ABOLITO IL COSTO PER LA RICARICA: dobbiamo giorire?
Siamo tutti contenti per l'abolizione del costo per la ricarica ma c'è veramente da rallegrarsi?
L'odiavamo a tal punto questo costo che è d'uso comune definirlo "tassa di ricarica".
Mi domando se questo provvedimento di legge non nasconda una bella dose di illiberismo e demagogia.
Il provvedimento legislativo ha per titolo "Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese".
Niente da dire sul programma annunciato dal titolo e, data la richiamata urgenza, c'era da attendersi qualcosa di dirompente.
Invece, l'art. 1 ha per oggetto "Ricarica nei servizi di telefonia mobile, trasparenza e libertà di recesso dai contratti con operatori telefonici, televisivi e di servizi internet".
Pensavo di trovare in questo articolo la possibilità di recedere dal canone RAI poiché
> risulta evidente a tutti che non si tratta di una tassa per il possesso di un apparecchio televisivo ma un modo per finanziare la RAI che tutto è tranne un servizio pubblico;
> la RAI opera in aperta violazione del contratto di servizio e delle norme europee che impongono la trasparenza sull'utilizzo dei soldi pubblici: quali programmi sono realizzati con i soldi del canone?
Ma torniamo alla ricarica.
Perché di ciò si occupa il comma 1 del citato art. 1.
"Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonché di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, è vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l'applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica.(omissis). Ogni eventuale clausola difforme è nulla ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile- Gli operatori adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni.".
Demagogia e illiberismo. Perché?
Perché proibire l'applicazione di costi fissi limitatamente agli operatori della telefonia mobile? Non è questo un trattamento discriminatorio? I costi fissi non rendono forse poco trasparenti anche le offerte di telefonia fissa? Perché è lecito il costo fisso sul contratto di fornitura del gas, dell'acqua, dell'elettricità? Boh misteri della fede!
E' lecito che per legge si decida la nullità di milioni di contratti validamente conclusi?
La carta ricaricabile è nata in risposta agli esosi contratti per la telefonia mobile appesantiti dalle tasse governative. E' fuori discussione che per offrire il servizio di ricarica gli operatori sostengono dei costi (d'accordo, ampiamente remunerati dal costo addebitato): la distribuzione di card che devono garantire un guadagno anche a chi le vende; la gestione dei siti internet per la ricarica online; gli accordi con le banche per consentire la ricarica tramite uno sportello bancomat; e avanti così.
Se il contratto adesso è per legge dichiarato nullo è evidente che il nuovo contratto non può giuridicamente essere quello precedente con la semplice cancellazione del costo di ricarica. Questo costo non era infatti un elemento accessorio del contratto ma elemento sostanziale e fondante sin dalla stipulazione del contratto.
Dubito sulla legittimità di questo provvedimento e dubito che esso si tradurrà in un vantaggio per il consumatore.
Il costo di ricarica è sostanzialmente allineato, facilmente eliminabile dal consumatore per concentrare l'attenzione sul costo alla risposta e a scatto. In queste voci si annida la reale difficoltà di confronto.
Quanto tempo è incluso nello scatto alla risposta? Quanto dura uno scatto? Quale metodo di taratura ha il congegno conta scatti? Come facciamo a verificare l'effettivo numero di scatti? Che strumento di controllo abbiamo? Può un software aggiungere in automatico uno scatto a ogni telefonata?
Se c'era una cosa trasparente nelle telefonia mobile questa era proprio il costo per la ricarica.
Il resto è avvolto nel più denso fumo.
Dubito che con provvedimenti di questa portata il mercato diventi più concorrenziale e trasparente.
Dubito che decidendo per legge sul come devono essere costruite le tariffe si renda un buon servizio al mercato e al consumatore. Ben vengano le norme sugli obblighi di chiarezza nella comunicazione ma perché proibire a priori un costo fisso?
Non sono un azionista degli operatori telefonici, non sono dipendente di una compagnia telefonica, non sono neanche masochista. Sono contento che sia stato abolito un costo ma temo che questo tornerà sotto altre vesti e che il mercato non abbia nulla da guadagnare da provvedimenti simili.
Bersani farebbe bene a non disperdere le energie inseguendo mille rivoli. Si concentri su poche cose e su quelle vada a fondo.
Le banche per esempio dove c'è moltissimo da fare.
L'amministrazione pubblica, per esempio, che con l'atavica inefficienza è ben lungi dalla trasparenza e provoca enormi costi al cittadino utente.
Bersani ha mai pensato a quanto costa al cittadino l'inutile complessità del nostro sistema fiscale? Scusate, non è vero che questa complessità è inutile: serve agli evasori!
Bersani ha mai pensato che un cittadino spende parecchi euro per comprare da ricche case editrici le istruzioni per la compilazione del modello unico? Perchè lo Stato consente che qualcuno lucri sulla enorme produzione normativa dello Stato? Non mi riferisco, ovviamente, alla pregevole manualistica tecnica che spiega le norme e l'ambito applicativo ma il fatto oggettivo che le istruzioni del ministero delle finanze siano vendute, senza alcun servizio aggiuntivo, a valori che superano di molto il costo di carta stampa confezione e distribuzione. Perché nel concedere il diritto di stampa di queste istruzioni non s'impone per legge anche un livello massimo di prezzo al pubblico? Se poi la trasparenza divenisse di casa negli ambienti legislativi forse il cittadino risparmierebbe molto di più. Ma forse in questo modo le tanto amate corporazioni sindacali e professionali perderebbero facili profitti. E' così ministro Bersani?
L'odiavamo a tal punto questo costo che è d'uso comune definirlo "tassa di ricarica".
Mi domando se questo provvedimento di legge non nasconda una bella dose di illiberismo e demagogia.
Il provvedimento legislativo ha per titolo "Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese".
Niente da dire sul programma annunciato dal titolo e, data la richiamata urgenza, c'era da attendersi qualcosa di dirompente.
Invece, l'art. 1 ha per oggetto "Ricarica nei servizi di telefonia mobile, trasparenza e libertà di recesso dai contratti con operatori telefonici, televisivi e di servizi internet".
Pensavo di trovare in questo articolo la possibilità di recedere dal canone RAI poiché
> risulta evidente a tutti che non si tratta di una tassa per il possesso di un apparecchio televisivo ma un modo per finanziare la RAI che tutto è tranne un servizio pubblico;
> la RAI opera in aperta violazione del contratto di servizio e delle norme europee che impongono la trasparenza sull'utilizzo dei soldi pubblici: quali programmi sono realizzati con i soldi del canone?
Ma torniamo alla ricarica.
Perché di ciò si occupa il comma 1 del citato art. 1.
"Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonché di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, è vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l'applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica.(omissis). Ogni eventuale clausola difforme è nulla ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile- Gli operatori adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni.".
Demagogia e illiberismo. Perché?
Perché proibire l'applicazione di costi fissi limitatamente agli operatori della telefonia mobile? Non è questo un trattamento discriminatorio? I costi fissi non rendono forse poco trasparenti anche le offerte di telefonia fissa? Perché è lecito il costo fisso sul contratto di fornitura del gas, dell'acqua, dell'elettricità? Boh misteri della fede!
E' lecito che per legge si decida la nullità di milioni di contratti validamente conclusi?
La carta ricaricabile è nata in risposta agli esosi contratti per la telefonia mobile appesantiti dalle tasse governative. E' fuori discussione che per offrire il servizio di ricarica gli operatori sostengono dei costi (d'accordo, ampiamente remunerati dal costo addebitato): la distribuzione di card che devono garantire un guadagno anche a chi le vende; la gestione dei siti internet per la ricarica online; gli accordi con le banche per consentire la ricarica tramite uno sportello bancomat; e avanti così.
Se il contratto adesso è per legge dichiarato nullo è evidente che il nuovo contratto non può giuridicamente essere quello precedente con la semplice cancellazione del costo di ricarica. Questo costo non era infatti un elemento accessorio del contratto ma elemento sostanziale e fondante sin dalla stipulazione del contratto.
Dubito sulla legittimità di questo provvedimento e dubito che esso si tradurrà in un vantaggio per il consumatore.
Il costo di ricarica è sostanzialmente allineato, facilmente eliminabile dal consumatore per concentrare l'attenzione sul costo alla risposta e a scatto. In queste voci si annida la reale difficoltà di confronto.
Quanto tempo è incluso nello scatto alla risposta? Quanto dura uno scatto? Quale metodo di taratura ha il congegno conta scatti? Come facciamo a verificare l'effettivo numero di scatti? Che strumento di controllo abbiamo? Può un software aggiungere in automatico uno scatto a ogni telefonata?
Se c'era una cosa trasparente nelle telefonia mobile questa era proprio il costo per la ricarica.
Il resto è avvolto nel più denso fumo.
Dubito che con provvedimenti di questa portata il mercato diventi più concorrenziale e trasparente.
Dubito che decidendo per legge sul come devono essere costruite le tariffe si renda un buon servizio al mercato e al consumatore. Ben vengano le norme sugli obblighi di chiarezza nella comunicazione ma perché proibire a priori un costo fisso?
Non sono un azionista degli operatori telefonici, non sono dipendente di una compagnia telefonica, non sono neanche masochista. Sono contento che sia stato abolito un costo ma temo che questo tornerà sotto altre vesti e che il mercato non abbia nulla da guadagnare da provvedimenti simili.
Bersani farebbe bene a non disperdere le energie inseguendo mille rivoli. Si concentri su poche cose e su quelle vada a fondo.
Le banche per esempio dove c'è moltissimo da fare.
L'amministrazione pubblica, per esempio, che con l'atavica inefficienza è ben lungi dalla trasparenza e provoca enormi costi al cittadino utente.
Bersani ha mai pensato a quanto costa al cittadino l'inutile complessità del nostro sistema fiscale? Scusate, non è vero che questa complessità è inutile: serve agli evasori!
Bersani ha mai pensato che un cittadino spende parecchi euro per comprare da ricche case editrici le istruzioni per la compilazione del modello unico? Perchè lo Stato consente che qualcuno lucri sulla enorme produzione normativa dello Stato? Non mi riferisco, ovviamente, alla pregevole manualistica tecnica che spiega le norme e l'ambito applicativo ma il fatto oggettivo che le istruzioni del ministero delle finanze siano vendute, senza alcun servizio aggiuntivo, a valori che superano di molto il costo di carta stampa confezione e distribuzione. Perché nel concedere il diritto di stampa di queste istruzioni non s'impone per legge anche un livello massimo di prezzo al pubblico? Se poi la trasparenza divenisse di casa negli ambienti legislativi forse il cittadino risparmierebbe molto di più. Ma forse in questo modo le tanto amate corporazioni sindacali e professionali perderebbero facili profitti. E' così ministro Bersani?