Antrace: qualcuno sapeva in anticipo
Antrace: qualcuno sapeva in anticipo
Maurizio Blondet
27/02/2007
Jerome Hauer
L'11 settembre 2001 Jerome Hauer era direttore della Kroll Asssociates (la potente compagnia di sicurezza e di investigazione privata) e uno tra i consiglieri del National Institute of Health, il principale organo sanitario americano, come specialista di guerra biologica.
Si apprende ora che quello stesso giorno in cui crollavano le Twin Towers, Hauer consigliò la Casa Bianca di cominciare ad assumere il Cipro, l'antibiotico efficace contro l'antrace (il carbonchio).
La prima lettera all'antrace, contenente la letale polverina bianca (spore «militarizzate») e una lettera in cattivo inglese apparentemente scritta da un fanatico islamico, apparve più di una settimana più tardi.
Solo tre settimane dopo arrivarono altre lettere infette, dirette ai senatori Daschle e Leahy, due democratici.
Il «consiglio» di Hauer non fu reso pubblico allora.
Ma come mai Hauer sapeva tutto prima?
Stranamente, non era la prima volta che questo esperto personaggio s'era rivelato profeta.
Nel 1998, Hauer fu assunto dall'ufficio di gestione emergenze (Office of Emergency Management) del comune di New York, e prontamente ottenne dal sindaco - Rudolf Giuliani - grossi fondi per studiare il virus del Nilo (West Nile virus), una gravissima encefalite trasmessa dalle zanzare.
Solo dal 1999 apparvero in USA i primi casi, accompagnati da una immensa campagna di stampa allarmistica.
I casi furono, dal '99 fino al 2001, solo 149.
Nel solo 2002 salirono a oltre 4.000, con 284 casi mortali.
La faccenda delle lettere all'antrace è il particolare che i media non ricordano mai nelle rievocazioni della tragedie dell'11 settembre.
Appena le prime lettere arrivarono a destinazione Paul Wolfowitz, allora vice-ministro al Pentagono, affermò che esse «provavano» la complicità tra Osama bin Laden e Saddam, Hussein, perché l'Iraq aveva sviluppato l'antrace come arma biologica.
Invece un piccolo giornale di Washington, lo «Hartford Courrant», scoprì che l'antrace delle lettere era di ceppo Ames, un ceppo del microbo trattato solo in USA, prodotto nel laboratorio militare di Dugway in un grado di purezza e concentrazione non raggiunto né dai sovietici né dall'Iraq.
Si scoprì anche che l'antrace «Ames» era nella disponibilità di un altro laboratorio militare americano, l'USAAMRID di Fort Detrick: dal quale s'era licenziato nel '91 un biologo militare, il colonnello Philips Zak, ebreo e sionista fanatico.
Zak era stato colto nel '92 a penetrare nel suo ex-laboratorio per asportarne colture batteriche pericolosissime. (1)
Dopo questa scoperta, la faccenda antrace sparì dalle prime pagine.
L'FBI non ha mai cercato di rispondere alla ovvia domanda: se le lettere infette erano collegate all'attentato dell'11 settembre, opera della stessa mente.
E perché il «terrorista islamico» aveva mandato l'antrace a senatori democratici, quando alla Casa Bianca c'era un governo repubblicano?
Fatto sta che i democratici furono intimiditi.
E il parlamento fu chiuso addirittura, per disinfestazione.
Durante quei giorni senza controllo parlamentare, Bush emanò i decreti d'emergenza, i «Patriot Act».
Ora, un fascio di luce su Jerome Hauer (attualmente promosso direttore dell'Office of Public Health Preparedness per i suoi meriti profetici) consente di cominciare a dare qualche risposta all'enigma.
Fu Hauer a gestire la difesa contro l'antrace, di cui accusò subito Al Qaeda.
Ma soprattutto, va fatta luce sull'altra azienda di cui era «managing director», ossia la Kroll Associates.
Si tratta della maggiore agenzia d'investigazione degli Stati Uniti, e fra i suoi clienti ha le forze armate e il governo.
Negli anni '80 la Kroll ebbe la responsabilità della sicurezza della Borsa: era conosciuta come
«la CIA di Wall Street» sia per i suoi compiti (indagini riservate) sia perché arruolava ex-agenti dell'intelligence. ma non solo.
L'11 settembre 2001, la Kroll Associate era la ditta responsabile per la sorveglianza e la sicurezza dell'intero World Trade Center.
E responsabile della sicurezza al WTC era il nuovo dirigente della Kroll, John O'Neill.
Chi era costui?
Fino ad agosto, il vicedirettore dell'Fbi che si dedicava alla caccia ad Osama Bin Laden.
Ma ad agosto O'Neill, ottimo poliziotto, si era dimesso denunciando pubblicamente che la nuova amministrazione Bush ostacolava, e aveva bloccato, le indagini su Al Qaeda.
O'Neill aveva abbandonato un lavoro da 100 mila dollari l'anno.
Ma ne aveva trovato uno da 300 mila, nel privato: appunto come direttore della security del WTC, assunto dalla Kroll.
O'Neill prese servizio il 10 settembre 2001.
Il giorno dell'attentato era nel suo ufficio in una delle due torri, e diede un valido aiuto all'evacuazione.
Poi scomparve, apparentemente travolto nel crollo dei grattacieli.
Ma un ex-collega dell'FBI lo ha visto, impolverato e mentre cercava di chiamare col telefonino, per la strada; dunque era già uscito dall'edificio, prima del crollo.
L'ex collega lo vide allontanarsi tra le nubi di polvere.
Non è stato più trovato. (2)
Il fatto è che se O'Neill fosse vivo, sarebbe difficile sostenere la versione ufficiale sull'attentato opera di Bin Laden e dei suoi piloti della domenica.
Sarebbe stato un osso duro nei talk-show, avrebbe ripetuto le sue accuse contro l'Amministrazione Bush, avrebbe smascherato le complicità più scottanti.
Non ha potuto farlo, è morto.
Coincidenza?
Ci siamo sempre domandati quale sia stata «l'anima buona» che gli trovò il lucroso posto dirigenziale nel luogo dove avrebbe trovato la morte nel primo giorno di occupazione.
Ora lo sappiamo: Jerome Hauer, manager director della Kroll.
Hauer fu intervistato lo stesso 11 settembre da Dan Rather, il celebre giornalista della CBS.
E mentre ancora la polvere si stendeva su Manhattan, Rather chiese al direttore della Kroll chi pensava potessero essere gli autori dell'attentato: qualche stato ostile?
Hauer rispose: «Mah, no, non sarei sicuro che sia un fatto organizzato da uno Stato. come ho già detto, certo, ci sono gli indizi di tipi come, mettiamo, Bin Laden».
Già sapeva tutto, prima ancora che l'accusa contro Al Qaeda fosse ufficialmente elevata
da Bush: ancora una volta profeta.
Questa storia, con tutte le pezze d'appoggio e le fonti (compreso il video dell'intervista di Hauer alla CBS) è postato dal sito Winterpatriot, http://winterpatriot.blogspot.com/2007/02/meet-jerome-hauer-911-suspect-awaiting.html.
Da leggere prima che scompaia.
Maurizio Blondet
Note
1) Ne ho parlato nel mio «11 Settembre, colpo di Stato in USA», Effedieffe, capitolo «Il caso antrace».
2) Anche di O'Neill ho raccontato la storia in «11 settembre, colpo di Stato in Usa».
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Maurizio Blondet
27/02/2007
Jerome Hauer
L'11 settembre 2001 Jerome Hauer era direttore della Kroll Asssociates (la potente compagnia di sicurezza e di investigazione privata) e uno tra i consiglieri del National Institute of Health, il principale organo sanitario americano, come specialista di guerra biologica.
Si apprende ora che quello stesso giorno in cui crollavano le Twin Towers, Hauer consigliò la Casa Bianca di cominciare ad assumere il Cipro, l'antibiotico efficace contro l'antrace (il carbonchio).
La prima lettera all'antrace, contenente la letale polverina bianca (spore «militarizzate») e una lettera in cattivo inglese apparentemente scritta da un fanatico islamico, apparve più di una settimana più tardi.
Solo tre settimane dopo arrivarono altre lettere infette, dirette ai senatori Daschle e Leahy, due democratici.
Il «consiglio» di Hauer non fu reso pubblico allora.
Ma come mai Hauer sapeva tutto prima?
Stranamente, non era la prima volta che questo esperto personaggio s'era rivelato profeta.
Nel 1998, Hauer fu assunto dall'ufficio di gestione emergenze (Office of Emergency Management) del comune di New York, e prontamente ottenne dal sindaco - Rudolf Giuliani - grossi fondi per studiare il virus del Nilo (West Nile virus), una gravissima encefalite trasmessa dalle zanzare.
Solo dal 1999 apparvero in USA i primi casi, accompagnati da una immensa campagna di stampa allarmistica.
I casi furono, dal '99 fino al 2001, solo 149.
Nel solo 2002 salirono a oltre 4.000, con 284 casi mortali.
La faccenda delle lettere all'antrace è il particolare che i media non ricordano mai nelle rievocazioni della tragedie dell'11 settembre.
Appena le prime lettere arrivarono a destinazione Paul Wolfowitz, allora vice-ministro al Pentagono, affermò che esse «provavano» la complicità tra Osama bin Laden e Saddam, Hussein, perché l'Iraq aveva sviluppato l'antrace come arma biologica.
Invece un piccolo giornale di Washington, lo «Hartford Courrant», scoprì che l'antrace delle lettere era di ceppo Ames, un ceppo del microbo trattato solo in USA, prodotto nel laboratorio militare di Dugway in un grado di purezza e concentrazione non raggiunto né dai sovietici né dall'Iraq.
Si scoprì anche che l'antrace «Ames» era nella disponibilità di un altro laboratorio militare americano, l'USAAMRID di Fort Detrick: dal quale s'era licenziato nel '91 un biologo militare, il colonnello Philips Zak, ebreo e sionista fanatico.
Zak era stato colto nel '92 a penetrare nel suo ex-laboratorio per asportarne colture batteriche pericolosissime. (1)
Dopo questa scoperta, la faccenda antrace sparì dalle prime pagine.
L'FBI non ha mai cercato di rispondere alla ovvia domanda: se le lettere infette erano collegate all'attentato dell'11 settembre, opera della stessa mente.
E perché il «terrorista islamico» aveva mandato l'antrace a senatori democratici, quando alla Casa Bianca c'era un governo repubblicano?
Fatto sta che i democratici furono intimiditi.
E il parlamento fu chiuso addirittura, per disinfestazione.
Durante quei giorni senza controllo parlamentare, Bush emanò i decreti d'emergenza, i «Patriot Act».
Ora, un fascio di luce su Jerome Hauer (attualmente promosso direttore dell'Office of Public Health Preparedness per i suoi meriti profetici) consente di cominciare a dare qualche risposta all'enigma.
Fu Hauer a gestire la difesa contro l'antrace, di cui accusò subito Al Qaeda.
Ma soprattutto, va fatta luce sull'altra azienda di cui era «managing director», ossia la Kroll Associates.
Si tratta della maggiore agenzia d'investigazione degli Stati Uniti, e fra i suoi clienti ha le forze armate e il governo.
Negli anni '80 la Kroll ebbe la responsabilità della sicurezza della Borsa: era conosciuta come
«la CIA di Wall Street» sia per i suoi compiti (indagini riservate) sia perché arruolava ex-agenti dell'intelligence. ma non solo.
L'11 settembre 2001, la Kroll Associate era la ditta responsabile per la sorveglianza e la sicurezza dell'intero World Trade Center.
E responsabile della sicurezza al WTC era il nuovo dirigente della Kroll, John O'Neill.
Chi era costui?
Fino ad agosto, il vicedirettore dell'Fbi che si dedicava alla caccia ad Osama Bin Laden.
Ma ad agosto O'Neill, ottimo poliziotto, si era dimesso denunciando pubblicamente che la nuova amministrazione Bush ostacolava, e aveva bloccato, le indagini su Al Qaeda.
O'Neill aveva abbandonato un lavoro da 100 mila dollari l'anno.
Ma ne aveva trovato uno da 300 mila, nel privato: appunto come direttore della security del WTC, assunto dalla Kroll.
O'Neill prese servizio il 10 settembre 2001.
Il giorno dell'attentato era nel suo ufficio in una delle due torri, e diede un valido aiuto all'evacuazione.
Poi scomparve, apparentemente travolto nel crollo dei grattacieli.
Ma un ex-collega dell'FBI lo ha visto, impolverato e mentre cercava di chiamare col telefonino, per la strada; dunque era già uscito dall'edificio, prima del crollo.
L'ex collega lo vide allontanarsi tra le nubi di polvere.
Non è stato più trovato. (2)
Il fatto è che se O'Neill fosse vivo, sarebbe difficile sostenere la versione ufficiale sull'attentato opera di Bin Laden e dei suoi piloti della domenica.
Sarebbe stato un osso duro nei talk-show, avrebbe ripetuto le sue accuse contro l'Amministrazione Bush, avrebbe smascherato le complicità più scottanti.
Non ha potuto farlo, è morto.
Coincidenza?
Ci siamo sempre domandati quale sia stata «l'anima buona» che gli trovò il lucroso posto dirigenziale nel luogo dove avrebbe trovato la morte nel primo giorno di occupazione.
Ora lo sappiamo: Jerome Hauer, manager director della Kroll.
Hauer fu intervistato lo stesso 11 settembre da Dan Rather, il celebre giornalista della CBS.
E mentre ancora la polvere si stendeva su Manhattan, Rather chiese al direttore della Kroll chi pensava potessero essere gli autori dell'attentato: qualche stato ostile?
Hauer rispose: «Mah, no, non sarei sicuro che sia un fatto organizzato da uno Stato. come ho già detto, certo, ci sono gli indizi di tipi come, mettiamo, Bin Laden».
Già sapeva tutto, prima ancora che l'accusa contro Al Qaeda fosse ufficialmente elevata
da Bush: ancora una volta profeta.
Questa storia, con tutte le pezze d'appoggio e le fonti (compreso il video dell'intervista di Hauer alla CBS) è postato dal sito Winterpatriot, http://winterpatriot.blogspot.com/2007/02/meet-jerome-hauer-911-suspect-awaiting.html.
Da leggere prima che scompaia.
Maurizio Blondet
Note
1) Ne ho parlato nel mio «11 Settembre, colpo di Stato in USA», Effedieffe, capitolo «Il caso antrace».
2) Anche di O'Neill ho raccontato la storia in «11 settembre, colpo di Stato in Usa».
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