13/12/2005: GIORNATA DEL RISPARMIO TRADITO-MANIFESTAZIONE DI PROTESTA A ROMA DEI TANGORAPINATI
Al Presidente Commissione Finanze della Camera
Renzo Patria
e p.c.
Al Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
Al Presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi
Al Presidente della Camera
Pierferdinando Casini
Al Ministro del Tesoro
Giulio Tremonti
Al Ministero degli Affari Esteri
Gianfranco Fini
Al Governatore della Banca d'Italia
Antonio Fazio
Al Presidente della Consob
Lamberto Cardia
Oggi 13.12.2005 delego la rappresentanza del gruppo "BOND ARGENTINA" del forum de Il Sole 24 Ore a chiedere che siano risarciti i danni per la perdita del risparmio investito in bond argentini, dovendosi imputare tali danni in via solidale:
- alla repubblica argentina (per avere stipulato obbligazioni con la consapevolezza di non poterle adempiere);
- alle banche collocatrici, le quali, per lucrare commissioni e spreads altissimi, hanno collocato bond formalmente indirizzati agli investitori istituzionali e perciò privi di prospetto, ma in realtà destinati alla massa dei risparmiatori, nonostante che non fossero adatti a loro a causa dell'alta rischiosità, conosciuta dalle banche ma tenuta nascosta ai risparmiatori;
- alla banca d'Italia, per non essere intervenuta a bloccare l'ingresso dei bond in Italia ed avere addotto la risibile giustificazione di non averne i poteri, che invece le erano riconosciuti dalle cosiddette "istruzioni di vigilanza per le banche", titolo IX, cap. 1 ove si afferma: "La possibilità che si formi e si sviluppi un mercato spesso e ordinato di titoli di debito privati è direttamente collegata all'efficacia dei controlli volti a garantire la stabilità e l'efficienza del mercato stesso. Controlli che impediscano un grave turbamento nell'afflusso dei titoli sul mercato, favoriscano il corretto operare dei meccanismi concorrenziali, la trasparenza nella formazione dei prezzi, la tutela del risparmiatore":tali poteri dovevano essere usati sia in considerazione dell'impatto macroeconomico delle emissioni, sia perché la Banca d'Italia ha riconosciuto di essere competente quando ha bloccato l'ingresso a 52 emissioni nel 2002 (dichiarazione dello stesso governatore durante la riunione del CICR8.07.03) ed ha bloccato l'ingresso delle nuove emissioni Brasile nell'ultimo anno;
- alla Banca d'Italia, per avere disatteso l'istanza, formulata in data 16 febbraio 2005 all'on. Bruno Tabacci (pres. Comm. attività produttive) di avviare una indagine sui bond argentini venduti dalle banche nell'imminenza del default;
- alla Consob, per non avere impedito la vendita in Italia fra i piccoli risparmiatori di titoli argentini, ben sapendo che i titoli erano adatti "unicamente ad investitori professionali in condizione di valutare e sostenere rischi speciali" e che le offering circulars vietavano la diffusione delle notizie in esse contenute e quindi ponevano le premesse per un forma generalizzata di insider trading, consentendo alle banche di negoziare i titoli Argentina, spesso con altissimi spreads, avvalendosi delle asimmetrie informative, posto che gli investitori istituzionali "sapevano", mentre i piccoli risparmiatori non sapevano, né potevano sapere, a causa della segretezza delle "offering circurals": si ricorda la seguente definizione di informazione privilegiata: "informazione specifica di contenuto determinato, di cui il pubblico non dispone, concernente strumenti finanziari o emittenti di strumenti finanziari, che, se resa pubblica, sarebbe idonea ad influenzarne sensibilmente il prezzo"; a ciò si aggiunga che le offering circulars prevedevano la figura di un manager stabilizzatore del prezzo, che poteva sostenere il prezzo o desistere a sua insindacabile discrezione, alterando in tal modo l'andamento del mercato e anche di tale inquietante figura nulla è mai stato detto ai piccoli risparmiatori;
- alle banche negoziatrici, responsabili per non essersi procurate, nella maggior parte dei casi, neppure le offering circulars, di avere dolosamente o colposamente taciuto notizie importanti, perfino dopo che l'Argentina aveva promulgato in data 14/11/2000 la "Ley de emergencia-economico-financiera n. 25344", che praticamente dichiara un default interno; per essere state sanzionate dalla Consob a causa della disorganizzazione concernente le procedure informative; per aver aggravato il danno dei piccoli risparmiatori, inducendoli a non accettare l'OPS con la promessa di agire presso l'ICSID mentre a distanza di 5 anni dal default nessuna iniziativa è stata assunta, rischiando di far incappare in prescrizioni e decadenze i piccoli risparmiatori in ingenua attesa;
- al Parlamento italiano per avere lasciato in mano alla Consob uno strapotere normativo che ha creato l'escamotage di qualificare come lecita la vendita in Italia di strumenti finanziari esteri senza alcuna informazione specifica e senza alcun documento informativo (con la scusa che manca una OPV);
- al Parlamento italiano per avere approvato il nuovo articolo 2412 cc senza renderlo applicabile a tutti i casi pendenti e senza rendere la banche negoziatrici responsabili della solvenza degli emittenti (sia società che stati esteri) ogni volta che esse vendono prodotti finanziari privi di prospetto informativo;
- al Parlamento italiano per avere lasciato i propri cittadini indifesi di fronte all'arroganza della Repubblica argentina e degli altri corresponsabili, spingendoli verso un enorme contenzioso giudiziario, che danneggia sia la fiducia nelle istituzioni e nelle banche, sia la funzionalità della magistratura.
POICHE' TROPPO TEMPO E' ORMAI TRASCORSO INVANO, I PICCOLI RISPARMIATORI CHIEDONO CHE GLI OPPORTUNI RIMEDI VENGANO INSERITI NELLE LEGGI DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA FINANZIARIA, CON ESPRESSO PREAVVISO CHE, IN CASO DI ULTERIORE INERZIA, IL LORO MALCONTENTO SI ESPRIMERA' ALLE PROSSIME ELEZIONI E SFOCERA' IN UN CONTENZIOSO LEGALE TALE DA PARALIZZARE LA GIA' PRECARIA FUNZIONALITA' DELLA GIUSTIZIA ITALIANA E DA RIVERSARSI ANCHE SULLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI.
Distinti saluti.
Roma, 13,12,05
Estensore e primo firmatario della petizione, a disposizione per eventuali chiarimenti e documenti: Avv. Prof. Anna Campilii- Via Zarotto, 47- 43100 PARMA