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IVAN 01 dicembre 2008 00:00
<b>RIFLESSIONI SU UNA SCELTA &quot;SCONTATA&quot;</b>
(o: come regredire di 222 anni in un lampo)

Prendere una posizione - pena di morte o meno - implica semplicemente di valutare <u>tutti</u> i PRO e i CONTRO.

Io l&#39;ho fatto. I PRO li conto sulle dita di una mano; i CONTRO...beh, personalmente mi sono fermato al primo migliaio.

Un simile squilibrio tra PRO e CONTRO dovrebbe rendere la scelta AUTOMATICA, senza la minima disquisizione (un po&#39; come decidere se sia meglio guidare ubriachi o sobri).
Per questo mi sorprendo di notare che ci siano ancora in giro sostenitori della forca che pensano sia meglio &quot;guidare ubriachi&quot;.

A ben vedere questo tema è quanto mai sintomatico della divisione umana:
<b>se non ci si trova unanimi su una questione tanto palese e scontata, a maggior ragione sarà difficile trovarsi d&#39;accordo su questioni leggermente più sfaccettate</b> (condanna del razzismo, delle segregazioni, dei soprusi, delle guerre...)
Questo spiega molte cose sul PERCHE&#39; le opzioni ragionevoli e sensate incontrano tanta difficoltà ad instaurarsi nel nostro Viver Civile.

Qui non si tratta di non considerare le opinioni &quot;controcorrente&quot;; qui si tratta di allenarci ad usare un <u>minimo</u> di lucidità e buonsenso ALMENO nelle questioni più elementari, altrimenti in quelle più complesse non verremo mai a capo di nulla.

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