L'ITALIA INVECCHIA AL VOLANTE
Fonte divulgativa: CENTRO DI FORMAZIONE AMBIENTALE "MONFERRATO",
http://www.cfa-monferrato.it
Potete diffondere le notizie citando la fonte divulgativa oltre a quella
primaria
Ndr Gruppo Gevam Onlus: chiunque utilizzi un minimo l'autovettura si sarà
sicuramente accorto di come siano sempre più numerose le code che si formano
nelle strade ex statali, anche dio grande comunicazione, e non solo a causa
di autocarri a pieno carico o trattori, ma per autovetture condotte da
persone anziane che viaggiano a 50 kmh dove il limite è di 90. Ma il
problema non è questo, è giusto che loro guidino con prudenza ed in base
alle loro condizioni psicofisiche, il problema è che spesso giovani
conducenti li sorpassino con il cellulare all'orecchio ... se la società e
le famiglie non fossero allo sfascio, sarebbe il giovane a condurre in auto
il parente anziano nel luogo dove deve recarsi ...
L'ITALIA INVECCHIA AL VOLANTE. Lo rivela una ricerca dell'ACI e del CENSIS,
ma ce ne eravamo già accorti ...
Fonte: Associazione Nazionale Carabinieri
http://www.assocarabinieri.it/index.htm
Una ricerca condotta su un campione di 2000 soci ACI
L'ACI, l'Automobile Club d'Italia, e il CENSIS, Centro Studi Investimenti
Sociali, hanno di recente, presentato il XV rapporto, dal titolo davvero
eloquente: "L'Italia invecchia al volante. Gli over 65 sono i nuovi padroni
della strada. Cambiano gli stili di guida, i vizi e le virtù degli
automobilisti". La curiosità di conoscere ci spinge a sfogliare la ricerca.
L'ho fatto io per voi, e qui di seguito lo stralcio di quel che ho trovato
più interessante. Nel nostro Paese circola una vettura ogni 1,4 abitanti,
nel 1961 disponevamo appena di una vettura ogni 20,1 abitanti. Un parco
veicoli esteso a tal punto porta il nostro Paese al primo posto in Europa
per numero di auto immatricolate sul totale del numero di abitanti. La
cattiva abitudine di fare un uso eccessivo dell'auto privata, anche per
brevi spostamenti, è oggi certamente la principale causa della paralisi del
sistema dei trasporti e degli ingorghi urbani che quotidianamente
paralizzano le nostre città. Con il crescere dell'età lo stile d'uso
dell'auto muta e con esso le esigenze di mobilità privata. Oggi i giovani
dai 18 ai 29 anni sono 4.025.980, per effetto dell'invecchiamento della
popolazione, tra appena 10 anni questa coorte diminuirà di circa 11,0%; la
componente più anziana, dai 55 agli 80 anni, aumenterà del 9.0%. Ne consegue
che la comunità degli automobilisti ineluttabilmente diventerà sempre più
espressione di una popolazione che invecchia e con il passar degli anni
cambia il proprio stile di vita, usa meno l'auto, preferisce la
intermodalità, ma necessita anche di sostituire la vettura attualmente
posseduta con un veicolo più adatto alle mutate esigenze. Per tutte le fasce
di età, e trasversalmente a tutto il territorio nazionale, l'auto
rappresenta il mezzo di spostamento a cui si ricorre nella quasi totalità,
l'89,1% dei casi, mentre soltanto il 23,3% delle persone percorre tratti a
piedi. Per gli spostamenti quotidiani i mezzi pubblici urbani e i veicoli a
due ruote sono utilizzati all'incirca allo stesso modo e comunque per meno
del 20,0% dei trasferimenti ricorrenti. Tale stile d'uso, però, presenta
connotazioni correlate all'età: gli automobilisti più giovani sono i
maggiori utilizzatori di mobilità privata sia su quattro che su due ruote.
Man mano che si avanza con l'età si assiste ad una contrazione d'uso,
ricorrendo più frequentemente al trasporto pubblico urbano, e si cammina più
spesso a piedi. Anziano, comunque, non è sinonimo di difficoltà di guida.
Spesso si sente dire, "l'anziano può avere difficoltà visive, è spesso
affetto da sordità, è assorto nei suoi pensieri". Gli studi di
psicogerontologia hanno invece dimostrato che alcune abilità/capacità si
potenziano all'aumentare dell'età, ed anche l'efficienza intellettiva può
continuare a progredire con l'avanzare degli anni, diventando più lenta ma
anche più riflessiva, più ristretta ma non necessariamente meno creativa.
Per quanto attiene alle capacità fisiche, con l'età è innegabile che queste
diminuiscano, ma intervengono i meccanismi di compensazione, di vicarianza
operanti nel sistema nervoso e nel comportamento. In definitiva, con il
salire degli anni l'automobilista percorre meno chilometri (88,6%), cambia
lo stile di vita e la macchina serve sempre meno (83,6%), diminuisce il
valore simbolico dell'auto (83,5%), ha maggiori difficoltà di guida (76,3%),
prova meno piacere nel guidare (72,2%). I ricercatori che hanno redatto lo
studio hanno anche esaminato il comparto dei sinistri stradali. Ogni giorno
in Italia si verificano in media 617 incidenti stradali, che causano la
morte di 15 persone e il ferimento di altre 860. Sebbene il numero degli
incidenti e degli infortunati sia in diminuzione, la situazione appare
ancora preoccupante per la sicurezza delle strade. Se guardiamo ai
comportamenti degli automobilisti, i quali rappresentano come abbiamo visto
la prima causa di incidentalità, le trasgressioni risultano ancora troppe.
Il 91,1% degli incidenti stradali è stato causato dal comportamento
scorretto del conducente, in particolare, il 15,1% del totale delle cause è
rappresentato dalla guida distratta o dall'andamento indeciso, il 12,2%
dall'eccesso di velocità e l'11,4% dal mancato rispetto della distanza di
sicurezza. Ancora dati per riflettere. Il consumo delle quattro ruote si
contrae in termini di chilometri mediamente percorsi in un anno, ma la
frequenza d'uso dell'auto rimane sostanzialmente stabile, soprattutto tra i
giovani automobilisti e nelle fasce di età intermedie per circa 5,6 giorni a
settimana. Da ultimo, quel che più ci preoccupa. Si calcola che nel 2005
siano stati sottratti ai legittimi proprietari 274.333 veicoli, una media di
751 furti al giorno, tuttavia questo pernicioso fenomeno è in diminuzione,
sebbene si registrino fasi alterne. Il triste primato spetta alla Lombardia,
al secondo posto la Campania, terza regione in classifica il Lazio, seguono
Puglia, Sicilia, Piemonte ed Emilia Romagna. Chiosa di curiosità: il 64,2%
degli italiani di notte ricorre al garage privato, spendendo in media 103,7
euro al mese, tale comportamento è davvero sintomatico del valore, economico
e funzionale attribuito all'auto. "Servono maggiori investimenti per il
trasporto pubblico " - ricorda il presidente dell'ACI Franco Lucchesi
commentando i dati - "e c'è una domanda di innalzamento degli standard
qualitativi del mezzo privato". È la società, secondo il segretario generale
del Censis Giuseppe De Rita, che sta andando verso "un bisogno di maggiore
tranquillità e comodità e quasi di arresto, come dimostra l'acquisto di case
e auto, quasi per un immobilizzo dei patrimoni".
di Umberto Pinotti