FABRIZIO
17 novembre 2004 00:00
L'amico Franco ha fotografato in tutta chiarezza quella che oggi è la situazione che stiamo attraversando.
Il problema é che ormai i danni sono già stati fatti !!!
Negli anni 50, subito a fine guerra, gli USA videro nel Giappone un serbatoio di manodopera a prezzi stracciati fatto di persone attivissime e grandi lavoratori.
A quel tempo (io ero bambino) ricordo che non si parlava assolutamente di Cina.
Era il giapponese quello che lavorava come un matto, e tutto per un piatto di riso !!!
Ve lo ricordate ? Mi riferisco ovviamente a chi, come me, ha passato la cinquantina.
A quel tempo, arrivarono in italia (e nel mondo) le prime radioline Sony a 6 transistor che si potevano comprare al mercato del contrabbando a 6 mila lire (si usava dire scherzando che costavano 1000 lire al transistor).
Allora uno stipendio era di 15-20 mila lire al mese.
Invece, una delle prime radio portatili a transistor costruita dalla italianissima Geloso costava 4 volte tanto !!
Risultato:
Dopo pochi anni l'azienda italiana entrò in crisi e con la fine degli anni 60 ed il "corposo" contributo dato dalle lotte sindacali degli autunni caldi, fallì !!
Era l'epoca in cui comparvero le prime macchine fotografiche Canon con scritto:
"made in the occuped japan" , scritta che sarebbe scomparsa dopo pochissimi anni lasciando scritto semplicemente:
"made in japan" !
Ricordo che ne avevo vista una da un collezionista !
Nessuno invece ricorda che la prima macchina fotografica REFLEX a pentaprisma era ...... italiana ?
Si chiamava Rectaflex !
Sparì e fallì dopo pochissimo.
Purtroppo stessa fine fecero tutte le case di motociclette che esistevano in italia:
Gilera, Morini, MW Agusta, Guzzi, Motobi, Benelli, Gerosa, Parrilla, Innocenti, e tante altre che dovettero cedere il passo al made in japan.
Se pensate che in germania c'era solo la BMW e in inghilterra c'erano 2 marche si e no (la BSA e la Norton) e che erano dei "chiodi" se paragonate alle nostre Guzzi o alle MW Agusta.
L'italia, ma non solo l'Italia, anche altri paesi europei, ha perso l'industria elettronica, quella ottica, quella motociclistica, sta rischiando di perdere l'automobilistica e quella delle macchine utensili in crisi pesante.
In Germania sono fallite case come la Rolleyflex, o la Voigthklender (spero di aver scritto giusto).
Nel frattempo, sono passati 50 anni, il giappone é messo ormai come noi (cioé male), il suo modello non si é rivelato miracoloso, anche se, a differenza di noi, ha mantenuto una forte leadership tecnologica (noi neppure quella).
Sicuramente non si é rivelato un modello da copiare, specie se confrontiamo la qualità di vita di una metropoli giapponese con la qualità di vita italiana.
Però non si vive solo di qualità.
Da noi, negli ultimi 20 anni, dopo gli yuppis degli anni 80, i giovani rampanti degli anni 90 e i finanzieri di assalto del nuovo millenio, siamo crollati clamorosamente col sedere per terra, ritrovandoci con nulla in mano.
Solo un pugno di .... aria fritta !
Chi pensava di fare soldi spostando i soldi di altri, ha collezionato fiaschi clamorosi (a meno che non li abbia rubati).
Intanto la produzione industriale é crollata ai minimi storici e la gente, come dice giustamente l'amico, non ha neppure più i soldi per comprare ciò che la grande distribuzione gli sta gettando in faccia a prezzi stracciati.
Effettivamente, i beni tecnologici non sono mai stati così accessibili come oggi, peccato che la gente normale, ha forse appena appena a sufficienza da mangiare, ma .... senza esagerare però !
Così, fra pochissimo tempo saremo tutti globalizzati e ...... disoccupati !!!
Cosa possiamo sperare ?
Che la Cina faccia la stessa strada del Giappone e che, speriamo rapidamente, raggiunga le conquiste sindacali e di civiltà che la portino rapidamente ai nostri livelli, come é successo per il Giappone.
C'é solo un piccolo particolare:
Il Giappone ci ha messo più di 30 anni nonostante siano 4 gatti e nonostante che il modello democratico imposto dagli USA (non dimentichiamo che il giappone é da 50 anni una democrazia)!!
La Cina é fatta da 1,5 miliardi di persone e da quello che si vede e si sente non sembra che la classe governante voglia proprio concedere tutta la libertà che sarebbe giusto concedere (Tiennamen docet).
Credo proprio che ci aspettino almeno una ventina d'anni ancora da soffrire, e in 20 anni, l'Italia fa a tempo a chiudere per fallimento !!!
E, aggiungo, oltre a 1,5 miliardi di Cinesi, ce ne sono altrettanti di Indiani (non pellirossa).
A chi dice (ma si rende conto di cosa dice ?) che bisogna diventare più competitivi, io rispondo se hanno mai provato a correre dietro a chi lavora per 80 dollari al mese?
E' come correre dietro una lepre !!
Per il principio dei vasi comunicanti, se mettete in collegamento tra loro 2 recipienti, uno pieno (l'opulento occidente) e uno vuoto (la misera popolazione asiatica), fin che tenete chiuso il rubinetto che collega i 2 recipienti, vi saranno sempre le differenze che, effettivamente, non é giusto che vi siano.
Ma se per disgrazia mettete di colpo i 2 recipienti in collegamento fra loro, avrete una violenta scarica da uno all'altro con effetti di rovesciamenti e sblianciamenti di livelli.
Per cui é giusto aprire il rubinetto, ma occorre farlo lentamente, per non provocare rovesciamenti di liquidi.
Avete mai visto aprire una diga ?
Va fatto con sapienza, con attenzione, sennò crolla tutto !
La Globalizzazione ha tolto di colpo il tappo e ora tutto il mondo asiatico ha assaltato quello opulento occidentale.
Il risultato é che loro, forse, diventeranno più ricchi, ma noi diventeremo sicuramente più poveri.
Fantastico:
L'utopia comunista della redistribuzione dei beni, da decenni inseguita ed invocata da tanti, utopia che si vede realizzare non con le guerre, non con le violenze, né con le sopraffazioni o gli espropri ma molto più semplicemente .......
..... col libero mercato !!
Carl Marx si rivolterà nella tomba !!!
Paolo
20 novembre 2004 00:00
per non restare nel generico e scendere in po' piu' in basso rispetto ai problemi, tutti chiaramente espressi, di economia globale, sarebbe ora che i commercianti nostrani si accontentassero di guadagnare meno, oppure lavorassero di prima persona senza dover mantenere lo stuolo di personale che vediamo ogni giorno nei negozi (faranno sempre in tempo a riassumerlo in periodi migliori). Comunque ecco il fatto: videocamera panasonic nv gs 120: prezzo da Bellucci via Salaria a Roma pari a 999 € circa 2 milioni di lire ; prezzo stessa videocamera da gran bazaar, ditta di Roma che vende per corispondenza pari a 708€ circa 1.400.000 lire. Tutto identico anche la garanzia. Ora c'e' una differenza di prezzo di 291€, circa 580.000 Lire !!!!!! A chi va questo plus-guadagno che farebbe rivoltare Marx nella tomba? Ai commessi? Al furgoncino che trasporta la merce ? Ai lussi del padrone del negozio ? Al consumatore non interessa. E non venite a dirmi che 291€ valgono il fatto che se la videocamera non funziona so dove andare a reclamare: tanto la porto direttamente alla garanzia Panasonic. E non venitemi a dire che devo dare il numero della carta di credito: anche il negozio, forse piu' difficilmente, la puo' clonare, ma poi per corrispondenza si puo' pagare con vaglia, con conto corrente o con bonifico bancario: 291€ valgono bene una.....fila.
saluti
Paolo
Franco
23 novembre 2004 00:00
All'amico Paolo,
il fatto di acquistare un prodotto, nel tuo caso una videocamera, tramite internet non sempre è un affare.
1. Non si conosce chi sta dietro la pagina WEB, nel tuo caso riconosci una soc. di ROMA, ma spesso sono società estere di cui la casa madre non riconosce la garanzia, se la riconosce lo spedisce a spese tue nel paese di acquisto e se ti torna ancora rotto reinizi la prassi.
2. Spesso non si conosce la provenienza della merce. Ma sono certo che sono tutti onesti, galantuomini, bravissimi e che nelle patrie galere siano reclusi solo persone innocenti in attesa che si chiarisca l’equivoco.
3. Quando paghi alla consegna e il prodotto non funziona ti trovi con un bel problema. Protesti avvalerti del diritto di recesso e rispedire il prodotto al mittente con il risultato che oltre ad averlo già pagato sei anche senza prodotto.
4. Chiami chi ti ha venduto il prodotto per riavere i tuoi soldi e senti una suadente voce di un call center che non sa neppure perchè sta lì e ti prende per il c... ma solo con minacce forse ti ridanno i soldi. Sai loro giocano sulla valuta e non sempre tutti vanno da un avvocato che ti chiede 100 € per una lettera.
5. Spesso se acquisti in un negozio del centro devi pagare anche il fatto che l'esercente paga molto più locazione al mq di un magazzino nella periferia e tutte le altre spese accesorie.
6. Forse era vero una volta che i negozianti guadagnavano e guadagnano anche ora (vd. farmacisti, pellicerie ecc...) ma ormai sono tempi lontani, credimi per la stragrande maggioranza dei prodotti.
7. E questo forse è il vero motivo della differenza di prezzo : spesso si acquista un prodotto tecnologico e lo si espone in vetrina e lo si rivende dopo qualche settimana o mese quando ormai il nuovo costo (ebbene sì vengono aggiornati quasi sempre al ribasso ogni settimana) è molto più basso di qualche mese prima. I negozi sul www acquistano dove gli conviene - telecamera es. conviene in Francia o Irlanda - e solo sul venduto, cioè solo dopo che l'hai ordinato non avendo immobilizzazioni di magazzino con anticipo di denaro ecc…ecc..ecc..
Ora il mio pensiero non è a tutela dei negozianti e contro i WWW, non sempre tutto ciò che luccica è oro. Tempo fa acquistavi un computer a una cifra X, ora lo acquisti via internet a meno, ed è vero. Ma prova a verificare se funziona dopo averlo aperto, se hai un problema tecnico banale prova a chiamare il call center ad un 899xxx e fatti assistere a 2 euro al minuto per poi NON risolvere il problema. Non ci credi ? Prova ad acquistare un Fujitsu Siemens con fattura e poi se ti arriva e non sai come accenderlo prova a telefonare al centro di assistenza 199 708708 opz. 2 e prova a risolverti da solo il problema con tecnici di primo livello. Lo prendi lo metti da parte perchè non hai diritto di recesso se hai acquistato con fattura!!! Poi esci,vai in centro specializzato e quello che spendi in più lo risparmi di salute, tempo, incazzature e lavoro.
ciao
Paolo
25 novembre 2004 00:00
ciao Franco,
non guardo piu' i dibattiti politici in TV, perche' ormai si e' persa ogni dignita' personale, nel senso che il politico di turno cita cifre e dati che, non essendo possibile al comune cittadino di verificare, puntano solo a convincerlo, anche se sono completamente falsi. Mi baso solo sul fatto che nel 2002 ho speso 3.800.000 Lire x mantenere la mia famiglia, ed ora, 2004, spendo 5.300.000 al mese (come media su un anno). Il mio giudizio sul governo si basa solo sulla differenza fra questi 2 numeri e cosi' faro' per un futuro governo di colore opposto. Scusa il preambolo, ma solo x dirti che tutto quello che dici puo' essere vero, ma in potenza, infatti in 3 anni di acquisti on-line, solo 2 volte mi e' capitato che un apparecchio si guastasse e, essendo a Roma, (forse il tuo discorso vale per i piccoli centri, ma anche li molti negozi rimandano alla garanzia e devi spedire tu il prodotto) li ho portati al centro assistenza e me li hanno riparati (ne piu' ne meno che se avessi acquistato in negozio, ed uno era addiritura tedesco, ma vale la garanzia internazionale). Quindi il tuo "call center" casca miseramente. Il rischio esiste, certo, ma se non acquisto automobili, quello che ho risparmiato in 3 anni sarebbe ampiamente compensato da una futura fregatura che finora non c'e' stata. Anche il tuo avvocato casca miseramente ed e' un po' ridicolo che tu scriva questo nel sito dell'ADUC.....!!! perche' con tutte le associazioni di consumatori che ci sono (Altroconsumo, adusbef, Aduc ed altre), basta iscriversi con una modica cifra e sei ben difeso.
ciao e...prova!!!
Paolo