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pinetree 23 dicembre 2008 00:00
La settimana corta è applicata da anni da alcune aziende in Germania, tutti lavorano un giorno in meno con il stipendio ridotto e nessuno rimane a casa.
pegaso 23 dicembre 2008 00:00
Come ha scritto Boeri "il governo dell'improvvisazione" prima a sbandierare il successo della detassazione degli straordinari, ora a benedire la settimana corta. Che bella coerenza
2000snlp 24 dicembre 2008 00:00
Spero che si capisca da quanto scrivo che non sono favorevole a questo governo e nemmeno ai leader di questa sinistra. Ai loro tempi, alla scuola di Partito devono aver accolto degli asini.
2000snlp
Mario 24 dicembre 2008 00:00
solita presa per il culo!!!!

da una parte tengono in servizio le cariatidi fino a 105 anni e non le mandano in pensione e dall'altra vogliono ridurre gli stipendi mantenendo intatta la produzione, mica male... PER LORO !!!!!!
dimaco 24 dicembre 2008 00:00
La settimana corta è applicata da anni da alcune aziende in Germania, tutti lavorano un giorno in meno con il stipendio ridotto e nessuno rimane a casa.


assolutamente vero, ma bisogna tenere in considerazione che in germania le paghè nonostante più basse per merito della settimana bareve sono notevolmente più alte delle nostre.
non dimentichiamo gli amortizzatori sociali, che in germania sono una realtà pratica e concreta, mentre in italia sono solo parole scritte su un foglio.
in italia si considera solo quello che fa incontro alle aziende e alle industrie e non quello che va incontro agli operai o dipendenti in generale.
esempio lampante è la flessibiltà, che nei paesi civili viene applicata in maniera molto diversa, con regole scritte. gli interinali in olanda germania francia ecc non sono trattati come schiavi e ricattati ma tenuti in altissima considerazione con diritti che quasi eguagliano, se non superano in certi casi i diritti dei lavoratori fissi.
ma quai siamo in italia e non si può pretendere nulla, nemmeno i propri diritti sanciti dalla costituzione.
pape 24 dicembre 2008 00:00
bene mettiamoci alla pari della Germania. Non vedo dove sia il problema. Hanno detto bene dimaco e Mario.
2000snlp 26 dicembre 2008 00:00
Non e' facile sostituire la settimana di sette giorni. Esiste da migliaia di anni, ma sarebbe bello rivedere la turnazione del riposo e del lavoro.
Con un ciclo di 4 giorni (3 giorni di lavoro e 1 di riposo) in 360 gg ci saranno 90 "domeniche".
Con un ciclo di 3 giorni (2 di lavoro e 1 di riposo) le "domeniche" in 360 giorni sono 120.
Piu' naturalmente i giorni di ferie, raggruppati, d'estate o d'inverno.
Le ore di lavoro saranno ridiscusse.
Si potrebbe separare il calendario civile dal calendario astronomico, perche' oggi, con la radio e i mezzi di comunicazione di massa, le conoscenze puntuali e diffuse, gli orologi atomici ecc. gli esperti sanno indicarci, senza errori e in tempo reale, il giorno del solstizio e dell'equinozio, per far programmare eventuale festivita' extra dai sindacati e dai governi.
I turni di lavoro potranno essere sfasati, cosi' i cittadini troveranno aperti gli uffici postali, bancari, comunali tutti i giorni, senza dover chiedere ferie per sbrigare pratiche burocratiche ecc.
Il mondo e' cambiato. Si puo' cambiare il calendario.
Gli esperti sapranno ritrovare per i credenti le feste religiose alla loro precisa scadenza liturgica.
2000snlp
pinetree 26 dicembre 2008 00:00
2000snlp, tranquilli non serve un esperto per calcolare le festività per i credenti, sono tutti convenzioni, non si ha idea della date precisi, la resoluzione dell'errore è nel ordine di anni.
2000snlp 27 dicembre 2008 00:00
Tutti i calendari sono convenzionali.
Gli uomini primitivi sapevano che all’alba cominciava un altro giorno (e forse anche gli animali).
Ora noi facciamo iniziare il nuovo giorno dopo la mezzanotte, ma la durata del giorno astronomico non e’ di 24 ore, che e’ la durata del giorno solare medio..
Poi bisogna distinguere tra giorno solare e giorno sidereo. Trovate dell’altro con google.
Il Calendario degli antichi Romani divideva il mese in 3 sezioni: le Idi, le None e le Calende. Era molto complicato.
Il tempo era calcolato malamente e all’epoca di Giulio Cesare i Romani erano indietro di 2 mesi; secondo il calendario burocratico l'equinozio di primavera era in gennaio.
Le semine cioe’ sarebbero cominciate 2 mesi dopo rispetto al calendario delle scadenze statali.
Per riportare in fase l’attivita’ umana con le scadenze burocratiche, Giulio Cesare fu obbligato a riformare il calendario: lo Stato, la Burocrazia dovette cedere al buon senso (Wikipedia da una definizione “ideale” di burocrazia).
Anche l’introduzione stagionale dell’ora legale scombinerebbe il ciclo delle mucche, ma il contadino munge secondo l’ora solare.
Resta tuttavia sfasata la raccolta del latte, che avviene secondo l’ora legale, per cui il contadino ha dovuto comprare la cisterna refrigerata.
Questi costi aggiuntivi nel bilancio dell’azienda, la rendono meno “competitiva” rispetto ai Paesi meglio organizzati “burocraticamente”, cioe’ che mantengono il giro dei camion per la raccolta del latte secondo le esigenze biologiche delle mucche.
Ecc. ecc.
2000snlp
FABRIZIO 28 dicembre 2008 00:00
Ci sono molte aziende (capita anche in quella dove lavoro io) che reclutano proprio personale andato in pensione, facendolo lavorare esattamente come prima che andassero in pensione e stipulando contratti a progetto o similari.

Questo avviene sia per dirigenti, sia per impiegati ma anche per operai.

Le aziende così evitano di assumere nuovi addetti e continuano a tenersi quelli già conosciuti.
Con la libertà di lasciarli a casa quando non servono più, salvo richiamarli appena ne hanno bisogno.

Costoro gravano sul bilancio INPS e in più sotraggono posti di lavoro a disoccupati e possibilità di carriera agli occupati che così non avanzano e non vanno a ricoprire i ruoli che sarebbero rimasti liberi con pensionamento dei suddetti pensionati.

Prima di accorciare le settimane e/o gli orari, forse bisognerebbe stabilire che chi ha maturato il diritto di andare in pensione e ci va, dovrebbe astenersi dal continuare a lavorare, almeno per "pudore" !
A meno che abbia una pensione insufficiente per sopravvivere !

Purtroppo non é così in quanto conosco pesone che facevano i capi officina o i responsabili di reparto, con pensioni di 2-3mila euro che continuano a lavorare sommando alla pensione un reddito quasi uguale.

E per piacere, non mi si venga a dire la solita palla che i giovani non hanno voglia di lavorare o di ricoprire certi posti !!!
2000snlp 29 dicembre 2008 00:00
riposta a FABRIZIO
Data: 28 Dicembre 2008

Come faccio a replicare?
Proporre l'ntroduzione la settimana di 4 giorni o di 3, non vuol significare che accuso i giovani di pigrizia o svogliatezza.
2000snlp
Falso Blondet 29 dicembre 2008 00:00
Dalla Germania arriva la panacea per i mali della crisi economica: effettuare una settimana lavorativa ridotta, la cui contrazione di reddito, per le minori ore lavorate, sarebbe in qualche modo coperte da “ammortizzatori sociali”, da noi si chiamerebbe “cassa integrazione”.
Può stupire e inquietare solo gli sprovveduti come l’idea sia stata immediatamente accolta e adottata in italia da praticamente tutto il sistema partitocratico, Papa più confindustria e sindacati di regime inclusi.
Vediamo perché.
In primo luogo quest’operazione servirebbe a giustificare la presenza degli immigrati.
Altrimenti cadrebbe il luogo comune, la gigantesca frottola secondo la quale “l’italia ha bisogno di stranieri per fare i lavori che gli italiani non vogliono fare”.
Negli USA una moltitudine di messicani, immigrati perlopiù irregolari, sta facendo fagotto per la caduta libera dell’economia.
La casta italiota teme che un qualcosa di simile accada anche nella penisola sebbene gli stranieri qui godano di immensi privilegi, rispetto all’America, attribuiti loro per incentivarli a rimanere. In verità gli immigrati servono a generare il nuovo popolo italiano meticcio, a “armonizzare” le DIFFERENZE ETNICHE tra meridionali e settentrionali intonse dopo 150 di “convivenza” sotto la bandiera tricolore. A presentare orgogliosamente che “la criminalità c’è anche al Nord” a che “ci sono le bionde anche al Sud”. Che “anche in Padania ci sono gli automobilisti circolanti senza patente e assicurazione”, secondo la patetica retorica propagandata indifferentemente da tutta la marmaglia politicante da Fiamma Tricolore a Rifondazione Comunista. Passando per i FALSI RIVOLUZIONARI, i cyber-fustigatori a pagamento che ebbri di “italianità” mancano le VERE questioni.
Sono poi quegli schieramenti e pennivendoli che portano avanti una FEROCE battaglia ideologica contro il federalismo FISCALE senza spiegarci come mai se il federalismo è adottato in paesi assai civili non dovrebbe funzionare da noi.
Rimane un “mistero” per quale motivo “tomisti e “antitomisti” si scannino sulle più pusillanimi insignificanti materie del contendere politico ma tutti siano graniticamente uniti nel respingere il federalismo. Così come tacciono nel chiarire a che servirebbe eliminare le province senza dismettere i, credo, 80mila dipendenti provinciali. Altrimenti non si avrebbero i glorificati risparmi se non si mandano a casa decine di migliaia di persone.
Perché se non è così non avrebbe alcun senso abolire le province.

Il scendo motivo della favorevole accoglienza generale per la “settimana corta” è quello probabilmente di poterla surrettiziamente introdurre per i DIPENDENTI STATALI, per loro solamente A PARITA’ DI STIPENDIO.
La cosa non deve stupire.
Qualcuno rammenterà, una dozzina di anni fa, nel primo governo Prodi, la battaglia di Rifondazione per le “35 ore”, al mitico slogan “lavorare meno per lavorare tutti”, che si concluse con la riduzione da 36 a 35 ore dell’orario settimanale in certi settori pubblici con stipendio incrementato. Per gli operai di Vicenza sempre 40 precarie ore settimanali e il salario che cresce mai più dell’inflazione, neanche di quella “programmata”.
Il trucco consiste nel fare credere che, per una certa riforma, a guadagnarci siano soprattutto le regioni del Nord e il settore privato. In seguito nella fase attuazione, di regola avviene il contrario, a guadagnarci, o quantomeno a non rimetterci, sono ineluttabilmente statali e forse meridionali.
E’ avvenuto così per lo scippo del TFR e per quasi ogni revisione del sistema previdenziale. Gira e rigira a dovere essere “solidali” sono solo e sempre le pensioni contributive degli operai del Nord. Minimamente sfiorate le false pensioni di certe regioni, gli immorali emolumenti dei parlamentari (e dei magistrati a cui sono collegati)......

http://www.falsoblondet.blogspot.com/
Giacomo 29 dicembre 2008 00:00
Sono d'accordo sul discorso chi è in pensione se ne stia a casa. Certamente se ha una pensione da fame, qualche soldino in + C sta', ma non deve essere na' cosa sistematica. Io ho potuto constatare come pensionato sto' andazzo ed ho scelto D rinunciare. Altri miei ex-colleghi invece continuano ancora adesso dopo 6 anni circa. E non sono lavoretti saltuari è come dice la persona, cioe' fanno +o- quello che facevano prima, con le stesse competenze ed esperienza ma costando molto di - . Poi si da' la colpa alle leggi. Non è la legge sbagliata, ma la sua applicazione e nessuno soprattutto che controlla nulla. E non stiamo parlando di piccole aziende che magari in grosse difficoltà cercano di risparmiare ovq ed avere -dipendenti possibile. Si è usata la leva della pensione x togliersi stipendi alti e lavoro indeterminato, magari non laureati, x sostituire con laureati, lavoro determinato e paga +bassa, poi richiami il pensionato e si riattacca come prima. Basterebbe lasciando tutto inalterato mettere controlli e magari 1postilla, cioe' che il lavoro del pensionato deve essere unicamente come passaggio D conoscenza o know-how ad 1nuovo assunto preferibilmente indeterminato, giovane e che l'operazione duri 1-2 anni al max. Chi sgarra sanzioni pesantissime all'azienda. Oppure se il nonnetto vuole lavorare dopo i 2 anni gli iberni la pensione e prende la paga da cococo' visto che lo fa' xche' gli piace... fandonia sentita a iosa. Basterebbe dare 1mano in casa ed il tempo passa magnificamente.
giacomo 29 dicembre 2008 00:00
Secondo me non bisogna contrapporre nulla a nulla, in certe realtà puo' essere interessante incentivare lo straordinario (x es piccole aziende che x loro fortuna vanno bene anche D questi tempi), puo' essere interessante anche tenerti qualche cariatide gia' in pensione x avere la sua esperienza, in altri casi puo' essere interessante avere la settimana corta x continuare a lavorare tutti anche se D lavoro ne hanno poco da fare... cioe' io non eliminerei nessun strumento, ma userei quelli utili D caso in caso, ma cosa che in Italia non si fa' mai e soprattutto bene non perderei occasione D fare qualche controllo x stanare eventuali abusi, punendo le aziende che li fanno. Cioe' max flessibilità, ma mai abusi. E la finirei anche D contrapporre opposizione e governo, ma preferirei la max collaborazione anche con i maggiori sindacati x uscire al meglio da sto' casino. Sul discorso settimana corta c'e' stata 1buona convergenza anche con PRC e CGIL sarebbe bello si continuasse su questa strada, poi se l'idea furba ce l'ha Sacconi o qualcuno delle opposizioni o Epifani poco importa, al- x me.
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