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Copia & Imbroglia 12 ottobre 2008 00:00
IL PROFITTO SEGNO DELLA GRAZIA DIVINA...

" La religione luterana aveva dichiarato l'inefficacia delle buone opere per essere salvati, la dottrina della giustificazione per fede era espressione della onnipotenza divina che, per suo insindacabile giudizio, rendeva giusto (iustum facere), "giustificava", a condizione di avere fede, chi era ingiusto per sua natura, per il peccato originale. Si stabiliva così un rapporto diretto tra Dio e gli uomini. Veniva a mancare la funzione del dispensatore della grazia divina, il "sacerdos", colui che dà il sacro, che assicura il fedele del perdono divino, per cui occorrono le buone opere, e della grazia salvifica.

La mediazione della Chiesa tra il fedele e Dio presente nel cattolicesimo, nel luteranesimo era cancellata e con essa i sacramenti. Ogni credente diveniva sacerdote di se stesso. Nessun uomo, sosteneva Lutero, con le sue corte braccia può pensare di arrivare fino a Dio.

Questa condizione era evidentemente disperante. Quanto più il fedele viveva approfonditamente la sua fede tanto più il dubbio si insinuava sulla sua sorte nell'al di là.

Con Calvino c'è una soluzione: il segno della grazia divina diventa visibile e sicuro: è la ricchezza, il benessere generato dal lavoro. Anzi il lavoro in sé acquistava il valore di vocazione religiosa: è Dio che ci ha chiamato ad esso. È quindi il "beruf", il lavoro e il successo che ne consegue che assicura il calvinista che "Dio è con lui", che egli è l'eletto, il predestinato.

Di conseguenza il povero è colui che è fuori dalla grazia di Dio. Chi sa quali colpe egli ha commesso per essere stato punito con la povertà. La figura del povero, che nel medioevo cristiano e cattolico era la presenza di Cristo, lo strumento per acquisire meriti per il Paradiso, ora è invece il segno della disgrazia divina. Le torme di mendicanti cenciosi e ladri che ora assediano nel '500 le strade della città impauriscono i buoni borghesi. Ad ogni aumento del prezzo dei beni alimentari può scatenarsi una sommossa. Essi quindi verranno relegati dalle autorità cittadine, spesso con la forza, negli ospedali che divengono i luoghi di raccolta di ammalati, vagabondi e poveri."

Liberamente estratto da:
WIKIPEDIA - L'ETICA PROTESTANTE E LO SPIRITO DEL CAPITALISMO

http://it.wikipedia.org/wiki/L'etica_protestante_e_lo_spirito_del_capitalismo_(Max_Weber)
Isaia Kwick 13 ottobre 2008 00:00
Ci avete scassato la minchia con queste religioni, o meglio pagliacciate, con che coraggio voi cristiani evengelici bla bla bla bla bla di voi o forse meno non importa , siete tutti una massa di psicolabili che non riuscite ad affrontare la vita, leggi pure societa', ma perfino la
paura del buio la volete vincere nel credere alle vostre novelle, basdta basta state per cazzi vostri non entrate nella vita civile a scassare il cazzo con i vostri sermoni fantascientifici, non sapete nemmeno voi le cazzate che sparate, io inizio a pensare che siete anche degli infami, perche' c'e' del dolo nel vostro comportamento; lo sfacciato desiderio di rincitrullire la gente facendo pernio sulle debolezze delle persone, ecco perche' infami, lo stesso metodo dei cattolici, fate cacare; la societa' non vi vuole riunitevi senza scassare il cazzo a noi che vogliamo vivere senza influenze di questo tipo, tutte uguali le religioni desiderano arraffare l'autonomia di una persona, impadronirsi delle sue idee, costumi e stili di vita, e'bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa non se ne po' piu'.
Isaia Kwick Zingaro ROM
L'INFORMATORE 20 ottobre 2008 00:00
Dal sito: www.chiesavaldese.org

I mali del capitalismo: tutta colpa di Calvino?

"Una ridicola sciocchezza". Intervista allo storico e teologo valdese Giorgio Tourn


Nel commentare la crisi finanziaria originata negli Stati Uniti, alcuni analisti hanno tirato in ballo Calvino, uno dei padri della Riforma protestante, attribuendogli la responsabilità di avere benedetto il sistema capitalistico. Le cose stanno davvero così?
Abbiamo posto la domanda allo storico e teologo valdese Giorgio Tourn che è uno dei massimi esperti italiani del pensiero calviniano: autore di diversi saggi sulla Riforma protestante. Tourn ha anche curato l'edizione italiana della Istituzione della religione cristiana, massima opera del teologo ginevrino.

Affermare che Calvino ha inventato o benedetto il capitalismo è una ridicola sciocchezza. Calvino fu un grande biblista ma non si è mai preoccupato di finanza e di economia. L'idea che il successo materiale ed economico possano essere segno di benedizione non si legge in nessuna delle sue opere e pertanto gli viene attribuita a torto, magari citando ad orecchio Max Weber ed il suo famoso “Etica protestante e spirito del capitalismo”. Se potesse dare un giudizio su Wall Street, Calvino direbbe che il tempio della finanza internazionale è uno dei templi del peccato, uno tra gli altri. E quindi denuncerebbe il punto l'ingordigia e l'egoismo, l'accumulo di denaro che non è frutto dell'attività umana ma della speculazione. Insomma proporrebbe una critica teologia del sistema, certamente non celebrerebbe le magnifiche sorti del sistema capitalistico.

Ma Calvino non condanna la ricchezza.
Calvino non è un eremita che si ritrae nel deserto, non era un frate. Era un avvocato che aveva vissuto nel mondo e perciò a sua parere tutto ciò che attiene al vivere dell'uomo – politica, economia e quindi anche denaro e lavoro, hanno un valenza positiva: sono tutte opportunità donate da Dio se finalizzate al bene dell'uomo. Sporco o peccaminoso non è né il mondo né il danaro ma semmai è l'uomo. Dio chiama l'uomo a progettare una città vivibile e giusta ma lui costruisce Gomorra. Calvino non inventa e non benedice il capitalismo semmai, Bibbia alla mano, delinea un'etica del lavoro diversa da quella preesistente e questa etica favorirà lo sviluppo dell'impresa capitalistica.

Ma lasciando Calvino al '500, ci dica qualcosa di protestante sulla crisi finanziaria.
La società di oggi non è ne migliore nè peggiore di quella di ieri. Semplicemente è cresciuta e si è complicata e in questo processo si è radicalizzato sia il meglio che il peggio che convivono al suo interno. Da una parte si è consolidata la coscienza del diritto – i diritti universali, il ruolo di organismi come le Nazioni Unite – mentre dall'altro crescono anche le violenze: sociali, economiche, religiose... E questo anche nell'economia dove si esasperano sia il bene che il male. Cresce il benessere dei pochi mentre aumenta la globalizzazione dello sfruttamento.

Ieri il papa ha criticato lo spirito del capitalismo.
Ed il papa ha ragione ma quello che ripete oggi lo aveva già detto Gesù duemila anni fa: l'uomo deve scegliere tra Dio e Mammona, e Mammona non è il denaro: è il signore della ricchezza, della ricchezza ingiusta, della frode e del potere. E se proprio non se la sente di scomunicare gli speculatori come ha fatto con i mafiosi, la Chiesa cattolica farebbe meglio a stare lontana da Wall Street.

Tratto da NEV - Notizie evangeliche del 7 ottobre 2008


Umberto46 20 ottobre 2008 00:00
Ma tutti questi religiosi, E DICO TUTTI, perchè non vanno a zappare? Almeno farebbero qualche cosa di utile alla terra.
Invece stanno sempre a sparare cazzate a ripetizione, inneggiando alla povertà ed all'altruismo mentre vivono nel lusso più sfrenato, oro, gioielli, arredamenti da favola ecc.ecc.
ANNATE A ZAPPA', ormai vi seguono solo i poveri di " spirito".
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