Gianni
17 dicembre 2008 00:00
Per ora gli operatori in carne ed ossa sono ancora indispensabili.
Siamo ancora nella seconda rivoluzione, se ad un computer non gli dici cosa deve fare o se non sai come dirglielo, sei fregato.
Gianni
2000snlp
17 dicembre 2008 00:00
Ho capito che non hai capito.
L'uomo si e' sempre "industriato", anche nell'eta' della pietra. Gli archeologi hanno chiamato certi siti "industria della pietra scheggiata", ma al di la' della definizione pittoresca, l'uomo da migliaia di anni ha imparato a usare macchine per lavorare meglio e di piu': l'aratro, la zappa, l'erpice, la macina (da cui il termine macchina) ecc.
Solo che fino al XVIII secolo la forza motrice era muscolare(uomini o animali) o prodotta dal vento e dallo scorrere dell'acqua.
Con l'introduzione dei motori, i primi a vapore, la forza motrice si e' moltiplicata ed ecco che le filande hanno cominciato a tessere km di stoffa.
Poi e' venuta l'industria pesante, la siderurgia, per fare i motori che mettevano in moto i telai delle filande (seconda rivoluzione industriale).
Poi sono venuti i motori a combustione interna e il motore elettrico (terza rivoluzione industriale. Con questi motori si poteva aprire un' "industria", con minimo capitale, mentre prima, per ovvi motivi, si doveva partire con grossi investimenti (da qui nasceva il famigerato "padrone del vapore": un motore a vapore per essere economico, conveniente, doveva mettere in movimento decine o centinaia di telai).
Oggi con l'abbinamento del computer alle macchine e ai motori, la produzione si e' di nuovo moltiplicata e il ciclo produttivo ha sempre meno bisogno di addetti umani. Gli animali sono abbandonati da decenni: l'aratura si fa con il trattore, non con i buoi e in agricoltura il personale e' sceso al 6% in USA al 2%. Analogamente scendera' anche il numero di occupati nell'industria.
L'occupazione riguardera' solo lavori parassitari come la gente che tiene in vita Eluana Englaro.
ecc.
2000snlp
2000snlp
18 dicembre 2008 00:00
Ho capito che non hai capito.
- La prima rivoluzione industriale del Secolo XVIII e’ venuta dall’accoppiamento dei motori, a vapore, con i telai delle filande.
L’uomo si e’ sempre “industriato”, anche nell’eta’ della pietra: gli archeologi, con definizione pittoresca, classificano alcuni siti come “industria della pietra scheggiata”, altre del “vasellame” ecc.
La vera industria tuttavia si e’ realizzata con l’introduzione di macchine: macina (per l’appunto), aratro, ruota ecc. messe in movimento dallo scorrere dell’acqua, dal soffiare del vento ecc.
Nel XVIII secolo si e’ sostituita la forza motrice naturale con i motori a combustione esterna.
La produzione si e’ moltiplicata e le braccia degli operai e i muscoli dei buoi ecc. sono diventati secondari.
- La seconda rivoluzione c’e’ stata con la siderurgia, l’industria pesante, che ha confermato e consolidato la prima, permettendo la produzione di macchine sempre piu’ potenti e sofisticate.
- La terza si e’ realizzata con i motori a combustione interna e con il motore elettrico. Il “padrone del vapore”, cosiddetto perche’ ci volevano grossi capitali da investire, fu sostituito dai “capitani d’industria”: il motore elettrico permette di iniziare un’attivita’ con un solo telaio o un tornio o una pressa, con minimo impegno di capitale.
- La quarta rivoluzione industriale, impropriamente detta era pot-industriale, attuale, deriva dall’abbinamento del computer ai motori e alle macchine. La catena di montaggio puo’ andare da sola o sotto il controllo di un singolo addetto.
Cosi’ come in agricoltura, con l’introduzione delle macchine motorizzate, l’occupazione e’ scesa al 6%, negli USA, che da soli possono sfamare il mondo intero, al 2%, analogamente nel settore secondario l’occupazione e’ scesa in pochi anni dal 50% al 30% dei nostri giorni, e scendera’ ancora.
La crisi quindi e’ strutturale e non si risolvera’ con aiuti di Stato alle banche e alle case automobilistiche.
Ci vorra’ una rivoluzione organizzativa della societa’ civile incivile.
2000snlp
18/12/2008
Gianni
18 dicembre 2008 00:00
Ho capito benissimo, se il trattore non lo guida un operatore in carne ed ossa non serve a niente, se il controllo numerico accoppiato ad una macchina utensile non viene programmato nella giusta maniera e con i giusti parametri tecnologici non produce niente, e questo vale per tutte le altre fonti di produzione.
La meccanizzazione e l'automazione hanno solo ridotto in certi settori la fatica umana ed hanno aumentato enormemente la produttività, su questo non posso che essere d'accordo, se per questo intendi quarta rivoluzione industriale.
L'unica cosa che è cambiata veramente è il tipo di motore, ma sempre un motore occorre per l'azionamento di qualunque apparato, direi che in questo siamo ancora nella prima rivoluzione industriale. In definitiva i motori e gli operatori in carne ed ossa sono ancora presenti ed indispensabili.
La gente che tiene in vita la Englaro, che per me non è comunque vita, ma questa è una mia considerazione, dici che fanno lavori parassitari, non so a chi alludi ma la prima volta che vai in ospedale prova a dire al dottore che ti visita che è un parassita.
Gianni
2000snlp
18 dicembre 2008 00:00
Dici di aver capito benissimo, ma non sembra.
I settori classici dell'economia sono: l'agricoltura (settore primario), l'industria (settore secondario) e i servizi (settore terziario).
Al settore terziario si assegnano: la sanita', la scuola, i trasporti e la pubblica amministrazione.
Sono d'accordo con te che gli operatori dei servizi sanitari non svolgono un lavoro parassitario e poi sono medico anch'io.
Mi sembra che vuoi solo polemizzare e quindi e' inutile continuare.
Stammi bene.
2000snlp
Gianni
19 dicembre 2008 00:00
Altrettanto. Ma non voleva essere una polemica, solo una critica ad un intervento che non mi pare rispondente alla situazione reale.
Gianni
pinetree
19 dicembre 2008 00:00
Gianni, e chiaro che l'uomo non è stato eliminato, ma è altrettanto chiaro che in molti settori, il 90% della manodopera e stato sostituito da un uomo con con una macchina.
Nel settore telefonia, 100.000 operatrici telefonici sono spariti del tutto, sono rimasti sola la parte manutenzione, assistenza clienti ed amministrazione e si è aggiunto una piccolissima parte di figure nuove quale programmatori ecc.
Io lavoro nel settore industriale, in moltissimi azienda la produzione è rimasto lo stesso nonostante la manodopera e scesa da decine di migliaia di persone a magari 200.
Zamolxis (ÆÜëìïîéò)
19 dicembre 2008 00:00
Si perde dalla vista la cosa piu importante .Semplicemente lavoro faticoso con tempo andrà eliminato.Cosi si creano altri posti di lavoro in quale necesita qualificazione,cioe l'inteligenza necesaria per la construzzione di automazzioni che eliminano lavoro faticoso,e non solo ,come diceva qualcuno, aumenta anche la produtivita.Questa sarebbe l'evoluzione tecnologica.
I nuovi posti di lavoro si creano nella construzzione di automazzioni industriali,e nella manuntenzione della impiantistica.Spariscono li operai nelle linie di manipolazione,al loro posto sono li robot ,che al loro tempo sono construiti dai vecchi manipolatori in linea tecnologica.
Il problema in Italia e proprio la mancanza di qualificazzione del operaio ,nella sua trasformazione dal manipolatore in linea ,alla construzione del inteligenza mecanica automatisata.
I paesi del nord Europa sono molto piu avanti rispeto a noi in Italia,come anche il Japone e l'America.
Gianni
19 dicembre 2008 00:00
Riporto la frase " esclusione degli operatori in carne ed ossa dal ciclo produttivo "
Non è vero, non è così. L'operatore in carne ed ossa è rimasto, la macchina se non la comandi o non la programmi non fa niente.
L'uomo è si stato sostituito in molti casi da una macchina, ma la produttività è aumentata perché la macchina non sente fatica è più veloce ed efficiente, perché il lavoro nelle aziende ad alta produzione è stato sostituito, dove possibile, da tante piccole operazioni sequenziali robotizzate, in catena di montaggio, che prima erano fatte dal lavoro manuale. Mentre per esempio nel caso delle macchine utensili accoppiate a controlli numerici, o computer per capirci, l'uomo è ancora indispensabile per far fare alla macchina i movimenti necessarie per eseguire una certa lavorazione, inserendo i dati prelevati da un disegno e immettendo anche i giusti parametri tecnologici.
Poi vai a parlare di quarta rivoluzione industriale a quei raccoglitori di pomodori extracomunitari, oppure in quei paesi dove non sanno ancora cosa è l'industria, dove per un po' di acqua camminano per chilometri con una tanica sulla testa.
In definitiva voglio dire che è più rivoluzione tecnologica che industriale, ma solo in quei paesi dove la prima rivoluzione industriale c'è già stata.
Però non riesco a capire quali siano stati i passaggi per arrivare alla quarta.
In effetti è stata chiamata rivoluzione industriale quel passaggio che ha consentito all'uomo di sostituire la forza dell'uomo con quello delle macchine, con l'introduzione delle macchine a vapore in miniere, nelle filande e nelle officine.
Questo concetto mi sembra ancora attuale, con la differenza che la tecnologia e l'elettronica hanno ulteriormente diminuito la fatica dell'uomo ed aumentato enormemente le capacità delle macchine.
Mi scuso se mi sono dilungato, volevo solo chiarire la mia opinione senza voler polemizzare.
Per il resto quanto detto da 2000snlp e da pinetree è assolutamente condivisibile.
Gianni
2000snlp
20 dicembre 2008 00:00
Purtroppo e’ venuta a mancare la cultura marxista.
Le considerazioni in letteratura sulla ricorrenti rivoluzioni industriali, fino all’ultima che abbina il computer alle macchine e ai motori, dovrebbero portare alla conclusione che la crisi economica-finanziaria attuale non si puo’ risolvere con escamotage sindacali o con iniezioni o supposte di aiuti governativi.
Il problema e’ alla radice, e’ politico.
Bisogna cambiare organizzazione sociale: una rivoluzione burocratica altrimenti "Non ci resta che piangere" (il gabelliere chiede: chi siete, dove andate, cosa portate, un FIORINO)
Purtroppo la campagna di demolizione e denigrazione dell’analisi marxista (che non e’ solo Marx), la campagna della reazione, ha criminalizzato i “comunisti”.
Contro l’autunno caldo del 1968, che ha portato alla conquista delle 40 ore settimanali di lavoro, si e’ mobilitato anche Celentano Adriano (Chi non lavora non fa l’amore). Errori se ne sono fatti: per esempio quello di unire i due giorni di riposo, sabato e domenica. Si poteva pensare ad un riposo infrasettimanale e magari portare la settimana a 8 giorni con una festa ogni 4. Niente weekend che distrae dal lavoro e invece piu’ giornate di ferie: ci si puo' distrarre (divertire quando si e' in ferie, non sul lavoro che poi succedono incidenti con morti e invalidi. ecc. ecc.)
Non c’e’ tuttavia da meravigliarsi.
Anche il cristianesimo e’ stato stravolto: Cristo predicava l’amore e conseguentemente la pace tra le genti (compresi i Gentili cosi’ si puo’ capire l’ossimoro Ebreo gentile) mentre oggi le chiese cristiane (tutte) alimentano le guerre in ogni modo, per esempio proteggendo (?) la vita di Eluana.
Cosi’ e’ stato per la rivoluzione francese: fratellanza, liberta’ eguaglianza pero’ escludendo gli inidigeni delle colonie ecc.
C’e’ sempre qualcuno che si alza a dire che anche Cristo… oppure i negri…
Nella nostra conversazione si perde di vista la sostanza per proclamare che l’ “uomo” comunque rimane al centro: ma cosa vuol dire? Quali uomini: gli ottentotti o i parigini? (mi sembra Berchet).
Ecco, mi permetto di consigliare la lettura di Hermann Hesse: “il gioco delle perle di vetro”, in particolare il capitolo in cui racconta il contrasto tra il nuovo Magister ludi e i “ripetenti”.
2000snlp
Zamolxis (rumeno)
20 dicembre 2008 00:00
Per 2000snlp:
Per me, la strutura della società ha una forma piramidale indiferente di ideologia politica.
Ad essempio il Marxismo e la piramide con la punta verso il basso,e la base verso l'alto.
Il liberismo ha la stessa forma piramidale, solo che la piramide ha la punta verso l'alto e la base verso il basso.
Criceto
20 dicembre 2008 00:00
Fra poco si arriverà alla quinta, gli uomini sostituiranno le macchime perchè costeranno assai meno.
gabelliere
20 dicembre 2008 00:00
da: Criceto
Data: 20 Dicembre 2008
Fra poco si arriverà alla quinta, gli uomini sostituiranno le macchime perchè costeranno assai meno.
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Carina. E quanto costeranno? Un Fiorino...
danilo
20 dicembre 2008 00:00
Gianni,il problema è che per fare il lavoro che una macchina utensile a controllo numerico fa in due minuti, 20 anni fa occorrevano più di un tornio, più di una fresatrice, più di un operaio specializzato e svariate ore di lavoro.
I nostri padri erano, si, più affaticati dopo un turno lavorativo,ma anche più sereni perchè sapevano che all'indomani avrebbero dovuto tornire e fresare altri pezzi usando solo la loro maestria ( e difficilmente i loro datori di lavoro ci rimettevano... ).
con tutto quello che ne consegue.
un saluto,
danilo.
Zamolxis
21 dicembre 2008 00:00
Una parte delle machine a controlo numerico (nuove),adeso, arivano dalla China .
2000snlp
22 dicembre 2008 00:00
Nei commenti non sono apparse obiezioni serie ma solo puntualizzazioni.
Le obiezioni, da “travaso delle idee” (giornale satirico degli anni 50 e 60), sono: ritorno alla forza delle braccia, oppure solidi(in particolare piramidi rovesciate) oppure primato dell’economia sulla politica.
Temo percio’ che la crisi non sia compresa e che finira’ come nel Feudalesimo.
Allora, con la caduta dell’Impero Romano, ci fu un regresso della civilta’.
La gente moriva di fame: durante la guerra greco-gotica in Italia ci furono episodi di cannibalismo.
I campi erano incolti, ma le gente non poteva coltivare la terra perche’ arrivavano gli armati del feudatario a distruggere il raccolto.
Oggi, se i profitti non saranno abbastanza elevati, in base alle aspettative dei nuovi “padroni del vapore”, cioe’ dei padroni dei computer abbinati alle macchine, si chiuderanno le fabbriche, verranno a mancare i beni di largo consumo, le auto per esempio, e gli operai resteranno senza stipendio.
Le auto ci saranno sempre, ma saranno per una elite, cosi’ come non mancava il pane ai feudatari o non manca il superfluo ai pascia’, mentre il loro popolo, i beduini, vive nelle tende.
Questo e' lo scenario che mi immagino.
La soluzione invece sta nell’introduzione dell’economia pianificata (marxista), con senso di responsabilita’ da parte di tutti: datori di lavoro e dipendenti.
Tuttavia in considerazione del fatto che sara' necessaria una riduzione degli addetti alla catena di montaggio e che comunque tutti hanno bisogno dello stipendio per vivere e comprare i beni prodotti dai pochi rimasti occupati, si potrebbero pagare i disoccupati per farli ritornare ai campi.
Operai e impiegati sono figli o nipoti di contadini, sono passate al massimo 2 generazioni.
Il popolo con le valigie di cartone, cioe’ il popolo di meridionali o montanari, di gente che andava in citta’ dalla campagna, per trovare lavoro, e’ degli anni 60, appena 50 anni addietro.
Molti hanno abbandonato i terreni della famiglia.
Potrebbero tornare a coltivarlo e bonificarlo, stipendiati dallo Stato.
Negli anni 60 sono partiti perche’ l’agricoltura non dava reddito, tanto meno ne dara’ adesso e quindi, affinche’ possano comprarsi macchine, motori e benzina per lavorare, devono essere stipendiati.
Agli extracomunitari si potrebbe assegnare il rimanente terreno incolto in enfiteusi, come fecero i benedettini, nel basso Medioevo per uscire dalla secolare carestia.
La carestia e’ meglio prevenirla.
2000snl
PS
Mi sono sbilanciato: ho fatto una proposta.
Temo le conseguenze
Gianni
22 dicembre 2008 00:00
La vera rivoluzione industriale per me sarà quando non avremo più bisogno di utilizzare petrolio o carbone o fissione nucleare, comunque quando la produzione di energia sarà tutta ottenuta non inquinando e ricavata da fonti rinnovabili, quando il riutilizzo dei rifiuti sarà il massimo possibile, ma sopratutto quando con la tecnologia si potrà evitare che popolazioni debbano emigrare perché il loro ambiente è diventato invivibile.
Voglio aggiungere una mia considerazione, magari non condivisa da altri, ma per me essenziale; metto nella rivoluzione industriale che io intendo anche il controllo della crescita demografica.
Gianni
Zamolxis
22 dicembre 2008 00:00
Concordo con Giani.
Per 2000snlp:
Secondo me sei in erore,e ti lo dico perche io ho visuto il comunismo ,e non centra niente con la società democratica.Il comunismo e una societa piramidale come il liberismo,e identica in relità.
Se voi , poso dimostrare .
La societa democratica ha una forma di clessidra (unire le due piramidi tramite le punte),alora si puo godere l'alternanza.
La giustizia dovrebbe fare da pilota,nella stretoia dela clessidra.
2000snlp
23 dicembre 2008 00:00
State scherzando vero?
2000snlp
'''''''''''''''''''''''''''''
da: Gianni
Data: 22 Dicembre 2008
La vera rivoluzione industriale per me sarà quando non avremo più bisogno di utilizzare petrolio o carbone o fissione nucleare,
ANCHE PER ME VA BENE RITORNARE AL LAVORO MANUALE, MA NON SAREBBE INDUSTRIALE.
comunque quando la produzione di energia sarà tutta ottenuta non inquinando e ricavata da fonti rinnovabili,
IMPOSSIBILE! SE NON INQUINA LA FONTE ENERGETICA UTILIZZATA, INQUINANO GLI SCARTI DI LAVORAZIONE
quando il riutilizzo dei rifiuti
sarà il massimo possibile,
IN PERCENTUALE O IN QUANTITA'? LA QUANTITA' DEI RIFIUTI DIPENDE DAI CONSUMI. BISOGNA RIDURRE I CONSUMI CON RIPERCUSSIONI SUL TENORE DI VITA.
ma sopratutto quando con la tecnologia si potrà evitare che popolazioni debbano emigrare perché il loro ambiente è diventato invivibile.
L'AMBIENTE DEL DARFUR, DELLA SOMALIA, PAKISTAN, ECC. NON E' INVIVIBILE, MA IL REGIME POLITICO, NON SOLO OPPRESSIVO, ANCHE INCAPACE DI SODDISFARE I BISOGNI ALIMENTARI DELLA POPOLAZIONE.
Voglio aggiungere una mia considerazione, magari non condivisa da altri, ma per me essenziale; metto nella rivoluzione industriale
DEVO AVER GIA' DETTO CHE PER RIVOLUZIONE DELL'INDUSTRIA SI INTENDE L'APPLICAZIONE DEI MOTORI ALLE MACHINE
che io intendo anche il controllo della crescita demografica.
DEVI SCONGIURARE IL PAPA CATTOLICO DI CAMBIARE OPINIONE
Gianni
'''''''''''''''''''''''
da: Zamolxis
Data: 22 Dicembre 2008
Secondo me sei in erore,e ti lo dico perche io ho visuto il comunismo ,e non centra niente con la società democratica.Il comunismo e una societa piramidale come il liberismo
DEVI SCRIVERLO A BERLUSCONI
e identica in relità.
Se voi , poso dimostrare .
GRAZIE. SONO MOLTO INTERESSATO.
La societa democratica ha una forma di clessidra (unire le due piramidi tramite le punte),alora si puo godere l'alternanza.
NEI SECOLI ABBIAMO AVUTO IL SUCCEDERSI DEL SOVRANO CON LA NOBILTA', DELLA NOBILTA' CON LA BORGHESIA, (DELLA BORGHESIA CON IL PROLETARIATO FORSE NON ANCORA O MAI).
COMUNQUE PER QUESTE ALTERNANZE PASSANO DECENNI, A VOLTE SECOLI, E LA GENTE DEVE MANGIARE TUTTI I GIORNI
La giustizia dovrebbe fare da pilota,nella stretoia dela clessidra.
LA GIUSTIZIA PURTROPPO NON E' UN CONCETTO ASSOLUTO
Gianni
23 dicembre 2008 00:00
Sig.2000snlp
Non voglio polemizzare ma devo puntualizzare quanto segue perché hai interpretato o capito male quello che ho scritto.
Non ho mai detto di tornare al lavoro manuale, ho solo auspicato, come vera rivoluzione, l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili e pulite per le esigenze dell'industria e di tutti gli altri settori.
Mai pensato ne detto di far sparire l'industria, ne gli inevitabili scarti di lavorazione che vorrei riciclabili il più possibile, se volevo specificare avrei detto una quantità od una percentuale, dicendo il più possibile mi sembrava estremamente chiaro il concetto.
Mai ho parlato di ridurre il tenore di vita.
Perché far entrare la politica, che ha chiaramente le sue colpe, se in certi paesi non piove o ci sono altri problemi climatici, la politica non può fare proprio niente, se non favorire l'utilizzo di strumenti che possano diminuire i disagi della popolazione.
Veramente incomprensibili le altre due osservazioni.
Io ho scritto
"Voglio aggiungere una mia considerazione, magari non condivisa da altri, ma per me essenziale; metto nella rivoluzione industriale che io intendo anche il controllo della crescita demografica"
tu ribatti con due frasi che c'entrano come i cavoli a merenda.
DEVO AVER GIA' DETTO CHE PER RIVOLUZIONE DELL'INDUSTRIA SI INTENDE L'APPLICAZIONE DEI MOTORI ALLE MACHINE. (attento macchine con due G).
DEVI SCONGIURARE IL PAPA CATTOLICO DI CAMBIARE OPINIONE.
Boh !!!
Forse è meglio che leggi con più attenzione, per evitare di interpretare male quello che altri vogliono dire.
Non scrivere maiuscolo, mi da fastidio la gente che grida.
Gianni
Zamolxis
23 dicembre 2008 00:00
Prima di tutto ,la politica italiana non mi rapresenta,in uguale misura quella rumena.
La teoria dell comunismo si basa sulla liberta delle persone, partendo dal principio di ugualianza , diriti e doveri.
Tutta una pura teoria,bella e condivisa.
Nella realità economica non succede cosi.
Essempio:
Metiamo che noi tutti andiamo a lavorare la terra in modo uguale.
Non si puo perche deve essere sempre uno che comanda .
Prendere i frutti della terra in modo equo:non si puo, perche si trovano sempre quelli che si mettono d'acordo a fregare li altri, che con la loro onestà hanno lavorato.
A questo punto nasce la diferenza sociale basata sull ideologia che sulla carta c'è ,ma in realità non ce.
Zamolxis
23 dicembre 2008 00:00
Mi piacerebbe svilupare il discoro ,ma necesita tanto tempo e atenzzione.Purtropo devo andare via ,ci sentiamo doppo capo d'anno.
Auguri a tutti!!!partecipanti dell forum.
2000snlp
24 dicembre 2008 00:00
Mi sembra che anche tu interpreti male le mie riflessioni, che vogliono solo essere tesi per arrivare a improbabili soluzioni (come direbbe o Benedetto Croce o Giovanni Gentile: conoscere per deliberare).
Infine non essere sempre sul chi va la': ho scritto in maiuscolo per distinguere il mio testo dal tuo.
Grazie per aver precisato che macchina si scrive con 2 c (ma anche tu fai un errore di battitura: c, non g).
Mi riferisco al papa cattolico in merito al controllo delle nascite e non alla organizzazione industriale; tu unisci le due repliche, non e' leale.
Auguri di buone feste a tutti coloro che leggeranno.
Visto che ci sono pochi soldi per festeggiare, almeno riposeremo.
2000snlp
Data: 23 Dicembre 2008
da Gianni
Sig.2000snlp
Non voglio polemizzare ma devo puntualizzare quanto segue perché hai interpretato o capito male quello che ho scritto.
Non ho mai detto di tornare al lavoro manuale, ho solo auspicato, come vera rivoluzione, l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili e pulite per le esigenze dell'industria e di tutti gli altri settori.
Mai pensato ne detto di far sparire l'industria, ne gli inevitabili scarti di lavorazione che vorrei riciclabili il più possibile, se volevo specificare avrei detto una quantità od una percentuale, dicendo il più possibile mi sembrava estremamente chiaro il concetto.
Mai ho parlato di ridurre il tenore di vita.
Perché far entrare la politica, che ha chiaramente le sue colpe, se in certi paesi non piove o ci sono altri problemi climatici, la politica non può fare proprio niente, se non favorire l'utilizzo di strumenti che possano diminuire i disagi della popolazione.
Veramente incomprensibili le altre due osservazioni.
Io ho scritto
"Voglio aggiungere una mia considerazione, magari non condivisa da altri, ma per me essenziale; metto nella rivoluzione industriale che io intendo anche il controllo della crescita demografica"
tu ribatti con due frasi che c'entrano come i cavoli a merenda.
DEVO AVER GIA' DETTO CHE PER RIVOLUZIONE DELL'INDUSTRIA SI INTENDE L'APPLICAZIONE DEI MOTORI ALLE MACHINE. (attento macchine con due G).
DEVI SCONGIURARE IL PAPA CATTOLICO DI CAMBIARE OPINIONE.
Boh !!!
Forse è meglio che leggi con più attenzione, per evitare di interpretare male quello che altri vogliono dire.
Non scrivere maiuscolo, mi da fastidio la gente che grida.
Gianni
2000snlp
28 dicembre 2008 00:00
La quarta rivoluzione industriale, cioe’ l’abbinamento dei computer alle macchine, ha fatto si’ che l’estate scorsa ci sia stata la guerra dei telefonini: cosi’ hanno chiamato la guerra delle truppe governative libanesi agli Hezbollah i.
Nelle cronache di quei giorni si leggeva che gli Hezbollah avevano una rete di telefoni-ni propria e con questa (e con quelli) potevano controllare l’aeroporto e chissa’ quali altri impianti di difesa e di offesa.
Dimostrazione che sono cambiate le strategie militari, che non e’ possibile, per gli antagonisti degli USA, contrastare, con armi convenzionali, e forse nemmeno con le atomiche (i telefonini potrebbero reindirizzare i missili vettori), le loro offensive o le offensive dei loro alleati, come sta accadendo oggi a Gaza.
Fintantoche’ ci saranno gli USA che finanziano Israele, il cui PIL non gli consentirebbe di avere cacciabombardieri, incrociatori, sommergibili, carriarmati ecc. i Palestinesi potranno opporre solo bombe umane e sono destinati a perdere.
Sarebbe meglio per loro, e per la pace nel mondo, che ne avessero coscienza, perche’ l’Europa, che ha un PIL complessivo superiore a quello degli USA, e’, alla fin fine, un satellite, ne’ la Russia e neanche la Cina oggi possono rappresentare una minaccia reale.
2000snlp