Francesco Mangascià
22 settembre 2008 00:00
Nessuna importazione di latte dalla Cina, ma la Commissione chiede comunque agli stati di vigilare
Sarebbe strano il contrario in un’Europa leader nella produzione del latte e dei suoi derivati, ma nel clima di crescente diffidenza e circospezione che aleggia intorno alla Cina e alle sue esportazioni all’indomani dello scandalo del latte alla melamima, già costato la vita a quattro neonati, la portavoce del commissario Ue alla Salute, Androula Vassiliou, ha assicurato che “la Cina non importa prodotti lattiero – caseari nell’Unione europea”. Tuttavia, ha aggiunto “l'Ue ha chiesto agli Stati membri di rafforzare i controlli su tutti i prodotti provenienti dalla Cina, anche per paura di eventuali frodi tramite paesi terzi”. La Commissione rimane inoltre in attesa di un completo e preciso resoconto sull’accaduto da parte delle autorità cinesi.
Il massimo organismo di controllo qualità cinese ha rivolto un appello alla calma ai consumatori cinesi presi dal panico e ha assicurato che la maggioranza del latte liquido prodotto in Cina e’ esente dalla presenza della sostanza tossica. L’organismo, che ha analizzato i prodotti di 400 aziende cinesi, ha sottolineato che il 10 per cento dei prodotti testati dei due marchi leader nel paese - Mengniu e Yili, quest'ultima sponsor di Pechino 2008 - contenevano dosi di melamina che variavano tra i 0,7 e gli 8,4 milligrammi per chilo. Inoltre il 6 per cento dei campioni di un'altra celebra azienda cinese, la Bright, presentavano proporzioni variabili tra lo 0,6 e gli 8,6 milligrammi per chilo.
Secondo gli esperti, le proporzioni rilevate non causano danni negli adulti, a meno che un uomo di 60 chili non beva più di due litri di latte adulterato al giorno. Ma nei neonati la melamina può causare gravi disturbi. In Cina sono stati ricoverati più di 6.200 bambini, la maggior parte dei quali presentava calcoli renali e quattro di loro sono morti. Lo scandalo - che finora ha portato a 18 arresti e varie destituzioni - torna a gettare ombre e seminare sfiducia sui controlli di qualità cinesi, anche se il governo di Pechino ha promesso “pene durissime” per i responsabili di questa nuova allerta sanitario. La legge cinese prevede anche la pena di morte per chi metta a rischio la salute pubblica.
da
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=197&ID_articolo=561&ID_sezione=404&sezione=In%20diretta%20da%20Bruxelles
De pravato
22 settembre 2008 00:00
LO STRONZO CC HA ESALATO
Francesco Mangascià
23 settembre 2008 00:00
Sono 53mila i bambini colpiti da problemi per la melamina, mentre emergono problemi strutturali tra l'industria alimentare moderna e l'agricoltura ancora primitiva
di francesco sisci
PECHINO -
Sembra la strage degli innocenti, il lavoro del biblico Erode a caccia del piccolo Gesù in un Paese dove i bambini sono adorati più di ogni cosa.
Sono circa 53mila infatti i bambini ammalati per il latte alla melamina in Cina, secondo i dati del ministero della sanità cinese mentre il capo dell’ufficio controlli qualità del Paese Li Changjiang, si è dimesso.
Intanto il primo ministro Wen Jiabao ha promesso “dure punizioni” cioè pena di morte ed esecuzioni contro i colpevoli mentre la Tv lo mostrava in camicia, senza giacca, che aspettava su una panca di ospedale con una famiglia di sapere come stava un piccolo ricoverato.
Le cifre cadono a pioggia: 12.892 bambini sono ricoverati in ospedale di cui 104 in condizioni gravi. Quattro sono morti, il resto sono guariti.
Intanto continuano a cadere teste. Ieri è stato costretto alle dimissioni Wu Xianguo, capo del partito di Shijiazhuang, la città dello Hebei a circa 200 chilometri da Pechino culla dello scandalo. Sono così diventati 20 i funzionari licenziati per lo scandalo alla melamina.
Taiwan ha proibito le importazioni di latte e derivati dalla Cina e a Hong Kong sono stati ritirati prodotti di latte dopo che un bambino è stato scoperto con calcoli renali dovuti alla melamina.A Singapore si sta facendo lo stesso dopo che delle caramelle sono risultate con tracce di melamina. Anche prodotti Nestlè sono ritirati dopo che si erano sparse voci del ritrovamento di tracce di melamila
Il governo annuncia misure drastiche di controllo di qualità e senz’altro saranno efficienti.
In realtà però il problema è strutturale di una frattura profond tra una industria alimentare moderna e una produzione agricola ancora molto primitiva.
Infatti l’agricoltura e l’allevamento rimangono ancora molto frammentati, con pochi grandi produttori, perché il governo vuole evitare una concentrazione della terra che creerebbe una ondata di disoccupazione nelle campagne.
Le industrie del latte, per esempio, comprano il latte da mediatori che a loro volta lo comprano da una miriade di contadini. Non c’è quindi un grande rapporto fiduciario tra un numero finito di fornitori e l’industria trasformatrice.
Se il prezzo di acquisto si abbassa, con una miriade di fornitori e assenza di rapporti fiduciari, i milioni di fornitori hanno tutto l’interesse a cercare di mantenere il loro profitto, sicuri che nella folla non saranno individuati.
I contadini infatti allungavano il latte fornito con l’acqua e per non farsi scoprire, vi aggiungevano la melamina, una sostanza chimica usata nella manifattura della plastica che trucca il rilevamento delle proteine, una misurazione standard dell’industria.
“In realtà non possiamo testare il latte per ogni forma di veleno possibile e immaginabile – dice un addetto del settore – dobbiamo pensare a delle cose possibili e poi cercarle.”
Ora arriveranno più controlli più severi, ma se l’industria alimentare non crea fornitori più affidabili all’origine, la corsa delle truffe alimentari è destinata a non finire. Ogni ribasso del prezzo di una fornitura, frequenti nell’industria alimentare, indurrà i contadini a ingegnarsi, anche perché quei ribassi possono significare la differenza tra un guadagno e una perdita per l’agricoltore.
Del resto le truffe alimentari hanno una storia lunga nel Paese. Alcuni anni fa erano frequenti le denunce di riso avvelenato alla glicerina, riso vecchio “lucidato” con la glicerina per farlo passare come fresco. Oppure c’erano le truffe sull’olio alimentare venduto come qualità alta, ma in realtà di qualità scadente.
il Link è
www.lastampa.it/sisci
mammina
23 settembre 2008 00:00
Cara Aduc, sono una mammina da poco e stando a casa leggo spessissimo il vostro portale che considero un aiuto validissimo, per difenedermi dalle arroganti pretese di enti televisioni e compagnie telefoniche e cos' via.. Accade però che in alcuni articoli molto belli, postati da Francesco Mangascià, purtroppo capita di incontrare un certo signore che si firma DE PRAVATO, e ciò è per me un grosso problema, poiché quando leggo i suoi commenti mi accadono due cose, la prima è la nausea come quando era incinta con grossi conati di vomito, la seconda è che mi si fa il latte cattivo.
Francesco Mangascià
23 settembre 2008 00:00
Signora, la ringrazio per l'attenzione, e auguri per il latte.
De Pravato ti prego di smettere di causare nausea alle signore grazie.
De pravato
23 settembre 2008 00:00
LO STRONZO CC HA ESALATO
..............
23 settembre 2008 00:00
E gli agnelli crescono!slurp!
smammina
23 settembre 2008 00:00
mangasia'ti prego di smettere di causare nausea ai signori utenti grazie