Commenti
Prima volta? Registrati in un minuto
Gianni 07 gennaio 2009 00:00
Questa ebrea fanatica reazionaria non si smentisce, questo articolo chiarisce bene, anche se non ce n'era bisogno la mentalità aggressiva spietata e feroce di questi gente. Dietro tante belle parole si capisce chiaramente quello che vuole dire, sterminare senza pietà chiunque si permetta di chiedere ad Israele di rendere quello che ha occupato con la forza.
Forse se si domandasse veramente perché Hamas combatte, con i mezzi che può avere, troverebbe delle risposte che non sono certo quelle indicate nell'articolo demenziale che ha scritto. Travisa completamente i fatti, la lotta di liberazione di un popolo contro l'oppressione israeliana.
Una lotta contro il continuo ricatto di vedersi chiudere le forniture di tutto ciò che serve per la sopravvivenza dei Palestinesi a Gaza.
Gianni
Francesco Mangascià 07 gennaio 2009 00:00
Gianni, vedrai che alla fine il 'piombo fuso' avrà abbattuto il muro, certo quello egiziano,la barriera salvavita resta lì dove è, Mubarak vi attende..
Gianni 07 gennaio 2009 00:00
Questa signora sarebbe il caso che spiegasse come si possono richiudere milioni di persone in un territorio infimo in cui non c'è nulla per poter sopravvivere ? Si possono costruire muri alti 8 metri per contenere queste persone? limitare l'acqua ? decidere quando far passare viveri ed aiuti internazionali ? costruire un embargo via mare che speroni qualunque barca si avvicini ? Per carità, io continuo ad essere contro il terrorismo, anche contro i fuochi artificiali dei razzi (non missili) kassam. Ma, porca miseria, qui si discute della rabbia di persone, milioni e come è evidente non tutte controllabili, che da 40 anni (e tralascio le centinaia di risoluzioni ONU) aspettano di avere uno Stato che viene continuamente promesso e viene continuamente negato con ogni possibile stratagemma (quando non c'è l'imbroglio c'è l'assassinio di chi vuole chiudere davvero). E l'attesa non è in salotti di velluto ma in condizioni subumane (si leggano Amnesty, Medici senza Frontiere e chi volete). Ognuno può costruirsi la propria visione della questione ma a me pare evidente che Israele non voglia risolvere il problema con il riconoscimento di uno Stato di Palestina (perché la chiave è lì, perché lì vi è il manico del coltello). Si strilla sempre sui palestinesi che non riconoscono Israele e questo sarebbe il motivo dirimente la questione. Finché non ci riconoscete noi continuiamo con la nostra politica. Ma si può pretendere di essere riconosciuti quando si esiste in modo radicato e certo e non si riconosce chi non ti riconosce ma non esiste giuridicamente ?
Si potrà continuare in eterno così ? Perché ogni essere pensante e con memoria non può non vedere che il tentativo di Israele è di continuare così fino alla fine fisica del popolo palestinese e lo potrà fare se gli USA continueranno con la loro politica folle di veti in Consiglio di Sicurezza e di sostegno politico incondizionato.
Gianni
Umberto46 07 gennaio 2009 00:00
Pregiatissimo Francesco Mavaacagà, quante stronzate scrivi?
Ma ti pagano un tot a stronzata?
Francesco Mangascià 07 gennaio 2009 00:00
Gianni, ti rircordo che la striscia di Gaza, non è ancora internazionalmente riconosciuta come parte di uno stato sovrano,per il muro basta che va giù quello egiziano.
Fabrizio 07 gennaio 2009 00:00
Sono con Israele.
Hamas non è una formazione con cui si può ragionare.

Offri dialogo, prospettivi e ne ricavi missili ed attentati.

Ora basta.
Bisogna cancellare l'estremismo palestinese.

Gli antichi romani dicevano "Si vis pacem, para bellum".
piero 07 gennaio 2009 00:00
la morte di bambini e di chiunque altro non può che far rabbrividire e la ragioni dell'uno e dell'altro possono essere valide entrambi comunque israele ha il pieno diritto di difendersi e lo fanno nella maniera che si confà ad una reazione dovuta ai continui missilli che i signori palestinesi lanciano su israele compresi i bambini ebrei.
il bambinello 07 gennaio 2009 00:00
Propongo Fiamma Nirenstein come ambasciatrice
UNICEF nel mondo per l'anno 2009
ermetico 08 gennaio 2009 00:00
"Miei cari amici,
mi sento molto confortata, in queste ore di guerra, dalla vostra chiarezza mentale e morale, dal vostro desiderio di difendere attivamente Israele. Ciascuno di noi, mi sembra, vorrebbe almeno far sentire all’opinione pubblica italiana ed europea che non esiste solo un punto di vista vaneggiante ed estremista come nella manifestazione di Milano, o saccente e ripetitivo, come sui giornali benpensanti, che gli italiani non sanno parlare solo quando non tengono in alcun conto le ragioni della vita e della democrazia, o ripetono con riflesso pavloviano le vecchie e disgustose maledizioni antisraeliane, le orride comparazioni col nazismo, gli slogan sull’apartheid, gli stereotipi antisemiti della sete di sangue degli ebrei. E' un'onda che cresce in questi giorni, e crescerà ancora."
Intendeva dire miei cari amici e connazionali ebrei .
Si Sente molto confortata dal fatto che sono tutti d'accordo con le lei nel difendere un genocidio , le "vecchie" e mai sopite maledizioni per un popolo che è l'equivalenza del nazismo di qualche decennio fà , solo che la televisione allora appena sviluppata oggi pervade ,l'opinione pubblica ma nonostante questo e le parole dei "leader" con kippà , chissà perchè l'opinione pubblica è contro le stragi di stato .Insomma gli Italiani non riescono a capire la democrazia delle bombe e vedono in questo riproporsi solo la sete di sangue di Istraele...

"La pena per i morti e feriti anche da parte palestinese è in ogni uomo di buona volontà, si capisce, ma non deve fare velo alla verità."
Insomma i morti palestinesi sono un velo dà stendere sopra la "verità" ..
"Chi sarà pietoso col crudele, finirà per essere crudele col pietoso."
Qui non si sà se si accusa dà sola di essere crudele oppure altro.

"Se mai, al giorno d'oggi, c'è stato uno scontro chiaro e definito fra il bene e il male, fra il diritto alla difesa e l’attacco, fra la democrazia e la dittatura, fra la cultura della libertà e quella dell’odio, fra un mondo che fa capo all’Iran e agli Hezbollah, quello del terrore internazionale, e il mondo liberaldemocratico..."
Naturalmente loro sono il bene ...che stermina , ma sempre il bene a prescindere ...
Se il manganello può sostituire il dialogo le parole non perderanno mai il loro potere , perchè esse sono il mezzo per giungere al significato e per coloro che vorranno ascoltare , l'affermazione della verità .La verità è che c'è qualcosa di profondamente nazista in quello che si vede.Straparlano di democrazia e di libertà e tengono rinchiusi in un carcere 45x10 Km 1500000 persone che risultano essere dei "topi" in gabbia , con il solo scopo di eliminarli a poco a poco (sembra un lager...).Non a caso "l'attacco" è iniziato il giorno delle elezioni negli Stati Uniti , sapevano benissimo che i repubblichini avrebbero perso e con loro gli immensi aiuti in armi e soldi (senza bisogno di tunnel sotterranei), che ormai gli americani non si possono più permettere .
http://www.youtube.com/watch?v=X8S5By_mFu8

"E così ricopro la mia nuda perfidia con antiche espressioni a me estranee, rubate ai sacri testi e sembro un santo quando faccio la parte del diavolo!"

Olbaidle
Francesco Mangascià 08 gennaio 2009 00:00
ermetico, son tanti secoli che ci provate, gli ebrei che ti piaccia o meno, sopravviveranno anche stavolta.
Che Palle!!! 08 gennaio 2009 00:00
Ma chi è che mette sempre in TV questa rompiballe della Nirenstein anche alle due di notte?... Ma siamo diventati una colonia di Sion?...
ermetico 08 gennaio 2009 00:00

"da: Francesco Mangascià
Data: 8 Gennaio 2009

ermetico, son tanti secoli che ci provate, gli ebrei che ti piaccia o meno, sopravviveranno anche stavolta."

Infatti sono tanti secoli che frantumate il mondo , speriamo che il mondo sopravviva all'odio incontrollato .
scocciato 09 gennaio 2009 00:00
Ma non si potrebbe chiamare, se proprio ci tenete, giorno di Israele ? Oppure perchè adesso si chiama Gaza City(come tutti i mass-media sparano, ma se i palestinesi odiano l'America e quindi l'inglese che ci sta a fare il City!
Francesco Mangascià 09 gennaio 2009 00:00
scocciato, il city, è perché chi odia gli Usa e l'occidente dice spesso, I want to go Usa i want to go Europe..
Gianni 09 gennaio 2009 00:00
Redazionale Carmilla on line

Ci risiamo. Il governo israeliano non rinuncia a celebrare la fine del 2008 e il capodanno con il solito, sanguinosissimo massacro. I governi occidentali, e molti di quelli arabi, avvallano il “festeggiamento” con tonnellate di menzogne, pari, per efficacia distruttiva, ai carichi di bombe.
Hamas ha violato la tregua, Hamas lancia razzi sui villaggi israeliani oltre confine, Hamas è un gruppo terroristico. Tutto vero, a parte la prima proposizione e l’ultima. Hamas ha rotto la tregua dopo che gli israeliani l’avevano violata, uccidendo in solo un mese e mezzo circa venticinque palestinesi. Per non parlare del feroce embargo (viveri, medicine, combustibili, energia elettrica ecc.), di cui l’Unione Europea si è resa complice, che ha fatto di quasi due milioni di persone – persone, non islamici o altro – un ostaggio di carne, su cui sperimentare ogni sorta di sopruso.

Hamas sarà un gruppo terroristico (per il cosiddetto Occidente la nozione di “terrorismo” varia a seconda delle convenienze), ma è anche il partito per il quale i palestinesi hanno avuto il torto di votare in libere elezioni. Probabilmente stanchi del malgoverno e della corruzione di una cosa dal passato glorioso e dal presente vergognoso chiamata Al Fatah. Creatura, nella versione attuale, di Israele e dei suoi alleati, come lo era stato lo stesso Hamas quando tornava utile.
Sono i governi israeliani che modellano i propri nemici. Pronti a fomentare l’integralismo islamico allorché una OLP laica e di sinistra si fa troppo potente; e viceversa a trattare da fanatici e terroristi gli “integralisti” che loro stessi hanno alimentato e condotto per mano alla supremazia a Gaza. Il tutto accompagnato da un insopportabile piagnisteo, per cui l’unica potenza atomica regionale, responsabile di mille aggressioni e persino di assassinii individuali apertamente rivendicati, forte di un pieno sostegno degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, svincolata per tacito consenso dall’obbedienza alle direttive ONU, si lamenta, ogni volta che commette un crimine, di essere minacciata e sottoposta a violenze.
Certo, vi sono i razzi Qassam, che hanno fatto varie vittime (paradossalmente, più che altro palestinesi). Ma che cosa potrebbe fare, chi è sottoposto a strage, chiuso tra muraglie, privato di acqua, luce, alimenti e medicine, soggetto a rastrellamenti periodici, se non reagire come può? L’alternativa è arrendersi ai suoi massacratori. Chi propugna questa soluzione smetta di parlarci di Matteotti, dei Rosselli o dei fratelli Cervi. Se la vigliaccheria è virtù, i palestinesi sono responsabili della colpa opposta: il coraggio. Ormai da sessant’anni. Il tempo sufficiente a logorare le organizzazioni della resistenza (lo si è visto), ma non chi resiste (anche questo si è visto).
Qui non è questione di “ebrei”, e nemmeno di israeliani in senso lato. Molti cittadini di Israele, per quanto minoranza, sottoscriverebbero quanto stiamo dicendo. Mancano piuttosto all’appello gli Oz, i Grossman, gli Yehoshua. Menti brillanti e scrittori di grande talento vedono che il loro governo compie un massacro, capace di scatenare forze oscure con cui dovremo confrontarci per decenni. Tacciono oppure approvano (Oz). Anche per loro la vigliaccheria è virtù.
Ma il massimo della codardia è quella di chi scelse di fare della Fiera del Libro di Torino una celebrazione della nascita dello Stato di Israele, malgrado le proteste, i dubbi e le riserve di tanti intellettuali israeliani. Oggi quei signori si ritrovano i loro banchetti di bestsellers imbrattati di sangue. Non è la prima volta, il macello di Beirut è del 2006. Non ci dicano che non sapevano.

Gianni
antonio 09 gennaio 2009 00:00
Secondo i mass media di sinistra (quelli presentabili, che ammettono che la guerra non la hanno iniziata gli ebrei ma hamas):

1-hamas lancia i missili e si nasconde fra la popolazione civile.
2-israele non può colpirli senza uccidere i civili.
3- perciò israele si deve arrendere.

Mi pare che in questo ragionamento ci sia qualcosa di stortoma non capisco cosa.....
Francesco Mangascià 09 gennaio 2009 00:00
Signor Gianni, se scrivere tutte queste cose contro Israele,criticando addirittura l'attribuzione rdi gruppo terroristico ad Hamas è servita a sentirti meglio, ne sono lieto ma, tu, dovresti perlomemno ringraziare Israele e gli ebrei che sono stati da te usati per sfogare la rabbia che hai dentro,quella fa male alla salute, dunque non essere ingrato e per ringraziare vai in un negozio che sai essere di ebrei e compra qualcosa, così non saresti un ingrato, per quanto ricevuto, e oltretutto prenderesti pure le distanze da quei razzisti che hanno tentato di ricrecare un pogrom ideologico invitando a boicottare i negozi degli Israeliti.
un ITALIANO 09 gennaio 2009 00:00
Solo IL GIORNALE può pubblicare ste cose.
Roba da matti
Gianni 10 gennaio 2009 00:00
Come non vedere negli eventi in corso, non da oggi, una tremenda analogia con quello che il popolo ebraico ha subìto? Ma le ingiustizie patite non danno titolo, né morale né politico, a produrre altre ingiustizie ai danni dei più deboli. Come operatori nel mondo della ricerca, dell’università, della scuola, della comunicazione, delle arti, dello spettacolo, intendiamo denunciare l’informazione menzognera dei media; e, d’altro canto, la viltà – e talora complicità – della classe politica italiana (con impercettibili distinguo nel suo seno).
Non paghi di aver, nel corso dell’anno, tributato grandi onori allo Stato d’Israele, che festeggiava il suo 60°, dimentichi che quello stesso anniversario ricordava, agli altri, gli arabi di Palestina, la catastrofe del loro popolo (la Nakba), politici, opinionisti, organizzatori culturali (insomma ,“l’élite italiana”), stanno ora di nuovo dimostrando una stupefacente smemoratezza e una disonestà che lascia allibiti. D’altronde con “l’unica democrazia del Medio Oriente”, come si continua a ripetere, l’Italia (e la Comunità Europea) ha accordi pesanti di collaborazione militare, politica e scientifica.
Mentre le bombe continuano a falciare vite, nel pieno delle festività di fine anno, e si minaccia un attacco di terra, da noi, in nome di un conclamato quanto ingannevole spirito di equidistanza si pongono sullo stesso piano i razzi sparati sulle città del Sud di Israele (che, peraltro, costituiscono una forma di resistenza all’invasione), con l’osceno massacro indiscriminato in atto a Gaza, già ridotta allo stremo da un embargo illegittimo e immorale. E, adottando la posizione israeliana e statunitense, si chiede ad Hamas di cessare le azioni militari, come passo indispensabile per ottenere una tregua. Si accusa Hamas, che non si dimentica mai di etichettare come “organizzazione terroristica” (il che non cancella i nostri dissensi politici e per molti aspetti ideali, da Hamas), di aver rotto la tregua in atto da tempo: mentendo, perché durante quella “tregua” fittizia, numerosi palestinesi sono stati uccisi dagli israeliani, i quali hanno anche rapito e sequestrato ministri (in numero di 8) e del legittimo governo di Hamas e deputati del Parlamento (15), nell’indifferenza della “comunità internazionale”.
Si insiste sul fatto che Hamas si è “impadronita” di Gaza con le armi, dimenticando che Hamas ha vinto libere elezioni, e un colpo di Stato (con il sostegno israeliano, statunitense e gli applausi europei), gli ha negato il governo del Paese, usando Abu Mazen se non come un Quisling, un vero collaborazionista, certo come una sponda utile. Si accetta la versione dell’attaccante che ci “informa” di colpire solo obiettivi militari, e si finge di non sapere che fra tali obiettivi sono sedi universitarie, ospedali, moschee. Si deplorano i morti civili (secondo stime ufficiali dell’Onu al 25% della popolazione nei primi giorni dell’attacco israeliano, molti dei quali adolescenti e bambini, ai quali è impedita la stessa possibilità di cura, per mancanza di medicinali e di strumentazione, a causa del blocco israeliano), ma si dimentica che da anni Gaza è il più grande campo di concentramento a cielo aperto del mondo. E che ebrei sono – questo il terribile paradosso – gli aguzzini di quel campo, mentre arabi sono gli internati, ai quali, da anni, vengono negati i più elementari diritti, a cominciare dal diritto stesso alla sopravvivenza.
Il blocco di Gaza è una delle pagine più buie di Israele, a cui noi non chiediamo nulla, convinti che la sua politica sia destinata a produrre effetti contrari a quelli perseguiti e che l’odio che sta seminando non solo nella regione, ma in tutto il mondo, non potrà che accrescersi e produrre conseguenze disastrose per uno Stato che ritiene di poter governare tutto secondo il principio della forza, non solo rispetto ai palestinesi, ma all’intera comunità internazionale, della quale si fa beffe (si pensi al mancato rientro di Israele nei confini pre-1967, malgrado le innumerevoli risoluzioni dell’Onu). E abbiamo pietà degli israeliani che oggi festeggiano i circa 400 palestinesi uccisi nelle prime ore dell’operazione Piombo fuso. La loro danza macabra testimonia come un’intera società possa corrompersi moralmente (compresa la gran parte dei cosiddetti intellettuali israeliani dissidenti), sotto il segno della guerra permanente.
La guerra odierna è tutt’altro che improvvisata: proprio come due anni e mezzo fa, nell’estate 2006, soltanto un vaghissimo pretesto fu trovato nella cattura di un soldato israeliano da parte di Hezbollah, per l’infelice attacco al Libano, oggi il pretesto sono i razzi Kassam sparati da Gaza. Questa guerra che gli stolti salutano come benefica, oggi, porterà a loro – e purtroppo ad altri – nuove morti, nuove distruzioni, nuove sofferenze, allontanando ogni possibile pace.
Chiediamo a quanti operano nei nostri ambienti di adoperarsi, con tutti i mezzi a loro disposizione, per denunciare l’occultamento e il capovolgimento della verità che, assecondando la campagna propagandistica israeliana, che ha accuratamente preparato il terreno per l’attacco, si sta mettendo in campo: oggi, più che mai, la propaganda non è un semplice strumento di guerra: è essa stessa guerra. E nell’asimmetria delle “nuove guerre”, questa scatenata da Israele sul finire di un anno terribile, passerà alla storia, forse, come la guerra ai bambini.
A noi rimane lo strumento della denuncia affinché davanti all’“informazione” manipolata e corriva, abbia libero corso il sapere critico, la riflessione informata, l’educazione delle coscienze. Ora, per avviare la nostra mobilitazione, ribadiamo che all’intellettuale spetta il duro compito, se vuole salvare non la propria “genialità”, ma la propria “dignità”, di gridare sui tetti la verità. Studieremo, nei prossimi giorni, eventuali iniziative comuni, per portare avanti la nostra azione. Ma fin d’ora, anche se servisse a poco e a pochi, pensiamo di non poter rimanere inerti, complici o succubi, davanti alle immagini che ci giungono da Gaza sotto le bombe, alle carni martoriate di quei bimbi innocenti, alle macerie fumanti di una comunità che non si arrende, e che, perciò, rischia l’annientamento, mentre noi stappiamo le nostre preziose bottiglie di champagne.


Angelo d’Orsi (Storico, Università di Torino)

Post scriptum (5 gennaio 2009)

Da circa 48 ore Israele, nell’impotenza colpevole della “comunità internazionale”, ha dato avvio all’attacco di terra. Le bombe non bastavano. Il massacro va intensificato, e l’operazione Piombo fuso va portata alle estreme conseguenze: non “distruggere Hamas”, ma rendere impossibile una resistenza palestinese agli occupanti: come può l’Italia, che la resistenza in armi l’ha fatta, negare analogo diritto ai Palestinesi? L’attacco di terra, in una delle zone a più alta densità demografica del mondo, significa deliberatamente, scientemente, produrre morti tra i civili: d’altronde, è vero o non è vero che gli israeliani temono da parte araba soprattutto “la bomba demografica”? E, allora, avanti con il fuoco, passando dall’“operazione militare” a una guerra vera e propria. A chi chiedeva una tregua umanitaria, o l’apertura di “corridoi” per lasciar entrare a Gaza medici e medicine, il governo di Tel Aviv ha risposto con un cinico “no”: non è utile, si è precisato con arroganza spaventosa, ora una “tregua umanitaria”. A quanti parlano di un “reciproco” cessate-il-fuoco occorre rispondere che è inaccettabile porre sullo stesso piano aggrediti e aggressori, chi esercita il legittimo diritto di resistenza e chi, dopo aver ridotto alla fame 1.800.000 persone, le sta massacrando. I morti accertati sono già oltre 500, tra i Palestinesi, di cui più di un quarto civili; tra gli israeliani sono 4. Siamo a una sproporzione di forze e di mezzi mostruosa, che produce, come stiamo constatando, una sperequazione oscena di vittime; ma si tratta anche di una sproporzione di idealità: gli uni lottano per imporre le loro condizioni-capestro, tipiche di una potenza (sub)imperiale, gli altri per liberarsi e avere uno Stato. Alla guerra di aggressione, si contrappone la guerra di sopravvivenza. Si possono avere dubbi? Si può essere “equidistanti”? E, soprattutto, si può tacere?

Gianni


scocciato 10 gennaio 2009 00:00
9200 razzi lanciati su Israele negli ultimi anni anche durante i periodi di tregua.
Umberto46 10 gennaio 2009 00:00
per Scocciato: e sempre pochi sono.
Ermetico 11 gennaio 2009 00:00
Il parlamento si è venduto al miglior offerente , già da un pezzo ....

Addirittura su google maps hanno messo la scritta piazza montecitorio di traverso, ha coprire il simbolo sottostante in modo che risulti ad ingrandimento normale non molto visibile ... http://maps.google.it/maps?utm_campaign=it&utm_medium=ha&utm_source=it-ha-emea-it-bk-gm&utm_term=google%20maps
ingrndire un pò per rendere visibile il simbolo.
COme confronto potete cercare Piazzale Ugo La Malfa , come dire ....
http://maps.google.it/maps?utm_campaign=it&utm_medium=ha&utm_source=it-ha-emea-it-bk-gm&utm_term=google%20maps
⚠ segnala contenuto inappropriato