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pinetree 29 gennaio 2009 00:00
Simona, lo chiedi proprio a Herr Razingher, che è il Direttore del azienda massimo esperto nel raccontare favole e manipolare la storia alla sua volonta.
Ettore Chiacchio 29 gennaio 2009 00:00
ci mancava solo l'avvocato difensore di pedo_Nazinger

beh se vuoi leggere un cumulo di bugie leggi la bibbia!
Ce ne sono tantissime a iniziare da quelle "interne", cioè passi della bibbia contraddetti da altri passi della bibbia!
Per finire poi all'analisi storica, confrontando i vangeli con gli storici dell'epoca scoprirai che non solo la storiografia ufficiale ignora "gesù", ma conosce il "cristo davidico" guerriero a capo della setta monastica degli esseno-zeloti...e come tale condannato alla crocifissione insieme ai latrones (briganti e non ladroni...)

In ogni caso "imbarcare" i lefrebriani è solo un passo in più verso l'autodistruzione della chiesa...altri passi così e pedo_Nazinger compierà l'opera! (Per questo gli auguro lunga vita)

Se volessi credere alle profezie direi che è lui l'anticristo che è arrivato "ai più alti gradi della gerarchia" per distruggerla dall'interno. In fondo pedo_Nazinger è una perfetta continuazione del nazismo ed il nazismo è stato creato dalle predicazioni contro gli ebri di un gran pezzo di merda "Giovanni Crisostomo", che proprio per le sue predicazioni è stato fatto santo!

Studia studia... e intanto adora l'anticristo in terra in veste papalina dorata, gran protettore di preti pedofili (ci manca solo di sapere che è coprofilo e poi il quadro è completo!)

Ettore Chiacchio
Computer Guru - Libero Pensatore
massimo 30 gennaio 2009 00:00
Ciao Simona, benvenuta nel club: se non credi alla Shoa sei ufficialmente Cattiva.
Dalla Genesi alla Shoa sono tutte storie inventate. Il Giudaismo è la peggiore religione al mondo, è inutile far finta di non vederlo o di non capirlo, come sembra sia di moda negli ultimi decenni.
Il Rat, come tutti gli appartenenti ai potentati del mondo, sa benissimo come sono andate le cose, ma deve stare al gioco perchè ha i suoi interessi. A nessuno di loro certamente interessa incominciare il gioco dello “sbugiardamento”.
Dopo la WW2 gli ebrei hanno ottenuto Israele e il papato la continuità dei Patti del Laterano, con tanto di extraterritorialità del Vaticano e sostanziale appalto della politica italiana. Chiaro che si siano dovuti tenere bordone. Adesso però le cose stanno cambiando e ripartono le guerre di mafie.

Tra pazzi e bugiardi opto per i secondi sebbene come si suol dire” visto da vicino nessuno è normale”, fondamentalmente ritengo però che i furbi esistono perchè ci sono i fessi, i prepotenti perchè ci sono i pusillanimi, e i bugiardi perchè esistono i babbioni; categoria che credo sia la più diffusa al mondo!
De Pravato 30 gennaio 2009 00:00
Ettore Chiacchio è ricchione e fa i bocchini
Simona 30 gennaio 2009 00:00
Grazie massimo, molto gentile per avermi risposto. Oggi leggendo un pò qui e un pò la, mi è saltato all'occhio un interessante articolo e che ancora non avevo preso in considerazione. Vuoi sapere di che cosa si tratta ??

Ora te lo copio e incollo qui sotto ;)

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Scritto da un certo Vincenzo Pisano alle ore 18.36

Sull'industria dell'Olocausto invito tutti a leggere quanto c'è al seguente link:

http://www.olokaustos.org/saggi/interviste/finkel-it.htm

Fa una certa impressione sapere che ci siano Ebrei che mangiano sulla morte di altri Ebrei...

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Testo dell'articolo:

"L'industria dell'Olocausto":
il libro di Giovanni De Martis

dal libro all'intervista
di Giovanni De Martis

"Una intervista che non convince"
di Claudio Vercelli

L'intervista


Abbiamo intervistato il professor Norman Finkelstein autore del discusso "L'industria dell'Olocausto" recentemente pubblicato in Italia e che è stato al centro di un animato dibattito negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Germania. Vedi anche il nostro commento all'intervista e la nostra recensione al libro.

De Martis: Prof. Finkelstein, il suo libro "L'industria dell'Olocausto" non era ancora stato tradotto in italiano che erano sono già apparsi volumi scritti da revisionisti che ne commentavano i contenuti. Numerosi siti negazionisti riportano la sua opera utilizzandola nella loro campagna di negazione della Shoah. Cosa pensa di questo uso negazionista del suo lavoro? Si sente a disagio per questa strumentalizzazione delle sue parole?


Finkelstein: La ragione principale per cui i negazionisti si sono immediatamente appropriati del mio libro è che l'industria dell'Olocausto l'ha immediatamente catalogato come negazione dell'Olocausto per deviare l'attenzione da critiche a cui non era in grado di rispondere. Se l'industria dell'Olocausto non l'avesse catalogato come negazione dell'Olocausto, dubito che i revisionisti l'avrebbero sostenuto. Nel libro non esiste una sola parola che possa essere interpretata come negazione
dell'Olocausto. al contrario, io sostengo nel corso dell'intero libro che la descrizione dell'Olocausto nazista come l'uccisione degli ebrei in modo industriale, come in una catena di montaggio, è corretta, così come sono (più o meno) corrette le cifre delle persone uccise che vengono convenzionalmente indicate. Una delle principali argomentazioni del libro è che proprio l'industria dell'Olocausto è diventata la principale promotrice del negazionismo nel mondo. Se il libro contenesse una sola parola di negazione dell'Olocausto, perchè mai Raoul Hilberg, il piùautorevole studioso dell'Olocausto nazista, l'avrebbe ripetutamente appoggiato? Naturalmente avrei preferito non ottenere il sostegno dei revisionisti, così come sono certo che i maggiori critici dell'ex UnioneSovietica avrebbero fatto volentieri a meno dell'appoggio dei fanatici della destra.

Lei sostiene l'esistenza di una vera e propria lobby che ha trasformato la Shoah in un affare. Quale è il modo corretto a suo parere per affrontare il tema della Shoah?

Non vedo alcun bisogno di inventare nuovi metodi per affrontare l'argomento dell'Olocausto nazista Gli strumenti tradizionali degli storici mi sembrano adeguati. Forse questi strumenti non sono totalmente adeguati per comprendere appieno quello che è successo, ma non c'è motivo di supporre che lo siano di più per comprendere altri eventi storici. L'Olocausto nazista fa sorgere alcune nuove domande, ma non mette in discussione i metodi convenzionali per fornire le risposte a queste domande. La migliore storiografia - ad esempio "La Distruzione degli Ebrei d'Europa" di Raoul
Hilberg - utilizza i metodi tradizionali..


Come giudica il fenomeno negazionista e quali crede siano i motivi della sua crescita?


In genere, il negazionismo è un fenomeno estremamente marginale, gonfiato dall'industria dell'Olocausto per giustificare la propria esistenza. Tuttavia, esiste il periocolo che il fenomeno cresca a causa di tutte le falsificazioni dell'industria dell'Olocausto. Se non fose per il fatto che i miei genitori stessi, al termine della loro vita, sono passati attraverso l'Olocausto nazista, anch'io a quest'ora sarei uno scettico. Chi potrebbe ancora credere una sola parola proveniente dall'industria dell'Olocausto? Per citare un solo esempio, secondo l'industria
dell'Olocausto decine di migliaia di sopravvissuti all'Olocausto nazista saranno ancora vivi nel 2035. E' diventata una barzelletta di cattivo gusto.

Recentemente Perr Ahlmark ex primo ministro svedese ha scritto: "L'antisemitismo tradizionale voleva un mondo Judenrein, l'antisemitismo moderno punta ad un mondo Judenstaatrein". Condivide questa affermazione?

Molti antisemiti sostengono Israele; molti ebrei ortodossi sono fanatici antisionisti. Il vero obiettivo del poco intelligente epigramma di Ahlmark è zittire qualsiasi critica di antisemitismo mossa ad Israele. Sono ritornato proprio ieri dopo aver trascorso alcune orribili settimane in Cisgiordania e Gaza. E' veramente antisemitismo deplorare la repressione
criminale di Israele nei confronti dei Palestinesi? Io non lo credo.


Biografia del prof. Norman Finkelstein

Norman Finkelstein è nato nel 1953 a Brooklyn (New York). Ottiene il dottorato presso il Department of Politics della Princeton University discutendo una tesi sulla teoria del Sionismo. Sino ad oggi ha pubblicato quattro volumi: "Image and Reality of Israel-Palestine Conflict" (1995), "The Rise and Fall of Palestine" (1996), "A Nation on Trial: The Goldhagen Thesis and Historical Truth" (1998) insieme a Ruth Bettina Birn. "The Holocaust Industry" è stato pubblicato in USA nel 2000. Attualmente insegna scienze politiche alla DePaul University a Chicago.


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Cosa ne pensate voi ???
Ettore Chiacchio 31 gennaio 2009 00:00
ma quanti neonazi che stanno uscendo fuori!

Allora avete proprio il papa che fa per voi!

Tenetevelo stretto, ma attenti che questo, a dfferenza d pio xii, finisce anche lui a piazzale loreto!

Ettore Chiacchio
Computer Guru - Libero Pensatore
rupy 31 gennaio 2009 00:00
Ettore Chiacco... prima di lui a piazzale loreto ne dobbiamo mettere un'altro!!!!!
massimo 31 gennaio 2009 00:00
Ciao simo, “L’Industria dell’Olocausto” di Finkelstein è un ‘opera famosa che ha fatto molto discutere, però io non l’ho letta e quindi, a enorme differenza dai sostenitori dell’Olocausto, non la commento. Scrivo solo di ciò che ho letto e studiato direttamente.
Chi la voglia leggere la può scaricare gratis da qui

http://www.vho.org/aaargh/fran/livres3/NFOlocausto.pdf

Conosco meglio il sito olokaustos, solita propaganda ebraica, foto suggestive e tanti commenti, di Storia poco. Immagino Google lo indicizzi benissimo...
Il sito migliore per la ricerca storica sulla truffa della shoa e annessi e connessi è il mitico

http://www.vho.org/aaargh/ital/ital.html

da cui appunto l’opera del Finkelstein.

Certo è che gli ebrei hanno ottenuto una marea di soldi in nome della shoa, come appunto scrive il Finkelstein, ma quello che forse è sfuggito è che questa massa di soldi non è andata per la maggior parte ai parenti delle presunte vittime- e sarebbe anche stato difficile trovarne, aggiungo io...- bensì a sedicenti organizzazioni ebraiche rappresentative dei presunti danneggiati che facevano tutte capo alle autorità israeliane. Si è trattato insomma di ulteriori danni di guerra pagati dalla Germania camuffati per danni morali e personali per il sorgere dell’entità sionista israele che ancora adesso devasta e opprime la Palestina.
E questo è uno dei motivi per cui la Shoa viene definita la Lurida Truffa.

Famosa è la definizione della Shoa data dal prof. Faurisson, uno dei più celebri studiosi in materia, e recentemente assalito,ottantenne, a Teramo da squadracce di ebrei romani, mentre andava a tenere un seminario presso l’Università di Teramo:

« La storia del preteso sterminio degli Ebrei e delle pretese camere a gas naziste è un’impostura che ha aperto la strada ad una gigantesca truffa politico-finanziaria, di cui i beneficiari principali sono lo Stato di Israele e il sionismo internazionale, e le cui vittime principali sono il popolo tedesco – ma non i suoi governanti – e l’intero popolo palestinese. »

simo 01 febbraio 2009 00:00
Vi posto l'intervista che Padre Manuel Musallam ha rilasciato per la rivista Trenta Giorni

Una testimonianza dalla terra di Hamas. Parla padre Manuel Musallam, l’unico sacerdote cattolico di rito latino presente nella Striscia di Gaza


Intervista con Manuel Musallam di Giovanni Cubeddu

Padre Manuel, il parroco della Santa Famiglia a Gaza, pensa che la fuga in Egitto fu molto più umana. Giuseppe riuscì a fuggire di notte, per portare in salvo il piccolo Gesù. Adesso no, il valico con l’Egitto è stato chiuso fino a che, dicono le autorità del Cairo, Hamas governerà la Striscia. E la notte di Gaza è l’inferno: le pale minacciose degli elicotteri israeliani, luci e boati dei missili sganciati dall’aviazione, i droni che dall’alto spiano ogni movimento, infine l’esercito, che è entrato a Gaza per fare pulizia casa per casa. E nessun aiuto per chi è innocente.

Padre Manuel, Gaza è sotto assedio.

MANUEL MUSALLAM: È un’altra guerra, e noi stavamo già vivendo sotto un embargo, in croce.

Adesso?

MUSALLAM: Gaza ha già sofferto troppo. Non abbiamo cibo a sufficienza, né acqua o corrente elettrica. Passiamo le notti sotto bombardamenti pesanti. Un milione e mezzo di persone sopravvivono solo grazie agli aiuti dell’Unrwa (United Nations Relief and Works Agency), e chi non riceve questi aiuti o non ha lavoro vive di elemosina: questo va detto chiaramente. Solo poliziotti, soldati o insegnanti ricevono un piccolo salario, perché sono funzionari pubblici, divisi in due gruppi, quelli pagati da Hamas e quelli pagati dal governo di Ramallah. Ma capita che per due o tre mesi i soldi non arrivino, e non si può far altro che attendere.

Non è la sola divisione in atto.

MUSALLAM: Il popolo è diviso in sé stesso, perché ci spingono a non parlare l’uno con l’altro, è proibito… La gente di Hamas non rivolge parola a quella di Al-Fatah, e viceversa. Ci è stato ordinato di non avere contatti con Hamas e così giorno per giorno siamo diventati tra noi più distanti, costretti al silenzio. È il tempo dell’odio, ci viene chiesto di odiarci, separarci, considerarci nemici l’uno dell’altro. Così a Gaza il popolo è dissociato, come se ci fossero due nazioni, due razze, due entità.

La guerra ha reso totale il blocco.

MUSALLAM: Abbiamo bisogno di settecento Tir che ogni giorno portino a Gaza i beni necessari alla vita quotidiana, ma ultimamente ne venivano ammessi meno di venti. I palestinesi avevano aperto i tunnel per raggiungere Rafah, in Egitto… E poi tutto è diventato inaccessibile, e ciò che valeva pochi penny ora costa dieci dollari. I bambini, e qui a Gaza sono tanti, non ricevono più gli alimenti necessari alla loro età. Non possono più neanche comprarsi un pezzo di cioccolata alla mensa scolastica. Vivono per la maggior parte del tempo con un senso di nausea, a scuola cadono a terra, sono malati, li vedi piagnucolare e se gli chiedi perché rispondono: «Sono stanco, ho fame, non riesco a stare in classe», devono andare ogni momento al bagno. Vivono sotto stress, a casa dovrebbero studiare ma non possono, perché manca la corrente elettrica, che viene fornita per un paio d’ore al giorno, di notte o durante l’orario di scuola. Sono traumatizzati, di notte hanno paura di tutto, s’indeboliscono. E poi manca l’acqua, per cucinare, per pulire, quella potabile a Gaza non esiste, dobbiamo comprarla da Israele o dall’Egitto…

Perché Hamas lancia ancora missili su Israele? Non può certo immaginare di migliorare la situazione.

MUSALLAM: Ma questa è una grande tortura per il nostro popolo! Manca l’energia elettrica, l’acqua, il cibo, il lavoro. Viviamo perennemente in tensione, ci consideriamo sottoposti a un assedio e a un crimine di guerra, ad atti contro l’umanità, perché la maggioranza della gente qui è innocente! Se Hamas attacca Israele e se Israele intende affrontare Hamas, beh, Hamas non comprende un milione e mezzo di persone, è una minoranza! Ciononostante siamo oggi testimoni della punizione collettiva, contro un popolo. È un crimine di guerra.

Parliamo delle responsabilità.

MUSALLAM: Lo sappiamo che i palestinesi hanno lanciato i razzi contro Israele, è vero, e sappiamo che Israele ha risposto attaccando in modo brutale… Ma non sarà questa la soluzione della questione della Palestina! E se giudichiamo i fatti... Se vedessimo i palestinesi lanciare i razzi gli diremmo no!, gli diremmo di fermarsi. Però… non è questa la sola pagina del libro, che invece è pieno di capitoli a favore e contro ciascuno dei due duellanti. E se su un foglio sta scritto l’errore di uno, sul successivo troviamo le colpe dell’altro, in una spirale di sbagli e di reazioni sbilanciate che non ci sta portando da nessuna parte, di sicuro non alla pace. Al contrario, attrae e prepara più violenza, liti, odio, rifiuto dell’altro. Guerra.

Lei a Gaza è l’unico sacerdote cattolico di rito latino.

MUSALLAM: Perdono e riconciliazione sono parole che appartengono al paradiso e che ora vengono pronunciate solo in chiesa dai preti, e da nessun altro. Sembrano imprigionate nelle chiese e nelle omelie dei preti. Eppure esse non sono altro che la sostanza stessa della vita dei cristiani e dei musulmani… Tutto il giorno non facciamo che sentire appelli di guerra da parte di Israele e dei palestinesi, chi parla di resistenza e chi di omicidio…

Invece?

MUSALLAM: Invece i palestinesi rifiutano questa situazione, come rifiutano di sottomettersi a Israele. Abbiamo bisogno di fermare i razzi e di risolvere la questione palestinese, anche se nei sei mesi di tregua gli israeliani hanno ucciso più di venti persone e ferito quaranta… Sia chiaro che il nostro proposito non è “razzi e odio contro Israele”, no! Noi stiamo solo cercando la nostra liberazione e la nostra dignità, non l’umiliazione continua e il trattamento che si riserva agli abitanti dello zoo, che puoi visitare quando vuoi, tanto basta dar loro un po’ da mangiare una volta al giorno. Reclamiamo la nostra libertà. Il mondo dovrebbe oramai capirlo: oggi abbiamo l’alternativa tra la schiavitù e la morte, e il popolo accetterà di provare tutto fuorché la schiavitù.

La vita della Chiesa a Gaza...

MUSALLAM: I cristiani qui appartengono al popolo palestinese, non possono essere divisi dalla loro gente, che essi desiderano difendere, sono obbligati a farlo... D’altro canto ai cristiani viene impedito dagli israeliani di parlare liberamente al proprio popolo, Israele tratta i preti come fossero terroristi, inclusi il Patriarca latino e il delegato apostolico.

In che senso “come terroristi”?

MUSALLAM: Ai sacerdoti a Gaza e nella West Bank non vengono concessi i visti, è impedito loro di viaggiare, dire messa e il servizio divino, non possono recarsi a Gerusalemme e Betlemme.

Ci può raccontare quali episodi in particolare?

MUSALLAM: Lo scorso Natale abbiamo chiesto più di settecento permessi per poterci recare a Betlemme e ne abbiamo ottenuti meno di duecento, e la maggior parte delle nostre richieste si riferivano a bambini con i loro genitori... Io ho avuto un visto per soli tre mesi grazie agli sforzi di un amico ambasciatore, e così ho potuto far visita alla mia famiglia a Birzeit. Durante questo periodo monsignor Antonio Franco, il delegato apostolico, e il cancelliere del Patriarcato latino hanno provato ad accordarsi con gli israeliani, ma alla fine non sono stati autorizzati a entrare a Gaza e i cristiani sono rimasti senza chi celebrasse per loro la messa. La domenica prima di Natale sua eccellenza Fouad Twal, il nuovo patriarca latino di Gerusalemme, sarebbe dovuto venire in visita alla chiesa di Gaza, ma è stato bloccato al check point di Erez e a una delle sue autovetture è stato impedito il transito: nell’automobile c’era solo un regalo per il parroco di Gaza, per festeggiare dopo la messa: un po’ di cioccolata. Il Patriarca è stato tenuto fermo per un’ora, e così pure la gente che lo aspettava dall’altro lato del check point. Non solo. Gli è stato richiesto di lasciare Gaza alle tre del pomeriggio invece che tra le sei e le sette di sera, come di solito, così che i festeggiamenti fossero di fatto cancellati; e nonostante questo, al suo rientro il Patriarca è stato trattenuto nuovamente al check point per più di due ore prima di essere riammesso in Israele, per tornare a Gerusalemme. Ecco la realtà. Qui anche il Patriarca e il delegato apostolico non hanno libertà di movimento, per non dire dei preti. Nella mia parrocchia avevamo due suore del Rosario, ma quest’anno non sono state autorizzate a entrare a Gaza per svolgere il loro servizio. Sono obbligate a rimanere nella West Bank per diniego di visto.

E questo Natale, la guerra.

MUSALLAM: In Avvento e a Natale noi eravamo soliti fare festeggiamenti, marce, suonare tamburi, cantare, mettere le luci all’albero, con l’aiuto della municipalità e del governatore di Gaza… Quest’anno comunque tutto era già stato cancellato. Non abbiamo avuto neanche i biglietti per mandare gli auguri agli amici, i bambini non hanno potuto decorare nulla nelle scuole perché non c’erano alberi, luci, festoni, e per loro il Natale è stato triste. In passato abbiamo sempre condiviso tra noi il cibo, ognuno invitava l’altro a casa propria o addirittura al ristorante, si addobbavano gli alberi di Natale – un’usanza da sempre in comune tra cristiani e musulmani che qui ha tradizionalmente unito tutte le famiglie. Quest’anno nulla di tutto questo. Non c’è gioia, e senza gioia come possiamo concepire la pace? Predicarla, insegnarla, praticarla? La gioia è stata soffocata tra le lacrime e la paura.

Troppi anni e speranze infrante, attendendo la Palestina.

MUSALLAM: E a noi pare che il mondo intero ci guardi come se fossimo dei nemici, perché ci considera nemici di Israele, e per questo motivo nessun aiuto può entrare a Gaza, neanche quello portato dalla Caritas, dato che Gaza è una “zona nemica”. Che cosa significa allora “amare i nostri nemici”? Il mondo potrebbe almeno darci una testimonianza, un esempio di amore siffatto: potreste per una volta amare noi, i palestinesi, prima di volerci insegnare come si amano i propri nemici? Provate a considerarci, per favore, vostri fratelli, anche se non siamo come vi piacerebbe che fossimo.

L’esercito israeliano sta iniziando le operazioni via terra. Che cosa succede?

MUSALLAM: È la guerra, che vuole le sue vittime. Centinaia di persone… per la maggior parte sono poliziotti, impiegati pubblici al lavoro per portare ordine negli scontri dentro Gaza. Sono morti anche tanti bambini, tanti sono stati feriti. È morta anche la prima ragazza cristiana, di sedici anni, che frequentava la mia scuola della Santa Famiglia, è morta di paura e di freddo. Si chiamava Cristina Wadi’Turk. Gli ospedali sono sovraffollati, pieni di persone trattate come animali, raggruppate nei corridoi senza neanche ricevere il primo soccorso. Ecco come stanno. Il rispetto dei diritti delle persone è il segno che si è realmente impegnati a cercare la pace. Vorrei dirlo agli israeliani. Molti innocenti sono stati sacrificati solo perché le loro case erano vicine agli uffici di Hamas.

Padre Manuel, ora nessuno sa dire quando tutto questo finirà.

MUSALLAM: La notte non dormiamo a causa dei bombardamenti. Preghiamo tantissimo. Ho scritto tante volte a tutti i cristiani della mia parrocchia e ho mandato loro messaggi sms chiedendo di pregare all’inizio di ogni ora del giorno. È il tempo di dire questa preghiera. L’ascolti anche lei, per favore, è giusto l’ora di cantarla, gliela facciamo sentire, con le consorelle che sono qui con me, perché il Signore Dio doni la pace ai nostri cuori e alle nostre terre.

[Padre Manuel e le suore iniziano a cantare in arabo, ndr]:
«Signore della pace, piova su di noi la pace.
Signore della pace, da’ pace al nostro Paese, pace.
Abbi pietà, o Signore, del tuo popolo.
Ti preghiamo, fa’ che la tua eredità non venga derisa».

http://www.30giorni.it/it/articolo.asp?id=20046
Simona 01 febbraio 2009 00:00
Grazie molte per le tue informazioni, caro massimo, penso che mi siano molto utili e giuro che presto mi vado a comprare qualche libro per leggere un pò di dati, anche perchè questo fatto mi ha molto ma molto incuriosito. E pensare che non l'avrei mai detta in sti termini eppure, mai dire mai e tutti i nodi vengon al pettine.

Un abbraccio e se hai qualche novità fammela sapere.

Simo
massimo 02 febbraio 2009 00:00
A mio avviso il libro migliore da cui partire per sapere che cosa sia realmente successo rimane sempre
“Ne sono morti davvero sei milioni?” di Richard E. Harwood ,
libro ormai mitico anche per tutto quello che ha poi causato , il processo a Zundel (editore canadese), il famigerato Rapporto Leuchter con le analisi chimiche,.... solo sessanta paginette in pdf che scarichi gratis sempre da AAARGH

http://www.vho.org/aaargh/fran/livres5/harwoodit.pdf

poi partendo da lì è tutto un cielo aperto.

Se invece di soltanto “che cosa” vuoi anche sapere “perché e per come” allora
“Nuremberg, the Last Battle” di David Irving, unanimemente riconosciuto come uno dei più profondi conoscitori della Seconda Guerra Mondiale PRIMA che scoprisse anche lui che la Shoa è una truffa, POI l’hanno messo in galera.
Lo puoi scaricare gratis in inglese dal suo sito

http://www.fpp.co.uk/books/Nuremberg/index.html

libro bellissimo per tutte le fonti e i documenti che riesce a mettere insieme, però è un mattonazzo di 400 pg.

Un abbraccione!
Isaia Kwick 03 febbraio 2009 00:00
Prevale le ricette migliori nel mondo, e' certo che non seguono le stesse regole del palato come per i dolci, e gli ebrei fanno pessimi dolci, ma ottimi patti con l'umanita'.
Isaia Kwick Zingaro ROM
Simona 03 febbraio 2009 00:00
Che intendi dire isaia, per caso alludi al loro pane di azimo misto con non so che sostanza rossa ???



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ps grazie massimo per le tue informazioni molto utili, ora mi stampo un pò di cose e per alcuni giorni mi dedicherò alle letture.

Un abbraccio
Simona_REA
Fabio 03 febbraio 2009 00:00
Anche la morte di una sola persona, non è giustificabile.Anche se non sono 6 milioni, ma 2000 o 1 milione.I cadaveri scheletrici, ammassati nelle fosse comuni, che fanno vedere molti filmati, come si può negare un'ingiustizia del genere?
Forse non si è lucidi di mente?

Fabio
Simona 03 febbraio 2009 00:00
Carissimo Fabio, certo che hai ragione, infatti non si sta negando l'atrocità e l'orrore del nazismo. I morti sono morti. La disumanità è una sola e non si discute. Invece qui si discute solo su una certa menzogna attuata da chi pensa di cavarne dei soldi e come giustamente ha fatto già notare qualcuno, i soldi ricavati dalle disgrazie altrui non sono andate nemmeno alle vittime che hanno subito tutto ciò. Nemmeno ai loro parenti leggitimi.

La mia domanda iniziale è stata: Troppi pazzi nel mondo o troppi bugiardi al mondo ??

I pazzi son pazzi, solo che i bugiardi non si scorgono e infettano di assurdo vittimismo come se sono solo loro ad aver subito e tutti gli altri non subiscono nulla. L'esempio di ciò che sta succedendo ora a Gaza, viene spontaneo chiedersi come mai proprio loro (quelli che hanno subito le atrocità più disumane e che insistono a raccontare e a memoriare in tutto il mondo) perchè proprio loro fanno esattamente come hanno fatto tempo addietro i loro aguzzini nazisti ?? ... Insomma ... i conti non tornano e tutto questo fa pensare molto mettendo un certo dubbio sul come ce l'hanno da sempre raccontata.
francesco c. 08 febbraio 2009 00:00
Caro Fabio, certo che hai ragione, il diritto alla vita è fondamentale, ma qui si parla di ben altro, si parla di una mega bufala, studiata dalle lobbie massoniche, filo giudaiche.

Se vai a guardare le leggi razziali in Italia o in Germania, non parlavano di genocidio, ma erano comuni a quelle di altri stati.

Il progetto Nazi-fascista era scomodo ai comunisti e soprattutto ai capitalisti, la socializzazione attuata avrebbe, distrutto i capitalisti ed avrebbe messo il popolo al pari dei suoi capi.

Vi immaginate una società dove tutti i dipendenti sono soci di pari livello, dove lo stato provvede a dare un lavoro ed una pensione, dove lo stato aiuta a comprare casa. Oggi sono sogni, ma prima erano realtà, ed ai Massoni capitalisti ciò non andava giù, quindi con l'aiuto dei partigiani, hanno ucciso e trucitado milioni di Italiani gettandole nelle fosse carsiche, poi con il regime del terrore hanno imposto il silenzio, sulle foibe ed hanno creato il mito dell'olocausto, chiunque doveva associare il fascismo all'olocausto e quindi al male assoluto. Gli ebrei dal canto loro, erano tanto scossi che finita la guerra sono andati in palestina a trucidare le popolazioni presenti.

Oggi gli ebrei ci riprovano e riprendono il loro massacro, ma questa volta a molti non va giù, e come si dice in sicilia gli uomini di panza stanno parlando, come tanti pentiti.

Sai qual'è la differenza tra ieri ed oggi. oggi abbiamo internet e anche se i media nascondono su internet si trovano le verità.

francesco c. 08 febbraio 2009 00:00
proprio oggi sulla rai facevano una pubblicità sociale per ricordare le vittime delle foibe. Infatti da qualche anno il 10 febbraio e la giornata nazionale in ricordo delle vittime delle foibe.
Mi spiegate, perchè se ne parla solo da qualche anno?
Perchè i media non hanno dato voce ai parenti delle vittime?
Perchè in Italia si ricordano a lavaggio di cervello le vittime altrui e non si ricordano le nostre?
Perchè la chiesa ha taciuto su questi crimini?

Spero che vi soffermate a riflettere su questi interrogativi.
massimo 08 febbraio 2009 00:00
Ormai anche il Rat lo ha ammesso pubblicamente, sempre per chi voglia capire, e soprattutto per chi possa capire... sono messaggi trasversali.

“La Shoa è come la Croce”, cioè è deve essere accettata come verità di Fede senza alcuna prova storico-reale, cioè non è un fatto storicamente accaduto ma come la Resurrezione di Cristo e la Verginità della Madonna fa ormai parte a pieno diritto del corpus mitologico-dottrinale della Chiesa Romana.

Infatti per impedire che si conosca la verità sulla Truffa della Shoa si stanno rispolverando i vecchi arnesi dell’Inquisizione: La Ritrattazione, L’Abiura,... nessuno si permette di scendere nel merito storico della questione, nessuno porta prove o si confronta apertamente con il vescovo Williamson, ne uscirebbero con le ossa rotte. Sanno Tutti benissimo di raccontare balle su balle, daltronde è la loro professione, e quindi trattano la Truffa della Shoa nell’unico modo possibile: come Dogma.
Danno le parole del Rat quindi ragione a chi ha sempre correttamente sostenuto la tesi della Religio Olocaustica; mito, religione, e clero che ci mangia sopra come in tutte le religioni.

Va da sé che, pur ben felice di trovarmi ancora una volta su posizioni opposte a quelle del Rat della chiesa romana, non posso per onore al merito non simpatizzare con il vescovo Williamson che ancora non si è piegato alla violenza ebreo-cattolica, ancora non ha abiurato nonostante il repulisti a cui stanno sottoponendo lui e il suo gruppo: «Ritratterò il mio punto di vista sull'Olocausto solo se troverò nuove prove». (e col piffero che questi truffatori della shoa oseranno parlare di Storia con te, Williamson...)


Oggi intanto gli invasori ebrei, i truffatori della shoa, i cosiddetti “Israeliani” stanno votando in terra di Palestina; l’ennesimo Olocausto di Gaza ( questo sì vero e non inventato) è stata la loro campagna elettorale.
RiflessO 10 febbraio 2009 00:00
Credo proprio che francesco e massimo hanno perfettamente ragione e hai scritto giusto. Anch'io ho letto alcuni libri che riportano su binari un pò più storici alcuni episodi del nostro periodo fascista, e non mi sembra che Mussolini all'inizio avesse infierito più di tanto sugli ebrei. Il fatto è che questi all'epoca avevano in mano tutti i mezzi di informazione e martellarono parecchio il regime, quindi in regime si incacchio per davvero trasformando il tutto in dittattura fascista. Però andando a spulciare il tutto mi sembra che certe cose saltino fuori, come un certo imbroglio di banche intaliani, di strani intrallazzi di acquedotti non finanziati (e che poi Mussolini portò avanti) e tante tante altre cose ancora.
Nel meridione c'era poi una massoneria molto forte e potente che fece cose assurde e fece incacchiare non poco certi personaggi politici dell'epoca. Altre cose era quel di far intervenire l'europa per impedire all'italia di commercializzare con il resto del mondo.

Insomma .. se spulci un pò qui e un pò la, le cose tornano e si comprende benissimo il perchè un certo (e solo) popolo, subì tutto quello che subì nella seconda guerra mondiale. I conti tornano e tornano tutti.
francesco c. 10 febbraio 2009 00:00
Oggi 10 febbraio è la giornata in memoria delle Vittime delle Foibe, questa non è fantascienza è stata una realtà nascosta per oltre 60 anni.

Onore ai Camerati Morti a causa della barbaria comunista di Tito e dei Partigiani Italiani.
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