ruggero
18 dicembre 2008 00:00
rutelli decise di vendere a roma le case di edilizia residenziale pubblica.l'appalto per la gestione economica e' stato preso dalla ROMEO GESTIONI SPA. ora dentro le case di maggior pregio ci sono prestanome,false societa' non aventi diritto e sono state effettuate manovre speculative di milioni di euro.Credo che qui la magistratura dovrebbe ancora andare piu' a fondo ,per vedere cosa ha combinato a roma il caro sig romeo........ coccolato da alcuni politici falsi e senza scrupoli. a napoli si ma a roma???????hanno trovato terreno fertile. perche' nessuno ha sorvegliato le compravendite immobiliari delle case di pregio????? tutto liscio come l'olio....... aprono studi, si fingono avvocati, hanno contanti a fiumi,mettono nelle case comprate e ricomprate amici e gente che poi sparisce,per poi arrivare all acquirente finale. e l'erario,il comune di roma,invece di mandare gli accertamenti ai poveracci,perche' non ha MAI E DICO MAI vigilato su queste schifezze......sembra che preferiscano prendere i soldi di un ici mancata ad un poveraccio che i miliardi riciclati illegalmente negli appartamenti E.R.P. C'e gente che viveva da 50 anni in questi immobili, grazie a rutelli, ora stanno o per strada o hanno accettato,intimoriti, buonuscite ridicole.
il comune ha messo in vendita le case,facendo prima i conti in tasca a chi ci abitava. e ha scelto ad hoc su quali puntare. anziani, basso reddito,figli di professori universitari,oramai deceduti, e invece di fare un contratto e lasciare dentro questa gente ,li ha tutti messi davanti ad un bivio ..... o fai il mutuo o te ne vai. poi si e' parlato di categorie protette, e cavolate varie,ma in questi palazzi gente che c abita da 50 anni,non ha in mano un contratto. addirittura, c'e' un amministrazione condominiale,che non fa nulla che chiede le spese di condominio ai pochissimi rimasti senza un contratto,ma che non sono riusciti a comprare casa,perche' il mutuo e' troppo alto.il circa 87% degli abitanti. bella manovra no??? i rogiti fatti esclusivamente da "certi" notai, e cosi' via. e'tutta una truffa.
Francesco Mangascià
19 dicembre 2008 00:00
Grazie Ruggero, se vuoi seguitare son disposto ad ascolarti anche in seguito. Anche se ormai è chiaro che non accadrà nulla poiché il perry mason invincibile del Piddì, sarà il pdl..
ruggero
19 dicembre 2008 00:00
e QUEL PALAZZINARO ,LADRO DA 4 SOLDI CAMORRISTA di ITALO BOCCHINO ,ha aiutato l'ALTRO PALAZZINARO di ROMEO a devastare roma. chissa' perche' la magistratura di roma DORME sta in coma??? quanto vengono pagati per tacere i cari e illustri magistrati in immobili e altre cavolate tipo evasioni fiscali.CI sono magistrati che non pagano le tasse dal 1990 e basta che fanno una telefonatina a certi meridionali di romaentratespa e tutto e' chiuso e cancellato. altri che si vendicano ,facendo pagare multe del 98 ,ci provano a chi osa contrastare queste cacchette umane.
poi di diro' i nomi dei magistrati romani collusi ,avvocati e imprenditori.......e persone all equitalia e a romaentrate.
ruggero
19 dicembre 2008 00:00
ho tante di quelle prove su personaggi di ROMA quando faro' alcuni nomi, rimarrai sbalordito..... e specialmente attivita'.
Francesco Mangascià
19 dicembre 2008 00:00
«Onestà e trasparenza nel governare». Così, Francesco Rutelli l'8 gennaio del 2001 tracciava il bilancio della sua giunta, annunciando le dimissioni da sindaco di Roma, dopo sette anni e mezzo, per lanciarsi nella sfida con Berlusconi alla guida del Paese.
Nove anni dopo, l'ex sindaco capitolino trova il proprio nome nelle intercettazioni dell'inchiesta napoletana che potrebbe ora coinvolgere anche gli «ex» delle giunte Rutelli e Veltroni. La Romeo Gestioni è infatti legata a doppio filo da Napoli a Roma. A Napoli nel 1989 Alfredo Romeo iniziò la scalata dell'impero che oggi vale 48 miliardi di euro, con la gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli. Implicato in Tangentopoli nel 1993, con una condanna a 4 anni, poi dimezzata e infine caduta in prescrizione, deve la sua «rinascita» proprio a Francesco Rutelli che, nel 1997 affidò alle imprese di Romeo la gestione degli appartamenti affittati del Comune. Una gestione, ricordiamo, rinnovata nel luglio del 2005 dalla giunta Veltroni (per sette anni e per un importo di 92,8 milioni di euro).
Dalle case alle strade, Alfredo Romeo sembra tracciare lo stesso percorso da Napoli a Roma. È proprio nella Capitale che si conclude infatti quel maxi appalto (contestatissimo in Consiglio comunale così come nelle aule dei tribunali, dove venne rigettato al Tar e riconfermato invece al Consiglio di Stato) sulla manutenzione stradale per il quale, in meno di due anni, il Comune di Roma ha già pagato canoni per 45 milioni di euro. Per questo le vicende di Napoli vengono seguite con un'attenzione particolare nei salotti politici e nelle sale del Campidoglio. Ed è la paura il sentimento predominante. Vietato pronunciare la parola «Romeo». Soprattutto al telefono, al quale non risponde più nessuno. Non si sa mai. L'ordine è semplice: non parlare o se proprio occorre farlo, solo tramite dichiarazioni ben pensate. L'unico a farlo è però l'ex assessore capitolino al Patrimonio, con Rutelli, e ai Lavori pubblici con Veltroni, Giancarlo D'Alessandro, uno dei protagonisti del maxi appalto.
«La scelta di concedere alla Romeo Gestioni il maxi appalto per la manutenzione della grande viabilità di Roma - chiarisce - era stata voluta per superare la sconcezza delle gare al massimo ribasso ed era stata discussa con tutti gli operatori. A Roma la gara c'è stata e ha dato degli esiti che sono stati anche sottoposti a un iter della magistratura amministrativa con ricorsi culminati con la sentenza del Consiglio di Stato». E potrebbe essere proprio quella decisione del Consiglio di Stato a far entrare la Capitale nell'inchiesta napoletana. Sarebbero già in viaggio verso Roma, gli atti relativi a Bruno Schisano, il giudice che avrebbe tentato di esercitare pressioni sui colleghi partenopei per giungere all'assoluzione dell'imprenditore Alfredo Romeo per gli abusi edilizi realizzati privatizzando una spiaggia del demaniale di fronte alla villa di Posillipo.
La decisione che diede poi il via libera all'appaltone da circa 600 milioni di euro per la manutenzione delle strade capitoline, poco meno di 90 mila euro a chilometro, sarebbe infatti proprio quella «questione di vita o di morte» cui fa riferimento l'imprenditore Romeo nella telefonata al deputato Pd Lusetti, indagato a Napoli, affinché intervenga presso Paolo Troiano, segretario generale per il Consiglio di Stato e dal 2005 al settembre del 2007, vicesegretario generale della presidenza del consiglio dei ministri.
Una vicenda insomma che potrebbe presto assumere contorni ancora più rilevanti e non solo dal punto di vista giuridico. La nuova giunta di centrodestra ha già revocato il maxi appalto lo scorso 14 novembre, ieri è stata annunciata un'attenta verifica anche sulla manutenzione e sulla gestione del patrimonio immobiliare capitolino da parte della Romeo Gestioni.
Susanna Novelli
http://iltempo.ilsole24ore.com/2008/12/19/966546-appalti_alla_romeo_campidoglio_centinaia_milioni_undici_anni.shtml
Commento
di sicuro Susanna Novelli scrive molto bene...Ma Rutelli a Romeo lo denuncia o non lo denuncia? To charge or not to Charge?
Francesco Mangascià
19 dicembre 2008 00:00
Resto in trepida attesa carissimo Ruggero.