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mah 08 ottobre 2008 00:00
il fallimento di una singola banca o di qualche banca non è una tragedia, ma qui siamo di fronte ad una crisi finanziaria senza precedenti.
I crediti non vengono più concessi o con limitazioni sempre più forti ed a tassi più alti, perciò le aziende sono in difficoltà.
Le famiglie spendono meno ed infatti i consumi sono in continuo calo.
Tra un po' alcune aziende cominceranno a chiudere.
E senza lavoro come si tira a fine mese?
Pippo 08 ottobre 2008 00:00
Paolo, mi dispiace dirtelo ma mi sa che c'hai capito poco di come funziona.
Paolo 1 09 ottobre 2008 00:00
Mio caro Mah, mi sa che tu stia rimanendo vittima della propaganda dei pescecani, banchieri o altro che siano. Costoro sostengono che la ricchezza la producono le aziende, senza produrre ricchezza non si puo' nemmeno ridistribuirla, in parte, ai meno ricchi ne' pagare stipendi, e tutto questo bel ragionamento mira a ottenere aiuti (leggi "soldi") dallo Stato, soldi che vengono dalle imposte che lorsignori sono maestri nell'evadere ed eludere. Ma se se tengono in vita artificialmente aziende decotte questo non produce vera ricchezza, ne' crea posti di lavoro (specie se si parla di banche), perche' in tal caso quei padroni riceverebbero comunque dei soldi indipendentemente dal fatto che si preoccupino di produrre e vendere delle merci o dei servizi. Se invece non si danno soldi alle aziende che sono o che si dicono in difficolta' (magari recitano la commedia tanto per raggranellare qualcosa), e i soldi li si da' ai cittadini consumatori, specie ai piu' poveri, come i disoccupati, otterremmo diversi effetti benefici: tutta questa gente avrebbe di che vivere, inoltre sarebbereo essi a dare denaro alle aziende per comprare quanto gli serve, e poiche'sceglieranno le aziende che forniscono il meglio ai prezzi piu' bassi, rafforzeranno le aziende migliori e lascieranno fallire quelle peggiori, di cui nessuno sentira' la mancanza. Se si danno soldi ai ricchi, questi non li daranno certo ai poveri, mentre se li si da' ai poveri, questi li daranno poi a quei ricchi che se li meritano.
C'e' poi il fatto riconosciuto da tutti che molte delle banche in difficolta' hanno agito in modo poco corretto, giocando sui derivati in modo poco accorto, e quindi se la sono andata a cercare, lasciarne fallire una o due, o anche qualche dozzina, garantendo i risparmiatori, ma non le banche, sara' una bella lezione anche per le altre, capiranno che se non lavorano bene falliranno, e nessuno li sosterra'. Nell'Ottocento nessuno aiutava gli imprenditori che fallivano, al punto che costoro spesso si sparavano, altro che i rammolliti del giorno d'oggi, che fanno i duri e licernziano a man bassa quando gli affari vanno bene, e poi si mettono a piagnucolare e a chiedere l'elemosina alla prima difficolta'.
Tra l'altro, visto che parli di posti di lavoro, guarda che costa assai meno una misura "assistenziale" come pagare in pieno gli stipendi ai dipendenti di un'azienda lasciata fallire che non tenere in vita con continui finanziamenti quella medesima azienda solo perche' possa erogare gli stipendi, e questo dipende dal fatto evidente che gli stipendi sono solo una parte delle spese di gestione di un'azienda (ci sono anche materie prime, energia, trasporti, tasse varie, telefoni, etc etc) per cui pagando solo gli stipendi non si paga tutto il resto e quindi si risparmia moltissimo.
Si potrebbe poi aggiungere che nella crisi economica attuale non c'e' nulla di nuovo, si tratta di una tipica crisi da sovrapproduzione (le aziende producono piu' di quanto non riescano a vendere, anche perche' i potenziali clienti non hanno soldi, e la controprova di quanto affermo la trovi persino' nelle inserzioni con offerte di lavoro, non cercano operai per produrre, ma venditori per vendere).
Paolo
mah 09 ottobre 2008 00:00
Paolo, mi hai attribuito cose che non ho detto.
mi pare di essere stato molto chiaro.
e con l'assistenzialismo non si risolve nulla, già l'abbiamo fatto per decenni col mezzogiorno e vediamo i risultati.
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