L'ASSENTEISMO DEGLI STATALI COSTA UN PUNTO DI PIL
Mercoledì 05 Dicembre 2007
di LUCIANO COSTANTINI
ROMA «L’assenteismo degli statali costa un punto di Pil». Questa volta Luca Cordero di Montezemolo quantifica il peso dell’inefficienza della macchina pubblica e di chi la fa andare avanti. Facendo ruotare il suo discorso intorno al cardine dell’equità. Con un accento forte sulla parola chiave del merito che «è segno di civiltà oltre che di equità». L’occasione è quella dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Luiss; l’affondo è di quelli diretti, tanto da provocare l’immediata reazione dei sindacati e dello stesso ministro della Funzione Pubblica, Nicolais. E di numeri, in effetti, il presidente di Confindustria ne presenta tanti per dimostrare la propria tesi, che poi è compendiata in un tranciante giudizio: «L’assenteismo è l’emblema dell’inefficienza e del cattivo funzionamento della pubblica amministrazione, il fenomeno più evidente e clamoroso». Giudizio certo espresso in altre occasioni, pur in toni più soft, ma che dinanzi agli studenti della Luiss, ai docenti, al presidente degli Amici della Luiss Francesco Gaetano Caltagirone, è accompagnato dai numeri. Appunto. «L’assenteismo nel pubblico impiego è del 30% superiore rispetto alle grandi imprese industriali». Ancora: «Azzerare le assenze diverse delle ferie porterebbe a un risparmio di quasi un punto di Pil, 1,4 miliardi: 8,3 negli enti centrali e 5,9 in quelli locali». Infine: «Tra ferie e permessi vari un pubblico dipendente è fuori ufficio mediamente un giorno di lavoro su cinque».
Il leader degli industriali presenta anche una classifica, seppure sommaria, dell’assenteismo pubblico: in testa è il ministero della Difesa con 65 giornate in un anno, a seguire i ministeri dell’Economia e dell’Ambiente, entrambi con oltre 60 giorni. Agenzia delle Entrate e Inpdap sfondano i 67 giorni. Nella hit-parade degli enti locali al primo posto è il Comune di Bolzano con 74 giorni di assenza all’anno, pari al 29% delle giornate lavorative. Oltre 70 giorni per il Comune di La Spezia e la Provincia di Ascoli Piceno. Un risultato sorprendente. Domanda: come è possibile che il record dell’assenteismo sia in città del Nord? La risposta va ricercata nel fatto che presumibilemnete al Nord segnano con maggior rigore le assenze e, forse, al Sud - o per lo meno in alcune parti rilevanti - non segnano nemmeno quelle. Parole e numeri che descrivono comunque una macchina pubblica assolutamente dispendiosa, inefficiente, praticamente incontrollabile ed incontrollata. Come riportarla in pista? «Sanzionare chi non produce pur essendo pagato per farlo. Basta con i premi di risultato per tutti», consiglia Montezemolo. Ma, evidentemente, è qualcosa di più di un consiglio. Concetto che ne apre un altro. Automaticamente. «Bisogna tornare a remunerare di più, chi di più lavora, sia nel pubblico che nel privato». «Cioè va rimesso al centro il merito per vincere quella competizione per le idee e i talenti che è, e sarà la sfida di questo secolo. Il merito è segno di civiltà oltre che di equità. Premiare chi merita significa riconoscere le persone per quello che valgono, per il loro impegno e non per la loro estrazione sociale». Ed invece: «La nostra rimane una società incentrata sulle caste, dove la mobilità sociale è bassissima, dove i figli perpetuano il lavoro dei padri».
Ed il merito viaggia di pari passo con la produttività. In Italia negli ultimi sei anni le retribuzioni sono salite più della produttività. E’ necessario, dunque, invertire la rotta. E lo strumento è la contrattazione che dovrebbe puntare a definire gli aumenti salariali in base alla produttività, là dove la produttività nasce, vale a dire nelle aziende. «Nessun commento» da palazzo Chigi. Replica secco, invece, il ministro Nicolais: «Non è possibile che lo sport nazionale sia attacacre la pubblica amministrazione. Il problema è di sistema». Immdiate le critiche del sindacato. Dice Epifani (Cgil): «Montezemolo fa confusione, ha messo insieme cose diverse». Bonanni (Cisl): «Ricorrere all’iperbole per fare sensazione è sbagliato e offende chi lavoro». Angeletti (Uil): «Il presidente invece di parlare di assenteismo dovrebbe occuparsi piuttosto del livello basso dei salari». Polverini (Ugl): «Una crociata contro i lavoratori pubblici».
di LUCIANO COSTANTINI
ROMA «L’assenteismo degli statali costa un punto di Pil». Questa volta Luca Cordero di Montezemolo quantifica il peso dell’inefficienza della macchina pubblica e di chi la fa andare avanti. Facendo ruotare il suo discorso intorno al cardine dell’equità. Con un accento forte sulla parola chiave del merito che «è segno di civiltà oltre che di equità». L’occasione è quella dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Luiss; l’affondo è di quelli diretti, tanto da provocare l’immediata reazione dei sindacati e dello stesso ministro della Funzione Pubblica, Nicolais. E di numeri, in effetti, il presidente di Confindustria ne presenta tanti per dimostrare la propria tesi, che poi è compendiata in un tranciante giudizio: «L’assenteismo è l’emblema dell’inefficienza e del cattivo funzionamento della pubblica amministrazione, il fenomeno più evidente e clamoroso». Giudizio certo espresso in altre occasioni, pur in toni più soft, ma che dinanzi agli studenti della Luiss, ai docenti, al presidente degli Amici della Luiss Francesco Gaetano Caltagirone, è accompagnato dai numeri. Appunto. «L’assenteismo nel pubblico impiego è del 30% superiore rispetto alle grandi imprese industriali». Ancora: «Azzerare le assenze diverse delle ferie porterebbe a un risparmio di quasi un punto di Pil, 1,4 miliardi: 8,3 negli enti centrali e 5,9 in quelli locali». Infine: «Tra ferie e permessi vari un pubblico dipendente è fuori ufficio mediamente un giorno di lavoro su cinque».
Il leader degli industriali presenta anche una classifica, seppure sommaria, dell’assenteismo pubblico: in testa è il ministero della Difesa con 65 giornate in un anno, a seguire i ministeri dell’Economia e dell’Ambiente, entrambi con oltre 60 giorni. Agenzia delle Entrate e Inpdap sfondano i 67 giorni. Nella hit-parade degli enti locali al primo posto è il Comune di Bolzano con 74 giorni di assenza all’anno, pari al 29% delle giornate lavorative. Oltre 70 giorni per il Comune di La Spezia e la Provincia di Ascoli Piceno. Un risultato sorprendente. Domanda: come è possibile che il record dell’assenteismo sia in città del Nord? La risposta va ricercata nel fatto che presumibilemnete al Nord segnano con maggior rigore le assenze e, forse, al Sud - o per lo meno in alcune parti rilevanti - non segnano nemmeno quelle. Parole e numeri che descrivono comunque una macchina pubblica assolutamente dispendiosa, inefficiente, praticamente incontrollabile ed incontrollata. Come riportarla in pista? «Sanzionare chi non produce pur essendo pagato per farlo. Basta con i premi di risultato per tutti», consiglia Montezemolo. Ma, evidentemente, è qualcosa di più di un consiglio. Concetto che ne apre un altro. Automaticamente. «Bisogna tornare a remunerare di più, chi di più lavora, sia nel pubblico che nel privato». «Cioè va rimesso al centro il merito per vincere quella competizione per le idee e i talenti che è, e sarà la sfida di questo secolo. Il merito è segno di civiltà oltre che di equità. Premiare chi merita significa riconoscere le persone per quello che valgono, per il loro impegno e non per la loro estrazione sociale». Ed invece: «La nostra rimane una società incentrata sulle caste, dove la mobilità sociale è bassissima, dove i figli perpetuano il lavoro dei padri».
Ed il merito viaggia di pari passo con la produttività. In Italia negli ultimi sei anni le retribuzioni sono salite più della produttività. E’ necessario, dunque, invertire la rotta. E lo strumento è la contrattazione che dovrebbe puntare a definire gli aumenti salariali in base alla produttività, là dove la produttività nasce, vale a dire nelle aziende. «Nessun commento» da palazzo Chigi. Replica secco, invece, il ministro Nicolais: «Non è possibile che lo sport nazionale sia attacacre la pubblica amministrazione. Il problema è di sistema». Immdiate le critiche del sindacato. Dice Epifani (Cgil): «Montezemolo fa confusione, ha messo insieme cose diverse». Bonanni (Cisl): «Ricorrere all’iperbole per fare sensazione è sbagliato e offende chi lavoro». Angeletti (Uil): «Il presidente invece di parlare di assenteismo dovrebbe occuparsi piuttosto del livello basso dei salari». Polverini (Ugl): «Una crociata contro i lavoratori pubblici».