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14 di NISAN - Scopriamo insieme la verità.
di Progressista
30 aprile 2006 0:00
 

Spiegazione della diatriba sul 14 di Nisan.

Quando avvenne la fusione sincretica tra i cristo-paolini e gli apostolici-gesuani (intorno al 140), erano presenti, tra i personaggi di maggior spicco, Valentino, Aniceto, Marcione e Policarpo, rappresentanti dei "quattro angoli": vale a dire delle chiese di Alessandria, di Roma, di Antiochia e d'Asia. In tale occasione venne eletto (con brogli, secondo quanto si evince dalla lettura di Tertulliano) il primo vescovo della Chiesa cristiano-ortodossa: Aniceto. (sembra che in "pole-position" ci fosse l'alessandrino Valentino)

Secondo quanto si recepisce dagli scritti di Ireneo e da altre fonti, sembrerebbe che inizialmente venne messo a punto anche un vangelo comune, poi abbandonato. Tale Vangelo si sarebbe chiamato "dei Quattro Angoli". Successivamente le varie chiese "personalizzarono" quattro distinti vangeli, "armonizzati" in seguito. La Chiesa d'Asia adottò il Vangelo di Giovanni, quella d'Alessandria il "Marco Segreto" (divenuto, previa "armonizzazione", l'attuale Vangelo di Marco), quella di Antiochia il Vangelo di Luca e quella di Roma il Vangelo di Matteo.

Tra i partecipanti al lavoro di "fusione" sorse la famosa "querelle" sul giorno in cui si doveva celebrare la Pasqua. Policarpo, rappresentante della Chiesa apostolica d'Asia, voleva che venisse istituito ufficialmente come giorno di celebrazione il 14 di Nisan: vale a dire il giorno in cui Gesù il nazareno venne giustiziato.

Nisan era il nome del mese che, nel calendario ebraico del tempo, andava dalla metà di Marzo alla metà di Aprile: dunque, il 14 di Nisan corrispondeva, all'incirca, alla fine di Marzo. Tuttavia, i cristo-paolini insistevano perchè il giorno della celebrazione fosse la domenica immediatamente successiva. Questo perchè secondo i paolini il crocifisso da Pilato sarebbe risorto proprio la domenica mattina. (inoltre, a spingere a ciò vi erano anche sentimenti antigiudaici, molto forti nella Chiesa di Antiochia)

Dal momento che gli apostolici gesuani non riconoscevano la resurrezione di Gesù, in quanto dal giorno in cui egli venne giustiziato ancora deve risorgere, per loro non aveva senso festeggiare laPasqua in un giorno diverso da quello in cui Gesù venne giustiziato.

D'altro canto, accettare questo punto di vista per i paolini voleva dire gettare alle ortiche la loro fantasiosa costruzione teologica, circa la resurrezione del Cristo crocifisso, e pertanto non si raggiunse mai un accordo in merito a questo aspetto.

Gli apostolici, sia quelli che parteciparono alla fusione sincretica (divenendo, insieme ai paolini, "cristiano-ortodossi"), sia quelli che mantennero la loro originaria identità, continuarono a festeggiare la Pasqua in concordanza con gli ebrei, sino al Concilio di Nicea.

Successivamente, con il delinearsi del predominio della fazione paolina, geneticamente filoimperiale, la celebrazione domenicale della Pasqua venne imposta a tutto il mondo cristiano di allora. Tuttavia, la setta degli apostolici, la quale continuò ad esistere per tutto il V secolo (prima di essere oggetta di persecuzioni come gli "eretici" gnostici) continuò a festeggiare la ricorrenza pasquale il 14 di Nisan.

Tutti coloro che prima e dopo la fusione sincretica del 140-45 (la quale diede vita al prototipo del cristianesimo che oggi conosciamo), celebravano la Pasqua il 14 di Nisan furono detti "Quartodecimani".


Progressista
 
 
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