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IVAN 19 novembre 2008 00:00
(Perché? Forse semplicemente per questo:)

<b>LA “MALATTIA ITALIA”</b>

L&#39;Italia è malata: ma di COSA?

Personalmente ho avuto occasione di vivere in Paesi del Nord Europa, quindi ho un termine di paragone tra l&#39;Amministrazione italiana e quella di altre Nazioni.
E “ovviamente” la sensazione è di appartenere, in confronto, ad una Repubblica delle Banane.
Tuttavia, la maggior parte di noi NON HA questo termine di paragone; l&#39;Amministrazione italiana è L&#39;UNICA che conosce (direttamente), ed in quanto tale gli appare NORMALE.

Purtroppo, come popolo siamo afflitti da un male oscuro che io chiamo “Malattia Italia”, ovvero che
OGNUNO DI NOI PLEBEI IGNORANTI RIESCE A VEDERE PROBLEMI E SOLUZIONI
CHE INVECE SEMBRANO SFUGGIRE PROPRIO SOLO AGLI “ESPERTI” CHE SE NE OCCUPANO.

Faccio un esempio: le famose truffe Telecom delle bollette gonfiate da numerazioni a sovrapprezzo (899 ecc) mai effettuate dagli utenti. Persino un ritardato capisce che la soluzione sarebbe mettere per legge questo semplicissimo decreto:
I COLLEGAMENTI A NUMERI A SOVRAPPREZZO DEVONO ESSERE ABILITATI SOLO SU RICHIESTA DELL&#39;UTENTE.
Punto! Nessun cavillo, nessuna interpretazione, nessuna possibile apertura a truffe. Eppure, a tutt&#39;oggi il Ministero non ha mai saputo (o voluto) dare spiegazioni del PERCHÉ non sia stato attuato molto prima un provvedimento tanto semplice ed evidente.

Questo è solo un esempio di “grande problema con facile soluzione – ma misteriosamente non applicata”. È la <i>Malattia Italia</i>.

Temo si tratti di un male incurabile, endemico. Perché al di là dei luoghi comuni, i nostri politici non sono né scemi né ciechi: vedono ESATTAMENTE i problemi e le soluzioni che vediamo anche noi. Solo che non hanno interesse a porvi rimedio: nelle situazioni di CRISI, gli sciacalli riescono sempre a fare affari d&#39;oro. A costo di fomentarle VOLUTAMENTE. In questo, l&#39;Italia può vantarsi di essere la Nazione più “CRISIzzabile” del mondo.

È un vero peccato, perché POTENZIALMENTE il nostro Paese non avrebbe rivali sul Pianeta.
Abbiamo TUTTO: il mare, i monti e le pianure, il sole, la pioggia e la neve, un buon clima, le campagne e le industrie, gli allevamenti e la tecnologia, una terra che se butti un sasso germoglia...Per non parlare della Storia, delle Arti, dei grandi personaggi di scienza e cultura che hanno onorato la Civiltà. Nessun altra Nazione può vantare tanta “ricchezza”.

E forse è proprio questa “ricchezza” che ci frega: è come se una Nazione così rigogliosa fosse in grado di assorbire qualunque urto, di compensare qualunque perdita, di rimarginare qualunque ferita....
...E SOPRATTUTTO DI POTER ESSERE AMMINISTRATA IN QUALUNQUE MODO!
Con ciò che è accaduto (e sta accadendo) in Italia, QUALSIASI altra Nazione sarebbe già implosa.

Purtroppo questi straordinari “anticorpi” tipicamente italiani sono ormai arrivati alla SATURAZIONE. Proprio ora.
Quella che stiamo vivendo è un&#39;epoca che non ha precedenti nella nostra Storia: la “Malattia Italia” ha raggiunto un NUOVO stadio di gravità, in cui i VECCHI anticorpi non sono più un rimedio efficace. Anticorpi come scioperi, cortei, referendum, hanno avuto effetto durante un CERTO stadio della Malattia. Ma ora non occupano più nemmeno due righe sui giornali, perché anche la Malattia stessa ha sviluppato le PROPRIE autodifese.

Temo che l&#39;Argentina sia dietro l&#39;angolo. Gli indizi ci sono tutti. Forse arriverà in maniera meno drastica, più graduale, ma ormai mi sembra INEVITABILE.
Non abbiamo mai saputo ascoltare le Cassandre, e anche stavolta mi pare che stiamo reagendo col solito ottimismo “italico”. Cioè, non con l&#39;ottimismo dell&#39;Uomo Positivo, bensì con l&#39;ottimismo del rincoglionito: quello che cade da un palazzo di 80 piani, e per farsi coraggio ad ogni piano che vede passare si dice “Fin qui tutto bene...Fin qui tutto bene...Fin qui tutto bene...”

Per chi invece si preoccupa dell&#39;atterraggio, questa è forse l&#39;ultima occasione di aggrapparsi a qualche cornicione. Per curare la Malattia Italia, abbiamo urgentemente bisogno di trovare anticorpi del tutto NUOVI. Quali? Discussione aperta: ogni proposta è benvenuta.

Ivan

? ? ? ? 19 novembre 2008 00:00
L&#39;unico caso di coma per il quale invocherei l&#39;eutanasia!...
Steven 20 novembre 2008 00:00
Per varie questioni personali è un po&#39; che non riesco ad intervenire nelle discussioni ma oggi IVAN mi ributto anche se purtroppo di fretta.
Capisco la tua diagnosi e a grandi linee la condivido ma con due precisazioni:
1) direi che la differenza fra noi e l&#39;estero alla fine non fa differenza rispetto al rischio &quot;Argentina&quot; come lo chiami tu, visto che l&#39;economia è in crisi mondiale, anzi il problema dei subprime, che non è il solo problema, diciamocelo, è più americano che europeo e sopattutto italiano. (senza toccare il caso islanda che non mi pare un paese con il male Italia dal punto di vista amministrativo)
2) non mi piace parlare di malattia forse perchè la malattia è un qualcosa di sempre improvviso ed inaspettato. La situazione che stiamo vivendo è invece il frutto razionalissimamente conseguente di atti e scelte ben precise e penso che nell&#39;individuare onestamente questi rapporti di causa/effetto possa stare la speranza di contenere i danni.

In breve e buona sostanza qualcuno ha giustamente detto che la crisi attuale è la conseguenza di eccessi di avidità.

Io direi che l&#39;avidità, il malaffare, l&#39;individualismo egocentrico, il bisogno di potere fine a se stesso, la faziosità a tutti i costi, oggi sono purtroppo al potere in tutto il mondo in un intreccio di interessi tale che ci farà comunque toccare il fondo anche a danno di molti degli stessi parassiti che questo sistema lo hanno generato e auspicato e ne stanno perdendo il controllo.

Credo che, come sempre nei momenti di crollo sistemico, sia importante essere inseriti in reti di rapporti affidabili che ci consentano di nutrirci, curarci e difenderci adeguatamente.
Occore ricordarsi che si vive anche con poco ma non ci si salva dai crolli sistemici da soli.
Questo non è pessimismo anzi.
Dire al boscaiolo che sega la quercia stando dalla parte dell&#39;albero che cade, che rimarrà schiacciato è solo realismo.
Buona fortuna.
IVAN 20 novembre 2008 00:00
Ciao, Steven, ben ritrovato.
Sai, ultimamente anch&#39;io mi sono ormai ritirato, questo forum sta diventando illeggibile.
Spero che il tuo ritorno riporti un po&#39; di civiltà e buonsenso in questa discarica abusiva.

Sui tuoi punti:
1) Precisazione accolta, anche se il mio scritto non alludeva soltanto alla situazione economica (mal comune con altre Nazioni, almeno <i>attualmente</i>), bensì ad una generale malagestione di un potenziale straordinario in TUTTI i settori sociali.

2) Sì, forse “cancro” suonerebbe meglio...Comunque per il “malato” non cambia la sostanza del concetto.

Il fatto è che le “cure” sono BEN NOTE a coloro incaricati di risolvere i problemi...Purtroppo le tengono in un cassetto, a causa di vari interessi incrociati che non mi metto ad elencare.
Tanto paga Pantalone...FINORA (infatti, giustamente citi:)

<< L&#39;avidità, il malaffare, l&#39;individualismo egocentrico, il bisogno di potere fine a se stesso, la faziosità a tutti i costi, oggi sono purtroppo al potere in tutto il mondo in un intreccio di interessi tale che ci farà comunque toccare il fondo <b>anche a danno di molti degli stessi parassiti che questo sistema lo hanno generato e auspicato e ora ne stanno perdendo il controllo</b>. >>

Ma vaglielo a far capire...

De Pravato 21 novembre 2008 00:00
Per te, innanzi tutto Italia si scrive con la lettera maiuscola.
steven 25 novembre 2008 00:00
Caro Ivan,
la prole cresce e sopratutto gli anziani invecchiano, ma fin che possiamo li teniamo in famiglia, e principalmente per questo mi sono defilato da tutte le discussioni. Dialogare in un certo modo, con argomentazioni e senza insulti, richiede tempo e documentazione.
Magari la crisi di civiltà di alcuni interventi mi ha fatto ritrarre senza troppi rimpianti.
Tu però, per raginevolezza e cortesia mi provochi al dialogo.
Nel mio post mi ero concentrato sulla situazione economica solo perchè ritengo che una società economicamente instabile, o orientata con certezza al fallimento come mi pare più realistico dire, in definitiva ridimensioni di fatto molto le sue capacità più generali di valorizzare in modo consistente ed affidabile il suo potenziale umano.
Poi il male ITALIA resta.
Che però la nostra società muoia strangolata dal nepotismo, dalla politica ridotta a faziosismo e gestione della clientela, dall&#39;atteggiamento mafioso comunque nominabile, dal&#39;intreccio malaffare-imprenditoria o invece muoia strangolata dai superiori interessi incrociati delle varie multinazionali cambia poco. Anzi, a giudicare dai tempi e dai modi di manifestarsi della crisi attuale direi che sono peggiori i secondi dei primi.
E, magari mi sbaglio, se il mondo finanziario non torna in carregiata, tutti i sistemi di valorizzazione del potenziale umano siano essi pubblici o privsati andranno in crisi (parere mio naturalmente).
Purtroppo però non capirà niente nessuno di quelli che servirebbe che capissero e continueremo ad assistere a pietosi show dei vari nanerottoli (prima di tutto culturalmente) di turno che le cure BEN NOTE non le vogliono applicare perchè sulla situazione attuale i loro burattinai riescono ancora a guadagnarci anche se sempre meno.
E ripeto che in situazione di crollo del sistema, non è il primo della storia, come quello attuale l&#39;unico salvagente sono delle relazioni efficienti in ordine alla soddisfazione dei bisogni alla base di una esistenza minimamente dignitosa.
La solidarietà concreta ed effettiva, non solo dichiarata, è a mio avviso l&#39;unico antidoto all&#39;idividualismo disumano che in ultima analisi ci sta sgretolando anche finanziariamente.
Pessimista od ottimista il tempo e gli eventi diranno l&#39;unica cosa che conta e cioè chi è realista.
IVAN 25 novembre 2008 00:00
Caro Steven, dal mio punto di vista il limite di questo forum non è tanto l&#39;inciviltà di alcuni interventi (dopo un po&#39; un “vaffanculo” lo si tollera come parte del gioco), quanto il fatto che non si riesca a FISSARE un punto di partenza costruttivo.

Esempio: qualche tempo fa con un gruppetto di utenti ci eravamo dati un gran daffare per dimostrare l&#39;assoluta finzione del conflitto Destra/Sinistra, e ripartire da lì con una ricerca di soluzioni alternative.
Ebbene, adesso il forum è di nuovo tempestato di “il Berlusca è un mafioso” e “vi brucia il culo, comunisti”.
Allora che senso ha continuare a proporre idee costruttive, se dopo 3 giorni tutto si riduce ad un essersi parlati addosso? Abbastanza deprimente, come causa/effetto di uno sforzo non da poco.

Ma torniamo in tema. Scrivi:
<< <i>Magari mi sbaglio, ma se il mondo finanziario non torna in carreggiata, tutti i sistemi di valorizzazione del potenziale umano – siano essi pubblici o privati – andranno in crisi.</i> >>

Non sbagli affatto, solo che non è tutto lì. Infatti ci sono Paesi in cui l&#39;economia è anche PEGGIORE che in Italia, ma conservano comunque un grado di civiltà e di intraprendenza superiore alla nostra.
Posso immaginare che se la Svezia dovesse subire un tracollo economico, il giorno dopo gli svedesi sarebbero TUTTI lì con le maniche rimboccate a rimettere in moto le cose (e soprattutto dopo aver appeso i responsabili del CRACK al loro pino più alto).

L&#39;aspetto più inquietante del “Cancro Italia” è invece che <b>non è possibile appendere ad un pino i vari Cragnotti, Tanzi e Cimoli senza – di riflesso – ridurre sul lastrico migliaia di onestissimi dipendenti.</b>
Questo è il vero potere dei farabutti Made in Italy: legare la propria poltrona alla vita dei poveri disgraziati, garantendosi in tal modo l&#39;intoccabilità.

Finché questo gioco di concatenazioni non viene estirpato, nessun “potente” sarà incoraggiato a rigare dritto – pena il pagare i propri sbagli solo sulla SUA pelle.
Il problema è COME estirparlo, visto che un Cancro – per sua natura – si concatena agli organi SANI, legando la propria sopravvivenza alla loro.

Il primo passo sarebbe di non peggiorare le cose, di salvare almeno le (poche) parti rimaste sane (il “realismo” di cui parli in chiosa).
Ma neppure questo è attuabile, se prima il “Malato” non vuole riconoscere di essere tale nonostante l&#39;evidenza delle diagnosi.
E con “dottori” del calibro di Tremonti, Berlusconi e Veltroni c&#39;è da rimpiangere che alle elezioni non si sia candidato Josef Mengele.

Ivan

rumeno 25 novembre 2008 00:00
Li Media nazionali dicono che , responsabili principali dell CRACK sono sempre esterni,direi un puo come e successo con i rumeni prima de le elezzioni,mi sembra la stessa tactica .Secondo me problemi principali vengono dall interno, proprio della fondamenta della società,dall nostro comportamento , in principale della responsabilità delle persone, dall&#39;educazione.
Avevo sentito al radio un discorso fatto da Tremonti in quale diceva una roba dell tipo che :&quot;le impresse devono guardare tanto il aspetto etico ,nella concorenza e nell comportamento delle imprese&quot;.Alla faccia di liberalismo,questo mi sembra socialismo tipo rumeno dei anni &#39;60.

I corenti liberali guardano sempre verso la richezza . Liberisti hanno in comune il loro DIO che si chiama -soldi-
Se guardiamo in EUROPA una qualsiasi impressa (italiana,rumena,tedesca,...)vediamo che hanno in comune il loro DIO.
In EUROPA attualmente la destra e strapotente,e la sinistra e quassi impotente.
Ma, sapiamo che i liberisti europei si inculano a vicenda,sapendo che tra di loro sono poche regole(in fondo lo hanno voluto loro),se no, comme fanno ha diventare ricchi?
Per far rinascere l&#39;economia e funzionamento dell sistema secondo me, adesso servirebbe la vera sinistra Europea(che non c&#39;è)per creare delle regole ,e non che i corenti liberali fanno finta di essere transformati in corenti socialisti.
Infatti, in Italia ,la sinistra non c&#39;è ,e stata distruta,praticamente eliminata.Quello che vediamo al tv. e solo finta sinistra e solo un imagine spinta al esasperazione per far resuscitare un paese in coma che non si vuole svegliare,perche non crede nell idea della VITA, purtroppo sono le stesse imagini che lo hanno spinto verso la morte.

Se essiste il gusto buono e gusto cattivo,alora vuol dire che essiste gusto.
Se sparisce il cattivo(oppure inverso il buono) dal gusto ,sparisce anche il gusto.




IVAN 26 novembre 2008 00:00
<i>Îmi pare r&#259;u</i>, caro Rumeno, devo aggiungere un paio di considerazioni al tuo post.

Quello che dice Tremonti ai media non fa testo. Mente sapendo di mentire.
Tremonti è sicuramente un abile economista, ma questa abilità non la usa di certo a beneficio delle famigliole di disgraziati. Sarebbe da ingenui pensarlo.
Il suo compito è volto a consolidare la FRATTURA tra i “sempre più ricchi”e i “sempre più poveri”, per cui fidarsi di lui equivale a spararsi nei testicoli. Dobbiamo riporre le nostre aspettative in personaggi un po&#39; meno “di cricca”, se rendo l&#39;idea.

Quanto a “<i>I Media nazionali dicono che i responsabili principali dei CRACK economici sono sempre esterni</i>”, vorrei ricordare agli smemorati un po&#39; di divertenti dichiarazioni dei neo-eletti dopo le ultime tornate elettorali:

- Berlusconi (2001): “L&#39;Italia dovrà affrontare un periodo di crisi, purtroppo abbiamo ereditato dal precedente malgoverno di Sinistra un deficit spaventoso”
- Prodi (2006): “L&#39;Italia dovrà affrontare un periodo di crisi, purtroppo abbiamo ereditato dal precedente malgoverno di Destra un deficit spaventoso”
- Berlusconi (2008): “L&#39;Italia dovrà affrontare un periodo di crisi, purtroppo abbiamo ereditato dal precedente malgoverno di Sinistra un deficit spaventoso”

C&#39;è un nome preciso per questo simpatico giochetto: SCARICABARILE. Quando si tratta di inchiappettare il Popolo, non c&#39;è alcun conflitto; in questo, Destra e Sinistra si trovano perfettamente in sintonia, tanto da rubarsi le dichiarazioni a vicenda.
Alla faccia del pluralismo ideologico...

orso 26 novembre 2008 00:00
Sono un italiano. Fino a qualche anno fa, mi sentivo stretto nell’italianità, non riuscivo a sopportarla, anzi più invecchiavo e più mi sentivo a disagio.
Poi ho fatto qualche viaggio all’estero, ho conosciuto persone di altri paesi con le quali ho una certa e costante corrispondenza, ho visionato altri territori, ecc. ed ho capito “il perché noi italiani siamo così diversi dagli altri”.

Non è tanto l’ubicazione del nostro territorio, che ha favorito e favorisce l’invasione o l’immigrazione da altri paesi e pertanto la varietà di numerosi popoli che hanno percorso in lungo ed in largo il nostro territorio sia volontariamente o per spirito di conquista, sia perché richiamati dal “potente di turno” per avere la supremazia sui suoi vicini, né la sua bellezza che, comunque, piace a tutti, che ha apportato a delle modificazioni al nostro DNA, anche se questi fatti possono aver dato un certo contributo.
Noi siamo fatti così perché il nostro territorio, molto montuoso e quindi sostanzialmente povero dal punto di vista produttivo, anche se è favorito dalla vicinanza al mare (anch’esso povero) è un territorio che richiede lavoro, e quindi fatica affinché dia i suoi frutti, ma è comunque un territorio che ha stimolato, nei suoi abitanti, la ricerca di soluzioni adatte alla sopravvivenza, ha sviluppato in essi l’ingegno, l’inventiva, l’estetica, ecc. in tutti i campi: nella viabilità, nell’edilizia, nell’idraulica, nell’uso del territorio, nel possesso, nella proprietà, ecc. e quindi, ha stimolato e sviluppato il diritto con tutte le sue norme che disciplinano l’uso, il possesso, la proprietà. Inoltre, sempre il nostro territorio ed i vari materiali che lo compongono o lo ricoprono, ha favorito lo sviluppo dell’arte nelle sue variegate espressioni: la pittura, la musica, la scultura, ecc.
Sempre il nostro territorio ci ha resi diffidenti verso il prossimo; per i motivi di cui sopra siamo egocentrici, legati al nostro clan o famiglia, e, sempre più debolmente, al nostro quartiere, alla nostra città, alla nostra regione ed infine, solo su stimolazione, al nostro Paese.
Noi italiani, non siamo popolo, siamo una comunità di singoli:
siamo consapevoli che bisogna pagare le tasse se le pagano gli altri, riteniamo che si debbano fare dei sacrifici se li fanno gli altri, e questo vale per le rinunce e per tante altre cose. Siamo poco disponibili, salvo rari casi, ad aiutare il prossimo (quante volte nelle manifestazioni pubbliche, abbiamo visto persone alte di statura posizionate in prima fila, incuranti delle difficoltà visive delle persone più basse che si trovano dietro, addirittura della propria coniuge; quante volte nelle manifestazioni scolastiche i genitori siedono sulle prime file di sedie, incuranti dei bambini che, seduti dietro, hanno difficoltà a vedere le esibizioni dei loro compagni?).
In poche parole non siamo sociali; sarà un bene od un male? Non lo so. Probabilmente non riusciremo mai a fare, nel bene e/o nel male, quello che fanno o hanno fatto altri popoli o gli abitanti di altri Paesi.
Comunque dopo le esperienze di cui sopra, sono orgoglioso di essere italiano.
Gli altri popoli, se provassero a studiarci un po’, sicuramente arriverebbero a capirci e ad apprezzarci veramente per quello che siamo.

Steven 27 novembre 2008 00:00
Caro Ivan,
direi che negli ultimi post, che ho stampato per poterli riprendere correttamente, hai usato un linguaggio molto diretto. Ti ho capito perfino io e condivido pienamente.
Direi che il problema è chiaro: come dici anche tu, c&#39;è un gioco di concatenazioni che fa si che il male Italia sia STABILMENTE al potere e, aggiungo io, la cura Italia non abbia forza in quanto tale.
Del resto, tutte le anime culturali anche tra loro contrapposte sono legate per il loro sostentamento allo Stato siano esse partiti o no e, anche se parlano in contrapposizione agli interessi al potere di cui sopra, alla fine non mordono sul serio, si fermano alle dichiarazioni, alle interrogazioni mai nulla di realmente problematico per i potenti di turno.

Vedi io delle idee per far saltare le biette al male Italia le avrei anche, non ho però la necessaria potestà legislativa ed è questo che frega tutti quelli come me e te.

Faccio un esempio che si aggancia ad una tua affermazione, se aziende nelle condizioni di Parmalat, Cirio, o anche solo Galbani con la storia dei formaggi avariati, vengono riconosciute colpevoli in via definitiva ma con un portafoglio ordini qualificato, le confischi e le trasformi per legge in cooperative con i dipendenti tutti come soci, è chiaro che il ragionamento va maggiormente dettagliato ma la strada è percorribile se adeguatamente normata, quanti problemi risolvi? Paga chi deve pagare, i dipendenti non sono un elemento di ricatto, redistribuisci maggiormente il reddito su fasce di cittadini con maggiore propensione al consumo, scoraggi fortemente certe illegalità perchè i dipendenti sono interessati a denunciarle.

Ma non potendo io fare leggi è meglio che non sogni.

Ritengo allora che la continua argomentata denuncia dei vari casi di male Italia che uno riesce a fare e soprattutto la nascita di aggregati di individui in relazione efficiente ed affidabile in ordine ai bisogni esistenziali sia per ora l&#39;unica strada percorribile ed incontrollabile da parte della parte negativa del potere che ci ammala. Potrà far sorridere ma sono fortemente convinto che questa, SE DIFFUSA, sia l&#39;unica strada che rimane non solo all&#39;Italia. Comunque buona serata a tutti anchen se dialogo a volte principalmente con qualcuno, magari per questioni di affinità personale, su questi temi il contributo di tutti è realmente importante.
IVAN 28 novembre 2008 00:00
(da STEVEN:)
1) << Io delle idee per far saltare le biette al male Italia le avrei anche, non ho però la necessaria potestà legislativa ed è questo che frega tutti quelli come me e te. >>

...cioè, 58 milioni di geniacci.
Difatti le soluzioni sembrano “casualmente” sfuggire SOLO a chi la “necessaria potestà legislativa” ce l&#39;ha davvero.
Potremmo semplificare dicendo “Dio da il pane a chi non ha i denti”, ma purtroppo la triste realtà è che agli addetti ai lavori NON CONVIENE risolvere i problemi di cui sono stati incaricati.
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2) << Faccio un esempio che si aggancia ad una tua affermazione: se aziende nelle condizioni di Parmalat, Cirio, o Galbani vengono riconosciute colpevoli in via definitiva ma con un portafoglio ordini qualificato, le confischi e le trasformi per legge in cooperative con i dipendenti tutti come soci (è chiaro che il ragionamento va maggiormente dettagliato, ma la strada è percorribile se adeguatamente normata) quanti problemi risolvi? Paga chi deve pagare, i dipendenti non sono un elemento di ricatto, redistribuisci maggiormente il reddito su fasce di cittadini con maggiore propensione al consumo, scoraggi fortemente certe illegalità perchè i dipendenti sono interessati a denunciarle. >>

Curiosa coincidenza di pensiero. In un mio post sulle truffe telefoniche, sottolineavo come l&#39;errore di fondo delle Autorità sia stato di limitarsi a commissionare delle MULTE ai gestori disonesti.
Così facendo, l&#39;assetto societario rimane invariato: i farabutti nel CdA rimangono ben saldi al loro posto, liberissimi di continuare a dettare direttive truffaldine.
Una soluzione più sensata sarebbe stata invece quella di esautorare in blocco l&#39;INTERO CdA di un gestore beccato a fare il furbo, ed imporre un <i>Commissariamento statale</i> finché le indagini non lo avessero ripulito dalle mele marce.
In tal modo le colpe commesse dal Vertice di un&#39;azienda non sarebbero ricadute sui dipendenti onesti, che invece ora vengono usati come SCUDO per evitare l&#39;accanimento giudiziario.
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3) << Ritengo che la continua argomentata denuncia dei vari casi di male Italia che uno riesce a fare - e soprattutto la nascita di aggregati di individui in relazione efficiente ed affidabile in ordine ai bisogni esistenziali - sia per ora l&#39;unica strada percorribile ed incontrollabile da parte della parte negativa del potere che ci ammala. Potrà far sorridere ma sono fortemente convinto che questa, SE DIFFUSA, sia l&#39;unica strada che rimane non solo all&#39;Italia. >>

Difficile. Consideriamo questo forum come uno SPECCHIO (in scala ridotta) della Società italiana; ho già sottolineato come non si riesca a dare né CONTINUITÀ né AGGREGAZIONE ad un&#39;idea costruttiva, e tutto torna al punto di partenza nel giro di una settimana.
E il fatto di non riuscire a farlo QUI, nel <u>piccolo</u>, la dice lunga sul PERCHÉ le cose in <u>grande</u> vanno in un certo modo.

davode 29 novembre 2008 00:00
Perche&#39; abitato da idioti.
Paolo 1 01 dicembre 2008 00:00
Cosa penso dell&#39;Italia? Che e&#39; una schifezza, sono nato nella Zona A del Territorio Libero di Trieste e sono cittadinio di diritto di quello Stato, non cittadino italiano, ma le autorita&#39; di questa repubblica democratica ed antifascista (lo e&#39; ancora?) comportandosi peggio dei fascisti e di Stalin, che al massimo privavano i propri cittadini della cittadinanza, mi appioppa su passaporto e carta di identita&#39; una non desiderata, e assolutamente falsa, qualifica di cittadino italiano. Sentendomi piu&#39; affine a popoli civili come Tedeschi e altri, da parecchi anni che cerco di emigrare, ma senza riuscirci, perche&#39; l&#39;Italia e&#39; una schifezza tale e tutto funziona cosi&#39; male che non solo viene la voglia di andarsene, ma non si riesce ad andare via. Una volta esistevano le liste di emigrazione, un sistema molto efficiente, per cui bastava una volta nella vita andare a Roma o a Milano e fare il giro dei consolati e mettersi in lista, poi, al massimo nel giro di qualche anno, arrivava la chiamata per la Francia o l&#39;Australia o altro, con un lavoro che aspettava, e in genere con il biglietto pagato dal datore di lavoro. E visto che funzionavano bene, le hanno tolte. Adesso bisogna arrangiarsi da soli, il che in genere significa che se non si hanno gia&#39; parenti o amici nel paese di destinazione e&#39; difficile spuntarla, se non altro per le spese, perche&#39; bisogna continuare a pagare l&#39;affitto in Italia, ma oltre il viaggio anche pagarsi un alloggio sul posto, e questo finche&#39; non si riesce a trovare un lavoro (diverso se si viene ospitati da compaesani, ma non tutti ce li hanno). Il tutto reso piu&#39; grave da una immigrazione che in Italia ci ruba i posti di lavoro, spesso con la complicita&#39; di aziende e pubblica amministrazione, che non rispettano l&#39;articolo 18 della Bossi-Fini secondo cui abbiamo la precedenza sugli extracomunitari, ma che e&#39; presente anche negli altri paesi, per cui anche in Germania e&#39; piu&#39; facile trovare lavoro per un extracomunitario turco che per un Italiano.
Paolo
Olandese 01 dicembre 2008 00:00
Se scrivevo io queste cose mi saltavate addosso!!
Ola
IVAN 02 dicembre 2008 00:00
(da PAOLO 1:)
<< ...una immigrazione che in Italia ci ruba i posti di lavoro... >>
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Attento alle bucce di banana, Paolo.
L&#39;immigrazione(?) non “ruba” proprio niente. Pensarlo significa fermarsi solo alle cause APPARENTI dei disagi, le più comode da vedere (e anche le più <i>strumentalizzate</i>, direi).

È un po&#39; come essere in coda ad un semaforo e prendersela con il guidatore davanti perché non si muove. Ma magari non si muove perché anche lui, a sua volta, ha davanti qualcuno che non si muove.

Bisogna sempre risalire all&#39;ORIGINE del disagio, altrimenti si casca nel tranello delle “colpe facili”, fatte e servite per depistare il popolo bove.

Citi la legge Bossi-Fini. Non scordiamo che una Legge è solo <i>inchiostro su carta</i>, se non è supportato da un preciso corollario di apparati che la rendono effettiva:
- Esecutivo.
- Legislativo.
- Giudiziario.
- Organi di controllo locali (osservazione e intervento immediato sul fenomeno)

Dove sono questi apparati? Come sono distribuiti? Che direttive hanno? E soprattutto: avrebbero l&#39;autonomia di prendere decisioni in base alle circostanze dei singoli casi, in barba agli autori delle Leggi che lavorano “a tavolino”...ma NULLA SANNO della pratica “sul campo”?

Come al solito, quando una legge viene varata da dei cialtroni incompetenti si tappa una falla per aprirne due più grandi. Tanto paga sempre Pantalone.

rumeno 02 dicembre 2008 00:00
Per Paolo 1


Ad essempio io vedo diversamente la situazione.
Italia attualmente(secondo mio punto di vista) si trova in una situazione disperata non tanto per la questione di CRACK,quanto per una situazione struturale.
Italia e un paesse di anziani,come sono anche tutti paesi europei, Romania compresa.Lo sapevi che la Romania a iniziato importare manodopera estraeuropea?Quale sono le imprese in Romania che importa manodopera?
Paolo ,siamo in una trapola.
Il problema e che li extracomunitari non sono i nostri nemici,i veri nemici sono ben altri.
Ad essempio se la Romania inizia andare bene ,mi auguro che tutti li extracomunitari che si trovano in Italia vadano la(in Romania),e che stiano bene.
Ma non voglio che entri nel Europa altri barconi di gente disperata ,proprio per il fatto che si rischia di stare male tutti,l&#39;intera Europa.
Per quanto riguarda la Romania,vorei dire che e un paese troppo picolo (come numero di persone)per quanto grande di teritorio e risorse.


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