L'affaire Granata:Espellere il Vicepresidente dell'antimafia dal partito sarebbe un danno d'immagine incalcolabile
Quando si ricopre un carica in un organismo come la commissione parlamentare antimafia, non si hanno più obblighi nei confronti del partito di provenienza, poiché la lotta alla mafia non può permettersi alcuna deroga, nella fedeltà al cittadino e in memoria degli Eroi caduti , nel contrastare quell’‘onorata società’ che persegue un solo fine: quello del denaro. Per incassare quel denaro non è necessario che la mafia parteggi ideologicamente per la destra o per la sinistra, governo od opposizione: è sufficiente che sia favorita dal potere; favorita cioè da dei veri e propri delinquenti che pur ricoprendo incarichi politici o di pubblica amministrazione concludono con i mafiosi dei disonoratissimi accordi fraudolenti; degli accordi segreti con cui prima si tradisce e poi si truffa, quando non si assassina, il cittadino italiano, favorendo degli illeciti finanziari con cui parte del denaro pubblico finisce nei conti correnti dei mammasantissima. Tutto questo gli italiani, ormai, lo sanno. Detto ciò ma come pretende, e come solo può pensare il pdl , di poter espellere il Vicepresidente dell’Antimafia, On Fabio Granata dal Partito e poi godere ancora della fiducia degli italiani, quando è trasparente che un espulsione dal Pdl del Vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, sarebbe per il Partito della Libertà un danno d’ immagine incalcolabile. Irreparabile. Dunque, per amore del partito.., si consigliano tarallucci e vino anche per l’ultima querelle, ottimi quando si ingoia amaro..
Francesco Mangascià
Francesco Mangascià