pinetree
01 febbraio 2009 00:00
Piero, Di proposte più o meno validi c'è ne sono centinaia di migliaia.
Non pensare che sia facile scombusolare il gioco in questo modo.
Ci vuole poco che ti mettono in ginocchia il mercato.
Se vuoi che qualcuno prende sul serio la TUA proposta, dovresti imparare l'arte di come convincere un politico che la proposta e la SUA.
2000snlp
01 febbraio 2009 00:00
La proposta e' da dilettanti.
So che ti dispiacera' il commento, ma e' cosi'.
Creerebbe posti di lavoro, ma ne toglierebbe altri.
Il problema e' nella "filiera".
Non importa che sia corta o lunga; bisogna che la percentuale di profitto sia equamente distribuita.
Legatol
01 febbraio 2009 00:00
Bravo.....!!
Peccato che in pratica nonb funziona.
Legato
Piero
01 febbraio 2009 00:00
"La proposta e' da dilettanti.
So che ti dispiacera' il commento, ma e' cosi'.
Creerebbe posti di lavoro, ma ne toglierebbe altri.
Il problema e' nella "filiera".
Non importa che sia corta o lunga; bisogna che la percentuale di profitto sia equamente distribuita"
La mia proposta è attualmente applicata per gli acquisti della Pubblica Amministrazione. In pratica se un comune deve acquistare qualcosa, vestiario, computer, etc deve rivolgersi per prima cosa al Consip che è l'organismo nazionale incaricato di fare convenzioni con le ditte produttrici a livello nazionale. da quello che mi risulta, per la pubblica amministrazione, questo organismo ha creato un calmiere prezzi fenomenale. I risparmi sono consistenti.
Perchè allora non farlo per l'approvvigionamento alimentare dei cittadini?
Lo spaccio alimentare comunale mi diceva mio padre che esisteva attorno agli anni 50... e all'epoca funzionava!
Senza un organismo nazionale, la filiera corta è praticamente impossibile, visto che ci si deve per forza affidare ai grossisti e alle altre figure di speculatori (la parola per definirli è quella giusta, visto che ricaricano da 50 al 100% sui prodotti!). Pensate che solo chi movimenta la pasta (per capirci: chi con una telefonata fa spostare tonnellate di pasta, prende il 10% del tutto... che paghiamo noi!) La storia che poi si perdono posti di lavoro sta in piedi solo a metà, visto che contestualmente se ne creerebbero più di centomila nuovi (considerando gli 8000 comuni italiani e senza contare l'indotto che si creerebbe oltre al rilancio dell'agricoltura)
Già i centri commerciali lavorano con il personale all'osso e con contratti di lavoro da fame che conosciamo tutti. Ridurre ulteriormente personale a seguito di minori incassi equivarrebbe chiudere... ipotesi scartabile da qualunque società, visto che la fase precedente alla chiusura sarebbe la riduzione degli utili. Meglio quindi guadagnare di meno e andare avanti (che se ben mi ricordo è una delle regole dell'economia aziendale).
D'altronde quando c'è stato il passaggio dalla lira all'euro, queste società hanno praticamente raddoppiato gli utili dall'oggi al domani, offrendo prodotti con prezzi rinominati dalla lira all'euro (1000 lire= un euro!) e senza che nessuno al Governo avesse nulla da eccepire!
I farmer's market nazionali stanno dimostrando che è possibile vendere i prodotti al vecchio prezzo della lira guadagnandoci, pensate che il farmer market di Taranto, uno dei primi in Italia, non vende più il latte alla grande distribuzione ma preferisce venderlo direttamente al consumatore finale perchè ci guadagna di più.
Che dopo sia un discorso di volontà politica, purtroppo, posso essere d'accordo... ho anche provato, come dicevo, a passare l'idea a qualche politico, ma ho dovuto constatare che non hanno alcun interesse a voler risolvere il problema (rossi, bianchi e neri!).
Anche Brunetta, "il gande innovatore", se ne è fregato!
Ho postato nel suo forum questa proposta e poteva dirmi benissimo: caro Piero non capisci una mazza! Invece non lo ha fatto... non ha provato a smontare la mia tesi... non ha proprio risposto!
Io sono 30 anni che mi occupo di problematiche commerciali, conosco a menadito la normativa europea e quella nazionale... mi piacerebbe proprio vedere con quali argomenti sarebbe capace di smontare la mia tesi...
rupy
03 febbraio 2009 00:00
Siamo nel 2009, utilizziamo l'ipod, computer da polso, andiamo e veniamo dalla luna, tutto questo vanto per il futuro e...torniamo agli anni 50', magari con la tessera per il pane dato che abbiamo già la tessera del miserabile. Nel 2002 dovevamo diventare tutti signori..ora non esiste più il ceto medio, pensionati, operai che non arrivano a fine mese, però....abbiamo i politici più pagati al mondo; politici incapaci e inetti a sedere su quelle stracagate poltrone di merda. Il rosso ha iniziato e l'azzuro ci finisce.