l'Italia allo sfascio.
Stracciato l'ultimo record, toccato nel giugno dello scorso anno
Tra le voci che hanno inciso di più ci sono le amministrazioni locali
Conti pubblici, debito record
in febbraio a 1.551 miliardi
Il governatore di Bankitalia, Mario Draghi
ROMA - Nuovo record assoluto per il debito pubblico che a febbraio, calcolato in termini assoluti, è arrivato a quota 1.551,4 miliardi di euro. Lo rivela il Bollettino statistico di Bankitalia: l'ammontare del debito pubblico, a febbraio, è aumentato di circa 7 miliardi di euro rispetto al mese precedente.
Il precedente record era stato toccato a giugno dello scorso anno, quando aveva raggiunto quota 1.546.022 milioni di euro.
Il record si riferisce al debito calcolato in valori assoluti, ma non ha implicazione ai fini europei: per il patto di stabilità, infatti, l'indicatore di riferimento è il rapporto tra il debito e il Pil.
Ma guardiamo le cifre nei dettagli. A gennaio, il debito era pari a 1.544.647 milioni di euro. Ma a febbraio è cresciuto rispetto al mese precedente è cresciuto dello 0,4%, mentre su febbraio 2005 del 3,6%.
Il debito pubblico registrato a febbraio 2006 dalla Banca d'Italia dipende per 90.523 milioni di euro dal debito delle amministrazioni locali, in crescita di poco più di un miliardo di euro rispetto a gennaio. Di questi 31.552 milioni di euro sono imputabili alle regioni, mentre 51.104 a province e comuni. Alla voce "altri enti" viene segnalato un debito di 7.866
milioni.
(12 maggio 2006)
* * * * * * *
Nel più puro spirito demagogico che ha caratterizzato il governo Berlusconi, la maggioranza uscente si sta "vantando" del trend positivo (almeno nel breve termine) dell'industria, cercando di far dimenticare agli italiani lo stato disastroso dei conti pubblici.
La scelta di ridurre le aliquote fiscali sopra un certo reddito non ha sfiorato neppure lontanamente la grande massa dei contribuenti ma è stata una vera manna per una minoranza di cittadini che godono di redditi medio-alti. Tra questi, manco a dirlo, c'è Silvio Berlusconi, il quale, grazie alla legge progettata ed approvata dal "suo" governo, ha potuto risparmiare migliaia di miliardi di vecchie "lirette", mentre oggi oltre il 50% degli italiani non sa come arrivare a fine mese.
Inutile dire quante persone si potrebbero corrompere e comprare con una tale massa di denaro risparmiato! Fortunatamente questo non è il caso del nostro ex primo ministro il cui rigore morale è ben noto a tutti i magistrati d'Italia.
Nel '94, quando il nostro "eroe" riuscì a formare un governo grazie al tradimento di alcuni deputati e senatori eletti nello schieramento di centrosinistra (e quindi avvantaggiati da voti che altrimenti non avrebbero mai preso), l'onesto governo messo insieme da Berlusconi varò una legge che permetteva un risarcimento fiscale sugli utili reinvestiti. Ovviamente questi "utili" avrebbero dovuto essere tali e non frutto di sconcertanti quanto ignobili manovre speculative a danno di tutta la collettività. Così, appena varata la legge, il direttore di una società di Berlusconi, che gestiva il commercio di pellicole cinematografiche, chiese al suo padrone, cioè al governo gestito da Berlusconi, se poteva rivendere tali pellicole ad un'altra società di Berlusconi. Dopo un "lungo" ripensamento, con adeguato esame di coscienza, Berlusconi (forse dopo aver avuto anche il placet dalla sua guida spirituale) decise a malincuore di concedere al suo direttore di dar seguito all'operazione.
Da questa "manovretta" saltarono fuori, come per "magia", oltre 250 miliardi di utili: solo per spostare la proprietà di dette pellicole da una società di Berlusconi ad un'altra sempre di sua proprietà! Dal momento che l' "accorto" direttore aveva preventivamente chiesto l'autorizzazione al governo presieduto dal suo padrone, tutto ebbe il crisma della "legalità". Allo sconsolato fisco italiano non rimase che "rimborsare" quanto dovuto!
Grazie al provvidenziale denaro piovuto nelle sue tasche, Berlusconi potè dar seguito ad ambiziose scalate borsistiche. A nulla è valso l'impegno del generoso Di Pietro per incastrare questi galantuomini: alla fine una corte di giustizia ha emesso una sentenza favorevole a lui. (tanto per cambiare!)
A fronte di tutto ciò, se il governo Prodi e la maggioranza che lo sostiene non intenderà fare nulla per mettere in luce tutte le "ombre" di tale vicenda (ombre proiettate dai "tremonti" ministeriali), è difficile che il centrosinistra potrà continuare a godere ancora a lungo del supporto di tutti i suoi elettori!
cronista
Tra le voci che hanno inciso di più ci sono le amministrazioni locali
Conti pubblici, debito record
in febbraio a 1.551 miliardi
Il governatore di Bankitalia, Mario Draghi
ROMA - Nuovo record assoluto per il debito pubblico che a febbraio, calcolato in termini assoluti, è arrivato a quota 1.551,4 miliardi di euro. Lo rivela il Bollettino statistico di Bankitalia: l'ammontare del debito pubblico, a febbraio, è aumentato di circa 7 miliardi di euro rispetto al mese precedente.
Il precedente record era stato toccato a giugno dello scorso anno, quando aveva raggiunto quota 1.546.022 milioni di euro.
Il record si riferisce al debito calcolato in valori assoluti, ma non ha implicazione ai fini europei: per il patto di stabilità, infatti, l'indicatore di riferimento è il rapporto tra il debito e il Pil.
Ma guardiamo le cifre nei dettagli. A gennaio, il debito era pari a 1.544.647 milioni di euro. Ma a febbraio è cresciuto rispetto al mese precedente è cresciuto dello 0,4%, mentre su febbraio 2005 del 3,6%.
Il debito pubblico registrato a febbraio 2006 dalla Banca d'Italia dipende per 90.523 milioni di euro dal debito delle amministrazioni locali, in crescita di poco più di un miliardo di euro rispetto a gennaio. Di questi 31.552 milioni di euro sono imputabili alle regioni, mentre 51.104 a province e comuni. Alla voce "altri enti" viene segnalato un debito di 7.866
milioni.
(12 maggio 2006)
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Nel più puro spirito demagogico che ha caratterizzato il governo Berlusconi, la maggioranza uscente si sta "vantando" del trend positivo (almeno nel breve termine) dell'industria, cercando di far dimenticare agli italiani lo stato disastroso dei conti pubblici.
La scelta di ridurre le aliquote fiscali sopra un certo reddito non ha sfiorato neppure lontanamente la grande massa dei contribuenti ma è stata una vera manna per una minoranza di cittadini che godono di redditi medio-alti. Tra questi, manco a dirlo, c'è Silvio Berlusconi, il quale, grazie alla legge progettata ed approvata dal "suo" governo, ha potuto risparmiare migliaia di miliardi di vecchie "lirette", mentre oggi oltre il 50% degli italiani non sa come arrivare a fine mese.
Inutile dire quante persone si potrebbero corrompere e comprare con una tale massa di denaro risparmiato! Fortunatamente questo non è il caso del nostro ex primo ministro il cui rigore morale è ben noto a tutti i magistrati d'Italia.
Nel '94, quando il nostro "eroe" riuscì a formare un governo grazie al tradimento di alcuni deputati e senatori eletti nello schieramento di centrosinistra (e quindi avvantaggiati da voti che altrimenti non avrebbero mai preso), l'onesto governo messo insieme da Berlusconi varò una legge che permetteva un risarcimento fiscale sugli utili reinvestiti. Ovviamente questi "utili" avrebbero dovuto essere tali e non frutto di sconcertanti quanto ignobili manovre speculative a danno di tutta la collettività. Così, appena varata la legge, il direttore di una società di Berlusconi, che gestiva il commercio di pellicole cinematografiche, chiese al suo padrone, cioè al governo gestito da Berlusconi, se poteva rivendere tali pellicole ad un'altra società di Berlusconi. Dopo un "lungo" ripensamento, con adeguato esame di coscienza, Berlusconi (forse dopo aver avuto anche il placet dalla sua guida spirituale) decise a malincuore di concedere al suo direttore di dar seguito all'operazione.
Da questa "manovretta" saltarono fuori, come per "magia", oltre 250 miliardi di utili: solo per spostare la proprietà di dette pellicole da una società di Berlusconi ad un'altra sempre di sua proprietà! Dal momento che l' "accorto" direttore aveva preventivamente chiesto l'autorizzazione al governo presieduto dal suo padrone, tutto ebbe il crisma della "legalità". Allo sconsolato fisco italiano non rimase che "rimborsare" quanto dovuto!
Grazie al provvidenziale denaro piovuto nelle sue tasche, Berlusconi potè dar seguito ad ambiziose scalate borsistiche. A nulla è valso l'impegno del generoso Di Pietro per incastrare questi galantuomini: alla fine una corte di giustizia ha emesso una sentenza favorevole a lui. (tanto per cambiare!)
A fronte di tutto ciò, se il governo Prodi e la maggioranza che lo sostiene non intenderà fare nulla per mettere in luce tutte le "ombre" di tale vicenda (ombre proiettate dai "tremonti" ministeriali), è difficile che il centrosinistra potrà continuare a godere ancora a lungo del supporto di tutti i suoi elettori!
cronista