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scocciato 21 gennaio 2009 00:00
Notato, eccome!
In Francia si va verso l'eliminazione degli spot.
L'Italia, oltre a, suppongo, non pensarci neppure, ci ammazza con pubblicità (penso alle acque minerali, agli yoghurth miracolistici, ai divani, agli store tipo expert, trony, ecc.) idiota, insopportabile, martellante, talvolta incomprensibile, urlante, che, vista psicologicamente, fa del danno a se stessa inducendo ad evitare questi prodotti che non sono migliori per effetto della propaganda, ma spesso, peggiori.
I comparti marketing di produzione e pubblicità sanno, purtroppo, bene che hanno a che fare con pubblico ancora incapace di prendere delle decisioni autonome e che si basa ancora sul fatto che, se lo dice la tv o la radio(ancora ritenuti elementi di credibilità) o altri organi d'informazione "sono dei "must"".
Oppure che il prodotto è buono solo quando costa di più (e quì accuso tante organizzazioni che inculcano- allorchè accade qualche misfatto tipo vino al metanolo, o salumi marci, o truffa bamboline, ecc.- il concetto di diffidare del prodotto a minor prezzo perchè è pessimo, cancerogeno, truffaldino ecc.) col precipuo scopo di far spendere soldi in quantità maggiore alla gente inculcando, così, il concetto dell'olio che solo è speciale quello di...o della bottiglia del tal barone...che costa di più..ma è superlativo.. Per costoro, un vino da due euro è una ciofeca, va bene solo quello con etichetta dorata e rossa da minimo 10 €; il prosciutto è buono solo quello da 50 €, ma quello da 15/20- magari un bel nostrano umbro o emiliano- NO !! Poi si vede come le crisi del Parmigiano escono fuori, facendolo pagare cifre insostenibili.
Per continuare con le automobili, intanto la pubblicità della Fiat è volta a vendere macchine con incentivi, con sconti, con privilegi vari ecc. ma è almeno italiana... Invece tutto il resto del parco pubblicità è di macchine straniere, dove la GRAN parte dei nostri quattrini, se si acquista il prodotto, va all'estero e serve a far lavorare gente delle fabbriche all'ESTERO, non risolvendo le crisi industriali quì da noi, ma in Giappone, in Corea, in tanti altri posti neppure U.E. tipo Brasile, Turchia, ecc. dove noi facciamo fare macchine.
Il personale si licenzia o si mette in CIG perchè il giro di produzione è talmente ristretto e obbligato che, basta un nonnulla per fermare la produzione e se si ferma la produzione anche solo qualche giorno, i margini operativi non consentirebbero di pagare gli operai ed il costo della produzione salvo che per pochi giorni...e poi?
franco 21 gennaio 2009 00:00
E' Verissimo non ci avevo fatto caso
un ITALIANO 21 gennaio 2009 00:00
ma come possono abbassare i prezzi se poi debbono, anzi dobbiamo, pagare anche la pubblicità?
FABRIZIO 21 gennaio 2009 00:00
La crisi dell'auto, oltre che a motivi di carattere mondiale, in Italia, dove é ancora più profonda, le motivazioni aggiunte sono purtroppo da addebitare a tutti i tentativi di "svegliare" il maercato con la politica dissennata delle rottamazioni !

Ecco il perché:

1) Le rottamazioni falsano ed alterano il normale mercato della sostituzione periodica anticipando la sostituzione e spesso l'eliminazione di auto ancora perfettamente funzionanti, dimenticando che il buon padre di famiglia, abituato a cambiare auto ogno 7-8 anni, per una volta può anche anticipare l'acquisto di 3 o 4 anni, ma per una volta !
Non possiamo pensare che chi fa 10mila Km all'anno, cambi abitudini e cambi anche l'auto ogni 4 anni, semplicemente perché non ha i soldi !!!

2) Le rottamazioni, ammucchiando e concentrando tali acquisti in certi periodi, fanno felici le aziende che fanno affari d'oro come la Fiat che 2 anni fa ha fatto un +30% di utili, salvo poi. finito l'effetto, piangere miseria e invocare la cassa integrazione per 60mila dipendenti.

Allora non era meglio fare meno utili ma mantenere un profilo di crescita basso ma costante ?

3) Le rottamazioni, in questo modo le paghiamo noi contribuenti 2 volte:
Una volta con i nostri soldi delle tasse regalati alle industrie e la seconda con la cassa integrazione.

4) Non possiamo neppure dire che le rottamazioni siano aiuti alle aziende nostrane, visto che ormai, in Italia, l'85% del parco circolante é straniero.

ma non possiamo neppure dire che siano un aiuto esclusivo alle aziende europeee visto che il 30% del parco circolante é extraeuropeo ed asiatico.

In questo modo diamo soldi ad aziende che già stanno sfruttando i lavoratori cinesi e coreani con stipendi da fame.

4) le rottamazioni poi sono un autentico imbroglio perché spesso (o sempre) le case, guarda un pò, quando c'é aria di rottamazioni alzano i listini e quando la rottamazione é fimita, la proseguono loro riabbassando di fatto i listini per mezzo di sconti che prima neppure pensavano a
farvi.

Potre proseguire e spiegarvi come le rottamazioni sono il "male" per una industria sana e libera di competere, ma mi fermo qui.

Sarebbe ora che lo stato smettesse di regalare nostri soldi a destra e a manca e che si tornasse ad un moderato ma normale mercato dell'acquisto e della sostituzione dove una vettura euro 3 di 4 anni sia ancora vendibile e non un ferro vecchio buono da demolire perchè nessuno la vuole.
scocciato 22 gennaio 2009 00:00
Dopo aver raschiato il barile, cosa raschieremo?
Fabrizio, hai delle frecce al tuo arco, tante sono note a tanti, ma tutti tacciono. Tuttavia dico che le associazioni, i sindacati, gli economisti (la peggior specie di maghetti dopo gli avvocati) guardano a cavolate varie pur di far colpo, ma non analizzano a fondo singolarmente i fenomeni, per, poi, riassemblarli e vedere se il bilancio costi-benefici sia da attuare, come farebbe un buon medico per la salute del proprio paziente. Non si possono esaminare i fenomeni economici solo prendendoli singolarmente, ma attuando analisi correlate a tutto ciò che codesti fenomeni adducono. Dopo le analisi vengono i fatti; le risoluzioni che spesso portano a danni per qualcuno portano anche benefici per qualcun'altro, ma non si può salvare capra e cavoli.
Come sai, io sono stato sempre contrario a queste incentivazioni, perchè portano più danni che benefici. Lo stato paga sì 100 euro a frigo o 1000 euro a macchina ma ne incassa il doppio in Iva sostiene esso stato. Ma finisce proprio lì? Ad ogni nuova produzione si va, per dirne una(ma sono tante), ad inquinare due volte: una a produrre, a consegnare, a propagandare, a utilizzare maggiormente(es: se avevo un frigo da 180 lt, ne acquisto uno da 240-con freezer maggiore ed anche se consuma meno teoricamente, consumerà di più perchè è più grande), ...secondo:, i costi di consegna all'isola ecologica, alla consegna all'operatore per il successivo smaltimento e riciclaggio, alla produzione di altri oggetti che spesso non sono rivenduti, anche se ti dicono che le lattine risparmiano alluminio o ferro dall'estero, ma se c'è recessione, chi fa più finestre di alluminio(tra l'altro sembra che dalle normative di certificazione energetiche non siano neppure più ammesse perchè trasmettono e scambiano maggior energia fra fuori e dentro e viceversa). Insomma le analisi devono tener conto di tutti i fattori e non solo di quelli che, a primo acchito, sembrano soddisfare le regole.
mah 23 gennaio 2009 00:00
non sono d'accordo.
la pubblicità serve eccome, soprattutto in periodi di crisi.
perdere ulteriormente quote di mercato per le aziende automobilistiche sarebbe un disastro.
Ettore Chiacchio 23 gennaio 2009 00:00
mah io capisco la tua necessità di difendere la galassia berlusconiana di cui evidentemente sei un granello di polvere. Ma spiegami se gli italiani non hanno soldi, e non gli fanno nemmeno più credito, anche se vengono rincretiniti ancora di più con le pubblicità, come fanno materialmente a comprare le auto?

Guarda che i concessionari mica accettano i "titoli tossici", tipo le azioni alitalia, in pagamento, mica sono come i governi-comuni-enti-inutili che li comprano tanto poi saranno i nostri figli e nostri nipoti a doverli "digerire".

mah se queste sono le tue competenze di economia ti invito caldamente ad andare a fare il guru!

Ettore Chiacchio
Computer Guru - Libero Pensatore
scocciato 23 gennaio 2009 00:00
La pubblicità, innanzitutto, visto che esistono milioni o centinaia di milioni di aziende produttrici in tutto il mondo, ci mancherebbe che tutte facessero pubblicità. La gente chiuderebbe gli ascolti, quindi esito controproducente.
Inoltre chi fa pubblicità si annovera nel grado di qualche decina per volta, quindi non facente testo nell'ordine dei grandi numeri.
Poi, quando cinque o dieci produttori di yogurth anti colesterolo(?) si sovrappongono o decine di acque minerali o decine di automobili con cretinetti slogan dall'esito fastidioso e che da soli fanno girare il canale, o decine di rompicoglioni "expert" dal coro di voci supergutturali urlanti, credo, anzi, sono certo che divengono controproducenti e il potenziale cliente non sa più cosa fare se non fare il contrario o mandarli a caccare quali solenni disturbatori.
Ed ancora, lo sciocco che si affida alla pubblicità dimostra di non avere carattere e capacità autonoma di scelta abboccando a quello che pubblicitariamente in quel momento passa il convento, senza rendersi conto che tralascia altre innumerevoli opportunità di acquisto spesso migliori.
Poi, spesso, la pubblicità è ingannevole e mendace, per cui non sono pochi gli interventi sanzionatòri adottati dalle autorità: per esempio telefonia, assicurazioni, auto, prodotti miracolistici, cibarie uguali o peggiori di altre, ma spacciate con urletti o canzoncine idiote o ammiccamenti o sculettamenti vari che, poi, per la maggior parte delle persone normali, risultano produrre effetti negativi, cioè il rifiuto, ecc.
I tempi sono cambiati da quando lo slogan :"la pubblicità è l'anima del commercio" imponeva, come sta cambiando l'economia ed il modo di informarsi in maniera autonoma e più cosciente, cioè di propria iniziativa e non con imposizioni massmediali.
Non è certo la pubblicità di un fuoristrada che me lo fa comprare anche se non lo desidero o non ne ho bisogno. Tale scelta diviene supportata da una ricerca quasi maniacale del prodotto più confacente e non è certo la battuta o la faccia di un "Fiorello" qualsiasi che mi inducono a spendere 30/40/50 mila sudati euro anche se, per disperazione li darei a lui e a chi promuove questi martellamenti sulle palle, basta che la finissero immediatamente.
mah 23 gennaio 2009 00:00
chiacchio, evidentemente ragioni col paraopcchi.
intanto l'accusa di difendere le parti di qualcuno te la rimbalzo subito, perchè quantomeno dovresti argomentarla, mentre è di fatto l'unico tuo argomento che sai contrapporre. poca roba davvero. da vergognarsi, tra l'altro.
detto questo, chiaramente non hai capito quello che ho scritto.
non ho detto che la pubblicità risolve la crisi, ma che quando c'è la crisi le aziende investono in pubblicità, è diverso. tu pensi che invece un'azienda preferisca non fare pubblicità e mantenere l'invenduto in magazzino? curiosa come teoria economica, molto curiosa.

le tue competenze in economia invece quali sarebbero? le cose che hai detto sono solo etichettine da quattro soldi.
GIOVANNI 28 gennaio 2009 00:00
Hai ragione, fanno troppissima pubblicità, abbassassero i prezzi invece che me la compro la macchina.
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