Commenti
Prima volta? Registrati in un minuto
cione 25 agosto 2008 00:00
..... il solito babbeo.
Ciribiribì 26 agosto 2008 00:00
E' incredibile ma esistono !!!!

Sono i COGLIONI che scrivono questi post.

De pravato 26 agosto 2008 00:00
Ringrazio a nome della maggioranza degli italiani che questo governo ha voluto.

"purtroppo" lo ami, questo paese?... e se "fortunatamente" lo odiavi che facevi, mettevi le bombe?

Senti, ZEIT... fai una cosa: vaffanculo!
The Independent 26 agosto 2008 00:00
Riporto un articolo del quotidiano britannico The Independent dal titolo
"Attenti, turisti: se è divertente, l’Italia ha una legge che lo proibisce".


http://www.independent.co.uk/news/world/europe/tourists-beware-if-its-fun-italy-has-a-law-against-it-899787.html

"Andate in una spiaggia o sulla panchina di un parco senza conoscere le regole, scrive Peter Popham, e potreste tornare a casa con una bella multa.

Oltre ai normali pericoli quali scottature, attacchi di meduse e palpeggiamenti, i vacanzieri in Italia fronteggiano una nuova serie di minacce questa estate, il risultato della risposta frontale del governo Berlusconi a quello che definisce “emergenza sicurezza”.

I sindaci italiani hanno ottenuto carta bianca per emanare leggi per risolvere le proprie problematiche relative alla sicurezza. Il risultato è una tempesta di nuove leggi e regolamenti che minaccia di trasformare il bel paese nel più grande stato bambinaia di sempre.

Ignari stranieri rischiano multe salate per cose perfettamente legali in tutto il mondo esclusa la determinata città in cui si trovano.

A Genova, per esempio, adesso è reato andare in giro con in mano una bottiglia di vino o una lattina di birra. A Roma invece questo va bene, ma se vi stendete sotto un pino o sulle scale di piazza di Spagna per berle, o semplicemente per mangiare un sandwich, il vostro “indecoroso” comportamento potrebbe essere punito. Stesso discorso se il vostro spuntino al fresco è seguito da un pisolino.

Per i bagnanti sono previsti regolamenti severi: su una spiaggia di Olbia, in Sardegna, i fumatori rischiano una multa di 360€, mentre a livello nazionale, il ministro del welfare ha imposto il divieto dei massaggi offerti dagli immigrati, per i possibili effetti nocivi dei “servizi estetici o terapeutici” offerti da persone “che non possiedono adeguata formazione o competenza”.

A Eraclea, vicino a Venezia, i genitori devono controllare attentamente i propri bambini: i castelli di sabbia sono vietati perché “ostacolano il passaggio” lungo la battigia. I racchettoni ed altri giochi con palle sono proibiti in molte spiagge ed i nuotatori che si tuffano noncuranti in mare possono andare incontro a multe salate qualora non si trovino in “aree che lo permettano”.

E attenti voi vacanzieri in località di mare che vi aggirate lontano dalla spiaggia indossando solo boxer o bikini: è contro la legge.

La caccia alla streghe nazionale contro i venditori di borse contraffatte è stata rafforzata a Ostia, la spiaggia più popolare di Roma, attraverso l’uso di elicotteri in pattugliamento, rendendo l’esperienza della spiaggia italiana persino più infernale del solito.

Lontano dall’acqua, le cose non migliorano. Due persone possono sedersi su una panchina di un parco nella città di Novara, ma se una terza si unisce a loro dopo le 11 di sera, i tre stanno infrangendo la legge. A Viareggio possono sedersi sulle panchine tutte le persone per cui c’è posto, ma se uno di loro ci appoggia i piedi rischia una multa. Spargete briciole di pane per i piccioni nella città di Lucca e potreste diventare più poveri di centinaia di euro.

La guerra all’accattonaggio è stata intrapresa da molte città - inclusa Assisi, la città di S. Francesco che proprio qui iniziò la sua vita religiosa come mendicante. Nella romantica città di Verona questa tendenza è stata portata fino alla sua logica conclusione: la confisca dei guadagni dei mendicanti. A Firenze adesso è illegale pulire i parabrezza delle automobili in coda ai semafori.

Il governo di Silvio Berlusconi potrebbe essere il primo al mondo ad avere introdotto un “Ministro della semplificazione” con il compito di identificare ed abolire le leggi superflue, ma nell’interesse di una maggiore democrazia e sicurezza a livello locale il suo Ministro degli interni, Roberto Maroni, ha permesso lo sbocciare di migliaia di leggi.

La maggior parte di esse con tutta probabilità non verrà mai applicata, ma sarà una magra consolazione per chi, dopo aver dato da mangiare ai piccioni, si ritroverà una multa salata tra i souvenir delle vacanze."

Traduzione tratta da Italiadallestero.info.

El Pais 26 agosto 2008 00:00
http://www.elpais.com/articulo/ultima/pais/serio/concreto/elpepiult/20080821elpepiult_1/Tes


Articolo originale di Miguel Mora

Questo paese non é né serio né concreto”
[El Pais]

Il trionfo di Berlusconi rievoca i peggiori fantasmi: censimento degli zingari, leggi per gli immigarnti, immunitá per sé stesso. Prima di conoscere quest’uomo alto, simpatico, dagli occhi azzurri e senz’etá, nato a Roma nel 1934, conviene sapere alcune cose. Gioacchino Lanza Mazzavino é un nobile di vecchia discendenza. Per la parte Mazzavino, dei tempi di Carlo VI, intorno al 1707; e per il ramo dei Lanza, da Filippo IV.

Figlio di una figlia dell’accademico Wenceslao Ramirez de Villarrutia, ministro degli esteri di Alfonso XI, compositore di carriera e vocazione, Lanza é stato, dice, “il primo membro” della sua famiglia “ad aver lavorato in 400 anni”.

Tra le altre cose, come direttore dell’Istituto di Cultura Italiana a New York e come gestore del teatro San Carlo di Napoli tra il 2001 e il 2007. Da poco ha ricevuto la medaglia d’oro spagnola alla Cultura, che lotramuta in Grande di Spagna (ndt titolo nobiliare spagnolo).

Ma, soprattutto, Lanza mantiene un fondo d’orgoglio: fu lui ad accompagnare Giuseppe Tomasi di Lampedusa, suo zio adottivo ed autore de Il Gattopardo, uno dei migliori e piú letti romanzi italiani - quattro milioni di esemplari, e continua al ritmo di 40.000 all’anno -, nei suoi ultimi anni di vita, 1956 e 1957, che furono quelli della redazione del libro, pubblicato nel 1958.

Inoltre, Lanza è stato l’editore che ha completato il saggio fondamentale di Louis Aragon, che ha valorizzato l’opera, il contesto storico, politico e ideologico del romanzo. “Tutti pensavano che lo zio Giuseppe fosse stupido. Era solamente timido, un uomo di lettere. E la prova è che il romanzo demolì tutto ciò che ci avevano insegnato a scuola. Ci disse che avevamo imbrogliato, che non avevamo unito veramente il paese e che cambiando in modo fittizio avevamo permesso il perpetuarsi della classe dirigente di sempre

E’ difficile incontrare un conversatore così colto. Il tempo e la penna stanno per terminare. “Lampedusa mi adottò per ragioni di eredità”. “Non ne trassi nessun vantaggio perchè era poverissimo. Gli piacqui perchè conoscevo lo spagnolo. Lui voleva conoscere bene il Secolo d’Oro e la poesia contemporanea. Io a vent’anni leggevo di tutto. La spagna lo appassionava perchè aveva sconfitto Napoleone”.

Quegli anni di sodalizio li passarono a Palermo, nel palazzo di suo zio, in via Bottera 28, dove vive oggi Lanza, un gran conoscitore del sud. E delle sue mafie. “A Napoli c’è un patto tra lo stato e la Camorra appoggiato dal clientelismo nei posti di lavoro e messo in atto da una cricca criminale e analfabeta, un esercito di precari senza speranza. In Sicilia è differente: la classe dirigente mafiosa è l’espressione borghese dei vecchi proprietari terrieri del Settecento che formarono milizie private per difendere il territorio perchè lo Stato non esisteva”.

La Sicilia della sua infanzia sono “ricordi del palazzo più grande di Palermo, una città distrutta dalla guerra”; “mamma parlando in una lingua diversa a ogni pasto”; “le colossali cucine che sembravano una macchina da guerra…”. Poi arrivò la gioventù, “Il Gattopardo profetico che ci avvetì della farsa che avevamo preparato”, “il 68 con la sua cultura devastante da camera”, “i gruppi musicali di cui fece parte negli anni settanta, il posto di professore all’Università di Palermo…”. E adesso siamo nella maturità, allegra ma disincantata con “i teatri dell’opera, che sono come il casinò: il giorno che vinci é meglio che parti”; delusa con ” questa sinistra che propone il programma di Olof Palme con 50 anni di ritardo”, perplessa di vedere come “i compagni del collegio hanno fatto fortune con il vino siciliano grazie all’aria condizionata che lo mantiene fresco”. Lanza é crudele con l’Italia di ieri, e con quella di oggi. “Cosa si può sperare da un paese che è stato governato per 40 anni da cattolici e comunisti? L’etica domina sul

pragmatico ed il laico. Il Partito Democratico non può entrare né nel Gruppo Popolare né in quello Socialista. È un paese che non é serio, non é concreto, preferiamo parlare invece che fare. E la classe dirigente continua restando la stessa di sempre”.

Se assomiglia al fascismo? “Berlusconi è solo un finanziere senza scrupoli né princìpi etici. Il Partito Socialista Italiano é stata la tipica impresa berlusconiana. Non è che siano stati immorali, è che erano oltre la legge. E adesso abbiamo un caso unico: un Parlamento nel quale più di un terzo dei membri sta al soldo di Berlusconi”. Sarà che, come diceva suo zio, “tutto deve cambiare perché tutto resti uguale”.


⚠ segnala contenuto inappropriato