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Umberto 10 luglio 2008 00:00
Una sola domanda: " Perchè tutti i processi sia contro sia le querele da lui fatte si sono conclusi in breve tempo mentre la mia causa di condominio va avanti da oltre 15 anni ? Ma la legge non è uguale per tutti?"
Di Pietro 10 luglio 2008 00:00
Ieri Piazza Navona era piena di cittadini che, per una volta, hanno avuto la possibilità di protestare contro la deriva antidemocratica del Paese. Sul palco si sono alternate diverse voci. Non erano voci allineate. Non erano - come non dovevano essere - interventi concordati. Non c’era la censura dei partiti e di quella parte dei media a loro asservita.
Le decine di migliaia di persone presenti hanno applaudito gli interventi, tutti gli interventi, chi più chi meno, a seconda della condivisione o meno dei concetti espressi dagli oratori. E c’è anche chi ha dissentito sui modi e sui toni di qualche oratore, quando non ne ha condiviso i concetti o le espressioni usate.
Era una piazza finalmente libera: libera di sorridere per la satira, di indignarsi per le leggi ad personam, di condividere proposte e proteste, di dissociarsi quando non condivideva, di ascoltare in riverente silenzio le severe poesie di Camilleri (che - provate a riascoltarle - erano ancor più dissacranti delle battute satiriche di Sabina Guzzanti).
Insomma, ieri abbiamo assistito ad un magnifico e splendido atto di democrazia diretta, senza formalismi e senza ipocrisie.
Oggi, sui giornali e sulle reti unificate radio-Tv abbiamo letto e sentito tutt’altra musica. La manifestazione è stata descritta come una associazione a delinquere, i suoi partecipanti come pazzi esaltati ed invasati, i suoi organizzatori dei cospiratori, tanto da aver indotto la Procura della Repubblica a ritagliare i fondi di giornali per aprire un’indagine penale per vilipendio alle istituzioni. Per inciso: ben vengano, le inchieste penali: serviranno alla fine ad avere una sentenza che – con il conseguente inevitabile proscioglimento – sanzioneranno la legittimità e la bontà della manifestazione stessa.
Però quanta gelosia e quanta invidia da parte del mondo politico sconfitto dalla piazza! Tutti a criminalizzare questa o quella pagliuzza di frase, estrapolata dal contesto per nascondere la trave delle vergognose leggi ad personam che si stanno approvando, l’umiliazione di un Parlamento prostrato ai voleri di un caudillo, la mutilazione dell’Informazione dal suo diritto-dovere di informare i cittadini. Questi comportamenti costituiscono vilipendio e oltraggio alle istituzioni, non chi si oppone ed essi chiamando a raccolta il popolo sovrano.
Da Piazza Navona, perciò, non voglio dissociarmi perché mi sono sentito a casa mia. Sia quando ho condiviso ciò che gli altri oratori hanno detto, sia quando non l’ho condiviso. Ed in effetti non ho condiviso chi ha tirato in ballo la Chiesa ed il Papa e l’ho detto. La manifestazione era, doveva – e deve - rimanere una discussione aperta e serena per criticare politicamente il Presidente del Consiglio Berlusconi che non c’azzecca nulla con il Papa e che al contrario rischia – come sta rischiando – per dare l’occasione ai professionisti della disinformazione di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle questione vera che in quella manifestazione chi vi ha partecipato ha voluto evidenziare.
Da qui, però, a criminalizzare gli oratori che hanno espresso idee diverse non ci sto! Da più parti sento dire che noi organizzatori – conoscendo la storia personale degli oratori - non dovevamo invitare alcuni di essi. Accidenti, che lezione di democrazia! Secondo questi sapientoni del giorno dopo, dovevamo prima obbligarli a mettere per iscritto le loro dichiarazioni e quindi censurare ciò che poteva dare fastidio al potere costituito.
No, non ci sto! A mio avviso la vera democrazia c’è solo e fin tanto che a tutti viene riconosciuto il diritto di esprimere il proprio pensiero!
Ed allora, lasciatemelo gridare ad alta voce: io non mi dissocio dalla manifestazione di ieri. Non mi dissocio dalle parole di Grillo. Non mi dissocio dalle parole di Travaglio. Non mi dissocio dalle persone di Piazza Navona. Certo, non avrei fatto ricorso alle espressioni utilizzate da Sabina Guzzanti (ed anche questo ho precisato pubblicamente) ma io di mestiere non faccio satira come lei e quindi non ho bisogno di ricorrere ai paradossi ed alle iperbole per meglio far comprendere il problema.
Esiste un diritto di critica e ieri è stato esercitato. Si può essere d’accordo o meno, ma vanno valutate le ragioni della critica, non i toni utilizzati, o quantomeno entrambi. Certamente non solo i toni. Altrimenti si fugge dal problema. O peggio, si è accondiscendenti.
Ed il problema politico che abbiamo di fronte oggi è molto semplice: Il centro sinistra ha perso le elezioni. Berlusconi ha vinto e sta facendo le leggi che gli servono per i suoi interessi, aziendali e giudiziari. Non possiamo pensare che sia tutto un destino ineluttabile. Se la coalizione riformista ha perso le elezioni è proprio perché – quando governava - non sempre ha saputo distinguersi dalle politiche berlusconiane. L’apertura a Berlusconi prima, durante – e addirittura dopo la campagna elettorale è stato ed è un errore politico, signori dirigenti del Partito Democratico. Vogliamo discuterne? Ieri è stato affermato in piazza che la legge sull’indulto e la legge blocca processi hanno la stessa origine, la stessa matrice politica trasversale: servono a salvaguardare la Casta. Ed è vero, non lo si può negare.
Il centro sinistra ha perso consensi nel Paese, e forse anche le elezioni, per aver appoggiato l’indulto. Vogliamo discuterne o, invece, demonizzare chi lo ha gridato? E dire, scrivere, insinuare che in piazza c’erano i fascisti mentre alcuni di questi, insieme ai condannati, siedono anche in Parlamento?
Oggi, molti ripropongono il dialogo con Berlusconi e criticano noi che non lo vogliamo. Vogliamo confrontarci su chi ha ragione? E vogliamo informarci meglio su cosa ne pensano i nostri elettori?
Nessuno pensi di poter intimidire l’Italia dei Valori, con aut-aut di sorta! La nostra forza ci proviene direttamente dai cittadini che ci hanno votato e solo ad essi dobbiamo ubbidire, non ad altri!

Monica 10 luglio 2008 00:00

Grazie Onorevole Di Pietro,
solo per un attimo avevo paura che "ubidira" alla "voce del Padrone" (leggi Veltroni).....invece no! Ha dimostrato ancora una volta che é UN UOMO LIBERO e che anche noi tanti, tantissimi italiani onesti, possiamo sperare che i sogni di vari Falcone, Borsellino, Della Chiesa, Saviano.................possono realizzarsi. Italia merita di ridiventare un paese NORMALE perche ha alle spale la storia, la cultura e il popolo che in grande maggioranza lo SOGNANO ANCORA
DELUSO 10 luglio 2008 00:00
no, di cosa approfiterebbe? del fatto di dire la verita' agli italiani, quella verita' manipolata dai media ? o del fatto di avere il coraggio di tentare di dare al mondo l'immagine di una italia sana, una immagine compromessa da veline-ministro, incapaci-ministro, ex-nazifascisti xenofobi ecc ecc.?
set 10 luglio 2008 00:00
Oltre la vicenda della Mercedes e dei soldi prestati senza interessi, il moralista di pietro si è distinto anche per altri fatti che con la sua nota "morale" fanno non poco a cazzotti.
Di Pietro possiede una società immobiliare, la An.to.cri. srl (le iniziali dei nomi dei figli).
Con questa società Tonino ha comprato 2 grossi appartamenti a prezzo di favore (è un politico...), facendo mutui per un totale di 700.000 €, e li ha successivamente affittati al suo partito ad un prezzo superiore alle rate dei mutui... la differenza se la intascava.
Come far fruttare i soldi del finanziamento pubblico ai partiti! Per fortuna che sono gli altri a fare politica per il loro interesse.
Una volta scoperto dai giornali, Di Pietro ha venduto gli appartamenti... non proprio il comportamento di una persona che ritenga di aver avuto un comportamento limpido; un po' come quando, dopo 4/5 anni dal prestito di 120 milioni di lire, li restituì (senza interessi) in tutta fretta una volta scoperto dai giornali.
Dalla vendita degli appartamenti avrà ricavato un bel po' di soldini, chissà in cosa li investirà stavolta.
Riporto infine un'ormai celebre frase di Veltri: "Dall’Italia dei Valori all’Italia dei valori immobiliari".
a Di Pietro 10 luglio 2008 00:00
Sabina Guzzanti aveva concluso il suo intervento dicendo che mancava coscienza di Popolo e il Leader che si facesse carico delle istanze dei liberi cittadini che non si riconoscono nel Caimano.


Sabina si sbagliava.

Il Popolo c'e' e anche il Leader pronto a portarlo oltre l'era oscura del Caimano e le sue presunte (si faccia sentire le intercettazioni per smentire) pompinare.

Grazie Di Pietro. Tutti i cittadini onesti e non "vaso dilatati" sono con te.

Non mollare
Resisti alla informazione utoreferenziale della Tribu S.p.A il cui unico scopo è continuare a delinquere come ha fatto fino ad ora

da Sabina Guzzanti 10 luglio 2008 00:00

http://www.corriere.it/politica/08_l...4f02aabc.shtml

QUERELA? CHIEDERO' LE INTERCETTAZIONI - E a proposito della querela che il ministro delle Pari opportunità ha annunciato di voler sporgere nei suoi confronti per le parole pronunciate in piazza Navona, la Guzzanti scrive: «Il processo, se ci sarà, sarà il processo più divertente del secolo. Credo di avere diritto per difendermi ad avere accesso alle intercettazioni - spiega la comica -. Un processo con questo tema, con il portavoce della ministra che avete letto come si chiama? Ora non so che mi ha preso, mi imbarazzo a scrivere il nome dell'onorevole. Sarà perché, come direbbe la Palombelli: la realtà supera sempre la satira, io per esempio sono molto più stronza di come mi dipingete...

UN GRANDE ONORE ESSERE ACCUSATA DI VILIPENDIO - Quanto alla possibilità che la Procura di Roma proceda nei suoi confronti per il reato di vilipendio del Capo dello Stato o del Pontefice, Guzzanti non si preoccupa e rilancia: Essere accusata di vilipendio sarebbe solo un grande onore, si tratta di un reato inventato dai fascisti, una legge che nessuno ha mai abolito ma nemmeno mai applicato e sarebbe semplicemente una prova ulteriore che siamo governati da fascisti che stanno progettando per questo paese una progressiva e secondo loro indolore dittatura.




deluso 10 luglio 2008 00:00
be' se i partiti per legge vengono finiziati , quei soldi possono essere pur spesi per il partito, e' corrompere e falsificare che hanno un qualcosa di losco....
deluso 10 luglio 2008 00:00
be' se poi vengono riportate frasi di veltri allora si che abbiamo notizie vere......
pegaso 10 luglio 2008 00:00
X set
Oltre la vicenda della Mercedes e dei soldi prestati senza interessi, il moralista di pietro si è distinto anche per altri fatti che con la sua nota "morale" fanno non poco a cazzotti.
quanti anni ha preso per la mercedes?
per deluso 10 luglio 2008 00:00
invece interi copia e incolla dal blog di dipietro o dal corriere, sono accettabili?
buah 10 luglio 2008 00:00
da: da Sabina Guzzanti
Data: 10 Luglio 2008


http://www.corriere.it/politica/08_l...4f02aabc.shtml

QUERELA? CHIEDERO' LE INTERCETTAZIONI - E a proposito della querela che il ministro delle Pari opportunità ha annunciato di voler sporgere nei suoi confronti per le parole pronunciate in piazza Navona, la Guzzanti scrive: «Il processo, se ci sarà, sarà il processo più divertente del secolo. Credo di avere diritto per difendermi ad avere accesso alle intercettazioni - spiega la comica -. Un processo con questo tema, con il portavoce della ministra che avete letto come si chiama? Ora non so che mi ha preso, mi imbarazzo a scrivere il nome dell'onorevole. Sarà perché, come direbbe la Palombelli: la realtà supera sempre la satira, io per esempio sono molto più stronza di come mi dipingete...

UN GRANDE ONORE ESSERE ACCUSATA DI VILIPENDIO - Quanto alla possibilità che la Procura di Roma proceda nei suoi confronti per il reato di vilipendio del Capo dello Stato o del Pontefice, Guzzanti non si preoccupa e rilancia: Essere accusata di vilipendio sarebbe solo un grande onore, si tratta di un reato inventato dai fascisti, una legge che nessuno ha mai abolito ma nemmeno mai applicato e sarebbe semplicemente una prova ulteriore che siamo governati da fascisti che stanno progettando per questo paese una progressiva e secondo loro indolore dittatura.




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Ma che discorsi profondi da intellettuale.... e io che pensavo facesse la comica (e non tanto bene).
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