Topesio
15 settembre 2008 00:00
Eccone un altro che, semplicemente, delira.
Gli insegnanti pagati troppo? Ma da quale lontana galassia provieni, per dire simili sciocchezze? E prima che solo inizi a fare supposizioni sballate, ti dico che non sono un insegnante; semplicemente cerco di sapere, prima di dare aria alla bocca.
Poi, per quanto riguarda il discorso sul caro-libri, non si può non esser d'accordo sulla necessità di contenere il più possibile la spesa, specie se è del tutto inutile.
per mario
15 settembre 2008 00:00
tu accusi gli insegnanti di non essere informati ma neppure tu ti sei informato correttamente sul loro stipendio e hai sparato una cavolata. gli insegnanti italiani sono i peggio pagati almeno in europa occidentale e lo stipendio di 1000-1100 euro che tu invochi come punizione è quello che uno ha all'inizio della carriera o come precario (e i precari, caro il mio ometto, sono quelli che sono pagati dal 1 settembre al 30 giugno successivo e stanno senza stipendio a luglio e agosto, anche se sono anni che insegnano). Lo stipendio base di uninsegnante di scuola media superiore a me risulta essere poco più di 1.200 euro. Fai una ricerchina anche tu e poi sappimi dire. E non parlare più a vanvera.
lorenzo
15 settembre 2008 00:00
Dopo una laurea in ingegneria, alla ricerca del mio primo posto di lavoro, mi sono ritrovato a fare il supplente in un Istituto Tecnico. Stipendio? 1.600.000 Lire nette mensili (era il 1993, e non c'era ancora l'euro) per 18 ore settimanali. Era un lavoro che mi piaceva, e nel quale mi impegnavo anche abbastanza. Poi, la ricerca di un reddito più alto ed un po' di ambizione personale mi hanno portato ad abbandonare la scuola per un più redditizio impiego nell'industria. Oggi, dopo aver cambiato 5 posti di lavoro ed aver raggiunto una posizione dirigenziale, se mi chiedessero quel è stato l'impiego "meglio pagato" della mia carriera, direi, senza alcuna esitazione, quello di insegnante. Perchè se è vero che a fare l'insegnante prendevo un quarto o forse un quinto di quel che guadagno adesso, è anche vero che gli orari, i ritmi e le responsabilità che avevo allora erano infinitesime rispetto a quelle che ho adesso. Agli insegnanti che si lamentano dello stipendio, e che però si ritrovano a lavorare sì e no 20 ore alla settimana, dico: ma provate a lavorare in una azienda privata 60 o 70 ore alla settimana, con le scadenze imnprorogabili e sotto la continua pressione dei risultati da portare, e poi vi renderete conto che il vostro è, effettivamente, uno dei posti di lavoro meglio pagati del mondo. E quel che dice Mario è vero...ma mi spiegate che bisogno c'è di cambiare ogni anno i libri? Ma non si può studiare, come all'università, sui libri usati? O c'è qualcuno che "forza la mano" affinchè alle case editrici sia garantito un certo fatturato???? E' così che "integrate" il reddito?
Topesio
15 settembre 2008 00:00
Ma scherzi? In questo forum è proprio il parlare a vanvera lo sport più praticato!
pinetree
15 settembre 2008 00:00
C'è evidentemente un losco giro per fare quadagnare le case editrici, magari arrivano premi in regalo ai politici, preside ed insegnanti ?
Perchè i libri non possono essere lasciati in proprietà alla scuola e fare pagare un piccola quota per rinnovarli una volta ogni 10 anni.
Voglio dire, la divina commedia è quello oggi uguale a quello di 50 anni fa, saranno neanche il 0,1% dei libri che necessitano di un aggiornamento.
si poò bennissimo mettere in commercio un libricino di aggiornamento, cosi il libro della nonna può essere accompagnata da un libricino di aggiornamento.
Mario
15 settembre 2008 00:00
Guardate che io non mi riferisco ai tempi determinati (o precari)ma mi riferisco a quegli stipendiucci da 1700 euro al mese per solo 18 ore settimanali di quegli insegnanti che ripeto NON SONO TEMPI DETERMINATI.
quanto al fatto che in italia siano pagati meno del resto d'europa non fanno altro che essere in linea con il resto degli stipendi percepiti dal resto degli itaiani.
ripeto: se guadagnassero di meno e dovessero pagarli anche loro i libri sicuramente conoscerebbero il significato della parsimonia, altro che libri di nuova edizione ogni anno!
per Mario
15 settembre 2008 00:00
1.700 euro al mese (che poi non sono così tanto per un lavoro di qualità come dovrebbe essere quello dell'insegnante) li prende uno che ha parecchi anni di anzianità. Vuoi levare anche l'anzianità? E sappi che tantissimi insegnanti sono nelle condizioni che ti dico io: precari ancora a 50 anni e pagati pochissimo solo da settembre a giugno. Ti piacerebbe se toccasse a te. E se già ti tocca ti piace?
Osservatore
15 settembre 2008 00:00
"Ma scherzi? In questo forum è proprio il parlare a vanvera lo sport più praticato!"
Sì, e tu sei il campione.
Topesio
15 settembre 2008 00:00
Ti ringrazio per la citazione, amico Osservatore. Non la ricambio in quanto per te è già del tutto evidente, in base alle corbellerie che tanto ami scrivere.
Mario
16 settembre 2008 00:00
partite dall'idea che una persona che si lamenta dell'incompetenza di una classe come quella degli insegnanti deve necessariamente essere un ignorante o un minorato mentale.
siamo tutti consapevoli che gli stipendi italiani sono bassi ma non per questo dobbiamo giustificare l'incompetenza di una casta come quella degli insegnanti.
Se non capiscono che in momenti delicati come quelli che le famiglie italiane stanno affrontando in questo momento DEVONO rifarsi a spese parsimoniose non ci rimane altro che valutrali per quello che sono, incompetenti sopra pagati.
Quando mettono giù le liste dovrebbero porsi queste semplici domande: quanto facciamo spendere alle famiglie ? è assolutamente necessario far spendere questi soldi alle famiglie ? possiamo dire agli alunni che le loro edizioni possono venderle agli alunni delle classi successive? possiamo ottenere lo stesso servizio a minore costo ?, e milioni di altre domande simmili.
La verità è che queste domande non se le pongono in assoluto proprio perchè primo non pagano loro e secondo perchè il meccanismo statale da loro la possibilità di spendere a cavolo, mi chiedo se lavorassero nelle aziende private (40 ore settimanali per 1.100 euro mese) dove per darti una matita ti fanno le storie come si comporterebbero.
sono dei professionisti dicono alcuni, ho forti dubbi rispondo io.
saluti
Mario
Dolmy
16 settembre 2008 00:00
Buongiorno a tutti, è davvero incredibile la mentalità del dipendente statale medio, si paragona sempre a chi lavora meno di lui o a chi guadagna più di lui!!
Anzichè preoccuparmi di chi non percepisce lo stipendio in estate perchè non lavora, penserei a come impiegare gli insegnanti retribuiti nel periodo estivo.
Peresempio credo che sarebbe molto costruttivo mandarli ad aiutare e imparare in qualche azienda privata, sicuramente saprebbero meglio insegnare la pratica ai nostri figli.... Pensate ad un insegnante di ragioneria che si fa l estate da un commercialista, potrebbe dare una mano e certamente capirne un po di più del suo lavoro....
Ora mi aspetto il solito sacco di insulti e di offese dagli affezionatissimi di questo Forum.
lorenzo
16 settembre 2008 00:00
Sfido chiunque a sostenere che comprare libri nuovi di zecca sia veramente necessario a garantire la corretta formazione. All'università si preparano tutti utilizzando libri prestati od usati, non vedo perchè non si possa fare anche al liceo od alle medie. Il fatto è che gli insegnanti, come la totalità dei dipendenti pubblici, non è abituata a prendere decisioni in base ad una valutazione costi/benefici...
Perchè cambiano ogni anno i libri di testo? Perchè "fanno tutti così", nella migliore della ipotesi, o perchè "qualcuno" li "convince" a farlo, nella peggiore. Sta di fatto che non rispondono delle proprie decisioni. Se la pubblica amministrazione in Italia è conciata così male è perchè manca totalmente cultura manageriale. Quello dei libri di testi è solo uno dei tanti esempi...
manar
17 settembre 2008 00:00
Carissimo Mario, credo che tu sia uno dei tanti che credono al solito luogo comune degli insegnanti sfaticati, con tre mesi di ferie, con un orario settimanale cortissimo e chi più ne ha più ne metta,; mi dispiace smentirti ma, dopo circa 40 anni di onesta carriera nella docenza in scuole secondarie,medie e superiori, penso poterti chiarire alcune cose.
In primo luogo occorre evidenziare le responsabilità che ha un insegnante nello svolgimento del suo lavoro quotidiano, e per responsabilità mi riferisco anche a quelle penali avendo in affido dei minori spesso poco controllabili soprattutto al giorno d'oggi, sai cosa vuol dire passare ore in una classe di almeno 25 alunni con diverse problematiche tra loro, con le loro necessità e quant'altro? Dovresti provarlo. Tu parli di 18 ore settimanali costituenti la cattedra ma non parli delle numerose altre ore che l'insegnante deve necessariamente fare per ottemperare al suo compito istituzionale e per poter svolgere il suo lavoro in modo ottimale, mi riferisco alla partecipazione agli organi collegiali della scuola (Consigli di Classe, Collegi docenti, riunioni con le famiglie, riunioni didattiche e cosi via) se fai il conto le ore aumentano notevolmente, in più c'è da aggiungere altre ore passate alla correzione dei compiti, alla compilazione di giudizi, registri vari e relazione di molti tipi; come vedi le 18 ore sono superate di gran lunga per diventare almeno il doppio o quasi.
In secondo luogo occorre sfatare le leggenda dei tre mesi di ferie, bene, non è proprio così; infatti fino alla fine di giugno il docente è occupato nel partecipare alle verie incombenze della chiusura dell'anno scolastico, scrutini, esami, ricevimento famiglie, compilazione registri e via discorrendo, inoltre, la maggioranza deve partecipare anche algli esami di maturità che, tra incombenze varie, si prolunga fino a fine luglio o giù di lì poi tutto ricomincia con il nuovo anno scolastico il 1° settembre.
Alla luce di ciò le cosiddette ferie lunghe nella maggior parte dei casi sono simili a quelle di altra categoria di lavoratori, con la differenza che l'insegnante non può usufruire del periodo di ferie secondo le sue necessità, ma solo nel periodo della chiusura della scuola. Certamente anche tra gli insegnanti c'è la pecora nera, come in tutti i settori, ma la stragrande maggioranza di essi è coscienziosa e capace svolgendo le proprie manzioni tra mille difficoltà, il tutto con un "favoloso" stipendio medio di circa 1.500 Euro.
Si parla tanto di impiegare gli insegnanti in altre attività durante il periodo estivo, ma quando e dove? Io suggerirei, invece, di far passare qualche ora, magari l'ultima del giorno, chi offende questi lavoratori dentro una classe, vediamo se quando esce la pensa ancora nello stesso modo.
Per quanto concerne il problema dei libri di testo sono anch'io d'accordo di poterli utilizzare il più a lungo possibile, a parte il fatto che un testo deve essere mantenuto per un certo tempo (normalmente 3 anni nella Media), bisogna però considerare che la didattica, le conoscenze, la pedagogia e, soprattutto, la fame di sapere degli alunni si evolvono e mutano continuamente per cui ci si può trovare spesso nella necessità di un cambiamento; non credo che calzi il paragone con l'Università dove i testi sono settoriali e sostanzialmente tecnici.
Infine vorrei chiedere a Lorenzo, che afferma che lo stipendio maggiore proporzionalmente lo prendeva dalla scuola, perchè se guadagnava così bene e con poche ore di lavoro non è rimasto a fare l'insegnante?
Un saluto
Mario
17 settembre 2008 00:00
x manar
nessuno dice che la professione dell'insegnante sia facile, contrariamente a te ho avuto modo di constatare che la maggior parte degli insegnanti odierni non è preparata nè culturalmente nè preofessionalmente per fare tale lavoro, è semplicemente un dipendente pubblico con lo stipendio facile (basta vedere il numero dei bocciati ed il livello di preparazione degli alunni in generale).
la didattica che si evolve ? ma cosa ci stanno a fare come insegnanti se dovono delegare ai libri la spiegazione della loro materia? seguendo la preparazione dei miei figli, al pari di tutti gli altri genitori posso notare che tale affermazione va a farsi friggere. Gli insegnanti in classe nella maggior parte dei casi fanno sottolineare solo alcune parti dei testi indicando agli alunni di sudiare solo quello. (circa il 10% di un intero volume)ed a noi genitori tocca a casa ristudiare gli argomenti per rispiegarli a nostra volta ai nostri figli, e questo lo sanno tutti! troppo stipendio di conseguenza, se potessimo far stornare dai costi scolastici le ore che passiamo noi genitori a spiegare ai nostri figli quello che a scuola non viene fatto fare potremmo stornare almeno il 70% di tali costi.
Parli di ferie che non potete prendere ? l'anno scorso contando le assenze in ore dei docenti dei miei figli ho potuto contare tra supplenze e assenze una percentuale di continuità didattica del 30% rispetto a quanto dovuto all'intero anno scolastico (mi fermo qui, sono nero per questo!).
parli di ore impegno e responsabilità ? avere a che fare con 20 ragazzi ? di impegni e di ferie ? ma hai idea di cosa voglia dire al giorno d'oggi lavorare nelle aziende ? penso proprio di no, altrimenti il tuo sogno di "classe iper produttiva sotto pagata e sotto stimata cadrebbe all'improvviso, forse sei tu che dovresti provare a lavorare fuori per capire cosa significhi da laureato guadagnare 1.200 euro ed avere solo 23 giorni di ferie l'anno (contratto unico gas acqua, all'ultimo rinnovo si è avuto la diminuzione dei salari, delle ferie ed un aumento delle ore lavorative).
Risponditi solamente controllando il numero impressionante di persone che cercano di "appendere il cappello" facendo i tempi determinati come insegnanti cercando di guadagnare punti (cosa possibile solo nella scuola italiana) e facendo pressioni il più possibile per poter fare quel lavoro.
Ci sono persone serie tra la scuola ed io ho avuto il piacere di conoscerne alcune, però tra presidi, insegnanti e staff vari nella maggior parte ho riscontrato solo incompetenza ed impreparazione, ruoli ricoperti grazie ad appoggi politici ecc ecc.
Se un insegnante fosse come dici tu la didattica la gestirebbe in prima persona senza dover relegare ad un libro la spiegazione della propria materia, io mi sentirei umiliato professionalmente dovessi ricorrere a questi stratagemmi per dover giustificare la mia scarsa preparazione.
Saluti
Mario
Topesio
17 settembre 2008 00:00
manar, non c'è da stupirsi se oggi tutti o quasi vanno avanti a forza di luoghi comuni, magistralmente fatti circolare da chi è più furbo e sa come manipolare il popolo bue.
Questi "boccaloni", per dirla alla romana, si bevono letteralmente di tutto ed esprimono "opinioni" (chiamiamole così) come se fossero perennemente al bar dello sport, quindi senza aver alcuna cognizione di causa.
luigi
17 settembre 2008 00:00
Per manar:
Ok, mi può anche stare bene il tuo discorso. Però dimmi cosa ne pensi di molti professori che ricevono "regali" dalle case editrici? Secondo te è opportuno cambiare la divina commedia ogni anno? O i promessi sposi?
Anni fa conobbi una professoressa e ti garantisco che ogni anno faceva le vacanze a spese di una casa editrice italiana. Pensa che era la madre di una mia ex fidanzata, quindi.....
1.500 euro al mese???? Lo sai che sono quasi 3 milioni delle vecchie lire???
Vallo a dire ad un muratore con figli che si alza la mattina alle 5 e torna a casa alle 19.00. Con il rischio di non tornare...
Vallo a dire ad un poliziotto o carabiniere....
Vallo a dire a un povero cristo che fatica per meno di 800 euro al mese...
E te ti lamenti per 1500 euro al mese, lavorando al caldo e al riparo dalla pioggia?
Dai, cerchiamo di essere onesti e coerenti nella vita. Siete fortunati a fare questo lavoro e avete il coraggio di lamentarvi....
P.S. Ho mia cognata che insegna e una cugina che fa altrettanto.... Quindi....
Loro si impegnano come fai te ma hanno il fegato di ammettere di guadagnare bene. E mia cognata guadagna 1.024 euro al mese!!! Non 1500!!!
Lorenzo
17 settembre 2008 00:00
"Infine vorrei chiedere a Lorenzo, che afferma che lo stipendio maggiore proporzionalmente lo prendeva dalla scuola, perchè se guadagnava così bene e con poche ore di lavoro non è rimasto a fare l'insegnante?"
Manar, è semplice. Perchè con una laurea in ingegneria mi sentivo più realizzato a fare il progettista in una azienda piuttosto che l'insegnante in un istituto tecnico. E poi perchè, in termini assoluti, andavo a prendere qualcosina in più (mica tanto, circa 200.000 Lire al mese).
Ma rimane il fatto che alla luce delle esperienze che ho vissuto successivamente nelle aziende private la condizione dell'insegnante continua a sembrarmi una gran pacchia: 18 ore settimanali (perchè sono 18, checchè si dica), tutti i pomeriggi liberi, possibilità di fare un secondo lavoro (magari delle lezioni private a 30 Euro l'ora in nero), sicurezza assoluta del posto di lavoro, totale assenza di responsabilità sui risultati, tre mesi di vacanza l'anno, ritmi di lavoro da bradipo.
Perchè tutto ciò che lei dice sono marginali: gli impegni extra orario sono sporadici (il Consiglio di classe si tiene sì e no ogni due mesi), i tre mesi di vacanza ci sono tutti al di là della sceneggiata della reperibilità, ed i compiti in classe si fanno una volta al mese e non richiedono più di un pomeriggio per la correzione.
A voler essere proprio generosi, un insegnante non lavora più di 70 ore al mese, che è lo stesso numero di ore che faccio io. In una settimana però. E parlo a ragion veduta, non solo perchè ho fatto io stesso l'insegnante, ma perchè sono figlio di insegnante.
Quanto poi ai libri di testo: "la didattica, le conoscenze, la pedagogia e, soprattutto, la fame di sapere degli alunni si evolvono e mutano continuamente per cui ci si può trovare spesso nella necessità di un cambiamento". Ma per favore!!!! POsso capire che un libro di testo necessiti di evoluzioni ogni 10-15 anni. Ma che debba cambiare ogni anno mi sembra, francamente, una forzatura. Che differenza ci può essere in un testo di Storia o di Letteratura Italiana tra il 2006 ed il 2007? Nessuna. Però le scuole e gli insegnanti impongono di acquistare l'ultima edizione, tranne quelli (rari) dotati di un minimo di buon senso. Chissà perchè....
Topesio
17 settembre 2008 00:00
Scusate, ma io francamente non capisco i vostri discorsi. Tutti quanti pronti ad insultare chi guadagna la "bellezza" di 1.500 euro al mese (sai che goduria), portando ad esempio stipendi da fame, come se per equità chi guadagna 1.500 euro dovesse vedersi ridotto tale stipendio. a casa mia l'equità la si raggiunge semmai in alto, non in basso. quindi non portate ad esempio chi guadagna una miseria, fate invece il contrario.
francesco
17 settembre 2008 00:00
provate a farla voi una lezione di qualsiasi tipo a 30 tizi/e che ti guardano come a dire "aò, ma quando finisce 'sto stronzo??" (e di sicuro lo pensano) e quando gli chiedi di ripetere ciò che hai detto 5 secondi prima non ne sono in grado e magari ti rispondono pure di non disturbarli (sanno, in fondo, che è tempo perso quello tra i banchi di scuola: in italia se non hai un "santo protettore" non vai da nessuna parte).
a questo atteggiamento di base da parte della "materia prima" della scuola sommiamoci insegnanti che hanno la "passione" e la "voglia" di lorenzo, ovvero che pensano solo: [la condizione dell'insegnante è gran pacchia: 18 ore settimanali... eccetera eccetera].
ed ecco il risultato! gli studenti più somari d'europa! magna-magna generale su libri di testo da parte degli insegnanti e delle case editrici! insegnanti meno pagati e nelle condizioni peggiori d'europa! insomma, la scuola allo sfascio! (ovviamente c'è ancora qualcuno che si "batte" per cambiare quest'andazzo, sia tra i prof che tra gli studenti)
non parlo da insegnante, ma da studente "quasi" fresco di diploma...
lorenzo
17 settembre 2008 00:00
Francesco,
non fare di tutta un'erba un fascio. Nel settore delle aziende private puoi fare carriera anche se non hai santi protettori. Sai perchè? Perchè in una azienda privata contano i risultati, e solo quelli. Non conta chi ti sponsorizza, o quante ore passi a scaldare la sedia, ma quali sono i risultati del tuo lavoro. E se spendi (o fai spendere) risorse, qualcuno viene a chiedertene conto. Cosa che, perdona, non capita nello stato.
Proprio perchè sono tra i pochi ad aver sperimentato sia il mondo della scuola ed il mondo delle aziende private, ti dico che farebbe un gran bene, alla scuola italiana, poter usufruire, coem avviene negli Stati Uniti, della esperienza di chi viene da "fuori". Un manager che viene dall'esterno saprebbe gestire molto meglio una scuola di quanto non sa fare un preside, per il semplicissimo fatto che ha una esperienza, in campo gestionale, molto più approfondita ed irrobustita dalle sfide che ha dovuto sostenere. Ed invece, in Italia, si fa in modo che quello dei docenti sia un corpo a sè stante, nel quale, una volta vinto il concorso, non si deve rendere conto a nessuno. L'insegnante bravo guadagna esattamente quello che guadagna l'insegnante menefreghista. E, se non si rivede radicalmente il modo in cui la professione di insegnante è gestita in Italia, al posto degli insegnanti continueremo ad avere impiegati pubblici. Che non è, permettimi, la stessa cosa. Perchè un insegnante, prima di far spendere 600 o 700 € ad una famiglia per libri che potrebbero in realtà passare da una generazione di studenti all'altra, si chiederebbe se è veramente necessario. Un impiegato pubblico, invcece, no. Si limita ad eseguire. In modo acefalo, nel migliore dei casi. In mala fede, nel peggiore.
Dario
17 settembre 2008 00:00
Secondo me ci stanno professori e professori! gli insegnanti italiani sono tra i meno pagati d'europa... un lavoro importante e di responsabilità (come purtroppo nn è in italia) nn può essere pagato così poco! Ricordo ke 1300 euro al mese li prendono dopo 20-25 anni di attività se li prendono! In italia purtroppo è realtà che si campa spesso sulle spalle degli altri e secondo me ai prof scegliere un libro o l'altro qualkosa gli porta nelle taske! Ma ci stanno anche dei buoni professori! Alle superiori ho avuto prof che nn cambiavano libri da anni... altri che andavano avanti a fotocopie... poi c'erano anke quelli che volevano l'ultima edizione del libro per farti spendere un casino! Ma dobbiamo smettere di fare di tutta l'erba un fascio! Per quanto riguarda la situazione della scuola secondo me è una concausa di più cose! 1) genitori che nn educano i priopri figli... (potete lamentarvi quanto volete ma se un professore fa il cazziatone ad un ragazzo perchè non ha studiato ed il giorno dopo un genitore va a fare il cazziatone al professore perchè si è permesso di sgridare il figlio il professore nn può imporsi) 2) la legge italiana sulla scuola e sull'università fa skifo.... ( l'università ha cambiato corsi 4 volte negli ultimi 6 anni vecchio ordinamento, nuovo ordinamento, nuovissimo ordinamento ed ora si torna al passato) se nn sanno loro cosa diavolo fare immaginate i professori e gli studenti! 3) alcuni professori incompetenti, altri demoralizzati dalla situazione della scuola e come al solito nulla facenti! Siamo in Italia... è tutto un casino!!!
manar
18 settembre 2008 00:00
E te ti lamenti per 1500 euro al mese, lavorando al caldo e al riparo dalla pioggia?
Caro Luigi, io non mi lamento affatto, ribadisco soltanto che occorre sfatare il luogo comune descritto nel mio precedente post.
A puro titolo informativo ti faccio notare che al caldo ed al riparo dalla pioggia ci sono anche numerose categorie di impiegati, magari meno controllati dei docenti e con meno responsabilità
manar
18 settembre 2008 00:00
Caro Mario, forse non hai ben compreso il mio discorso, o presumibilmente non mi sono spiegato bene; comunque sta di fato che si nota un certo risentimento, scusami se te lo faccio notare, verso gli insegnanti ed il tuo raffronto con i lavoratori delle aziende con le loro gravi problematiche non calza affatto.
Citi il numero dei bocciati ed il livello di preparazione degli alunni, vero, ma la colpa non credo si possa attribuire agli insegnanti ma ad una serie di norme e regolamenti (ed anche ad un malvezzo delle famiglie che non gradiscono che si bocci il proprio figlio) che gli insegnanti stessi devono, loro malgrado, accettare.
Per quanto riguarda la preparazione culturale dei docenti, ci può anche essere qualche collega così, ma ti posso assicurare che la categoria degli insegnanti italiani, volenti o nolenti, è tra le più preparate d'Europa (fonti europee)
Tengo, inoltre, a sottolineare che la maggioranza del personale scolastico, come il sottoscritto, non è entrato per appoggi politici ma per aver sudato le fatidiche sette camicie per prepararsi ad un concorso e poterlo superare, quindi rimando al mittente l'affermazione fatta in tal senso.
Per quanto concerne le assenze penso che non si possa generalizzare, anche per il fatto che molte assenze sono dovute a motivi di salute come tutti i lavoratori di questo mondo, invito invece a guardare anche le assenze nascoste che si fanno in altri settori del lavoro, pausa caffè, uscite più o meno autorizzate, ecc., bene, queste "assenze" coprono un numero impressionante di ore, ma gli insegnati non li fanno.
Infine il gas, l'acqua, l'affitto lo pagano anche i docenti mentre per ciò che riguarda l'aumento delle ore lavorative e la diminuzione del salario penso dovresti rivolgerti ai tuoi rappresentanti sindacali.
Nel concludere vorrei ribadire che non puoi incolpare una intera categoria se alcuni appartenenti alla stessa cambiano testi ma dovresti chiedere loro chiarimenti in tal senso.
A Lorenzo, invece, vorrei far notare che i Consigli di classe hanno cadenza mensile e ci sono insegnanti che hanno più di una classe, così come i Collegi docenti mentre gli esami ci sono ogni anno; eppoi, mi scusi, torno a ribadire se il mestiere dell'insegnante le sembra una pacchia perchè non lo ha continuato a fare? La libera professione avrebbe avuto modo di poterla esercitare nei pomeriggi liberi e nei tre mesi di ferie, come afferma, avrebbe potuto dare lezioni private a 30 Euro (bontà sua) in sostanza avrebbe anche lei potuto usufruire si tutte quelle agevolazioni che evidenzia avendo la possibilità, non solo di potersi realizzare a fare il progettista ed avrebbe avuto modo di guadagnare molto più dei 200.000 lire mensili.
C'è qualcosa che non riesco a capire
Un saluto a tutti
Mario
18 settembre 2008 00:00
da: francesco
Data: 17 Settembre 2008
provate a farla voi una lezione di qualsiasi tipo a 30 tizi/e che ti guardano come a dire ......
*****
30 ? dove ? in quale scuola ? al massimo saranno classi che arrivano a 18- 20 alunni.
Topesio, l'argomento principale è se gli insegnanti conoscono o meno il senso della parsimonia e se guardano ogni tanto la tv per rendersi conto che le famiglie italiane sono già in difficoltà senza bisogno del loro aiuto.
Saluti
Mario
lorenzo
18 settembre 2008 00:00
Manar, quel qualcosa che non riesce a capire ha tanti nomi: prestigio sociale, esperienza, remunerazione economica. Se non ho continuato a fare l'insegnante è perchè a quell'epoca, a 27 anni, ritenevo che le esperienze che avrei potuto fare in una azienda privata non le avrei potute fare rimanendo all'istituto tecnico. Un conto è lavorare in una azienda che ti manda in giro per il mondo permettendoti di entrare in contatto con culture profondamente diverse dalla tua, un conto è rimanere per 15 anni inchiodato alla chiusa realtà si un istituto tecnico di provincia. La mia viisone del mondo, oggi, è molto diversa da quella che avevo 15 anni fa, e proprio grazie alle esperienze che mi è stato concesso di fare. Ma, vede, uno dei problemi è proprio questo. Un laureato, più o meno brillante che sia, all'inizio della carriera si trova di fronte ad un bivio. O fa l'impiegato statale, e lo fa per tutta la vita, o fa il dipendente privato, e lo fa per tutta la vita. Sarebbe opportuno, invece, che fosse consentito a chi ne ha voglia di passare da un settore all'altro, trasferendo dal privato al pubblico e viceversa il suo bagaglio di esperienze. Ne trarrebbero giovamento tutti, e soprattutto i ragazzi. Perchè, francamente, avrei molte più cose da insegnare adesso, a 42 anni, dopo 15 anni passati in giro per il mondo, che non a 27, appena terminato il servizio militare. E questo sia dal punto di vista professionale che umano.
E, vede, se fosse possibile questo interscambio, sarebbe possibile anche per lei capire perchè chi lavora nel privato considera gli stipendi degli insegnanti assolutamente in linea con le responsabilità ed il compito loro assegnato. E se passasse un solo giorno a lavorare in una azienda privata in un posto di responsabilità, si renderebbe conto perchè 1500 euro per un impegno da docente da 18 ore settimanali non è poi un trattamento economico così malvagio....
Topesio
18 settembre 2008 00:00
Mario, scusa ma senza volere hai toccato il nocciolo, il vero problema dell'Italia: ti chiedi se gli insegnanti "guardano la tv per rendersi conto... ecc."
MAGARI non la guardassero!!!
Possibile che tu non ti renda conto dei disastri che hanno generato nella "ggente" interi decenni di tv spazzatura?
francesco
18 settembre 2008 00:00
mario, io sono di roma: 30 (o giù di lì) alunni per classe alle elementari o alle medie oggi sono normalità in alcune borgate. e se il numero scende alle superiori, succede negli ultimi anni, quando parecchi super-studenti si sono fatti bocciare o si sono ritirati...
con lorenzo sono d'accordo su un punto: concepire l'istruzione come un blocco monolitico (o dentro o fuori) porta solo sfaceli, visto che l'intelletto non ha barriere e per poterlo coltivare e trasmettere a dovere servirebbe un'"istituzione" che segua tale principio. (a proposito, lorenzo, sei del nord? visto che affermi che nel privato non si necessita di santi protettori... i ragazzi che oggi frequentano i banchi di scuola già sanno che, se gli andrà bene, faranno i commessi in un negozio di un qualche squallido centro commerciale, a meno che non conoscano qualcuno in grado di offrirgli un lavoro decente!)
francesco
18 settembre 2008 00:00
dimenticavo: ovvio che se sei un "genio" hai più possibilità di trovare un lavoro che ti vada bene, senza dover chiedere nulla a nessuno
lorenzo
18 settembre 2008 00:00
Francesco, non esistono geni, tranne rare eccezioni. Esistono persone che aspettano che qualcosa cada dal cielo, e persone che si danno da fare. Esistono persone che capiscono, magari provandole sulla propria pelle, le leggi del mercato del lavoro, e persone che si ostinano a far finta che non esistono, e che continuano a lamentarsi. Perchè, vede, le leggi del mercato del lavoro saranno anche brutali, ma offrono in realtà anche molte opportunità, se le si sanno cogliere, e se si ha spirito di sacrificio.
Al nord le opportunità ci sono, lo ammetto. Però anche al nord ci si trasferisce per lavoro, si cambia città, amicizie, ambiente, per seguire un proprio percorso professionale. E nessuno vieta anche ad un meridionale di fare altrettanto. Quello che vedo, invece, è un rifiuto di tali leggi da parte di una grossa parte della popolazione. Che non capisce che, alla fine, non sono leggi che si possono cambiare, perchè sono più forti non solo di noi singoli, ma dell'Italia intera. Solo che in questa Italia ci sono sacche, molto forti, che fanno finta che queste leggi non esistano. O, meglio, che vogliono che queste leggi valgano solo per gli altri. Che non vogliono essere messi in discussione, che non vogliono essere misurati sui risultati, che non vogliono essere licenziati se non sono all'altezza del loro compito. E che si lamentano, appunto, per uno stipendio da 1500 Euro, garantito a vita, indipendentemente dai risultati, per lavorare sì e no 20 ore alla settimana, compiti in classe e consigli di classe inclusi. E' per queste persone che servirebbe, ripeto, un po' di esperienza nelle aziende private. Capirebbero molte cose. Così come io capirei molte cose se mi mettessi, adesso, a fare l'insegnante. Ma avrei anche molto da trasmettere. Molto di più, credo, di quel che potrebbe trasmettere uno che non ha mai applicato in pratica le proprie conoscenze e che non è mai uscito dal proprio paesino. Lo farei, se me lo consentissero, anche a 1500 Euro al mese. Ma non mi è permesso, perchè in Italia i due mondi, quello del lavoro pubblico e quello del lavoro privato, sono tenuti in ermetica separazione. CHissà perchè...
francesco
24 settembre 2008 00:00
lorenzo, purtroppo le leggi del mercato del lavoro le capisce molto bene anche un disoccupato o un lavoratore col contratto a progetto (ma che progetto c'è dietro al bancone di un negozietto di un centro commerciale???).
purtroppo, dalla tiritera che hai espresso sulle "leggi del mercato del lavoro" e sulle "grosse opportunità" che ne deriverebbero (ma a che prezzo??), è palese che l'indottrinamento dall'alto con te ha funzionato molto bene: non offenderti, ma se si può essere d'accordo sulla parte, per così dire, meccanica (ovvero che non si possono cambiare le leggi del lavoro attuali perché non dipendono affatto dal sistema-italia, bensì dal sistema-capitale), per il resto hai usato dei toni da fanatico religioso nei confronti delle leggi che governano il mercato (del lavoro). come se fossero scese dall'alto dei cieli, o come se esistessero dalla notte dei tempi.
ebbene, non è così: esse sono state pensate e attuate da persone tali e quali a te e a me (solo più egoiste e perverse). di conseguenza, essendo frutto di uomini, non le accetto come dogma ma le analizzo, e se creano "merda" (perché è quello che creano, basta guardarsi attorno) le contrasto come posso.