C'è chi spera
è strano il comportamento della sinistra e dell'estrema sinistra nei confronti del G 8. E' un evento che fa onore all' Italia e in più si tiene in una località tristemente toccata da eventi naturali: persino alcuni partiti dell'opposizione si erano dimostrati soddisfatti quando il Governo scelse di spostare l'incontro dei "Grandi "dalla Maddalena all' Aquila. Ora che cosa fanno mentre le orde barbariche dei no-global iniziano a dare segni della loro presenza? Nulla, stanno a guardare forse, ma che forse, sicuramente con la speranza di "rompere le uova nel paniere". Ad onor del vero, in questi due ultimi mesi nulla hanno tralasciato per mettere in cattiva luce Berlusconi, in modo che i "Grandi" non portassero le loro consorti nel fango che loro, i sinistri ed alcuna becera stampa, avevano cercato di gettare addosso al Capo del Governo e che poi, causa il vento contrario, si sono ritrovato addosso. I Grandi ospiti arrivano, così, con tutto il loro seguito. Ora che hanno fallito in quest'opera demente di far fare brutta figura all'Italia e, considerato che molta voce in capitolo hanno verso le frange dei "valorosi" no- global, si mobilitino, almeno solo verbalmente, per dire a costoro di tornarsene a casa e spendere le energie che avrebbero profuso nei disordini, per lavorare, magari nello stesso Abruzzo. Cercare di attivarsi per impedire disordini sarebbe opera meritoria, oltre che doverosa, anche nei confronti di coloro che hanno dovuto subire una simile tragedia.