FABRIZIO
19 ottobre 2004 00:00
tra due contraenti, di solito, vi é sempre, contrattualmente, una parte forte ed una parte debole.
Nella fattispecie le compagnie con i loro avvocati a costo zero, i loro "Niet" ecc. ecc. sono sempre state la parte forte cui i poveri cittadini hanno sempre dovuto soccombere chinando il capo e voltandosi con una mano dietro la schiena accetando le loro "elemosine" :
<<Se non le basta ci faccia causa !>>
Questa é la classica e ricorrente sentenza.
Orbene, perché invece di farci assicurare e spendere soldi che difficilmente (visto ciò che leggiamo qui) serviranno a farci ricostruire le case, dicevo perché non si assicura lui stesso, lo stato ?
E' sicuramente molto più forte delle compagnie e può trattare con l'ANIA direttamente ed almeno ad armi pari !
Poi, ridistribuisca la spesa sul costo sociale, almeno si terrà conto del potere contributivo dei cittadini nella misura in cui essi pagano le tasse.
Vi sembra una proposta scema ?
Giuseppe P.
20 ottobre 2004 00:00
Bravissimo Fabrizio!
FABRIZIO
20 ottobre 2004 00:00
Grazie dell'apprezzamneto ma avevo scritto anche dell'altro, ma continuo a prendere atto che qui non siamo liberi di scrivere tutto ciò che pensiamo !
A quanto pare le parole "pesano" !
DMR
21 ottobre 2004 00:00
per Fabrizio.
Scusami Fabrizio, ma non ho compreso le tua prima risposta come si lega la mio intervento che ha aperto la discussione, mi fai capire per favore?
FABRIZIO
21 ottobre 2004 00:00
Per DMR
La mia non voleva essere una risposta diretta al particolare caso di cui tu, giustamente, sei entrato nel merito.
La tua considerazione mi é solo servita come spunto per fare, a mia volta, le mie considerazioni personali sull'ennesimo caso (questo in particolare) in cui lo stato vuole sempre più tirarsi indietro ed obbligarci a "privartizzarci" servizi ed inteventi che difficilmente funzioneranno proprio per quel particolare rapporrto che io ho denunciato tra"parti deboli" e "parti forti".
Ti faccio un esempio accaduto a me ?
Negli anni passati, nella mia città, succedeva che ogni tanto qualcuno finiva in qualche buca poco visibile spaccando qualche sospensione o addirittura facendosi male.
Il Comune, stanco di pagare dei risarcimenti danni ha acceso una assicurazione.
Questa per un pò ha pagato i danni, dopo di che, visto che le buche erano sempre di più, ha messo l'autaut al comune:
"o asfalti le strade o aumentiamo i premi, o ci tiriamo indietro"
Cosìcche il comune, per non aumentare i costi (e conscio che non sarebbe riuscito a chiudere tutti i buchi) si è trovato a dover stipulare una assicurazione con altra compagnia.
Questa, sin dall'inizio ha adottato la politica che "i buchi si devono vedere, quindi non sono insidie, quindi per definizione noi non paghiamo"
"se vuole ci faccia causa" !
E' esattamente quello che hanno risposto a me dopo che un mio familiare é finito con la bicicletta in una buca, in pieno centro storico, profonda 20 cm., certamente non invisibile, sicuramente neppure molto visibile né segnalata, ed é finito all'ospedale con 30 gg di prognosi e strascichi vari.
L'avvocato cui ci siamo rivolti, correttamente, ci ha fatto capire che rischiavamo di buttare soldi per anni ed anni e mi ha mostrato una pila alta un metro di partiche cui la "famosa" assicurazione aveva risposto a tutti "per default":
"se vuole ci faccia causa".
Ecco perchè ho seri dubbi che una polizza anticalamità stipulata da privati possa funzionare.
Un conto é l'assicurazione sui danni da un tubo rotto (ce l'abbiamo anche noi la cosidetta "globale fabbricato") e trovarsi a liquidare 1000 o 2000 euro.
Un conto è liquidare diverse decine di milioni di euro (una volta li chiamavano decine e decine di vecchi miliardi).
Si perché se il Po allaga una città come Pavia o Cremona, o se il terremoto tira giù qualche migliaio di case, voglio vedere quale assicurazione pagherà !
Forse neppure i LLOYD di Londra !!