Il 25 Aprile fu sconfitto il razzismo
Uno dei pregiudizi più difficile da combattere nel mondo è che il fatto di appartenere a una razza piuttosto che a un'altra o di essere nati in una religione piuttosto che in un'altra, consenta a un uomo o, a un gruppo di uomini, di considerarsi superiori ad altri dominandoli. In Italia, fenomeni più dolorosi in questi àmbiti, si son vissuti sotto Mussolini, che nella sua smania di adeguarsi in tutto all'ideologia del suo alleato, applicò quell'assurda teoria per la quale si doveva mirare al «miglioramento quantitativo e qualitativo della razza italiana preservandola da incroci e imbastardimenti » .
Fondandosi su codesti principii, nel 1939, dopo aver nel 1938 promulgato Il Manifesto della razza, il régime fascista cominciò a perseguitare gli ebrei, inizialmente privandoli dei diritti civili, relegandoli ai margini della società per poi arrivare a consegnarli ai nazisti che li bruciarono dentro i forni crematori dei campi di concentramento. Il 25 Aprile si festeggia la liberazione da queste aberrazioni, e io credo che in questo giorno cantare Bella e Ciao, sia di gran lunga preferibile all'inno nazionale Fratelli d'Italia, poiché questo ultimo lo cantavano anche i fascisti, e il cantare oggi qualcosa che anche 'quelli' cantarono, sarebbe una riconciliazione a livello ideologico, e, io son convinto che la mano o le 'terga', ai fascisti, non si dà. Mai! Manco a quei fascisti di ieri, che oggi son diventati comunisti o pacifisti.
F G Mangascià
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