobili specie, la madre dei Bradipi NON è sempre incinta...
===============================================================
DelusoMariaGiuliaComunistapersempre(ecc), di gente che - senza rendersene conto - ingrassa il berlusconismo quanto te non ne ho mai visti di eguali. Dovresti farci un pensierino serio, bellezza.
Sergio
11 luglio 2008 00:00
Ivan, adesso il tuo pensiero mi è più chiaro ma aggiungo:
"incanalano" verso dove?
Ecco a mio avviso, verso i propri interessi, tornaconto, mantenimento delle posizioni acquisite...
Da questa convinzione discende il mio tentativo di analisi, per invitare la "società civile" a:
1) organizzarsi in proprio, discutendo, analizzando, studiando i meccanismi della democrazia;
2) rinunciare ai “maestri” politici, ai demagoghi, ai populisti: non deve commettere l’errore di riporre la fiducia in chi su quel sistema ha costruito le proprie fortune; non deve demolire un leader per sostituirlo con un altro; deve subordinare la fiducia a comportamenti e azioni politiche concludenti e non sulle chiacchiere;
3) utilizzare argomenti e metodi che siano nei fatti di segno culturale diverso da quelli utilizzati da chi si pretende di combattere;
4) documentarsi prima di far proprie tesi, interpretazioni, accuse solo perché suggestive.
Scrivi ancora
“come elettori abbiamo la COSCIENZA CIVICA di andare ad appiccicare al muro la coalizione in carica ed ESIGERE che non stiano lì solo a farsi pompini fra loro?”
Ma io mi accontento di quel piccolo esercito sceso a Piazza Navona se solo avesse capito che ripongono male le loro aspettative sostenendo i Grillo, i Di Pietro…
Queste persone scese in piazza hanno una coscienza civica, è l’analisi che difetta e di conseguenza i comportamenti politici sono quello che sono.