Antonio Di Pietro
09 luglio 2008 00:00
Nell'articolo del 27 giugno ho scritto che il 7 luglio un inviato di Italia dei Valori avrebbe seguito l'udienza del processo Mills, esattamente come ho fatto per il processo Spartacus. Questo il servizio realizzato dove potrete seguire l'intervista a Nicolò Ghedini avvocato di Silvio Berlusconi e parlamentare di Silvio Berlusconi.
"Processo Berlusconi-Mills. Il Premier imputato per corruzione in atti giudiziari rischia una condanna fino a 6 anni. Nell'udienza di oggi la deposizione di un consulente della difesa che cerca di spiegare i movimenti di denaro attraverso le società offshore di Berlusconi.
Daniele Martinelli: Siamo al tribunale di Milano. Dietro queste porte si sta tenendo l'udienza del processo Mills che vede imputato Silvio Berlusconi. Non è possibile entrare con le telecamere, è stato vietato, quindi non è possibile riprendere e fare immagini, tanto meno registrare la requisitoria del Pm. L'udienza è cominciata attorno alle 11, è l'una e venti e sono passate circa due ore e mezza. E' uscito l'avvocato Ghedini, il parlamentare che si occupa direttamente della causa del Premier. Ha rilasciato qualche intervista ma lo stiamo ancora aspettando per avere altre notizie.
Ecco il giudice Nicoletta Gandus, ricusata o meglio rifiutata da Berlusconi. Ovviamente la mossa serve ad allungare i tempi del processo e avvicinare la prescrizione e anche l'annullamento per via del lodo Alfano, lodo dal sapore incostituzionale già approvato dal Senato e messo davanti ad ogni altra priorità anche alla Camera. Lodo che rende immuni da ogni reato il Presidente della Repubblica, della Camera, del Senato e ovviamente del Consiglio dei Ministri, unico imputato.
Ghedini: Spero che la nostra maggioranza le modifichi perché effettivamente sottrarre risorse alla giustizia in questo momento sarebbe sbagliatissimo. Ho sempre sostenuto che la magistratura deve avere grandi risorse e deve avere assoluta indipendenza.
Come avete sentito il parlamentare difensore di Berlusconi critica ciò la maggioranza che lui stesso rappresenta si appresta a fare, e cioè tagliare del 40 per cento i fondi alla giustizia. Ma ora cerchiamo di avvicinarlo noi.
Martinelli: Avvocato Ghedini mi scusi. Il processo Mills, questa vicenda del processo si lega un po al fatto che Berlusconi ha parlato delle toghe rosse, ma dobbiamo ricordare giustamente che tutto parte dalla denuncia del fisco inglese che trasferisce al fisco italiano.
Ghedini: Tutto parte da un inchiesta non del fisco inglese, ma da una vicenda molto più antica sui diritti. Poi c'è una trasmissione che poi giustamente la procura ha valutato e ha iniziato un indagine. Io credo che questa indagine si sarebbe dovuta fermare all'esito delle ulteriori prove che noi abbiamo portato.
Martinelli: Ma state facendo tutto di corsa per approvare prima il lodo Alfano e la blocca processi per evitare una sentenza?
Ghedini: No, guardi, qui stanno facendo tutto di corsa per finire il processo. Noi siamo contenti perché siamo convinti che saremo assolti. Il lodo invece è una questione politica dove si vuole togliere una ragione di critica e polemica politica.
Martinelli: Ma che ragione c'è di bloccare tutti i procedimenti entro il 31 giugno del 2002?
Ghedini: Quella è stata una scelta dei relatori che è correlata alla prescrizione. Lei sa che la prescrizione nel nuovo ordinamento, con la legge più recente, si consuma in 6 anni in atti interruttivi. Adesso se mi lascia andare a mangiare...
Martinelli: Però con il lodo Alfano quattro persone non saranno più uguali davanti alla giustizia e la legge.
Ghedini: Io credo che cosi avremo una situazione delle problematiche tra politica e giustizia assai più distese e un Presidente del Consiglio che quando non sarà più Presidente del Consiglio si farà processare.
Martinelli: Ammesso se arriverà al Quirinale.
Ghedini: Anche se arriva al Quirinale, non è più reiterabile.
Voce fuori campo: E se lo nominano in questa legislatura?
Ghedini: Lo stesso, non può durare più di 5 anni comunque, c'è scritto espressamente.
Voce fuori campo: Ve la cavate sempre, siete forti ragazzi, siete forti.
Ghedini: Facciamo il possibile.
Voce fuori campo: Siete bravi siete bravi.
Ghedini: Abbastanza.
Voce fuori campo: Però lo scandalo e la vergogna non si prescrivono caro Ghedini, ricordatelo.
Ghedini: E' vero. Quello è un problema suo.
Attendiamo il suo ritorno dalla pausa per avere qualche altra informazione. Ghedini mostra un po di imbarazzo.
Martinelli: Perché avete vietato le telecamere di riprendere il processo, visto che riguarda il Presidente del Consiglio?
Ghedini: Ma io sarei contento che ci fossero le telecamere, anzi è il tribunale che le ha vietate.
Martinelli: Non l'avete chiesto voi?
Ghedini: Ma neanche per sogno. Mai stato, anzi sarei contento che ci fossero le telecamere.
Martinelli: Ma il dibattimento non è pubblico?
Ghedini: Il pubblico può entrare ma non consentono di riprendere. Questo secondo me è sbagliato in un processo come questo. Non sappiamo la ragione.
Proviamo a pensare quale motivo avrebbe un giudice di vietare l'ingresso alle telecamere in un dibattimento pubblico che riguarda tra l'altro un personaggio pubblico come il capo del governo, se non su pressioni da parte della difesa stessa, in questo caso da parte dello stesso Ghedini e dal suo gruppo di avvocati che difendono Berlusconi.
Martinelli: Avvocato, mentre aspettiamo che riparta l'udienza ancora un paio domande. Ci sono stati cento costituzionalisti che hanno sollevato seri dubbi di legittimità e costituzionalità riguardo sia il lodo Alfano che il blocca processi.
Ghedini: Certo, più che legittimo. In diritto le opinioni sono le più variegate. Ci sono moltissimi costituzionalisti che sono stati organizzati da Gaetano Quagliariello che sostengono esattamente il contrario. Il diritto è anche bello per quello.
Martinelli: Il processo che riguarda Berlusconi e le intercettazioni con Saccà è stato trasferito a Roma. Contento?
Ghedini: Si, sono contento perché effettivamente la competenza è romana. Sarò più contento quando me lo assolveranno anche li.
Martinelli: Ma rimane comunque il problema del ruolo di Berlusconi, dove da parlamentare chiede favori a un direttore di rete, che non è nemmeno la sua ma della diretta concorrente, e quindi uno scambio di attrici per far cadere il governo Prodi.
Ghedini: Ma no, se lei legge le intercettazioni non è assolutamente cosi. Non c'è alcuno scambio di favori, ma solo delle segnalazioni come avviene..
Martinelli: L'ha detto lui al telefono, Berlusconi. Per esempio su Elena Russo cosi il senatore mi vota contro.
Ghedini: Ma no, non è assolutamente detto cosi. Le intercettazioni ce le ho tutte.
[Intercettazione telefonica tra il Presidente Silvio Berlusconi (P.) e Saccà (S.):
P: con la Elena Russo non c'era più niente da fare? Non c'è modo...?
S: no .. c'è un progetto interessante .. adesso io la chiamo ..
P: gli puoi fare una chiamata? La Elena Russo; e poi la Evelina Manna. Non centro niente io, è una cosa ... diciamo ... di...
S: chi mi dà il numero?
P: Evelina Manna ... io non c'è l'ho ...
S: chiamo ..
P: no, guarda su Internet ..
S: vabbè, la trovo, non è un problema ... me la trovo io ..
P: ti spiego che cos'è questa qui ..
S: ma no, Presidente non mi deve spiegare niente ..
P: no, te lo spiego: io stò cercando di avere ...
S: Presedente, lei è la persona più civile, più corretta..
P: allora ... è questione di .. (parola incomprensibile, le voci si accavallano) ....
S: ma questo nome è un problema mio ...
P: io stò cercando ... di aver la maggioranza in Senato ... ]
Ghedini: Lei sul sito dell'Espresso può leggere quello che vuole, venga a leggersi le intercettazioni e le faccio avere quelle giuste.
Martinelli: Quelle riscritte, ma la voce di Berlusconi è una.
Ghedini: La voce di Berlusconi è una, basta che lei le ascolti e non dice assolutamente quello che lei prospetta. Mai ha detto Berlusconi “prenditi la Elena Russo e quell'altro vota cosi”. Lo escludo categoricamente. Proprio non dice affatto cosi, ma semplicemente che c'è un attrice a cui sarebbe interessato un senatore dell'allora maggioranza, tutto qui, ma non fa alcun collegamento diretto, tanto che per questo non c'è nessuna imputazione.
[Silvio Berlusconi per questa vicenda è indagato per corruzione e tentata corruzione]
Ghedini: Vado dentro, ci vediamo dopo.
Martinelli: Può chiedere se ci lascia entrare?
Ghedini: Chiedeteglielo voi, più che volentieri. Dovete chiederlo voi, non posso chiederlo io. Non ho un interesse diretto. Se lei lo chiede vi fate autorizzare. Io non mi oppongo, anzi.
Il dibattimento quindi procede a porte chiuse. Il momento di massima tensione è stato raggiunto quando Ghedini ha detto: “Prendiamo atto dell'ennesima violazione del diritto alla difesa”.
In attesa intanto che l'istanza di ricusazione sia discussa nei prossimi giorni il presidente del collegio Nicoletta Gandus ha tirato comunque dritto per la sua strada calendarizzando gli ultimi appuntamenti, ossia l'audizione a Lugano del banchiere Paolo Del Bue fissata per lunedì dopo mille rinvii. Intanto i difensori hanno chiesto di rinviare questa audizione l'esame dei due periti che dovevano chiarire il passaggio dei 600 mila dollari dai conti riconducibili a Berlusconi a quelli di Mills, la prova della corruzione. Il Pm Fabio De Pasquale si è opposto alla richiesta e il collegio gli ha dato ragione. In aula è stata la volta del professore Andrea Perini che ha analizzato i conti esteri in mano all'accusa ribaltando la tesi della procura. Lunedì prossimo la corte di trasferirà in Svizzera. Il 19 settembre prossimo, a patto che la ricusazione venga respinta, il processo potrebbe concludersi con l'inizio della requisitoria del Pm, ma dietro l'angolo già si vede l'immunità con il lodo Alfano."
Domanda
11 luglio 2008 00:00
L’immunità esiste anche in altri Paesi europei?
Partendo da lontano, dalla nazione più europea tra le extra-europee, gli Stati Uniti partono da un principio fondamentale in cui nessuno è al di sopra della legge, compreso il Presidente come ricorderanno le vicende di Andrew Johnson, Ronald Reagan e del molto più recente Bill Clinton (1999). Nessun membro del governo gode di una immunita’ sancita dalla Costituzione, i membri del Congresso godono di immunità dall’arresto. L’unica “arma” nelle mani del Presidente, unico a detenere tale potere, è quello di poter proteggere informazioni che potrebbero minare la sicurezza nazionale.
Francia:in Francia tutti i ministri, compreso il primo, possono essere indagati senza bisogno di richieste ed in qualsiasi momento. L’ex Presidente della Repubblica Chirac ha potuto godere di un’immunità “ad hoc” riformata durante il proprio mandato e concessagli da Consiglio costituzionale nel 1999 e la Cassazione a sezioni unite nel 2000 fino al 2007, attualmente è ancora in vigore ma un voto dei 3/5 del Parlamento riunito può scioglierla. In aggiunta, in Francia esiste la condanna all’ineleggibilità: se un politico si dimostra colpevole di un reato, può venire allontanato e reso ineleggibile dalla vita politica. La Costituzione francese non dice niente sulla responsabilità penale o civile dei ministri su atti commessi fuori della loro funzione, e quindi si può supporre che in tal caso saranno trattati come cittadini normali.
Gran Bretagna: qui i membri del governo godono di immunità esclusivamente per i reati compiuti nell’esercizio delle loro funzioni (diffamazione o vilipendio) e sono perseguibili penalmente per tutti gli altri reati senza bisogno di alcuna autorizzazione del Parlamento. (Il Lodo Schifani invece, all’art 1. prevede che “Non possono essere sottoposti a processi penali, per qualsiasi reato anche riguardante fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione“). L’immunità totale è garantita solo al Re o alla Regina, non agli altri membri della casata reale.
Germania: In Germania il presidente della Repubblica federale ed i membri del parlamento godono di immunità contro procedimenti legali, immunità revocabile dal Parlamento anche nei confronti del Presidente della Repubblica. Il cancelliere ed i ministri non godono di alcuna immunità, così come il Presidente della Corte Costituzionale.
Spagna: In Spagna, i membri del governo sono responsabili penalmente per atti commessi fuori della loro funzione. I Casi criminali contro di loro sono portati davanti alle Suprema Corte, e è necessario un permesso parlamentare solo nel caso di tradimento o un’altro crimine contro la sicurezza dello Stato. Rispondono penalmente di fronte alla Sezione Penale del Tribunale Supremo.
Portogallo: I ministri portoghesi sono civilmente responsabili e possono essere perseguiti penalmente, ma possono essere arrestati solo nei casi di “flagranza di delitto” o per crimini punibili con più di tre anni di prigione. Il parlamento ha il potere di sospendere in via immediata la condizione di parlamentare dei ministri, la sospensione diventa obbligatoria per reati con più di tre anni di carcere previsti. Il presidente portoghese può essere perseguito per crimini commessi nella attuazione del suo incarico solo dopo che il suo mandato è terminato.
Paesi Bassi:Nei Paesi Bassi il primo ministro e i suoi ministri sono responsabili civilmente e penalmente come qualsiasi altro cittadino per atti commessi fuori della loro funzione.
Grecia: i deputati godono di immunità nell’esercizio delle loro funzioni, ma non per gli altri reati. Per le procedure di arresto serve l’autorizzazione della Camera.
Danimarca: Nessun deputato può essere arrestato se non in flagranza di reato, secondo quanto stabilito dall’articolo 57 della Costituzione, e non è responsabile per le opinioni espresse in Parlamento. Le richieste di autorizzazione a procedere contro i deputati sono esaminate dalla commissione per il regolamento del Folketing (Parlamento). I ministri sono messi in stato d’accusa dal re o dal Parlamento e giudicati dall’Alta Corte di giustizia.
Irlanda: Eccetto i casi di tradimento, crimine o violazione dell’ordine pubblico, i deputati sono immuni da arresto “mentre si recano al Parlamento o ritornano da esso, o sono entro i limiti di una delle due Camere, e per le opinioni espresse in una delle due Camere rispondono solo alla Camera”. Non godono di alcuna immunità per reati al di fuori delle proprie funzioni.
Svezia: L’immunità dei parlamentari svedesi è limitata agli atti commessi o alle dichiarazioni rilasciate nell’esercizio delle loro funzioni istituzionali. Al di fuori di questa ipotesi i membri del Parlamento possono essere perseguiti per qualsiasi crimine. Il re gode dell’immunità assoluta, mentre il premier e i ministri godono di immunità solo in quanto membri del Parlamento.
Questi sono solo alcuni dei paesi che fanno da riferimento per la legislazione europea, esistono alcuni casi di immunità ma mai totale, mai per tutte le più alte cariche e solitamente rivolti a proteggere i principi fondamentali della libertà di espressione nel parlamento e della separazione dei poteri.
Con una normativa di questo tipo, non richiesta da nessuno - ma accolta a braccia aperte da PD e PDL - diverremo il fiore all’occhiello dell’Europa. Un crisantemo direi.
http://www.terzoocchio.org/controinformazione/limmunita-inelegante/2008/06/