John Nash, (de)mente bellissima
01 ottobre 2008 00:00
Finalmente un thread interessante, caro Ettore (mentre noi siamo qui a riempire il forum con commenti sul piscio dei cani, questi sciacalli ci stanno inchiodando la bara).
Chiedi:
<< <i>L'economia solida americana di 15 giorni fa è in pieno fallimento; l'economia italiana dichiarata altrettanto solida (?) fallirà anche lei?</i> >>
SÌ, non c'è ombra di dubbio (è solo questione di allestire lo scenario conveniente agli sciacalli di turno).
Tutti gli indizi portano a questa conclusione; inutile coltivare la Speranza dello Stolto, che prega che dall'unione di giallo e blu nasca qualcosa di diverso dal verde.
Aggiungo ai tuoi 4 suggerimenti:
5) Non fate assicurazioni sulla vita, di quelle che promettono raddoppi delle quote se gli lasciate i vostri fondi per 15 anni.
(Chi l'ha già fatta, che provi a farsi ridare i soldi: vedrà che scuse incredibili che si inventano!)
6) Mandate affanculo chi vi parla di “spendere per far circolare moneta” come ricetta per risollevare l'economia. È una formula che porta benefici SOLO ai grandi investitori, i disgraziati come noi stanno sempre sull'altro piatto della bilancia.
“A beautiful mind” non è un grandissimo film, ma per gli allocchi che si fidano di Tremonti corrisponde ad un trattato di alta finanza.
John Nash (in arte IVAN)
Pippo
01 ottobre 2008 00:00
1) non lasciate i vostri soldi nelle banche
Se tutti seguissero questo consiglio ci sarebbe un tracollo economico catastrofico.
Purtroppo l'economia si basa sulla presenza delle banche. Infatti le banche concedono prestiti usando i soldi dei depositi.
Se tutti i clienti di una banca chiedessero di azzerare il saldo prelevando contante, non potrebbe affrontare tale situazione.
Proporrei di modificare il punto 1) in:
1) Aprite un conto corrente presso una banca che abbia la minor incidenza di "sofferenze" (evincibile dal bilancio di pubblica consultazione).
che signica: banca che ha come clienti pochissime persone che non hanno piu' la possibilita' di pagare i debiti presso quella banca (detto in parole poverissime).
Se tutti i prestiti effettuati da una banca ai propri clienti vanno a buon fine (vengono pagate tutte le rate) allora la banca ha di nuovo i soldi per coprire i saldi attivi ed in piu' ha generato utile.
francesco
01 ottobre 2008 00:00
"generato utile"??? per chi?? di certo non per noi. noi subiamo soltanto il fare arrogante di strozzini legalizzati...
Ettore Chiacchio
01 ottobre 2008 00:00
@Pippo
l'idea di banche come di "intermediatori utili all'economia" potrebbe andar bene in una "economia sana". Ma questo status è stato perso già da un po', siamo ormai alle metastasi diffuse che divorano i settori sani dell'economia ed anche delle banche.
Gli organismi dell'economia malati terminali vanno portati rapidamente alla morte.
Quelli salvabili andrebbero salvati. Ma a salvarli non deve essere il risparmiatore che ha depositato i suoi risparmi e rischia di perderli, bensì gli azionisti che hanno sempre lucrato sugli affari (anche quelli speculativi) delle banche continuando ad "affrontare" il rischio di mercato.
Spero che almeno sulla morte degli organismi economici in metastasi tu sia d'accordo. Solo, per distinguere quelli in metastasi da quelli sanabili, non mi fiderei troppo dei "bilanci", ti ricordo infatti che i "bilanci" più che un documento contabile sono attualmente una opera letteraria di pura fantasia grazie a Tremonti che inventò la contabilità creativa. Si dovrebbe invece analizzare quanti titoli spazzatura posseggono le banche e costringerle ad una svalutazione degli stessi. Ad esempio perchè nessuna banca svaluta il valore delle azioni telecom pssedute?
Appena avrai risposto a questa domanda potrai renderti conto che forse la situazione è tutt'altro che rosea.
Un'ultima cosa, in una economia post capitalista-comunista, come quella che suggerivo, con razionalizzazione delle risorse, le banche non sarebbero necessarie come credi tu. Basterebbe un sito internet dove ognuno può comprare/vendere "credito" a prezzi di mercato valutando le garanzie offerte. Quindi i risparmiatori in "gruppi dinamici" fornirebbero direttamente al debitore le risorse finanziarie. Senza bisogno di una struttura intermediaria che deve mangiarci sopra con i propri azionisti, i propri dirigenti e i propri dipendenti! A maggior tutela del tutto potrebbero finalmente utilizzare il denaro elettronico sostituendo in tutto e per tutto le banconote circolanti e rendendo il denaro totalmente nominativo (pensa anche quanti reati, che sono associati alla non nominatività del denaro, sparirebbero).
Ma ovviamente ti parlo di un futuro tecnologicamente già raggiunto ma distante 100 anni culturalmente e 1000 anni dalla convenienza dei gruppi affaristico/mafioso/bancario/ecclesiastico
Ettore Chiacchio
Computer Guru - Libero Pensatore
Ettore Chiacchio
02 ottobre 2008 00:00
@John Nash
condivido quello che dici e sottoscrivo anche gli altri 2 suggerimenti che dai
Ettore Chiacchio
Computer Guru - Libero Pensatore
John Nash
02 ottobre 2008 00:00
Precisazione per PIPPO:
A proposito del punto 1 (“<i>Non lasciate i vostri soldi nelle banche</i>”), scrivi:
<< <i>Se tutti seguissero questo consiglio ci sarebbe un tracollo economico catastrofico. Purtroppo l'economia si basa sulla presenza delle banche. Infatti le banche concedono prestiti usando i soldi dei depositi. Se tutti i clienti di una banca chiedessero di azzerare il saldo prelevando contante, non potrebbe affrontare tale situazione.</i> >>
-------------
È una credenza comune, ma è corretta solo <i>in parte</i>.
Il VERO potere delle banche si basa sull'utilizzo di denaro VIRTUALE: <u>solo circa UN TERZO del loro capitale è costituito da denaro contante</u> (quello, appunto, dei nostri depositi).
Il rimanente costituisce prestiti di GARANZIA: in parole povere, la banca si fa “garante” di coprire un prestito di denaro che NON ESISTE in forma di “contante”.
Naturalmente <u>la banca può permettersi di triplicare SOLO un capitale pre-esistente in forma di CONTANTE</u>, quindi fanno a gara per accaparrarsi i correntisti...ma per le transazioni non usa i soldi REALI che i correntisti depositano (o gli rimarrebbe ben poco da “triplicare”).
Ecco perché sono felicissimi quando gli portiamo denaro CONTANTE, ma storcono il naso quando questo contante vogliamo RIPRENDERCELO (notato...?)
John Nash, premio nobel
Pippo
02 ottobre 2008 00:00
Dimenticavo di dire che, secondo me, le leggi ci sono e sono valide.
Il problema e' farle rispettare (Stato, CONSOB, Banca d'Italia), ed il cittadino ha il diritto di chiedere a gran voce di tutelarli contro gli abusi.
Altra cosa che dimenticavo:
se una o piu' banche dovessero fallire, i depositi dei clienti sono salvi perche' tutelati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Il problema c'e' se tutte le banche dovessero fallire contemporaneamente: tale fondo sarebbe insufficiente. Tanto dovuto per informare in non addetti.
Pippo
02 ottobre 2008 00:00
Andando nel dettaglio sono perfettamente d'accordo con voi.
Il mio intervento era stato semplificato per 2 motivi:
1) per far comprendere a tutti che ritirare i soldi dai conti correnti porterebbe ad un collasso dell'economia italiana. Infatti, dovete convenire con me, fallirebbero sia le banche buone che le banche marce. E su questo non credo che si possa discutere piu' di tanto.
2) entrare nel dettaglio degli "impieghi" e dei "depositi" di una banca, si nota come questa sia costretta a generare utile:
pagare le "spese" (stipendi, costi di gestione, etc.) e proteggersi dai "rischi" (insolvenze, sofferenze, perdite sui mercati mobiliari, etc.)
Se per "generare utile" la banca intenda "aumentare i compensi dei capi per fargli comprare il ferrarino" allora sono con voi al 1000 per 100. Una banca "sostenibile" e' ben altra cosa.
Proprio oggi si discute sull'inadeguatezza degli allarmismi di questo genere, in quanto gli istituti "davvero" esposti al problema della liquidita' sono pochi e sotto gli occhi di tutti (basti vedere le azioni in borsa come vanno), ma gli altri non possono pagare le colpe di questa presunta "mala gestione".
Dopotutto, chi avrebbe mai detto in Unicredit (che sembra essere la maggior esposta anche se con liquidita' limitata) che Lehmann Brothers gli avrebbe tirato quel BEL "PACCO"?
Se vogliamo discutere allora approfondiamo:
1) Secondo me piu' che dissertare sull'esistenza o meno delle banche, discutiamo sulla "sostenibilita'" delle stesse, identificando i punti negativi e migliorabili e (a parer mio) sui "paletti" da imporre a quest'ultime sulle condizioni "passive" per la clientela.
2) Il discorso di virtualizzare il contante e' gia' nelle sue fasi primordiali con le banche on-line. Ovviamente e' ancora centralizzato facendo capo ad un istituto di credito "reale".
I problemi di una decentralizzazione come la vuoi tu, risiedono nell'identificare e quantificare i "costi" di una struttura cosi' libera, nel gestire i rischi (chi si accolla le insolvenze?), etc.
Cosi' come lo hai esposto mi sembra un po' utopistico e poco realizzabile. E poi ricorda: sui soldi tutti vogliono guadagnarci; affermazione in aperto contrasto con le logiche da te proposte.
per Nash, con tutto il rispetto, tu scrivi:
È una credenza comune, ma è corretta solo in parte.
Il VERO potere delle banche si basa sull'utilizzo di denaro VIRTUALE: solo circa UN TERZO del loro capitale è costituito da denaro contante (quello, appunto, dei nostri depositi).
Il rimanente costituisce prestiti di GARANZIA: in parole povere, la banca si fa “garante” di coprire un prestito di denaro che NON ESISTE in forma di “contante”.
Naturalmente la banca può permettersi di triplicare SOLO un capitale pre-esistente in forma di CONTANTE, quindi fanno a gara per accaparrarsi i correntisti...ma per le transazioni non usa i soldi REALI che i correntisti depositano (o gli rimarrebbe ben poco da “triplicare”).
Ecco perché sono felicissimi quando gli portiamo denaro CONTANTE, ma storcono il naso quando questo contante vogliamo RIPRENDERCELO (notato...?)
Non sono molto d'accordo con te nella quantificazione dell'ammontare che una banca puo' gestire in rapporto della propria liquidita'.
Ti faccio un esempio: le banconote sono in effetti dei titoli al portatore emessi dallo stato italiano e la loro quantita' e' commisurata alle giacenze di "ricchezza" (oro?) che fanno da garanzia alla solvibilita' delle banconote stesse. Non puo' produrne di piu', rischio insolvenza dello Stato.
Le banche sono al livello superiore: depositano "contante" e "titoli" (banconote, trasferimenti da altre banche, titoli di altre societa') creando la garanzia dei propri titoli.
Non credo che legalmente possano dare garanzie di fondi addirittura tripli rispetto alle effettive disponibilita'.
Rivisita il concetto e faccelo capire meglio. Posso aver capito male, eh!
mah
02 ottobre 2008 00:00
"1) non lasciate i vostri soldi nelle banche"
Cosa intendi "lasciarli nelle banche"? E quale sarebbe l'alternativa?
"2) se volete comprare azioni dirigetevi su quelle che hanno un valore intrinseco (ad esempio lavorazione di materie prime) a prescindere dal denaro"
E chi garantisce che un'azienda che lavora nelle materie prime sia solida?
E soprattutto se non devo lasciarli in banca dovrei metterli in azioni?
"4) Fate debiti sostenibili, se li dovrete pagare "
La sostenibilità vale al momento.. poi comunque in futuro le cose possono cambiare.
L'utile che genera la banca viene diviso tra gli azionisti (tra i quali ci possiamo essere anche noi, basta comprare le azioni sul mercato)
Tremonti in realtà è contro un certo modo di intendere l'economia, evidentemente chi scrive commenti sul suo conto non si è letto niente di quello che scrive da tempo.
"solo circa UN TERZO del loro capitale è costituito da denaro contante (quello, appunto, dei nostri depositi).
Il rimanente costituisce prestiti di GARANZIA: in parole povere, la banca si fa “garante” di coprire un prestito di denaro che NON ESISTE in forma di “contante”."
Ovvio, hai scoperto l'acqua calda!! Se i soldi dei correntisti la banca dovesse conservarli tutti... che cavolo potrebbe prestare??? E quando incassi il bonifico del tuo stipendio stai facendo girare denaro "vero" o virtuale?
E' il sistema economico che moltiplica il denaro, la banca non può proprio.
Ettore Chiacchio
02 ottobre 2008 00:00
L'emissione del bond da parte di unicredit almeno in parte a tasso variabile, 0,40 in meno dell'euribor, fa capire che le banche trovano "usurario" lo stesso tasso che si applicano tra di loro l'"ueribor"
Si può essere fanatici di Tremonti, come mi sembra di capire sia mah, ma questo è un dato incontrovertibile. Le banche non si fidano a prestarsi i soldi tra di loro e si alzano il tasso si interesse.
Sullo stato di salute di unicredit la dovrebbe già dire lunga l'emissione di obbligazioni per 2,7 mld di euro che, come al solito, viene richiesto ai piccoli risparmiatori. Alcuni roumors di borsa diceva che insieme alle obbligazioni allegavano anche i flaconi di vasellina, non come per parmalat che sono stati messi a carico degli utenti. Questa si che è serietà finanziaria!
@pippo
il fondo di tutela dei depositi credo (ma non sono sicuro) sia un "prodotto strutturato", in pratica un'assicurazione che qualche privato o semiprivato garantisce. E se fallisce anche questo soggetto? Non credo sia necessario che falliscano tutte le banche perchè ci sia difficoltà, basta che ne fallisce una ed il soggetto che garantisce per lei e chi aveva i suoi risparmi lì li ha persi.
E se invece a fallire è prima il soggetto "garante"?
Ti ricordo che molti prodotti finanziari avevano una garanzia stipulata con Leheman Brothers. Potrebbero essere già faliti soggetti "garanti" e noi potremmo non saperlo.
@mah
Tu continua a credere a tremonti, quello che i suoi alleati di governo cacciarono perchè aveva taroccato i bilanci da presentare alla CE. Grande figura di merda dell'Italia di cui la nostra informazione partigiana-itagliota non fece sapere nulla!
Poi se lo ripresero come ministro...tanto basta mettere la carfagna è gli italiani scambiano le riunioni dei consigli dei ministri per avvenimenti da gossip!
rispondendo alle tue domande
1) un'azienda che tratta materie prime ha tra le mani impianti di estrazione e scorte. Può diminuire di valore ma ha sempre un suo "valore intrinseco"
Un'azienda che tratta "prodotti finanziari virtuali" (banche che hanno fatto speclazioni sbagliate per intenderci) il cui valor diventa nullo ha valore nullo.
Poi dei tuoi soldi fai come credi... se vuoi comprare le azioni d una banca per mirare ai loro utili fai pure io più di esprimere alcune considerazioni, da non addetto ai lavori, non posso fare.
Mica sono un "guru" della finanza!
Ettore Chiacchio
Computer Guru - Libero Pensatore
John Forbes Nash
03 ottobre 2008 00:00
Hai ragione, caro PIPPO, anche il mio era un intervento semplificato.
Dobbiamo considerare che, per molti, il concetto di “banca” è ancora quello appreso quando stavano alle elementari, ovvero:
A) un posto in cui metti i tuoi soldi e sei al sicuro da furti;
B) loro usano i tuoi depositi per fare prestiti ai richiedenti;
C) per questo favore, ti danno degli interessi in più sul conto.
...ABC, e fine della storia.
Purtroppo non siamo più alle elementari, e sappiamo le cose sono un po' più complicate di un ABC.
Perciò dobbiamo parlare di un sistema di cose per come “è”, e non per quello che “dovrebbe essere”.
Questo passaggio di Ettore riassume molto bene la questione:
<< <i>L'idea di banche come di "intermediatori utili all'economia" potrebbe andar bene in una "economia sana". Ma questo status è stato perso già da un po', siamo ormai alle metastasi diffuse che divorano i settori sani dell'economia ed anche delle banche.</i> >>
Non dovevamo arrivare a questo punto, ormai le cure sono quasi peggiori dei mali, e quindi procediamo per INERZIA verso il collasso (più o meno graduale, ma comunque INEVITABILE).
------------------
<< <i>Le banconote sono in effetti dei titoli al portatore emessi dallo stato italiano e la loro quantita' e' commisurata alle giacenze di "ricchezza" (oro?) che fanno da garanzia alla solvibilita' delle banconote stesse. Non puo' produrne di piu', rischio insolvenza dello Stato. Le banche sono al livello superiore: depositano "contante" e "titoli" (banconote, trasferimenti da altre banche, titoli di altre societa') creando la garanzia dei propri titoli. Non credo che legalmente possano dare garanzie di fondi addirittura tripli rispetto alle effettive disponibilita'.</i> >>
Anche questo è della serie “<i>come dovrebbe essere, ma non è</i>”.
In realtà “l'insolvenza dello Stato” ESISTE, ed è a livelli catastrofici.
Tuttavia <u>è un'insolvenza “spalmata” omogeneamente su TUTTI i settori e sulle spalle di TUTTE le persone, per cui può dare L'ILLUSIONE che non esista</u>.
Stampare le cosiddette “banconote” solo in proporzione alla copertura in oro è un MITO, siamo seri.
Se così fosse, per giustificare il totale di cartamoneta circolante solo in Italia dovremmo avere una riserva d'oro grande quanto la Sicilia (e che dire allora della solidissima economia della Svezia, che di oro possiede al massimo le otturazioni di Re Gustav?)
La Zecca (nome non scelto a caso) si basa su ben ALTRI parametri di “ricchezza”, tutti comunque retti da una complicata concatenazione di AMMORTIZZATORI DELLE ECCEDENZE il cui peso grava sempre sulle spalle di “Pantalone”.
Questo castello di carte regge finché non si arriva ad un livello di SATURAZIONE della possibilità di “spalmare” l'insolvenza, ed ormai ci siamo.
(Detto senza pessimismo, eh, ma ce la siamo proprio cercata col lanternino.)
Johnnyvan
John Nash, Princeton
03 ottobre 2008 00:00
(da MAH:)
<< <i>Ovvio, hai scoperto l'acqua calda! Se i soldi dei correntisti la banca dovesse conservarli tutti... che cavolo potrebbe prestare?</i> >>
“Ovvio” una cippa, caro MAH. Se lo trovi “ovvio”, buon per te...Ma non dirmi che sei circondato da <u>60 MILIONI</u> di persone che lo trovano altrettanto “ovvio”.
Perché allora invece di buttarla sulla critica gratuita non provi a contribuire alla discussione rivelando TU qualcosa che “ovvio” non è?
(Inoltre ti suggerisco di leggere le mie “ovvietà” con più riserve: non ho mai parlato di “conservare tutti i soldi”, né che i soldi prestati debbano essere necessariamente quelli dei correntisti.)
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<< <i>E' il sistema economico che moltiplica il denaro, la banca non può proprio.</i> >>
Non so in che nazione o pianeta abiti, Mah, ma in Italia sul Pianeta Terra la banca è colonna portante del sistema economico (anche se ufficiosamente converrebbe considerare il contrario).
Ed è proprio un sistema economico ormai incancrenito che permette ad una banca di moltiplicare le proprie giacenze in denaro VIRTUALE, a cui le basta fare da garante per scremare interessi senza smuovere un solo euro REALE.
--------------
<< <i>Tremonti in realtà è contro un certo modo di intendere l'economia, evidentemente chi scrive commenti sul suo conto non si è letto niente di quello che scrive da tempo.</i> >>
Ma vuoi scherzare? Io nel '94 ho preso il Nobel per l'economia PROPRIO perché non ho mai letto una riga, dei deliri para-finanziari di Tremonti.
Ma davvero qualcuno ripone ancora le proprie speranze di Ripresa in un cialtrone del genere?
Cerchiamo di mantenere almeno questa discussione su livelli seri, lasciando il Valtellinese alle sue frottole da Wanna Marchi dell'economia.
J.F.N.
John F.Nash
03 ottobre 2008 00:00
Hai fatto un'osservazione interessante, Ettore:
<< Non credo sia necessario che falliscano tutte le banche perchè ci sia difficoltà, basta che ne fallisce una ed il soggetto che garantisce per lei e chi aveva i suoi risparmi lì li ha persi.
E se invece a fallire è prima il soggetto "garante"?
Molti prodotti finanziari avevano una garanzia stipulata con Leheman Brothers. Potrebbero essere già falliti soggetti "garanti" e noi potremmo non saperlo. >>
In effetti i nostri risparmi bancari sono gestiti con un sistema a “scatole cinesi”:
Noi affidiamo i soldi alla prima “scatola” (la banca) e poi li perdiamo di vista.
Impossibile per noi controllare la “scatola finale” (il garante), quella da cui poi, in discendenza, DOVREBBE derivare il nostro profitto (o la catastrofe).
Con un meccanismo del genere, fidarsi di una banca o una società finanziaria è un eterno incrociare le dita. Ne vale la pena? (Ehhh, il caro vecchio materasso...)
J.F.N.(I.)
Ettore Chiacchio
07 ottobre 2008 00:00
Anche oggi nuovo record storico l'euribor, il tasso con cui gli strozzini autorizzati si prestano il denaro tra loro.
E' divertente vedere come aziende sfasciate (telecom, fiat e seat p.g.) ad esempio diano la colpa "ai mercati" dei loro crolli. Vero è invece che il loro valore era tenuto su artificialmente dalle banche che guadagnavano sulle transazioni dei colossi in metastasi.
E' divertente vedere come unicredit sia stata costretta a rivendere assets importanti quali la sua quota di generali ed "azioni proprie" ad un valore stracciato.
Se la vendita di asset corrisponde alla vendita "dell'argenteria di famiglia" la vendita di azioni proprie è in pratica equivalente alla vendita di un rene!
E divertente ancora vedere come, oltre ad essere usurai dei loro colleghi, i banchieri diventano usurai di se stessi cercando di collocare titoli sul mercato con interessi fino a pochi giorni fa inimmaginabili
E' divertente vedere come la figura di merda umana che presiede la casta elettorale italiana abbia cercato di elemosinare aiuti dall'europa e come nessuno degli altri stati sia stato d'accordo. Avrà comunque sempre l'opportunità di dire "che lui aveva la ricetta giusta e che l'europa non l'ha capita". Certo la ricetta giusta per far sparire i propri debiti o quelli dei propri amici o degli amici degli amici è sempre quella di farli pagare ad altri, nella fattispecie noi, facendo transitare la pecunia per l'europa, in modo da non rendere troppo evidente chi pagava realmente (e magari regalando un po' del nostro debito nazionale agli altri europei)
Vi avevo promesso fuochi pirotecnici... stanno arrivando.
Consiglio:
Andate in banca e parlate con il direttore, ditegli che se non vi alza il tasso di interesse attivo e vi abbassa quello passivo chiudete il conto. Gli ritorcete contro le loro solite tecniche di strozzinaggio!
Ettore Chiacchio
Computer Guru - Libero Pensatore
John Nash
08 ottobre 2008 00:00
8 ottobre, borse a picco: NY, Parigi, Londra...Argentina, arriviamo!
Un aggiustamento, forse più realistico, del punto 1) “Non lasciate i vostri soldi nelle banche”:
- Lasciate in banca un fondo (diciamo 1000 euro) appena sufficiente a giustificare l'esistenza del conto senza andare in perdita con le spese di gestione, e il resto ficcatelo nel materasso.
In tal modo mantenete l'appoggio di un CC per le transazioni di bonifico e la riscossione di assegni ecc, ma intanto prendete il coltello dalla parte del manico.
Questo non per rischio di perderli per un collasso della banca (non siamo ancora a questo punto), bensì per mandare un messaggio a questi strozzini che NON possono permettersi di fare piani di ripresa dando per scontato che “tanto, come al solito, le spese graveranno sulle spalle dei correntisti”.
Perché è a QUESTO, che stanno già pensando. Parola di Nobel.
J.N.
mah
08 ottobre 2008 00:00
"Non so in che nazione o pianeta abiti, Mah, ma in Italia sul Pianeta Terra la banca è colonna portante del sistema economico (anche se ufficiosamente converrebbe considerare il contrario).
Ed è proprio un sistema economico ormai incancrenito che permette ad una banca di moltiplicare le proprie giacenze in denaro VIRTUALE, a cui le basta fare da garante per scremare interessi senza smuovere un solo euro REALE"
non è la banca a moltiplicare la moneta ma il sistema economico, di cui tutti facciamo parte. per non far moltiplicare la moneta bisognerebbe eliminare tutti i titoli di credito. pensi sia fattibile?
"“Ovvio” una cippa, caro MAH. Se lo trovi “ovvio”, buon per te...Ma non dirmi che sei circondato da 60 MILIONI di persone che lo trovano altrettanto “ovvio”.
Perché allora invece di buttarla sulla critica gratuita non provi a contribuire alla discussione rivelando TU qualcosa che “ovvio” non è?"
Ribadisco: OVVIO che la banca non può prestare solo ciò che ha in cassa.. se no on ce l'ha più in cassa. E nel momento in cui esce, questo denaro si "moltiplica", perchè se lo presto a mister X questo paga mister Y che deposita i soldi in banca, pronti per un nuovo prestito (salvo riserva obbligatoria). Ovvio, no?
"Ma vuoi scherzare? Io nel '94 ho preso il Nobel per l'economia PROPRIO perché non ho mai letto una riga, dei deliri para-finanziari di Tremonti.
Ma davvero qualcuno ripone ancora le proprie speranze di Ripresa in un cialtrone del genere?
Cerchiamo di mantenere almeno questa discussione su livelli seri, lasciando il Valtellinese alle sue frottole da Wanna Marchi dell'economia."
Carrellata di pregiudizi e di luoghi comuni. I tuoi problemi personali con Tremonti non li voglio nemmeno discutere.
Secondo te è meritevole non ascoltare nemmeno? Non ti ho detto di condividere, ma almeno di leggere. Così almeno si evitano affermazioni che non stanno in piedi.
"Tu continua a credere a tremonti, quello che i suoi alleati di governo cacciarono perchè aveva taroccato i bilanci da presentare alla CE. Grande figura di merda dell'Italia di cui la nostra informazione partigiana-itagliota non fece sapere nulla!
Poi se lo ripresero come ministro...tanto basta mettere la carfagna è gli italiani scambiano le riunioni dei consigli dei ministri per avvenimenti da gossip!"
Argomenti seri ne hai o vivi di gossip? Che c'entra Tremonti con quello che ho detto IO?
"1) un'azienda che tratta materie prime ha tra le mani impianti di estrazione e scorte. Può diminuire di valore ma ha sempre un suo "valore intrinseco"
E quale sarebbe il suo "valore "intrinseco" se il mercato decide che quelle materie prime valgono zero? Oppure se quell'azienda produce perdite? E produrre "servizi" non ha valore?
J.N.
09 ottobre 2008 00:00
Uffa, Mah, che cavolo di argomenti.
Inutile discutere coi <i>tifosi-ad-oltranza</i>. Confida pure nel tuo amato Tremonti, che senza dubbio sta lavorando “per il tuo bene”, e ne riparliamo fra 5 anni quando lui & compari saranno già a Santo Domingo con la cassa.
Ma mi sa che lo difenderai anche allora. Ehhh, la soddisfazione di scavarsi la fossa con le proprie mani...