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luigi raimondo 01 febbraio 2009 00:00
ma che cosa sono precisamente queste scie chimiche???

luigi, da villaricca
? ? ? ? 01 febbraio 2009 00:00
Tutto questo e altro ancora su ADUC...
Sì, ma... dopo la pubblicità!!...

http://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/

Gianni 01 febbraio 2009 00:00
Ma quali 8 mesi sono anni che rompono le scatole con la bufala delle scie chimiche. Sono solo scie di condensazione dovute allo scarico dei motori di aereo.
Non capisco perché ogni tanto esca qualcuno a riesumare la stupidata delle scie chimiche. Ormai è una storia vecchia, sarebbe ora di finirla mi pare con questo allarmismo senza senso e senza scopo.
Gianni
Axayacatl 30 dicembre 2015 18:12
TANKER ENEMY HA REALIZZATO IL PRIMO DOCUMENTARIO PROFESSIONALE ITALIANO SUL TEMA DELLA GEOINGEGNERIA CLANDESTINA ALIAS "SCIE CHIMICHE". 61 MINUTI IN FULL HD. QUI, invece, la versione 2015 del documentario "Scie chimiche: la guerra segreta": 37 minuti serrati, densi, efficaci, uno spaccato essenziale, eppure incisivo ed esauriente della geoingegneria clandestina. Buona visione e, soprattutto, buona divulgazione!
http://www.tanker-enemy.eu/scie-chimiche-la-guerra-segreta.htm
Axayacatl 30 dicembre 2015 18:14
Link esatto
http://www.tanker-enemy.eu/scie-chimiche-la-guerra-segreta.htm
Axayacatl 30 dicembre 2015 18:15
Togliere lo spazio dopo h per vedere il documentario.
Axayacatl 30 dicembre 2015 18:15
In vari articoli e nel documentario “Scie chimiche: la guerra segreta” avevamo preannunciato e paventato un incremento della mortalità a cause delle massicce, diuturne, micidiali operazioni di geoingegneria bellica. Ora giunge una conferma dall’ISTAT. E’ una conferma che non avremmo mai voluto avere. I giornalisti che hanno riportato la notizia, basata su indagini recenti, si arrovellano cercando di capire quale possa essere la causa del fenomeno. Noi non ci arrovelliamo. Conosciamo la risposta ed è la seguente: la ragione principale dell’incremento nella percentuale dei decessi va ricercata nelle chemtrails. Qualcuno potrebbe obiettare, adducendo l’argomento secondo cui le statistiche non sono attendibili, ma è sufficiente considerare quanti tra parenti, amici e conoscenti in questi anni o si sono purtroppo ammalati o sono deceduti per comprendere che i numeri in oggetto corrispondono ad una triste realtà. Per amore di completezza e per non essere accusati di procedere a senso unico, ricordiamo le cause precipue della contaminazione ambientale:
• Geoingegneria clandestina
• Traffico aereo civile
• Centrali nucleari (scorie e fughe radioattive)
• Inceneritori
• Discariche
• Campi elettromagnetici
• Uso di ordigni bellici
• Zootecnia, agricoltura industrializzata ed attività manifatturiere
• Traffico veicolare (benzene, nanoparticolato dei motori Diesel etc.)
• Altre fonti
Dalle statistiche mensili elaborate dall’ISTAT si rileva come il totale dei morti in Italia nei primi otto mesi del 2015 – ultimo aggiornamento a tutt’oggi disponibile – sia aumentato di 45mila unità rispetto agli stessi primi otto mesi del 2014. La cosa non è affatto marginale, se si pensa che ciò corrisponde ad un aumento dell’11,3% e che, se confermato su base annua, porterebbe a 666mila morti nel 2015 contro i 598mila dello scorso anno. Si tratta di un incremento di ben 68mila unità che appare in gran parte concentrato nella componente femminile (+41mila) e che verosimilmente coinvolge soprattutto la fascia più anziana della popolazione residente nel nostro paese. Il dato è impressionante, ma ciò che lo rende del tutto anomalo è il fatto che per trovare un’analoga impennata della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro sino al 1943 e, prima ancora, occorre risalire agli anni tra il 1915 e il 1918: due periodi della nostra storia segnati dalle guerre che largamente spiegano dinamiche di questo tipo. Viceversa, in un’epoca come quella attuale, in condizioni di pace (?) e con uno stato di benessere (?) che, nonostante tutto, è da ritenersi ancora ampio e generalizzato, come si giustifica un rialzo della mortalità di queste dimensioni?[…]
Non basta evocare l’invecchiamento demografico
Non potendo ancora disporre dei dati puntuali sull’incidenza dei decessi per singola età e per genere nel corso del 2015 – dati che ci consentirebbero di valutare gli eventuali cambiamenti del rischio di morte – possiamo sin d’ora cercare almeno di capire se, e soprattutto in quale misura, l’impennata di mortalità del 2015 sia ascrivibile al semplice processo di invecchiamento della popolazione italiana o se, invece, abbia altre cause. […] Le modifiche nella struttura della popolazione spiegano solo in minima parte la maggior frequenza di decessi. Infatti, se i rischi di morte fossero restati invariati rispetto a quelli osservati di recente (ISTAT 2014), l’aumento del numero di persone anziane avrebbe dato luogo solo a 16mila decessi in più rispetto al 2014. E le altre 52mila unità aggiuntive a che cosa sono dovute?
Aspettando nuovi elementi
La questione resta dunque aperta. Tra qualche mese avremo certamente dati più esaurienti che, ci si augura, consentiranno spiegazioni plausibili. […] È la presenza di 68mila morti in più, se confermata dal resoconto di fine anno, rappresenta un segnale importante che la demografia consegna alla riflessione sia del mondo scientifico sia di quello della politica, della pubblica amministrazione e dello stato sociale (tutti insieme appassionatamente coinvolti nel negare la geoingegneria clandestina alias scie chimiche, n.d.r.). E’ un evento “straordinario” che richiama alla memoria l’aumento della mortalità nei Paesi dell’Est Europa nel passaggio dal comunismo all’economia di mercato: un “déjà vu” che non vorremmo certo rivivere. Il controllo della spesa sanitaria sempre e a qualunque costo – in un momento di recessione economica – può avere effetti molto pesanti sul già fragile sistema demografico. Dobbiamo esserne consapevoli.
Gian Carlo Blangiardo
Fonte: neodemos
lucillafiaccola1796 05 gennaio 2016 18:53
Axayacatl
molto ben scritto e convincente, anche se io già conoscevo il probelma
A quelli che non credono, posso dire che non vedono. Le scie chimiche hanno dei disegni ben precisi, che non sono dovuti ai gas di scarico degli aerei, anche perché allora tutti gli aerei le dovrebbero avere e così non è
Non capisco che cosa hanno da stare dalla parte degli inquinatori assassini questi qua!!!
Axayacatl 06 gennaio 2016 10:44
Purtroppo i negazionisti sono molti, prezzolati e no. Ciao
savpg8801 06 gennaio 2016 20:19
C'è almeno un centinaio di pagine di articoli solo di ADUC su "inquinamento" :
una bellina di Mastrantoni del 26/11/2009 ...
"Fa sorridere la notizia che in Australia c'e' stato un allarme da fuga di gas in una fattoria della quale era "responsabile" una scrofa di 120 chili che, affetta da qualche problema intestinale, emetteva consistenti quantita' di gas. Sono addirittura intervenuti i pompieri per assodare i fatti e il tutto e' finito con una risata. La flatulenza e' una miscela di gas e di particelle di feci. Sorridiamo all'idea che i gas emessi dagli animali hanno un qualche effetto sull'inquinamento ambientale ma si stima che il 18 per cento delle emissioni annuali di gas serra a livello mondiale sono attribuibili a bovini, bufali, pecore, capre, cammelli, maiali e pollame. Goodland e Anhang, due scienziati americani, autori della ricerca "Animali e cambiamenti climatici" attribuiscono il 51% delle emissioni annuali di gas serra a livello mondiale agli animali. Le flatulenze sono una minore parte dei gas emessi dagli animali ma la diffusione intensiva degli allevamenti, e dei relativi inquinamenti, dovrebbe indurci a riconsiderare il nostro tipo di alimentazione nella quale la carne la fa da padrone....
Altre centinaia di fonti possono essere lette per cultura.
Altro che scie chimiche. Quelle degli animali dovrebbero farci paura.
--..--.. e ripeto:
Scie chimiche o chiamate altrimenti, esistono da decenni, almeno quelle rilevate statisticamente e, molto meno, quelle rilevate con deduzioni e analisi e con danni accertati.
L'ultimissima(del 30/12/2015) riunione di gabinetto "scientifico"politico per portare una pezza all'inquinamento (non è servito a niente Parigi ?) ha dimostrato ancora una volta discordia di soluzioni, incompetenza, scambi politici, spiegazioni solite ed inattuabili.
Se queste spiegazioni e risoluzioni fossero buone avrebbero dato risultati reali già negli anni passati, in altre conferenze, ma non è così.
Si spera solo nella danza della pioggia e del vento, in definitiva. Ora è arrivata, nessuno più parla.
Le passate rottamazioni che sono state la più lurida azione di favoritismo nei confronti delle marche straniere, non sono evidentemente servite e, adesso, le vogliono rimettere.
Le diminuzioni di gradazione di temperatura di 2 gradi anche in passato sono state fatte, ma a nulla sono servite: e chi mai rastrella decine e decine di milioni di edifici per controllare. e, dopo l'improbabile controllo, via a tutta manetta. come per gli autovelox.
Nei centri abitati si dovrà circolare non più max 50kmh ma a trenta. Dovranno allora spendere 2 miliardi per rifare i cartelli, gli atti dispositivi ecc.
E non servirà a nulla perchè ci vorrebbe un vigile ogni automobilista.
Ecc.ecc.
In tema di lunghezza di aspettativa di vita o sua diminuzione, troppi sono i fattori in gioco.
Certe semplici rilevazioni non sono frutto dei"grandi numeri" ma di osservazioni settoriali ed incoerenti, del resto come tutte le statistiche incomplete lo sono e non sono per nulla indicative di un fenomeno.
Soluzioni possono essere, se fossero veri i fenomeni, diverse.
Dal punto di vista umano, dal punto di vista fiscale, dal punto di vista lavorativo, dal punto di vista economico ed altro.
Si sa bene che l'accanimento terapeutico è un business per tutti: per un ospedale o per i medici esterni e di famiglia, è un aumento di lavoro, quindi propedeutico di maggiori assunzioni(calo disoccupazionale); per le case farmaceutiche, ancora meglio, per tutti i beni e servizi delle forniture, benissimo; trasporti, ristorazione, abbigliamento, vestiario, lavanderie, presìdi sanitari, farmacie, ed ogni altro indotto, hanno maggior lavoro, quindi benessere e impiego.
Il fisco, di conseguenza, ci guadagna con le imposte e tasse. Nulla di meglio per lo Stato sempre povero.
L'aspetto umano.....
Cosa fare? eutanasie risolutrici, o maggior assistenza perchè qualcuno può guarire o stare meglio e, quindi consumare di più?
Se si tolgono di mezzo tutti i colpiti da queste conclamate scie chimiche (ma c'è anche dell'altro) Crolla tutto un mondo economico-fiscale-lavorativo con danno di tutto e ribadisco TUTTO il Popolo e, con esso, lo Stato.
Se si mantiene lo "status quo" si conserva, almeno per questo fenomeno, la funzionalità dello Stato.
Il letamaio che viene descritto dallo scrivente è fisiologicamente da conservarsi.
Ma, come in tutte le altre cose, il problema finisce solo e definitivamente a carico dei diretti interessati, solo unici responsabili in proprio.
Per analogia, sarebbe come impedire di buttare il quarto di cibo in spazzatura impoverendo tutto il settore produttivo di esso con conseguenze incalcolabili.
M'è andato di ripeterlo.
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