Commenti
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Red Hat 24 gennaio 2009 00:00
E di cosa ti meravigli ?? Mettono in carcere gente che magrai non centra nulla e lasciano a piede libero gli assassini, strupatori, etcc. E dopo, magari, li vedi in Tv (pagati) a discutere di questo e di quello.
pinetree 24 gennaio 2009 00:00
Lanciamo qualche missile sulla casa di Franceschini per stannarlo ?
Francesco Mangascià 24 gennaio 2009 00:00
Red Hat,vero, ma seguito a meravigliarmi.
Gianni 24 gennaio 2009 00:00
Propongo di bruciare vivo lo stupratore, però ai preti pedofili cosa facciamo? Sino ad ora si sono salvati tutti.
Attendo risposte signori benpensanti.
Gianni
condanna 24 gennaio 2009 00:00
la chiesa nei secoli dei secoli ha sempre fatto i suoi porci comodi e continua a farli ... e adesso pedofilia!! tanti preti vengono protetti con la scusa che dio dice di perdonare per me ai violentatori e i pedofili dovrebbere amputare mani , lingua e lo schifo che hanno tra le gambe... cosi non potrebbero piu far del male a nessuno!!!
Red Hat 25 gennaio 2009 00:00
Da parte del Papa c'è stata una dura condanna! Speriamo che anche la giustizia faccia il suo corso.
Francesco Mangascià 25 gennaio 2009 00:00
Gianni, io mi contenterei che chi stupra sene stasse in carcere..i preti pedofili.... speriamo che non li fanno santi
rupy 29 gennaio 2009 00:00
li accoppiamo con gli stupratori!
Emilio 29 gennaio 2009 00:00
Itagliani ! E come mai non parlate assolutamente del gip (pergiunta una donna! Assurdo) che ha emesso gli arresti domiciliari?
ZIO 29 gennaio 2009 00:00
Bella Emilio, ci sono rimasto male anche io....ma chi è 'sto gip? perchè non me lo pubblicano da qualche parte? Perchè non ci fanno vedere almeno la foto? Perchè non vanno ad intervistarla, con telecamera; il commento: "Guardate, questo è il GIP che ha dato i domiciliari dopo un paio di settimane ad uno che ha commesso uno stupro!".
Intanto quel Romeo sta in carcere da un mese e mezzo, accusato di reati contro il patrimonio....questo che è accusato di reato contro la persona, sta a casa! Fabrizio Corona i domiciliari li ha avuti dopo OLTRE DUE MESI!!!
Red Hat 29 gennaio 2009 00:00
Chissà perchè sia i giudici che i medici, che sbagliano e rovinano una persona e/o famiglia non pagano mai ?
Sergio 29 gennaio 2009 00:00
Il gip ha concesso gli arresti domiciliari e questa era la misura cautelare richiesta dal pm.
L’imputato agli arresti domiciliari è sottoposto alle norme che regolano la custodia cautelare. Mi sembra che tanti si esprimano come se l’imputato sia stato rilasciato a piede libero in attesa di giudizio.
La misura cautelare proposta dal pm e decisa dal gip è coerente con i nostri codici di procedura laddove prevedono che se non c’è pericolo di fuga, d’inquinamento delle prove e di reiterazione del reato non vada prescritta la misura cautelare dell’arresto in carcere.
Il carcere è una pena e come tale deve seguire il giudizio e non precederlo.
Lo scandalo, piuttosto, è l’abnorme numero di persone in carcere in attesa di giudizio.
Nel caso specifico, ci troviamo di fronte a un individuo che si è presentato spontaneamente all’autorità giudiziaria e ha confessato.
Sul piano giuridico la misura adottata è quindi perfettamente corretta. Ciò non significa che sia giusta, ma giuridicamente corretta.
I riferimenti ad altri casi (Romeo, Corona…) sono poi fuorvianti.
La norma è uguale per tutti, ma va applicata a ogni singolo caso e persona; e ciascun caso, ciascun individuo differisce da ogni altro.
In questo spazio che c’è tra norma generale e caso specifico s’inserisce l’attività del giudice. Se la norma generale è uguale per tutti, così non è il giudizio che deve necessariamente individualizzare.
In questo frastuono, creato dal convergere del potere politico e mediatico, leggo il desiderio di imbrigliare l’attività della magistratura alla volontà del Potere: il giudice segua la legge ma solo se seguendola soddisfa il potere (politico, mediatico e di piazza) e vada a farsi fottere l’autonomia e l’indipendenza della magistratura.
Perché, vedete, due sono sostanzialmente i sistemi giudiziari ipotizzabili.
In uno, le decisioni le prendono i giudici e se la decisione non piace a qualcuno degli interessati c’è sempre il ricorso; e se l’operato del giudice non appare corretto c’è l’attività di controllo sul suo operato nei modi disciplinati dalle leggi.
L’altro sistema prevede che i giudici prendano le decisioni nei modi e nei tempi decisi dal Potere. Questo è quel che avviene in ogni sistema totalitario e illiberale. Questo è quanto si sta preparando per l’Italia. Infatti, ultimamente le sentenze e le decisioni dei giudici sono per un verso o l’altro definite troppo spesso “aberranti” semplicemente perché non piacciono, non soddisfano la sete di vendetta, non sono coerenti con determinati interessi… ma in tutte queste critiche non c’è un solo briciolo di analisi giuridica. Così tutti si affannano a sostenere che i giudici assumo decisioni assurde e quindi l’inderogabile necessità di approvare norme per controllarli e imbrigliarli. In questo disegno tutti convergono: destra, sinistra e media.
E la folla, radunatasi al Colosseo, ormai rintronata, plaude perché il Potere le ha concesso la razione quotidiana di sangue.
Francesco Mangascià 29 gennaio 2009 00:00
Sergio, non è assolutissimamente vero che quel ragazzo si è presentato spontaneante.
Red Hat 30 gennaio 2009 00:00
Sergio hai ragione purtroppo abbiamo una legislazione che, a mio modesto parere, sarebbe da rivedere. Intanto potremmo togliere molti benefit e far scontare per intero la condanna e non rislasciarli dopo qualche giorno/mese/anno. Devono rimanere dentro fino all'ultimo minuto. Basta con questo buonismo che premia chi commette un reato e penalizza (efuemismo) la vittima.
Sergio 30 gennaio 2009 00:00
Caro Francesco, non so di quali informazioni tu disponga; io mi baso su quanto riportato dalla stampa.
Diversi quotidiani (Repubblica, Corriere della Sera, Stampa...) hanno scritto che l'autore del crimine si è presentato spontaneamente. La stessa circostanza è stata confermata dalla polizia giudiziaria e dal gip. Quindi, fino a prova contaria, questo è un dato certo.
Vero è che gli inquirenti hanno dichiarato che erano sulle tracce del colpevole e che disponevano di diversi elementi per individuarlo, ma non l'avevano ancora individuato e neanche interrogato. In ogni caso, è ragionevole supporre che il Franceschini non sapesse che si stesse chiudendo il cerchio intorno a lui.
Sergio 30 gennaio 2009 00:00
Caro Red Hat, concordo sulla pessima legislazione ma in uno Stato di diritto le leggi si rispettano e, nel caso, ci si adopera per modificarle.
Mi sembra strumentale prendersela sempre con i giudici dimenticandosi che altri sono coloro che scrivono le leggi.
Concordo, ancora, sulla mancanza della certezza della pena (che deve essere giusta ed equa, non esemplare) e di tempi ragionevoli del processo.
Pensa, ad esempio, al rito abbreviato.
Emilio X sergio 30 gennaio 2009 00:00
Io dico che le leggi giuste magari ci sono e troppo spesso non vengono applicate da una schiera di giudici che cercano in tal modo forse di non sovraffollare troppo le carceri già piene zeppe. Sono stufo di vedere certe sentenze che lasciano il disgusto nelle persone oneste, che fanno proprio perdere la fiducia nell'apparato giudiziario, che lasciano delinquenti che hanno commesso crimini un tempo considerati GRAVI come l'OMICIDIO, agli arresti domiciliari, o nei residence a prendersi il sole dopo che hanno distrutto giovani VITE UMANE e quelle dei loro familiari, o condannati a pochi anni come l'ex fidanzato che ha ammazzato la sua ex a coltellate nella strada e che era già stato denunciato dalla vittima quando era ancora viva e aveva chiesto aiuto , ma le autorità se ne sono altamente infischiate nonostante ci fossero dei precedenti che dimostravano che fosse un elemento pericoloso per la collettività.

" La misura cautelare proposta dal pm e decisa dal gip è coerente con i nostri codici di procedura laddove prevedono che se non c’è pericolo di fuga, d’inquinamento delle prove e di reiterazione del reato non vada prescritta la misura cautelare dell’arresto in carcere."

Me ne infischio dei codici di procedura ! Non c'é pericolo di fuga? Perché lo controllano a vista i polizziotti forse?
Vorrei vedere, come ha detto il padre della strupata, se prende la fuga invece, e poniamo l'ipotesi che MALAUGURATAMENTE va a stuprare la figlia dello stesso GIP che ha emesso gli arresti domiciliari, bisognerebbe rispondergli al GIP: "Tu stessa hai ritenuto che non c'erano pericoli di fuga" !!

"d’inquinamento delle prove..." ma se ha confessato!

"E la folla, radunatasi al Colosseo, ormai rintronata, plaude perché il Potere le ha concesso la razione quotidiana di sangue"...

Ma come parli...? Tu sei fuori dalla realtà.!
Ma perché stiamo forse parlando di condannare a morte?
Io sono contrario alla pena di morte , ma favorevole alla CERTEZZA DELLA PENA!
LA gente é stanca. Hai capito?
Ma di quale sete di vendetta parli? Stiamo parlando di GIUSTIZIA , di codici che forse non ci sono più , non lo so sono cambiati questi codici?Quei codici secondo i quali,
quando ero ragazzo, quarant'anni fa, portavano a sentenze

"giuste, MA GIURIDICAMENTE non CORRETTE" o " giuste ma GIURIDICAMENTE CORRETTE " ? :

UCCIDI UN ESSERE UMANO? = ERGASTOLO punto e basta e gettare le chiavi! o il minimo : 30 ANNI !

Sergio 30 gennaio 2009 00:00
Caro Emilio, stai mettendo insieme un sacco di discorsi mentre si discute di un caso specifico.

Esattamente questo è ciò che non va.

Ogni caso richiede un giudizio specifico.
Parli di sentenze, ma in questo caso non c'è alcuna sentenza: solo un provvedimento cautelare in attesa di un giudizio.
Le leggi prevedono che la custodia cautelare possa essere in carcere o al domicilio. Il gip ha ritenuto che in questo caso gli arresti domiciliari fossero una misura cautelare adeguata.
Se non ti piace questa valutazione prenditela con il legislatore e non con i giudici.
La decisione presa è pienamente corretta sul piano giuridico (unica corretteza che si può e si deve chiedere a un giudice); che possa non essere ritenuta giusta da te, in base al tuo personale criterio di giustizia, è altra storia. Ma se affermi che te ne freghi dei codici di procedura, allora vuol dire che t'interessa il processo sommario, il linciaggio, la vendetta. Perché se elimini le procedure (che assicurano garanzie uguali per tutti nelle fasi preliminari al rinvio a giudizio e nel processo) rimane solo il linciaggio, il processo sommario sulle piazze. Rifletti su quel che scrivi: somo certo che non è questo il tuo reale pensiero.

Quando leggo interventi che chiedono perchè non ci mostrano la faccia di questo gip o che dileggiano un magistrato senza esprimere valutazioni giuridiche, ma solo rabbia per una decisione presa, vuol dire che si confonde il proprio sentimento di giustizia con il diritto e la certezza del diritto.

Certezza del diritto significa proprio certezza delle procedure che conducono a un giudizio e, nel caso, a una pena.
Perché ci sia certezza della pena bisogna che ci sia prima certezza nelle procedure e nelle modalità di svolgimento del processo. Diversamente si cade nell'arbitrio.
Se si invoca una pena prima ancora del processo siamo a un passo dal linciaggio e dalla giustizia fai da te.

Riguardo alle altre cose che scrivi:
> il controllo a vista può essere disposto;
> l'arresto domiciliare è sottoposto alle norme della custodia cautelare (se non le conosci, informati);
> proprio perchè ha confessato, non può inquinare le prove (e mi chiedi come ragiono? forse dovresti riflettere sul tuo modo di ragionare).

Riguardo al popolo riunito al colosseo, se leggi attentamente quel che ho scritto, dovresti cogliere la lettura politica che faccio di un certo andazzo troppo frequente ultimamemente.
Dal governo, dalla maggioranza, da larghi settori dell'opposizione (non ho capito a cosa, ma tutti chiamano opposizione Di Pietro e il PD), dai media ogni giorno arrivano bordate contro i magistrati di ogni ordine e grado, si minacciano provvedimenti disciplinari, trasferimenti e ispezioni. Si parla di riforma della giustizia e sembra che l'unico problema sia le intercettazioni (senza le quali non sarebbero stati presi gli autori dell'altro stupro di gruppo di questi giorni; chiusa la parentesi).
La domanda è: non è che poco poco si voglia subordinare il potere decisionale dei giudici alle volontà dei politici? Non è che poco poco, piano piano, i media ci stiano martellando per convinverci che nella magistratura ci sono un po' troppi matti? (c'è stato qualcuno mi sembra che a tal proposito ha affermato che i giudici dovrebbero essere sottoposti a perizia psichiatrica o qualcosa di simile; boh non ricordo chi sia stato a fare questa affermazione). Da queste valutazioni ho concluso con l'immagine storica (e metaforica) di quando per volontà del Potere il popolo si riuniva per assistere a spettacoli di sangue. Oggi parte del Popolo sembra incline a credere che le colpe siano tutte di certa magistratura; che i magistrati hanno troppa libertà di azione... Bisogna correre ai ripari: perchè certe sentenze non sono tollerabili. Questo il senso della conclusione che sembra averti tanto irritato. Eppure mi sembrava chiaro, evidentemente non lo era.
Lungi da me essere un paladino della magistratura (che ha tante colpe e tante responsabilità), ma non accetto che si critichi duramente una sentenza senza portare argomentazioni giuridiche e poi dalla sentenza criticata senza cognizione si passi alla demonizzazione di un giudice. Se si continua su questa strada rischiamo di ritrovarci con una magistratura totalmente succube del potere politico.

Infine, quel che oggi tutti si affannano a considerare un reato infame e odioso, fino a pochi anni fa (senza bisogno di andare indietro dei 40anni da te evocati -ma forse hai perso la memoria storica) lo stupro era soltanto un reato contro la pubblica morale. E se vuoi saperne di più su come erano trattati i reati sessuali tanto odiosi, basterà che tu faccia qualche piccola ricerca sul tema.
Forse, allora, più che gridare invocando pene esemplari, bisognerebbe chiedersi quanto si stia facendo per formare una nuova civiltà in grado di superare la plurimillenaria cultura di violenza verso quella che poeticamente si definisce "l'altra metà del cielo".
HT.P. 30 gennaio 2009 00:00
Quoto Sergio. La norma è una cosa, il giudizio è un'altra. Se la norma è sbagliata, inutile prendersela con chi emette il giudizio.

@ Emilio,
hai frainteso del tutto. Cerca di capire quel che uno scrive, prima di caricare a testa bassa. Sembri un clone di Mangascià.
Francesco Mangascià 30 gennaio 2009 00:00
HT.P., quello che vi sfugge, è che ciò che la lege consente, non obbliga, se così fosse, tutti a casa.E Non suno solo.
HT.P. 31 gennaio 2009 00:00
Mangascià ma come scrivi che non si capisce niente...
E poi che ne sai se il tale ha magari patteggiato i domiciliari in cambio di collaborazione per scovare i complici?
Troppo facile sciacallare sugli episodi per arruffianarsi il forum.
Ci vuole testa, se non vuoi fare solo facile demagogia. Prendi esempio da Sergio, che va controcorrente ma lo quoto di nuovo.
Sergio 31 gennaio 2009 00:00
Francesco, l'ultimo tuo intervento proprio non l'ho capito.

La legge delinea un quadro entro cui il giudice deve decidere.
Le decisioni possono essere diverse (pur in riferimento a casi analoghi perché riguardanti identiche tipologie di reato)perché il giudice applica, secondo procedure, la norma generale al caso specifico su cui è chiamato a decidere.
Se il giudice assume una decisione corretta riguardo all'assetto normativo, non può essere demonizzato perché la decisione non ci piace.
Dobbiamo, nel caso, rivolgere le nostre critiche al legislatore che consente un così ampio margine di discrezionalità.
Non a caso ho citato il rito abbreviato che consente a chiunque di accedere a importanti benefici... solo perché con questo rito detrmina (e neanche questo sempre) un risparmio alla collettività per espletare le funzioni giurisdizionali. Ergo, fai spendere meno soldi alla collettività per il processo, ti scontiamo 1\3 della pena. La collettività risparmia ancora (meno carcere, meno spese), ma che fine fa il concetto giuridico di pena giusta rispetto a un crimine e alle circostanze in cui è stato commesso?
Tale sistema è rispettoso del giusto risarcimento che la vittima si attende?
Non sarebbe più giusto escludere certi reati dal beneficio dello sconto di pena solo in funzione del rito processuale scelto?

Riguardo a "uno o tutti" proprio non capisco. Franceschini mi risulta fosse solo. Se alludi all'altro caso, quello di Guidonia, allora commetti il solito errore di non considerare che la norma va applicata ai casi concreti e non esistono due casi identici.
Vanno in ogni caso individuate le responsabilità individuali di ciascun individuo che partecipa a una attività criminale.
Francesco Mangascià 31 gennaio 2009 00:00
No Sergio, io intendevo che la legge, viene purtroppo applicata a seconda dell'umore del magistrato,poiché nulla obbligava a mettere ai domiciliari Franceschini, era consentito ma non era un obbligo, Concordo invece sulla necessità di eliminare la possibilità dei domiciliari per gli stupratori, cui aggiungerei anche i reati tutti per la pedofilia e quelli per lo sfruttamento. Su Guidonia, invece, io, ho impressione che quei due messi ai domiciliari, oltre a non essere colpevoli di stupro, son imputati di favoreggiamento a quegli altri, stanno passando dei guai solo perché i responsabili dello stupro stavano a casa con loro. A sto punto poveri cristi..
Francesco Mangascià 01 febbraio 2009 00:00
E' vero, come dice Alemanno, che la magistratura deve recepire il bisogno di sicurezza ma, nel far ciò speriamo che non si confonda la sicurezza con la etnicità , poiché ci apparirebbe assai sospetto un eventuale ricorso, come sembra che avverrà, della procura contro la messa ai domiciliari dei due romeni di Guidonia visto che non potremmo capire i motivi per cui non si è ricorso anche contro i domiciliari concessi a Davide Franceschini che, ha differenza dei romeni, Ionit Anton Barbu e Mugurel Goia, che non sono nemmeno imputati di stupro, è uno stupratore. Non ci piacciono né i colpevoli né gli innocenti a furor di popolo: essere italiano, non può essere considerata un attenuante dovuta in un reato di stupro. Sarebbe un terribile errore .
Sergio 01 febbraio 2009 00:00
Francesco, che la magistratura applichi la legge in base al proprio umore è una tua valutazione che, credo, non potrà mai essere dimostrata.
Quindi, quel che conta è che il gip poteva in quel determinato caso concedere gli arresti domiciliari; poteva anche disporre diversamente, ma in tal caso si sarebbe fatto carico, probabilmente, di un compito che non compete al magistrato e avrebbe pertanto forzato l'applicazione della norma.

Sbagli, a mio avviso, e con te sbaglia Alemanno (nell'ipotesi che sia corretto quanto gli metti in bocca), quando affermi che la magistratura deve "recepire il bisogno di sicurezza".

Il magistrato deve recepire solo la legge e deve osservarla e applicarla secondo le procedure. Nel giudicare deve usare ragionevolezza, senso della misura e dell'equità, ma sempre nei limiti concessi dalle norme.

Il bisogno di sicurezza (di cui bisognerebbe cominciare a discutere con pacatezza e senza inutili furori) deve essere interpretato e soddisfatto da chi ha il compito di gestire l'ordine pubblico, la sicurezza; da chi governa il Paese e le Città. Da chi amministra la collettività.

Non ho, in ogni caso, affermato che si debba eliminare l'arresto domiciliare (che, lo ricordo, è una possibile misura cautelare per chi è in attesa di giudizio) per determinati reati. In questo caso abbiamo una confessione (che per il nostro ordinamento non è sufficiente a determinare la colpevolezza), ma abbiamo avuto anche casi di persone arrestate e poi assolte per non aver commesso il fatto.
Quindi, non confondiamo una misura cautelare con un anticipo di pena prima del processo e della condanna.
Ho invece affermato che il rito abbreviato (che consente automaticamente di avere uno sconto di 1\3 della pena) dovrebbe probabilmente non essere previsto per determinati reati.
Francesco Mangascià 01 febbraio 2009 00:00
Sergio, hai ragione, avevi scritto questo sullo sconto di pena, ho confuso con altro blog.
Scritto da sergio,
Non sarebbe più giusto escludere certi reati dal beneficio dello sconto di pena solo in funzione del rito processuale scelto?
Quello che io tu dici, scorrettamente che per ipoetsi , ho messo in bocca ad Alemanno era scritto sul tempo, se ti va te lo compri sennò amen, ecchissenefrega poiché della qualificazione altrui, di chi poi come te, non mette il cognome così come io faccio, per affermare le proprie opinioni, sinceramente poco me ne importa.
E oltretutto al tua personalissima aberrazione, un infamia intellettualevisto che è secondo la tua interpretazione e non secondo le legge a cui io aggiungo la morale,
Sergio scrive:
Il magistrato deve recepire solo la legge e deve osservarla e applicarla secondo le procedure. Nel giudicare deve usare ragionevolezza, senso della misura e dell'equità, ma sempre nei limiti concessi dalle norme.
Norma che ignori che non obbliga ma consente,
Il tutto, di fronte ai fatti si può riassumere che un ricco sta ai domiciliari mentre una povera sta chiusa in casa perché è stata violentata.

Sergio i furori sono soli i tuoi: sono furori palesementi illeggittimi oltreché ridicoli viato quanto è accaduto.

Titino(nome) Scovaratti(cognome) 02 febbraio 2009 00:00
F.M: "di chi poi come te, non mette il cognome così come io faccio, per affermare le proprie opinioni, sinceramente poco me ne importa"...

CHE LOGICA! CHE ARGOMENTI!

Non so chi è più fuori di testa: se Mangascià per (evidenti) ritardi mentali, o Sergio che si ostina ancora a cercar di ragionare con un IMBECILLE del genere.
Francesco Mangascià 02 febbraio 2009 00:00
Titino(nome) Scovaratti(cognome)
la logia è quella che un idiota come te non può capire, tento di chiarirtela: non si deve pretendere di tentare di calunniare una fonte, alla Di Pietro, e poi di ricervarla pure come un atto dovuto.. le cose di domandano gentilmente
Sergio 02 febbraio 2009 00:00
Francesco, è irrilevante che una persona si qualifichi con nome e cognome o con un qualsiasi Nick, anche di fantasia. Soprattutto in un forum come questo, aperto a tutti senza necessità alcuna di registrazione e quindi senza certezza sull’identità dello scrivente.

Per quanto mi riguarda, valuto quel che una persona scrive; non ho alcun interesse a sapere se a scrivere è Francesco Mangascià (del quale conosco solo alcune cose che scrive su questo forum) o se le stesse cose le scrive Pallino.
Ciascuno ha la libertà di firmarsi come vuole, persino sui giornali blasonati sono consentiti pseudonimi e “nomi di battaglia”.

Non comprendo la tua reazione dal momento che ho solo espresso il mio dissenso riguardo a quanto sostieni facendo tue le parole di Alemanno. Poiché non conosco l’intervento di Alemanno, mi basta sapere che tu condividi le parole che gli attribuisci per esprimere una critica al tuo pensiero (che, per tua affermazione, coincide con quello di Alemanno); non m’interessa verificare se sia corretta o meno l’attribuzione, dal momento che la fai tua; ma non ho affermato che tu sia stato scorretto facendo questa attribuzione.
Mi sembra che con eccessiva facilità tu dia patenti di scorrettezza.

Scrivi di “infamia intellettuale” e di “furori palesemente illegittimi”(?!).
Tu stesso riconosci che la legge “consente ma non obbliga”.
E’ esattamente quel che sostengo.
La decisione del gip è giuridicamente corretta perché consentita dalla norma che attribuisce al giudice un potere di valutazione discrezionale in rapporto agli eventi e al comportamento dell’individuo sul quale deve esercitare le sue funzioni di giudizio. Ho aggiunto che in questo caso, probabilmente, il gip avrebbe operato una forzatura della norma se avesse disposto la custodia cautelare in carcere, peraltro non richiesta dal pm.
Quindi, perché prendersela con un giudice che ha utilizzato quel potere discrezionale che la norma gli attribuisce?
Tu vorresti che un giudice valutasse obbligatoriamente secondo una direzione che soddisfi l’umore popolare (interprete di uno strano miscuglio di diritto e morale, di un bisogno di sicurezza che poni in capo ai giudici, i quali per definizione intervengono a reato consumato).
Scrivi di “reato di stupro (che) si può scontare ai domiciliari” (confondendo il provvedimento di custodia cautelare con la sentenza di condanna che arriva dopo un processo e non prima); affermi che questo provvedimento equivale a un nuovo stupro (“nuovamente quella donna che subì violenza è stata stuprata”); insisti arrivando a definire questo provvedimento come “oltraggio alle vittime della violenza carnale” e tutto perché, come tu stesso affermi, è stata assunta una decisione consentita dalla legge ma non obbligatoria.
Decisamente, hai una strana idea del diritto.

Che abbia ragione Titino Scovaratti a porsi il dubbio che io sia fuori di testa perché mi ostino a ragionare con te?
Forse lo sono, visto che ti rispondo ancora e, aggiungo, non penso tu sia un imbecille. Però, visto che scrivi in un forum, male non ti farebbe maggiore disponibilità al confronto.
Red Hat 02 febbraio 2009 00:00
Poverinooooo !!!! prima commette il fattaccio poi si pente. E questa è giustizia ??? Mà se la stessa cosa fosse accaduta ad un parente del magistrato, lo stesso che ha concesso gli arresti domiciliari ?
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