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giani 15 dicembre 2008 00:00
esistono molti modi per interpretare i messaggi che vengono lanciati,
proviamo a fare una riflessione culturale:
le donne hanno gli stessi diritti degli uomini, naturalmente anche gli stessi doveri.
su questo punto, siamo tutti concordi?
diciamo di si,
spostiamo la nostra attenzione ora sulle possibilita' fisiologiche di uomo e donna.
- l'uomo, macio possente, non è capace di stirarsi la camicia, ma in un giorno puo' muovere quintali.
- la donna, esile e sensibile, non riesce a sostituire una spina, ma e capace di smontare casa per fare le pulizie di primavera.

chi dei 2 è meno prestante?

- consideriamo la vita media, donna batte uomo di 15 anni.
- consideriamo il numero di unita', donna batte uomo per 3 a 1.

forse il principio sul quale occorre focalizare la propria attenzione e' differente.

- esistono chiaramente mansioni che una donna non puo' svolgere, ma sono molto poche.

- esistono mansioni che la donna ricopre quotidianamente, che non vengono considerate, e queste sono molte.

- occorre avere una definizione differente del concetto di lavoro e pensionamento, magari con piu' affinita' all'attivita' svolta, a prescindere dal sesso.

- occorre rivedere completamente la nostra interpretazione dei ruoli, se vogliamo che il 30% (minimo) della nostra popolazione diveti un reale fattore di produzione e di benessere comune, in casa lo sappiamo, senza loro sarebbe uno schifo.

- occorre accettare che il principio di parita' deve essere sempre e costantemente dimenticato, nel senso che esiste punto, deve esistere e non deve essere mai e poi mai messo in dubbio.

- anche se obbiettivamente una sola donna su cento potra' fare il muratore, e un solo uomo su cento potrà fare la badante,
in fondo ci complementiamo, ed e' giusto che le nuove leggi tengano in seria considerazione questo.

Non deve esistere competizione tra i sessi ma solo collaborazione.

detto questo, la proposta puo' piacere come non piacere, se ci si lavora opportunamente, potrebbe essere l'inizio di una svolta, in caso contrario...

si perde come al solito del bel tempo.

scocciato 15 dicembre 2008 00:00
Se ci si attiene alla costituzione, che compendia (o lo dovrebbe) qualsiasi attività morale e materiale, siccome in ogni contesto si mira alla parità fra uomo e donna, la donna deve essere convinta che i diritti, ma anche i doveri devono essere uguali e molte donne, orgogliosamente, lo ammettono e desiderano. Tanto più che la donna ha un'aspettativa di vita fisica ben maggiore dell'uomo, e ne consegue che ne ha anche una più lunga per potersi godere gli anni in più. Inoltre una donna dopo i sessantacinque, non ha più incombenze tanto grosse di più dell'uomo come vita familiare e, comunque, non discostantesi troppo da quelle che ha un uomo con gli stessi anni. Semmai l'uomo ha maggiori acciacchi, se non la morte prematura.
Attorno a casa mia su dieci famiglie, cinque donne sono rimaste vedove dopo i cinquantacinque anni e sono ancora in gamba dopo anni; una sola già malata, ha seguito subito il marito.
Le donne avranno sì qualche nipote da accudire (oggigiorno sempre di meno) ma andando in pensione pari agli uomini, avrebbero anche la possibilità di sfruttare una possibilità di carriera maggiore di quella che avrebbero(ed hanno) in una prospettiva di lavoro più lunga; e tantissime donne se lo augurano. Ed ancora, più le pensioni sono premature e più gravano sulla collettività; una donna con speranza di vita a più di ottantasei anni, graverebbe per ben 25 anni sulle spalle dello Stato, molto di più che un uomo che ha speranza di vita ben inferiore.
Bene Brunetta, ma anche l'Europa stessa che finalmente richiama all'ordine delle regole che devono essere uguali per TUTTI se è vero che qualche giorno fa si è fatta la commemorazione del 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo dove si recita che ogni essere umano è uguale per...ecc.ecc. Chi sostiene il contrario ha solo delle proprie acque da difendere egoisticamente, portando in campo il pur giusto, fondamentale e disumano lavoro che fanno donne(non tutte, peraltro) con stampo di andati tempi, ma che, dopo una certa età, non sono più costrette a fare, mancando in gran parte i presupposti.
vito 15 dicembre 2008 00:00
gianni.
l'ho ammetto : sei preparatissimo,è piacevole leggere le tue riflesioni.
ok prendo atto, tutto quel che dici e' vero, vedi,io vengo da una generazione di privilegiati che hanno sempre visto la donna ( e io c,e l'ho) come una persona fragile e da ammirare per quello che riesce fare,quando io alla sera mi metto al computer oppure guardo la televisione, lei è ancora li con le sue faccende domestiche e non ti dico cosa riesce a fare di giorno e allora ho un senso di colpa come uomo e dico perchè la parità dei diritti deve portare la donna a lavorare gli stessi anni degli uomini quando sul totale degli anni lavora più ore, allora c,e' qualcosa da rivedere.
mi infastididisce quello che asserisce Brunetta.
Parità dei diritti si.
Totale degli anni lavorativi si.
Ma il monte ore non è uguale.
Vito.


giani 15 dicembre 2008 00:00
(mi firmo giani, perchè ho otato la presenza di altri con lo stesso nome)
ripeto, senza entrare in adesionii politiche, per quanto il principio esposto possa avere degli errori, possiede un fondamento di correttezza sotto tutti gli aspetti, occorre che questi fondamenti vengano affrontati e non demonizzati.
ci sono voluti 35000 anni perchè capissimo che la donna non e un oggetto, ora, magari con un po meno tempo, direi un millesimo circa, stiamo pensando a rivedere la loro partecipazione sociale (anni 70), se costruiamo in modo positivo, forse, prima della fine di questa legislatura (dubito)faremo un nuovo passo avanti, ma per ottenere risultati, ninte fucili o indignazione, penso siano più validi argomenti come dialogo e proposte.
In fondo, Lui (Brunetta), ha fatto una proposta innovativa, magari non è perfetta, ma è un inizio.

rupy 17 dicembre 2008 00:00
...si Giani, forse sarà giusto come la pensi,però l'ometto sbaglia nel proporre cose che già altri ci avevano pensato. Non è il momento: pensi agli stipendi..ai posti di lavoro, perchè senza quelli, chi cazzo ci arriva a 65 anni.
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