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Gianni Barbacetto 05 agosto 2008 00:00
Cesare Geronzi e l'astruso duale

1 agosto 2008

Che cosa sta succedendo a Mediobanca? Un anno fa gli azionisti della banca tessevano entusiasti le lodi del sistema duale, che separa la proprietà (rappresentata nel consiglio di sorveglianza) dalla gestione (realizzata dal consiglio di gestione, appunto). Poi Bankitalia ha dettato regole stringenti per rendere quella separazione effettiva. Così ciò che andava bene un anno fa, oggi non va più bene. E il presidente del consiglio di gestione, Cesare Geronzi, sta lavorando per tornare al vecchio sistema. Che Geronzi, con le sue storie passate e le sue pendenze giudiziarie (condannato in primo grado per il crac Italcase, rinviato a giudizio per Cirio e Parmalat), sia il numero uno di una banca prestigiosa è già un'anomalia che in un normale paese capitalistico non sarebbe possibile. Ma che cosa vuole di più? Vuole influire anche sulla gestione di Mediobanca. E poi vuole contare anche nelle società di cui Mediobanca è azionista, da Generali a Rcs-Corriere della sera. Lì si giocheranno, nei prossimi anni, partite determinanti per il capitalismo italiano (e per la politica). Geronzi vuole esserci. Ma da solo non potrebbe giocare la sua partita. Chi lo sta sostenendo? Alle sue spalle ci sono gli azionisti francesi di Mediobanca (tra cui Tarak ben Ammar) e alcuni azionisti italiani (tra cui Marco Tronchetti Provera). Tutti buoni amici di Silvio Berlusconi, che ha trovato modo di esserci, in quelle partite future su Generali e Corriere, senza mostrarsi con la sua faccia. Usa quella di Geronzi. La storia del duale, dunque, vicenda apparentemente astrusa, è una partita centrale per il paese. Ma chi la spiega chiara chiara ai lettori, agli utenti dei servizi bancari, agli investitori, ai cittadini?
mah 06 agosto 2008 00:00
la teoria è bella, ma in due anni di governo come mai non è stato proposto niente di tutto questo? troppo comodo svegliarsi quando si è all'opposizione, così si possono fare promesse senza l'onere di doverle mantenere nè di renderle fattibili.
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