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Lavinia 13 agosto 2008 00:00
Senza offesa, ma sono mesi che "the economist" spara a zero sulla politica italiana e nessuno dice niente, ne spunta uno(UNO SU QUANTI?????)positivo(che poi, positivo e´ tutto sommato una parola grossa...) e si grida "visto che l´estero ci apprezza???
Ma neanche vi rendete conto della situazione?
Passante 13 agosto 2008 00:00
Beh sono anni che si spara a zero sull'Italia solo per il gusto di farci del male, perchè non parlare anche in positivo?
E tu di cosa ti rendi conto, invece?
De pravato 14 agosto 2008 00:00
E la PRAVDA che dice?... a me interessa solo la PRAVDA!... ah! già. quella è fallita, se la so magnata i compagni!
Topesio 14 agosto 2008 00:00
Le vostre "argomentazioni" sono francamente risibili. Continuare a parlare, nell'anno di grazia 2008, di Pravda, Comunisti, Cuba, Cina, ecc. per replicare a qualsivoglia critica è indice della pochezza intellettuale della destra italiana.

In realtà la <u>sedicente destra</u> non esiste oramai più, giacché è stata letteralmente fagocitata dall&#39;avido nanetto che sappiamo. Costui ad un certo punto si è guardato attorno ed ha constatato come la destra non fosse altro che un&#39;accozzaglia di nullità politiche ed intellettuali e allora si è autodichiarato di destra.
Sappiamo bene invece che il nanetto non è né di sinistra, né di centro e né di destra: egli è, sempicemente, BERLUSCONIANO!
Topesio 14 agosto 2008 00:00
Figuriamoci se poteva mancare il solito intervento idiota.
Parlare di &quot;invidia&quot; non è degno nemmeno dell&#39;asilo infantile, per cui... tornaci!
Toppo 14 agosto 2008 00:00
ma che argomentazioni, è un articolo di newsweek, se hai delle rimostranze da fare rivolgiti a loro. o mi vuoi dire che non ascoltano nemmeno loro le tue cagate?

invidia invidia invidia e brucior di culo !!!!!!
questa è l&#39;amara realtà
Cronista 15 agosto 2008 00:00
Intanto in questi benedetti primi 100 giorni della Nuova Era di Silvio il paese è diventato più sicuro (i reati sono diminuiti del 10%), Napoli con tutta la Campania è bella ripulita, l&#39;Alitalia sta risorgendo a nuova vita e per il nostro amato Stivale uno straordinario, lunghissimo periodo di progresso, civiltà e benessere si profila all&#39;orizzonte... solo che nelle fogne l&#39;orizzonte non si vede ed è in quei luoghi bui e maleodoranti che le pantegane miopi squittiscono e scacazzano.
pegaso 15 agosto 2008 00:00
Miracolo in 100 giorni
Come Berlusconi ha portato ordine nella caotica Italia, e cosa succederà dopo.

Nei suoi primi 100 giorni in carica, Silvio Berlusconi può aver fatto l’impossibile: ha imposto un controllo su questa apparentemente ingovernabile nazione, a un livello senza precedenti nella moderna storia italiana. I partiti di opposizione sono impantanati in bisticci, e Berlusconi, ora Primo Ministro per la terza volta dal 1994, ha un’approvazione del 55%, più alto di Gordon Brown, Nicolas Sarkozy o José Luis Rodríguez Zapatero.

Nessuno in Italia era riuscito ad essere apprezzato, questo è sorprendente. Più di gran parte delle nazioni dell’Europa Occidentale, l’Italia è stata a lungo tormentata dalla corruzione e da un sistema che assegnava un peso politico sproporzionato a piccoli partiti. Il predecessore di Berlusconi, Romano Prodi, fu ostacolato dalla piccola maggioranza di centro-sinistra al Senato e dai 9 partiti di coalizione. Ma Berlusconi, il 72enne magnate dei media, intelligentemente ha sfruttato la legge elettorale del 2005 che eliminava i piccoli partiti per ottenere una sorprendente valanga di voti per il quale l’opposizione sta ancora cercando di riprendersi.

Il suo partito di centro-destra ora ha 174 seggi al Senato (contro i 132 di sinistra) e mentre gode di una sorte di luna di miele con l’elettorato, ha sprecato poco tempo per consolidare la sua autorità. Uno dei suoi primi provvedimenti: far accettare una legge che assegna alle prime quattro cariche istituzionali, incluso il Primo Ministro, l’immunità dall’azione giudiziaria mentre è in carica.
La legge è passata con una maggioranza schiacciante lo scorso mese e ha messo fine ai procedimenti penali in corso contro Berlusconi (lui e i suoi sostenitori hanno detto che si trattava di un’operazione politica).

Che in questa nuova legge ci fosse un possibile conflitto di interesse non è passato inosservato ma gli italiani si sentono troppo poveri per dargli maggiore attenzione. Dopo 10 anni di crescita economica vicina allo zero (la Bank of America prevede una crescita dello 0,5% quest’anno), loro hanno richiesto sicurezza, non solo finanziaria. E Berlusconi la sta consegnando con una competenza da mano di ferro in guanto di velluto. Emblematica è stata la sua abilità nel pulire Napoli, sepolta da mesi sotto l’immondizia, in parte perché le comunità circostanti non permettevano semplicemente al governo di gestire le discariche di rifiuti. Berlusconi ha tenuto a Napoli il Consiglio dei Ministri, dove promise che avrebbe fatto il possibile fino a quando l’immondizia non sarebbe sparita, e ha nominato uno “zar dell’immondizia” per risolvere il problema. A Luglio il Parlamento ha approvato il piano di Berlusconi per aprire nuove discariche e inceneritori, e ha autorizzato i militari per proteggere temporaneamente le discariche dai residenti infuriati. I giorni successivi Berlusconi ha annunciato che 50 mila tonnellate di immondizia erano stati rimossi.

Con una simile risolutezza ha affrontato la percezione secondo cui la criminalità sia in aumento (malgrado i dati mostrino tutt’altra cosa) e che la colpa sia degli stranieri. A Luglio il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza per combattere l’immigrazione clandestina e ha proposto una legge per prendere le impronte digitali a tutti i rom che vivano in Italia. Berlusconi ha ammorbidito il piano di fronte all’opposizione dei gruppi per i diritti umani e dell’Unione Europea. Ma in Agosto ha schierato centinaia di truppe per tutta l’Italia nel tentativo di essere più severo con l’immigrazione e la piccola criminalità.

Queste dure tattiche possono donare a Berlusconi la copertura per affrontare le questioni più profonde dell’Italia. Gli italiani ora pagano le tasse più alte dell’Europa Occidentale, e hanno i salari più bassi, che conducono alla diffusa evasione fiscale. Il debito pubblico rimane superiore al 100% del Pil; l’amministrazione costa dal 5 al 6% del Pil ogni anno, secondo la Bank of America.
Berlusconi ha promesso di ridurre le spese (in contrasto con il suo primo periodo), ma sarà più difficile mantenere la promessa di abbassare le tasse o stimolare la crescita. Berlusconi deve ancora capire la direzione. Lui piace agli italiani ora, ma ciò che vogliono veramente è la stabilità economica. Far sparire l’immondizia e perseguitare gli immigrati non basterà.

Se la traduzione è esatta non vedo, per il governo, cosa ci sia da esultare.
Topazio 15 agosto 2008 00:00
E&#39; tornato, che bello!!!
Lo sparacazzate invidioso è ancora qui tra noi! Brucia, eh!!!
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