Arriva il cuneo fiscale....
Irpef più cara in un Comune su 5
Aumenti interessano 30% degli italiani
Almeno un'amministrazione comunale su cinque, grazie alle disposizioni previste dalla Finanziaria 2007, ha ritoccato al rialzo l'aliquota delle addizionali Irpef. Il dato è emerso da una ricerca dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre. L'aumento interessa quasi il 30% della popolazione. A farlo sono stati prevalentemente i comuni del centro-nord mentre nel Lazio si sono verificati gli aumenti più consistenti (+61 euro a contribuente).
Le previsioni più funeste, che, al momento della Finanziaria ipotizzavano un aumento del carico fiscale da parte dei Comuni, sono state quindi rispettate. Anche se i Comuni hanno tempo sino al 30 aprile per l'eventuale correzione, precisa la Cgia, l'elaborazione, condotta su dati del Ministero dell'Economia, è aggiornata al 24 aprile scorso. Fino a quella data 1.594 Comuni su un totale di oltre 8.100 (pari al 19,7% del totale) hanno alzato l'aliquota dell'addizionale Irpef.
Un aumento che ha visgto coinvolti oltre 17 milioni di italiani (pari a quasi il 30% della popolazione nazionale), con un aggravio di spesa media stimata di 41 euro per contribuente. Quasi 1.500 amministrazioni comunali hanno invece confermato le aliquote in vigore nel 2006 e solo 13 Comuni a livello nazionale, invece, l'hanno ridotta. C'è poi un gruppo di 5.000 Comuni che non ha approvato nessuna delibera.
A livello territoriale è l'Emilia Romagna la Regione dove gli aumenti sono stati più diffusi. Addirittura un Comune su due ha approvato l'incremento che coinvolge oltre il 70% della popolazione regionale. ''In generale - commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - sono state le amministrazioni comunali del centro-nord ha ricorrere maggiormente a questi aumenti. Questo ci fa supporre che al Sud prevalga ancora una certa indifferenza da parte degli amministratori ad agire sulla tassazione locale per risanare i bilanci comunali. Ad ulteriore conferma della nostra tesi ci soccorrono anche i dati relativi al numero di Comuni che hanno aumentato l'aliquota sino al valore massimo consentito dalla legge pari allo 0,8%. Ebbene, su un totale di 247 amministrazioni che hanno fatto questa scelta a livello nazionale solo un terzo circa sono ubicati nel Mezzogiorno''.
Aumenti interessano 30% degli italiani
Almeno un'amministrazione comunale su cinque, grazie alle disposizioni previste dalla Finanziaria 2007, ha ritoccato al rialzo l'aliquota delle addizionali Irpef. Il dato è emerso da una ricerca dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre. L'aumento interessa quasi il 30% della popolazione. A farlo sono stati prevalentemente i comuni del centro-nord mentre nel Lazio si sono verificati gli aumenti più consistenti (+61 euro a contribuente).
Le previsioni più funeste, che, al momento della Finanziaria ipotizzavano un aumento del carico fiscale da parte dei Comuni, sono state quindi rispettate. Anche se i Comuni hanno tempo sino al 30 aprile per l'eventuale correzione, precisa la Cgia, l'elaborazione, condotta su dati del Ministero dell'Economia, è aggiornata al 24 aprile scorso. Fino a quella data 1.594 Comuni su un totale di oltre 8.100 (pari al 19,7% del totale) hanno alzato l'aliquota dell'addizionale Irpef.
Un aumento che ha visgto coinvolti oltre 17 milioni di italiani (pari a quasi il 30% della popolazione nazionale), con un aggravio di spesa media stimata di 41 euro per contribuente. Quasi 1.500 amministrazioni comunali hanno invece confermato le aliquote in vigore nel 2006 e solo 13 Comuni a livello nazionale, invece, l'hanno ridotta. C'è poi un gruppo di 5.000 Comuni che non ha approvato nessuna delibera.
A livello territoriale è l'Emilia Romagna la Regione dove gli aumenti sono stati più diffusi. Addirittura un Comune su due ha approvato l'incremento che coinvolge oltre il 70% della popolazione regionale. ''In generale - commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - sono state le amministrazioni comunali del centro-nord ha ricorrere maggiormente a questi aumenti. Questo ci fa supporre che al Sud prevalga ancora una certa indifferenza da parte degli amministratori ad agire sulla tassazione locale per risanare i bilanci comunali. Ad ulteriore conferma della nostra tesi ci soccorrono anche i dati relativi al numero di Comuni che hanno aumentato l'aliquota sino al valore massimo consentito dalla legge pari allo 0,8%. Ebbene, su un totale di 247 amministrazioni che hanno fatto questa scelta a livello nazionale solo un terzo circa sono ubicati nel Mezzogiorno''.