Topesio
04 gennaio 2009 00:00
Dimmi un po' sei nato così cretino o ci sei diventato con l'impegno?
Piero
04 gennaio 2009 00:00
Proposta estremamente intelligente ??? E perche' mai una persona che lavora per lo Stato - non viene "mantenuta" - ma LAVORA, deve esere tassata, magari per mantenere i nostri beneamati nomadi il cui solo sforzo oltre a farsi mantenere e' quello di girare in Mercedes "arrotondando" con qualche furtarello ?
Io NON sono uno statale, ma ritengo che se debbono sussistere degli ammortizzatori sociali, siano destinati al supporto di persone in difficolta', magari a chi dopo anni di lavoro lo perde senza colpa, non ai soliti furbi che hanno capito che nel Pase "buono" possono fare cio' che vogliono percependo pure un sussidio ...!!!!
danilo
05 gennaio 2009 00:00
se questo topic è volutamente sarcastico, ridiamoci sopra, se ha qualche fondamento di verità... siamo veramente allo sbando.
danilo.
perpiero
05 gennaio 2009 00:00
UAUAUAUAUAUAUA!!!!!!
"Gli statali non sono mantenuti, lavorano"...
buona questa...meglio di Zelig....
Eugenio
05 gennaio 2009 00:00
La proposta è seria, i giornali ne hanno parlato, è stata positivamente commentata da Calearo (deputato o senatore, non ricordo, del PD) e da altri esponenti del centro sinistra...
Quello che non si vuol capire è che questa crisi è seria, molto seria, e rischia di distruggere in modo definitivo quella parte della nostra economia che è costretta a competere sui mercati internazionali, e con le cui merci ci paghiamo il petrolio e tutte le altre materie prime che importiamo e che ci consentono il tenore di vita che abbiamo. Quello che non si vuol capire è che se "quella" parte dell'economia va gambe all'aria non ci saranno più soldi per nessuno, nè per i dipendenti privati, nè per i dipendenti pubblici, nè per Comuni, Provincie, Regioni, Ministeri, e compagnia cantante. Se "quella" parte dell'economia muore, faremo la fine del'Argentina e ci ritroveremo con le pezze al culo come i nostri nonni, statali e non statali. Ma, come al solito, in Italia si preferisce guardare al proprio "particolare" piuttosto che al quadro generale. Lo aveva capito, d'altronde, Macchiavelli più di 500 anni fa...
Topesio
05 gennaio 2009 00:00
Sì sì, come no: della seria "armiamoci e partite".
Chissà come mai a fare i conti con i soldi degli altri tutti son buoni: è un bel mistero...
Certo ce ne vuole di faccia tosta ad anche solo pensare che i cosiddetti "statali", notoriamente con stipendi da <u>nababbi</u>, debbano salvare questa merda di paese, compresa la enorme feccia di coloro che non hanno mai pagato un soldo di tasse nella loro vita e che magari hanno un misterioso tenore di vita (alto)!!!
Eugenio
05 gennaio 2009 00:00
GUardate che non si tratta di tassare gli statali per mantenere i Tronchetti Provera. La ipotesi prevede che gli stipendi desli statali siano tassati per qualche punto percentuale (2-3%) e che alla fine della crisi tale tassa sia restituita, come avvenne nel 1996 con la Tassa per l'Europa. Le tasse servirebbero a finanziare gli ammortizzatori sociali. Non mi sembra francamente un gran sacrificio, e sarebbe un atto di solidarietà nei coinfronti di chi non ha la fortuna di avere il posto di lavoro garantito a vita....
Topesio
05 gennaio 2009 00:00
Ascolta, una volta per tutte: gli statali gli "atti di solidarietà" li fanno tutto l'anno, pagando PER INTERO le tasse, queste sconosciute!
Ultimamente poi non è loro concesso nemmeno il diritto alla salute, se è vero, come è vero, che devono PAGARE profumatamente per ogni giorno di malattia, anche se dimostrata, senza contare che devono stare agli arresti domiciliari, visto che la fascia di reperibilità è stata portata, solo per loro, a ben 12 (DODICI!!!) ore.
Che cazzo volete ancora? Una fettina di culo impanata?
paul.
05 gennaio 2009 00:00
vediamo di analizzare la proposta.
1- si vuole tassare gli statali "per finanziare gli ammortizzatori sociali". Ma questi ammortizzatori sociali sono destinati solo agli statali o alla collettività dei lavoratori? e se sono destinati a tutti, perchè mai dovrebbero essere finanziati solo dagli statali?
2 A scuola mi avevano insegnato che il presupposto di una tassa deve essere la capacità contributiva. Pertanto non si può mettere un'imposta da far pagare solo ad es. agli uomini biondi (perchè il fatto di essere biondo non dà una capacità contributiva maggiore di essere castano o rosso o calvo). Quindi: se uno statale gudagna 10 o 20 o 30 mila euro al mese ha la stessa capacità contributiva di un privato che guadagna la stessa cifra. Perchè dovrebbe pagare il 2% in più?
3- "i dipendenti pubblici, gli unici che non rischiano il posto". Questo non c'entra nulla. Fino a che un dipendente privato lavora e guadagna deve pagare le stesse tasse che paga un dipendente pubblico. Se viene licenziato allora smette di pagarle in quanto non ha più un reddito, ma non può invocare prima un presunto privilegio del dipendente pubblico.
mah
05 gennaio 2009 00:00
eh no, toccate tutto ma non il posto di lavoro (eufemismo) di Topesio!!
Lui per cazzeggiare vuole anche prendere bene. C'ha delle pretese.
danilo
05 gennaio 2009 00:00
non si devono tassare ulteriormente gli stipendi dei dipendenti, a maggior ragione se semplici impiegati: imbecille chi l'ha pensato, due volte chi lo ha condiviso.
i soldi si prendano là dove stanno in abbondanza e guadagnati senza fatica.
danilo.
Topesio
06 gennaio 2009 00:00
<b>Per l'imbecille mah</b>
E vorrei vedere! Dovrei magari anche essere contento se "toccano" il mio posto di lavoro? Tu invece che cazzo fai? Non lavori?
Ribadisco il concetto: gli <u>imbecilli</u>, che in questo forum abbondano, sono sempre molto bravi a cazzeggiare con i soldi, il lavoro e le vite degli altri.
mah
06 gennaio 2009 00:00
da: Topesio
Data: 6 Gennaio 2009
Per l'imbecille mah
E vorrei vedere! Dovrei magari anche essere contento se "toccano" il mio posto di lavoro? Tu invece che cazzo fai? Non lavori?
Ribadisco il concetto: gli imbecilli, che in questo forum abbondano, sono sempre molto bravi a cazzeggiare con i soldi, il lavoro e le vite degli altri.
<b>se il rappresentante degli imbecilli dice che gli imbecilli abbondano posso anche crederci.</b>
dai dai continua a difendere i tuoi privilegi di fancazzista.
"imbecille" è un termine che dovresti usare solo quando ti guardi allo specchio. e ne avresti 1000 ragioni.
<u>sei tu che cazzeggi con i soldi degli altri, visto che sei un privilegiato pagato coi soldi degli altri che lavorano.</u>
Ciribiribì
06 gennaio 2009 00:00
Sarebbe ora di tassare gli statali alla TOPESIO con un buon 20% extra "vita natural durante" quale rimborso per il tempo che passa a CAZZEGGIARE in rete.
Questo "signore" addetto alla ricerca di come continuare a non fare un cazzo è il prototipo dello statale con datore di stipendio a carico dei lavoratori privati ed autonomi.
Silvio
06 gennaio 2009 00:00
concordo con l'analisi di Paul e aggingo una considerazione.
Secondo Eugenio "La ipotesi prevede che gli stipendi desli statali siano tassati per qualche punto percentuale (2-3%) e che alla fine della crisi tale tassa sia restituita"
Qui i caso sono due.
a-non si restituirà un bel niente e l'ipotesi serve solo a spalmare di vasellina il pacchetto per infilarlo meglio nel ......
b- ma se invece si pensa DAVVERO di restituire i soldi, allora vi informo che esistono soggetti che prestano i soldi per professione, e si chiamano banche. Quindi invece di chiedere soldi in prestito ai dipendenti tanto vale farlo con loro.
andrea t PN
06 gennaio 2009 00:00
io penso che ci sia gran spreco di denaro PUBBLICO negli apparati statali, ma molto di piu nelle tasche dei nostri governanti e dei loro collaboratori esterni.
quindi prima di tagliare istruzione sanità e pubblico impiego perchè non scucir le tasche dei paperoni?
forse con poche mosse azzeccate il bilancio torna verso "negativi" accettabili, senza scompensi alla popolazione...
ma quegli sperperi è impossibile bloccarli giusto? smettiamola di fare della demaglgia e cavalcar l'onda de La Casta...lasciamoli in pace...
Eugenio
06 gennaio 2009 00:00
Per danilo: tu non dai dell'imbecille a nessuno, capito? Se non sei capace di sostenere un confronto basato sulle idee e sul rispetto degli altri puoi benissimo andare a rompere i coglioni da un'altra parte.
Per Paul, i cui commenti meritano, unici, di essere presi in considerazione...
Sui punti da te sollevati rispondo di seguito.
1- si vuole tassare gli statali "per finanziare gli ammortizzatori sociali". Ma questi ammortizzatori sociali sono destinati solo agli statali o alla collettività dei lavoratori? e se sono destinati a tutti, perchè mai dovrebbero essere finanziati solo dagli statali?
PERCHE' SONO GLI UNICI, IN QUESTO MOMENTO STORICO, A NON RISCHIARE DI PERDERE IL POSTO DI LAVORO. SE POI TU MI DICI CHE LA TASSAZIONE DOVREBBE ESSERE ESTESA AI LAVORATORI DIPENDENTI FINTANTO CHE HANNO IL POSTO DI LAVORO, POSSO ESSERE D'ACCORDO.
2 A scuola mi avevano insegnato che il presupposto di una tassa deve essere la capacità contributiva. Pertanto non si può mettere un'imposta da far pagare solo ad es. agli uomini biondi (perchè il fatto di essere biondo non dà una capacità contributiva maggiore di essere castano o rosso o calvo). Quindi: se uno statale gudagna 10 o 20 o 30 mila euro al mese ha la stessa capacità contributiva di un privato che guadagna la stessa cifra. Perchè dovrebbe pagare il 2% in più? POSSO ESSERE D'ACCORDO.
3- "i dipendenti pubblici, gli unici che non rischiano il posto". Questo non c'entra nulla. Fino a che un dipendente privato lavora e guadagna deve pagare le stesse tasse che paga un dipendente pubblico. Se viene licenziato allora smette di pagarle in quanto non ha più un reddito, ma non può invocare prima un presunto privilegio del dipendente pubblico.
NON E' UN PRIVILEGIO "PRESUNTO", E' UN PRIVILEGIO CONCLAMATO. IL DIPENDENTE PUBBLICO NON HA BISOGNO DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI PER IL SEMPLICISSIMO FATTO CHE NON PUò ESSERE LICENZIATO INDIPENDENTEMENTE. QUESTO SIGNIFICA CHE RAGIONANDO IN TERMINI DI EQUITà SOCIALE SAREBBE GIUSTO CHE FOSSE TEMPORANEAMENTE TASSATO (INSIEME AI DIPENDENTI PRIVATI, SU QUESTO POSSO ESSERE D'ACCORDO) PER FINANZIARE DEGLI AMMORTIZZATORI DI CUI LUI NON HA BISOGNO MA DI CUI HANNO BISOGNO ALTRI LAVORATORI
Per Silvio, relativamente al suo ncommento "spettacolare" sulle banche. prova a metterti nei panni, se ci riesci, di un dipendente privato con famiglia a carico e mutuo da pagare che perde il lavoro. Ma secondo te le banche gli presterebbero denaro? Ma secondo te quale è il concetto di solidarietà e di ammortizzatore sociale
A Topesio neanche rispondo....
Topesio
06 gennaio 2009 00:00
E fai ben a non rispondermi, giacché sei capace a scrivere solo stronzare. Dallo TU il tuo contributo del cazzo, con i TUOI soldi e smettila di pensare per gli altri!
Per finire, è giunta l'ora di finirla di chiamare privilegi i diritti dei lavoratori!
Pensate a MIGLIORARE la situazione di TUTTI, invece di pensare a consolarvi nel vedeere gli altri (gli statali) nella vostra merda.
danilo
07 gennaio 2009 00:00
per Eugenio:
confermo parola per parola il mio post precedente, anche se ammetto che avrei potuto usare altri aggettivi;quella è esattamente la mia idea.Il post volutamente succinto ( anche perchè Paul aveva spiegato tutto per bene ) per sottolineare che questo argomento non merita, secondo me, profonde elucubrazioni.
a te rompono i coglioni coloro che difendono, come idea, le retribuzioni dei dipendenti; a me coloro che indicano come " proposta estremamente intelligente" una boiata pazzesca quale è questa.
tutto il resto...è forum.
danilo.
Topesio
07 gennaio 2009 00:00
Caro danilo, certamente quel che si scrive in questo cesso di forum ha il valore che si merita, vale a dire zero, ma fa comunque tristezza e rabbia constatare come l'imbecillità regni sovrana nella nostra italica, decadente società.
Una società in cui i lavoratori, poveri sciocchi, credendo alle minchiate di quelli più furbi e più in alto di loro, sbraitano contro presunti "privilegi" di altri lavoratori, che invece altro non sono che elementari diritti e sono contenti solo nel momento in cui i suddetti diritti vengono di fatto cancellati. Capisci l'enorme imbroglio di cui sono stati facile bersaglio? Gli hanno inculcato il concetto che "eguaglianza = pari diritti" non vale più, al contrario di "eguaglianza = pari prese in culo", quindi eguaglianza al ribasso!
Ritengo che le famigerate "classi" del buon tempo andato non abbiano affatto cessato di esistere, semplicemente i furbi hanno fatto di tutto per cancellare la consapevolezza di quelle più povere, illudendo ad esempio i lavoratori di poter strappare contratti più vantaggiosi contrattando singolarmente invece che tramite CCNL: poveri illusi!
Se quindi oggi parli di "lotta di classe" vieni guardato come un residuo dell'800... peccato però che se senti certi discorsi di Confindustria pare di essere in pieno Medio Evo!!!
La realtà è che da una "certa" parte sono sempre rimasti monolitici nella difesa dei propri interessi, che guardacaso vanno in direzione opposta a quella dei lavoratori, ed hanno contemporaneamente fatto passare l'idea (i mezzi di "distrazione" di massa di certo a loro non mancano!) che il rivendicare diritti ed avere una coscienza di classe fosse ormai paragonabile allo studio dei fossili.
Il risultato lo puoi osservare in questo forum...
Eugenio
07 gennaio 2009 00:00
Eppure non mi sembra così difficile da capire...provo a rispiegare, pur sapendo che di fronte a menti eccelse quali quelle dei miei interlocutori non sarebbe necessario:
1) in Italia esistono fondamentalmente tre tipi di lavoratori, i dipendenti pubblici, i liberi professionisti ed i dipendenti privati, ai quali si affiancano i pensionati, che non lavorano ma che sono percettori di reddito garantito.
2) gli unici a non rischiare mai, ma proprio mai, anche di fronte ad esempi scandalosi di fancazzismo, il posto di lavoro sono i dipendenti pubblici. Ai dipendenti pubblici possiamo affiancare quei professionisti che operano in regime di monopolio sottratto dalla concorrenza, in primis notai, ma anche dentisti e farmacisti, che perà in caso di fancazzismo ci rimettono il posto
3) lo stipendio dei dipendenti pubblici è pagato solo ed esclusivamente grazie alle tasse pagate dai dipendenti privati, dai liberi professionisti e dalle imprese, senza le cui tasse non ci sarebbero soldi per pagargli il "meritato" stipendio
4) la crisi economica che è appena cominciata (perchè purtroppo è appena cominciata) avrà effetti sociali devastanti sui dipendenti privati, che non godono di rendite di posizione da oligopolio come notai, farmacisti e dentisti, e che non hanno il posto di lavoro garantito anche in caso di fancazzismo come i dipendenti pubblici
5) la crisi dei dipendenti privati produrrà un effetto devastante sui consumi interni che a sua volta avrà effetti drammatici sulle aziende italiane che non potranno più contare sul mercato interno
6) se non si interviene alla fine della crisi si avrà un tessuto industriale desertificato dalla crisi, un ceto medio fatto da dipendenti privati alla fame, un mercato interno raso al suolo ed un apparato statale vorace, come è già ora, ma che non potrà più stare in piedi perchè il gettito fiscale necessario ad alimentarlo non ci sarà più, non essendoci più nè aziende, nè dipendenti privati a garantirlo
Per evitare che questo accada è necessario che sia rinforzato il sistema degli ammortizzatori sociali a sostegno della domanda, per evitare che il mercato interno si distrugga e che una intera generazione di dipendenti privati sia messa alla fame come accaduto in Argentina. Per irrobustire questi ammortizzatori sociali servono soldi, ed in una ottica di solidarietà sociale è giusto che questi soldi vengano garantiti in forma temporanea da chi ha un reddito garantito, in primi dipendenti pubblici e pensionati. I soldi sarebbero poi restituiti tra un paio d'anni al termine della crisi. Non ci rimettereste niente, sareste solidali con chi è più sfortunato di voi e vi garantireste il futuro, perchè la alternativa, ripeto, è la bancarotta del paese. E se l'Italia va in bancarotta, magari noi dipendenti privati, se qualificati, un lavoro all'estero lo troviamo anche ma voi, dipendenti pubblici, dove cazzo andate?
Dai, su, non è così difficile, scommetto che ci potete arrivare anche voi....
Topesio
07 gennaio 2009 00:00
Ma basta con queste stronzate! Che cazzo di scuole hai fatto per sccrivere simili fesserie?
Pensa a stanare gli evasori fiscali piuttosto e allora sì che ne arriverebbero di quattrini...
Eugenio
08 gennaio 2009 00:00
E bravo...piacerebbe anche a me che si riuscissero a stanare gli evasori fiscali...peccato che chi li dovrebbe stanare (dipendenti pubblici) il suo mestiere non lo sa fare bene, evidentemente...ma li dobbiamo comunque pagare, questi dipendenti pubblici, anche se si sa come vanno certe cose...sempre lì cadiamo....
Max
08 gennaio 2009 00:00
Chissà che "lavoro" fa Topesio.....eh eh eh io ho qualche idea....
Topesio
08 gennaio 2009 00:00
Complimenti, riesci a dare ogni volta una risposta più idiota della precedente e di questo mi complimento.
Adesso abbiamo appena scoperto che se gli evasori fiscali non si riescono a stanare è colpa dei pubblici dipendenti!!!
Capito? dei PUBBLICI DIPENDENTI!!!!!!!!!
Ma va' a farti friggere...
Eugenio
08 gennaio 2009 00:00
Topesio,
a chi spetterebbe stanare gli evasori? Alla Guardia di Finanza ed alla Agenzia delle Entrate. E chi lavora alla GdF ed alla AdE è un dipendente pubblico o privato? Guarda caso è un dipendente pubblico.....
Sai perchè ti rispondo??? Perchè è così facile e divertente metterti in buca....
D'altronde se avessi un minimo di sagacia non faresti il dipendente pubblico....
Topesio
08 gennaio 2009 00:00
Tanto per cominciare, dove lavoro io (tu che cazzo ne sai?) quelli con il tuo QI neanche li farebbero entrare. Punto e a capo.
Secondo te gli evasori dovrebbero stanarli i semplici agenti della Guardia di Finanza?
Ma ci sei o ci fai???
Le protezioni secondo te non vengono da un "pochino" più in alto?
D'altra parte tu sei il perfetto ritratto del beota, plasmato a piacere dalle campagne mediatiche che ci bombardano ogni giorno, sempre tese ad indirizzare l'attenzione sull'untore di turno (gli zingari, gli immigrati, i terroni, gli statali, ecc.)
Poveraccio...!
danilo
08 gennaio 2009 00:00
eugenio, se non te ne fossi ancora avveduto, la volontà di non disturbare coloro che evadono il fisco ( da sempre ) è una consuetudine propria dei nostri rappresentanti al governo.
ultimamente, pensa, qualcuno di loro si è fatto beccare addirittura a corromperla,la guardia di finanza!!!!
E chiamare il corrotto di turno semplicemente " dipendente statale" mi pare oltremodo riduttivo,così come è assurdo conferire ai corruttori cariche presidenziali nella pubblica amministrazione.
e intanto io, che sono un dipendente privato accoltello te, che sei un libero professionista che avveleni topesio, che è un dipendente statale che spara a mio zio, che è un pensionato; il polverone che abbiamo alzato non ci fa vedere al di là del nostro naso.
per ultimo una citazione:
****
3) lo stipendio dei dipendenti pubblici è pagato solo ed esclusivamente grazie alle tasse pagate dai dipendenti privati, dai liberi professionisti e dalle imprese, senza le cui tasse non ci sarebbero soldi per pagargli il "meritato" stipendio
****
credo che la busta paga di un dipendente statale sia tassata, alla stessa stregua di qualsiasi altra retribuzione.
un saluto,
danilo.
eugenio
09 gennaio 2009 00:00
Danilo, sono un dipendenten privato come te, non un libero professionista. Quanto all'evasione, non sono d'accordo. La evasione fiscale è un reato anche in Italia, esattamente come in tutti gli altri paesi civilizzati.Solo che in Italia è più alta che negli altri paesi industrializzati. Sarà sicuramente colpa di leggi fatte in modo da favorire la "copertura", ma è anche colpa di un apparato statale inefficiente. E se l'apparato statale è inefficiente non è solo colpa di chi governa, è anche colpa del fatto che un dipendente statale è illicenziabile indipendentemente dal suo rendimento. E tu che lavori nel settore privato puoi capire benissimo ciò che intendo dire...
A topesio neanche rispondo, non ne vale la pena
Topesio
09 gennaio 2009 00:00
Tu non rispondi semplicemente perché non hai argomenti sensati, a parte i soliti slogan da strapazzo che ti hanno inculcato tramite anni di tv spazzatura.