giuseppe
14 settembre 2008 00:00
Hai ragione, eccome se c'hai ragione. Gli imprenditori che sono entrati nella CAI l'hanno fato per averne un tornaconto, mica per spirito di patria. Ed al Berlusca gli interessa non avere il calo di immagine. Ed intanto a Taranto si continua a morire. E non solo a Taranto, ma anche negli stabilimenti della Marcegaglia.
mah
14 settembre 2008 00:00
i morti ci sono dappertutto, che c'entrano con la cordata?
detto questo se vi sembra che l'affare sia facile, fatela voi una cordata no? oppure i cari dipendenti, sganciano un po' di soldi a testa e diventano lavoratori-azionisti.
però è più facile stare a guardare e criticare, invece che fare e proporre.
matteo benassi
15 settembre 2008 00:00
Fare una cordata? E per che cosa? Per buttare via altri milioni di euro? Non hai capito il senso del mio forum. La prospettiva con cui va visto l'intervento della Cai è diversa. Nessun imprenditore sano di mente investirebbe un solo euro in Alitalia, per il semplice fatto che Alitalia è già tecnicamente fallita da tempo. E tutto si può dire sugli imprenditori che stanno intervenendo ma non che non sappiano fare il loro mestiere. Loro intervengono non perchè il salvataggio di Alitalia sia una operazione plausibile da un punto di vista imprenditoriale (ed infatti non lo è), ma perchè il loro intervento diventa merce di scambio con la politica, e soprattutto con quell'uomo politico che più di tutti si è esposto sul "caso" Alitalia, e cioè Silvio B.
Loro salvano Alitalia, in un'ottica che prevede la privatizzazione degli utili e la pubblicizzazione delle perdite (tramite la "bad company" che guarda caso rimarrà in carico al Tesoro e tramite la scandalosa mobilità di sette anni concessa ai dipendenti), e Silvio B. li ricompensa in vario modo, facendo concedere, ad esempio, il benestare ambientale là dove un impianto andrebbe fermato immediatamente. L'impressione che se ne deriva è che in Italia esistano lavoratori ipertutelati, come quelli Alitalia, protetti al di là di ogni ragionevolezza, anche a fronte di performance aziendali ridicole, e lavoratori asoslutamente non tutelati, come quelli di Taranto, che non sono non hanno alcuna protezione, ma che devono pure tirare fuori i soldi per mantenere i privilegi dei primi. E noi saremmo una democrazia basata sulla uguaglianza?
Ciò che sta accadendo su Alitalia è vomitevole, e vomitare mi fanno i loro dipendenti. Io Alitalia la farei semplicemente fallire, così come sono falite negli anni passati tante aziende italiane che non sono state capaci di stare sul mercato. Se la Svizzera può fare a meno di una compagnia aerea di bandiera, non vedo perchè noi si debba spendere tanti soldi per averla. UNa compagnia di bandiera, poi, che ci fa solo pubblicità negativa, dato ceh Alitalia è unanimemente considerata una delle peggiori compagnie aeree del mondo (provare a parlare con degli stranieri e chiedetegli che impressione hanno di Alitalia)
felixlechat
18 settembre 2008 00:00
Caro sig. Matteo Benassi hai non una ma cento volte ragione. Io lavoravo 15 anni fà in un' azienda privata e ad un certo punto l' azienda non avendo più soldi è stata dichiarata fallita con circa 500 persone in C.I.G.S e successivamente messe in mobilità. Ma nessuno è intervenuto a ripianare i debiti come si usa fare nelle decotte (e ce ne sono TANTE) aziende statali, perchè chi paga non è lo stato ma SIAMO NOI CON LE NOSTRE TASSE!!!!!
Pippo
18 settembre 2008 00:00
La C.A.I. (Cordata Avvoltoi Insaziabili) ha deciso di non inseguire più la preda.
lorenzo
19 settembre 2008 00:00
2,38 Euro di perdite al giorno...sai che preda appetitosa...la prospettiva sotto cui vedere tutta questa faccenda è un'altra, e l'ho già spiegata...
L'Alitalia è, da tempo, una azienda tecnicamente fallita. Chi interviene per "salvarla" non lo fa per spirito patri o perchè ritiene che sia un buon investimento (infatti non lo è), ma perchè così facendo può ottenere favori di altro tipo...
ecco
20 settembre 2008 00:00
si attende offerta di Pippo, dato che si tratta di un superaffare no?