Domenica 21 giugno 2026
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ABBATTERE I PICCIONI PERCHE' ANIMALI NOCIVI?

L'INFORMATORE · · 5 interventi
Anticipazioni di news dal Centro di Formazione Ambientale
"Monferrato",
gestito dal Gruppo GEVAM Onlus (sul sito http://www.gevam.it ci si può
iscrivere alla Newsletter trisettimanale gratuita - Casella Postale
111,
15033 Casale Monferrato AL Piemonte Italy - tel. 0142487408 - Codice
Fiscale: 91015510067)
Fonte divulgativa: CENTRO DI FORMAZIONE AMBIENTALE
"MONFERRATO",
http://www.cfa-monferrato.it


Con preghiera di diffusione.

ABBATTERE I PICCIONI PERCHE' ANIMALI NOCIVI?

Con un certo stupore ho appena letto sull'ultimo numero del
L'ARATRO,
quindicinale dell'Unione Provinciale Agricoltori di Alessandria
(organizzazione che conta oltre 4mila iscritti in prov. di AL), a
pagina 7
in alto a dx, un articolo dal titolo: Appello ai Comuni contro i
piccioni.
Non posso riportarvelo perché non hanno un sito web e quindi non è
reperibile se non sul giornale. Sembrava di leggere un articolo di una
ventina di anni fa, nel senso che sembrava leggendolo che la qualità dei
contenuti risalissero per il livello culturale delle dichiarazioni e
delle
proposte appunto ad epoche che si sperava ormai superate da una
rinnovata e
diffusa sensibilità sociale ed istituzionale.
In sintesi l'articolo definisce i colombi come animali
"nocivi" ed auspica
che i comuni provvedano ad abbattimenti periodici, plaudendo a chi ha
già
provveduto a questo tipo di provvedimento (ordinanza sindacale di
abbattimento).
E' talmente assurdo, disinformato ed anacronistico un simile
intervento che
non intendo perdere tempo per enumerare ed enucleare tutti validi
motivi di
contrarietà, illegittimità ed assurdità di una simile posizione: anche i
bambini della scuola materna ormai sanno che per ridurre e controllare
il
numero di piccioni ci sono metodi non cruenti ed efficaci, di
conseguenza
dovrebbero esserne informati sia le Amministrazioni Comunali e sia la
leadership della Confagricoltura, ed inoltre non esistono animali
nocivi,
nel senso che il nocivo è un giudizio unilaterale antropocentrico che
non ha
nulla a che vedere con la scienza e la natura, e proporne
l'abbattimento è
un metodo indegno di una società civile, oltre che pericoloso.
Quindi oltre che invitare le Amministrazioni Locali ad informarsi presso
l'ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) o la LIDA (Lega Italia
per i
Diritti degli Animali) o altre associazioni protezioniste su come
intervenire, se mai fosse necessario (ed ancora da dimostrare),
inviterei
soprattutto la Confagricoltura ad adeguarsi ai tempi ed alla sempre più
diffusa sensibilità sociale e culturale nei confronti dell'ambiente
e della
fauna, che non si aspetta certo certi improvvidi regressi primitivi ...
Da un simile episodio possiamo desumere che non possiamo mai
permetterci di
abbassare la guardia, che certe conquiste culturali e sociali non sono
affatto diffuse e consolidate, che spesso ci facciamo delle illusioni
sull'esito del nostro impegno di ambientalisti seri e qualificati,
in quanto
l'ignoranza è ancora molta e la tentazione di ricorrere a metodi
cruenti
abituali e tollerati prevale spesso (vedasi l'espansione che ha
avuto il
bracconaggio in Italia negli ultimi anni).
Calorosi saluti
Claudio Martinotti
Presidente Gruppo Gevam Onlus
http://www.gevam.it

P.S.
Purtroppo l'ARATRO non riporta alcun indirizzo web ed e.mail, per
cui se
qualcuno volesse protestare o approfondire l'argomento posso solo
fornirvi
l'indirizzo: via Trotti 122 15100 Alessandria tel 0131 43151




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panoramica
esauriente di tutto quanto avviene ed ha ripercussioni sull'ambiente
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coloro che non desiderano riceverle devono inviare una e.mail di
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