scocciato
09 dicembre 2008 00:00
sarebbe più utile che rinunciasse all'otto per mille ed ai numerosi altri introiti e devolverli a chi è in situazioni disagiate o di povertà....
CHE PIRLA CHE SEI, CIANNI!!!!!!!
E'proprio questo che dice di fare lui, non la vedi la publicità alla tivì? Questo è il mestiere dei pretacci: mediatori di carità e come tutti i sensali fanno prima il loro interesse e poi quello dei clienti, chiaramente.
Ettore Chiacchio
09 dicembre 2008 00:00
a me sembra invece che la chiesa cattolica sia sempre stata fedele al suo unico vero dio...il denaro ovviamente...
ecco uno spaccato che ne dà un'ulteriore riprova...
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http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/auto-preghiera/1.html
Contro la crisi scende in campo anche la Chiesa. Mentre l'America si interroga sul suo futuro economico e fa i conti con una delle crisi più gravi che abbia mai attraversato nel settore automobilistico, il reverendo Charles Ellis, organizza una predica incentrata sul piano di salvataggio. E così a Detroit sull'altare spuntano due grandi Suv. In platea i fedeli lavoratori di Ford e Gm che hanno pregato per salvare i loro posti di lavoro
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Dei 2000 anni di storia della chiesa cattolica non mi risulta alcuna attività sostanziale (solo qualcuna di facciata) a sostegno dei poveri, ma invece tantissime attività sostanziali a favore dello IOR, dei loro privilegi, del loro potere terreno e del DIO denaro che tanto adorano!
Quindi è ovvio che lo studio della Storia per loro è tanto deleterio, per questo lo cancellano dalla scuola (a scuola non ho mai visto insegnare il "culto dei misteri"), spostano studenti nelle loro "semi-scuole" e se non ci riescono cancellano proprio la scuola italiana (grazie a gelmini-berlusconi-tremonti)
E il popolo italiano resterà la pecora-bue che è sempre stato!
Ettore Chiacchio
Computer Guru - Libero Pensatore
Gianni
09 dicembre 2008 00:00
Un sesto dell’intero patrimonio immobiliare italiano appartiene alle Chiesa cattolica. Un patrimonio che per decenni è rimasto quasi inerte ma che da qualche anno a questa parte – dal 2002, da quando cioè il card. Attilio Nicora ha assunto le redini dell’Amministrazione del Patrimonio apostolico della Sede Apostolica (Apsa) – le istituzioni ecclesiastiche hanno iniziato a far fruttare: aumento dei canoni di affitto, ristrutturazioni, trasformazioni in alberghi e bed & breakfast di vecchi conventi ed istituti religiosi svuotati per il calo delle vocazioni. E anche sfratti, soprattutto a Roma, dove almeno il 20 per cento degli immobili, la maggior parte dei quali nel centro storico della città, appartiene direttamente alla Santa Sede (cioè all’Apsa) e allo Ior (la banca vaticana), ma anche alla diocesi e a circa 2mila fra enti ecclesiastici controllati dalla Conferenza episcopale italiana, istituti e congregazioni religiose, confraternite.
Attualmente sono circa 200 le famiglie sotto sfratto che vivono in case di proprietà ecclesiastica, nessuna per morosità e tutte per fine locazione dal momento che, alla scadenza del contratto, non riescono più a pagare affitti improvvisamente raddoppiati e triplicati. Parecchi potranno stare tranquilli fino al prossimo 30 giugno – solo allora infatti scadrà il blocco degli sfratti ordinato dal governo –, ma diversi di loro sono già alle prese con gli ufficiali giudiziari.
Mentre noi continuiamo a mantenerli, questa banda di ladroni continuano a fare i loro sporchi affari senza scrupoli, nel contempo pregano protezione e solidarietà. Maledetti ipocriti.
Gianni