ermetico
23 agosto 2008 00:00
end of zionism = pace
ermetico
23 agosto 2008 00:00
Servirebbe uno psichiatra piuttosto bravo (non freud) per capire perchè gli ebrei ce l'abbiamo tanto con Obama .Sono forse Nazisti e non gli piace il colore della sua pelle ?
Francesco Mangascià
23 agosto 2008 00:00
Ermetico e che cosa c'entrerebbero qui gli ebrei o il sionismo?
Sentenza
24 agosto 2008 00:00
Voto al post: 2
Giudizio: fuori di testa (e se sceglieva uno che si chiamava Mangascià? Facevi puerili allusioni a magnaccia o bagascia?)
Adolfo
24 agosto 2008 00:00
Il problema non è Bin Laden, il quale è cresciuto con gli amerikani ed era culo e camicia con loro e li serviva ottimamente in Afghanistan facendo le scarpe ai russi ed anche con l'attentato alle Torri gemelle ( si sa che con quell'attentato gli amerikani non hanno perso niente perchè le torri erano vecchie e andavano demolite e i morti erano gentarella da 4 soldi, immigrati clandestini, ispanici, negri, ecc... mentre i capizzoni e gli ebrei erano TUTTI a casa). Non hanno perso niente e hanno guadagnato molto perchè hanno avuto la scusa per invadere l'Irak e impossessarsi del suo petrolio oltre a controllare tutto il medioriente.... NO! Il vero problema di Obama è che è un pò troppo abbronzato! Un negro alla Casa Bianca? Sarebbe la fine del mondo!! La Casa Bianca dovrebbe cambiare nome, Casa Negra.... e i WASP che hanno sempre comandato in USA? Ma stiamo scherzando?....Ma sono cose dell'altro mondo!!!!!
Francesco Mangascià
24 agosto 2008 00:00
Adolfo, lo sapevi che Biden, votò a favore del II intervento in Iraq? Mo' ci ha ripensato, forse adesso no ma poi chissà poi si vedrà..
Francesco Mangascià
24 agosto 2008 00:00
Sentenza, No, al limite faceva allusioni a uno di quelli che massacrarono gli italiani ad Adua...
Case
24 agosto 2008 00:00
Post imbecille, autore imbecille. Per dire queste stronzate deve avere il fango nel cervello.
Francesco Mangascià
24 agosto 2008 00:00
Non c'è nulla di rosso in me, il fango oltre che ha essere sinonimo di infamia è rosso, dunque come faccio ad avere il fango nel cervello?
Case
24 agosto 2008 00:00
Perchè non hai il cervello, hai solo fango.
E due ditini per tediare gli altri con le tua baggianate.
Arrigo
24 agosto 2008 00:00
Signor Case pur non essendo d'accordo spesso con mangascià, lei mi fa venir voglia di partegiare per lui, che sta giocando con lei ed altri come il gatto col topo. Non le sembra che dovrebbe contrastarlo argomentando, invece che esibirsi solo in insulti? Lo dico per lei, non ci fa una bella figura mi creda.
che palle!
24 agosto 2008 00:00
Ma dove vive un cretino che dice che il fango è rosso?
Su Marte? O dentro un bottiglione di vino?
Francesco Mangascià
24 agosto 2008 00:00
Il fango appartine a quelli come te, a quegli sporchi che difendono il razzismo e l'antisemitismo della sinistra equiparabile a quello degli estremisti di destra, il fango è di quelli che sostenevano il patto di varsavia, il fango appartiene a tutti color che negano la verità. Il fango appartiene a tutti i castristi. Dunque è il tuo e di tutti quelli come te, caro CASE.
Francesco Mangascià
25 agosto 2008 00:00
Un cretino che dice che il fango è rosso, vive sicuramente nella realtà.
che palle!
25 agosto 2008 00:00
Accertato: è il bottiglione di vino.
Prova un po' con gli Alcolisti Anonimi. Dicono che hanno aiutato tanta gente, magari aiutano anche te.
E comunque non guidare quando sei in questi stati confusionali.
Curati.
Francesco Mangascià
25 agosto 2008 00:00
x che palle, ma perché hai pure le palle tu? Illuso...
Francesco Mangascià
25 agosto 2008 00:00
Precedente dichiarazione di Joe Biden su Obama «E’ il primo afroamericano brillante, con linguaggio articolato, pulito e che si presenta bene». Come dire, tutti quelli che lo hanno preceduto sono stati dei neri del tutto impresentabili.
che palle!
25 agosto 2008 00:00
O questo buffone è veramente scemo tutto oppure secondo me è alcolizzato. Secondo me beve e poi spara cazzate senza senso.
Sei alcolizzato Mangascià?
E' da tempo ormai che non ce la fai a scopare ? Ormai in mezzo alle gambe hai solo pelle secca da dare al gatto e questo ti rode.
Ma smettila di bere cretino!!
Francesco Mangascià
25 agosto 2008 00:00
Al gatto? casomai alla gatta, mica son di sinistra che vado coi 'gatti'..
Francesco Mangascià
25 agosto 2008 00:00
Perché dici che sono ubriaco per la frase detta da Biden Bin Laden? e che ha fatto di male? ha solo detto che praticamente Obama è un negretto a posto un negretto a modo. No Zio Tom!
L'uomo del Palazzo
veterano degli esteri
Obama sceglie come vice il senatore del Delaware Joe Biden, un veterano della politica di Washington
Veterano della nomenklatura di Washington e inguaribile gaffeur, Joe Biden porta a Barack Obama quanto gli serve per sperare di vincere la Casa Bianca ma lo espone anche al rischio di pericolosi boomerang.
Se il senatore del Delaware, 65 anni, ha prevalso nella corsa per il vice è perché può aiutare Obama lì dove è più debole: l’inesperienza in politica estera e di sicurezza. Biden è senatore da 32 anni, ha guidato le commissioni Esteri e Giustizia, fu il primo a definire «criminale di guerra» Slobodan Milosevic per la pulizia etnica nei Balcani, spinse per l’intervento in Kosovo, fece quadrato con Bush dopo l’11 settembre, nel 2003 votò a favore dell’attacco all’Iraq, criticando poi aspramente la gestione della guerra. Conosce di persona schiere di leader stranieri ed è di casa nelle ambasciate di Washington. Senza contare che è stato un alfiere dei diritti delle donne e della crociata anticrimine. Con lui Obama avrà più munizioni per rispondere a McCain su Georgia e Iraq, come a Giuliani sulla lotta alle gang.
Ma Biden serve a Barack anche per raccogliere voti, perché viene da un famiglia cattolico-irlandese della Pennsylvania - uno degli Stati in bilico, dove visse fino all’età di 10 anni - ed è espressione della classe media bianca che, nella Valle dell’Ohio come negli Appalachi, nelle primarie ha preferito Hillary. Con radici nel ceto operaio e humor da anglosassone di razza, Biden ha alle spalle un dramma che rivaleggia con la prigionia vietnamita di McCain: poco dopo la prima elezione al Senato, quando aveva appena 29 anni, perse la moglie e la figlia di pochi mesi in un incidente d’auto, nel quale rimasero gravemente feriti gli altri due figli. Quando si trattò di giurar,e lo fece vicino al letto d’ospedale dei figli, uno dei quali è oggi procuratore generale del Delaware e ufficiale della Guarda Nazionale, in procinto di andare in Iraq.
L’affinità con i Clinton è dimostrata dal fatto che Hillary lo avrebbe voluto al Dipartimento di Stato. Barack farà leva su tale curriculum per tentare di sanare sin dalla Convention la ferita con i fan dell’ex First Lady.
Il legame di vecchia data fra Biden e Hillary può rivelarsi però un pericoloso boomerang, perché testimonia quanto il senatore veterano incarni l’establishment di Washington, fino al punto da poter apparire una sorta di Dick Cheney democratico, rappresentando proprio quello «status quo» che Obama ha detto con vigore di voler scardinare durante le primarie. A confermare l’appartenenza di Biden alla nomenklatura c’è quanto disse in una trasmissione tv nel 2007 accusando Obama di inesperienza: «La presidenza non è qualcosa che si affida a un semplice praticante».
Ma il senatore del Delaware non è nuovo alle gaffe, alcune delle quali sono entrate nella hit parade di Washington. Come quando nel 1988, candidato alle primarie contro Michael Dukakis, scivolò sulla copiatura di un testo firmato dall’allora leader laburista britannico Neil Kinnock. Nel giugno del 2006 fece di peggio, offendendo gli indiano-americani per il loro accento, ma sei mesi dopo si superò da solo pronunciando proprio contro Obama la frase che troncò da subito la sua nuova candidatura presidenziale: «E’ il primo afroamericano brillante, con linguaggio articolato, pulito e che si presenta bene». Come dire, tutti quelli che lo hanno preceduto sono stati dei neri del tutto impresentabili.
Biden fece mea culpa, Barack lo scusò velocemente e ora l’ha preso con sé, dimostrando che più dei vecchi pregiudizi conta riconquistare la Casa Bianca. Così facendo Obama si mette a fianco un politico che conosce bene l’Italia, come dimostrò la partecipazione nel 2005 all’incontro a Capitol Hill fra una delegazione della Margherita e una della «New Democratic Coalition» di Ellen Tauscher. Gli incontri con Walter Veltroni, Piero Fassino e Francesco Rutelli, le visite a Washington delle delegazioni del centrosinistra, la presenza al recente Consiglio Italia-Usa svoltosi a Venezia, il contributo dato a organizzare l’intervento di Silvio Berlusconi al Congresso nel 2006 e le cene nella residenza dell’ambasciatore Gianni Castellaneta fanno di Biden uno dei leader americani forse più al corrente dei fatti italiani.
vai solo www.lastampa.it/molinari e controlla la storia di Biden Bin Laden
Francesco Mangascià
26 agosto 2008 00:00
L' Ayatollah Mohammad Kashani su Biden Bin Laden
"This Senator [Biden] correctly says Israel could not suppress Hizbullah in Lebanon, so how can the U.S. stand face-to-face with a nation of 70 million? This is the blessing of the Guardianship of the Jurists [the theocracy] . . . which plants such thoughts in the hearts of U.S. senators and forces them to make such confessions." The crowd met his statement with refrains of "Death to America."
Obama picked Biden for experience, but he might also have considered judgment. When it comes to Iran, Biden could stare down dictators; too bad he blinks.
altro che casistica
http://www.meforum.org/article/1974
che palle!
27 agosto 2008 00:00
Solito intervento sconclusionato e senza senso di quel vecchio ubriacone di Mangascià.
Prima beve, si ubriaca, poi fa un bel copia-incolla di qualsiasi fesseria senza significato che trova su un qualsiasi sito di cazzate sioniste...
Ma staccati dal bottiglione,imbecille.
che palle!
27 agosto 2008 00:00
Per ripulire un po’ dal delirio etilico del Mangascià , da
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2780
Obama muove, e il nero vince?
Barak Obama ha fatto la mossa che forse gli permetterà di vincere la Casa Bianca, nonostante la preoccupante “inversione termica” registrata ultimamente nei sondaggi nazionali: ha scelto il Senatore Joe Biden come vicepresidente candidato. Con un colpo solo quindi Obama a) si è messo al riparo da futuri attacchi sulla sua inesperienza in materia di politica estera (Joe Biden è senatore da 35 anni, ed è attualmente il presidente della commissione senatoriale per gli affari esteri), b) si è prenotato la vittoria in uno degli stati ancora in bilico (la Pennsylvania, in cui Biden è nato), e c) ha preso accanto a sè uno dei più accaniti combattenti che siano mai comparsi sulla pubblica scena americana negli ultimi anni (Biden è in grado di sferrare cazzotti poderosi agli avversari, senza mai perdere un’oncia del suo leggendario “aplomb”).
Ma soprattutto, la mossa di Obama potrebbe obbligare McCain ad una scelta che potrebbe anche rivelarsi fatale per lui: candidare Mitt Romney alla vicepresidenza, per il “ticket” repubblicano. In un’epoca infatti in cui i dibattiti fra i vice-presidenti cominciano ad avere un peso effettivo sull’esito finale della votazione, ...
...tutti gli altri “papabili” repubblicani alla vicepresidenza sono persone che verrebbero letteralmente divorate da Biden, mentre Romney sembra l’unico in grado di poterlo affrontare ad armi pari in un pubblico dibattito. Ma la scelta di Romney, con le sue profonde implicazioni di tipo religioso (Romney è mormone) rischia di mettere in moto una reazione negativa nell’elettorato evangelico, che già McCain riesce a tenere a malapena sotto controllo in questo momento.
In ogni caso, oggi (sabato) vi sarà l’annuncio ufficiale, e lunedì inizierà la Convention democratica, che terrà banco per tutta la settimana. Poi toccherà a McCain controbattere, e da quel momento in poi potrà accadere di tutto. Ma con Biden nel ticket democratico una cosa è certa: non sarà certo una campagna elettorale in tono minore, e se esiste una sola persona in grado di scavare pubblicamente nel “vero“ passato militare di McCain, annullandogli di colpo tutte le credenziali per la presidenza, questa è certamente Joe Biden.