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Assaggi di giustizia talmudica

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Immaginate di essere arrestati sotto l'accusa di complicità in terrorismo.
In tribunale, apprendete che l'accusa si basa sulla testimonianza di due persone che vi hanno segnalato all'autorità giudiziaria.
Ma chi sono i due testimoni che vi stanno rovinando?
Il giudice non rivela la loro identità, per «la loro sicurezza».
Il vostro avvocato non ha il permesso di contro-interrogarli.
Non avete nessuna possibilità di essere messo a confronto con i vostri accusatori, per cercare di dimostrare che vi calunniano.
In pratica, non potete difendervi.
Immaginate?
Questa non è fantasia, bensì la realtà giudiziaria in corso negli Stati Uniti.
A Chicago, un giudice ha consentito a due agenti israeliani dello spionaggio di testimoniare contro due arabo-americani, che gli israeliani accusano di essere finanziatori di Hamas (catalogata in USA come organizzazione terroristica).
I due agenti sionisti hanno potuto elevare l'accusa sotto pseudonimo.
Il giudice, di nome Amy St.Eve, ha sancito che il delicato mestiere delle due spie ebraiche richiede l'anonimato per la loro sicurezza, e che il diritto di conoscere l'identità dei testimoni a carico «non è assoluto». (1)
La stessa cosa sta accadendo a Dallas.
L'amministrazione Bush ha trascinato in giudizio sette dirigenti della più importante organizzazione islamica d'assistenza americana, la Holy Land Foundation for Relief and Development, che raccoglieva fondi per i palestinesi, fino a quando è stata liquidata d'autorità con l'accusa di aiutare Hamas.
Anche lì, i testimoni a carico sono due agenti israeliani, e il giudice vuole farli deporre anonimamente, a porte chiuse.
Gli avvocati difensori si battono disperatamente per impedirlo.

Dà loro qualche speranza il fatto che a Miami, il tribunale ha rigettato la testimonianza di sei agenti di polizia israeliani in un caso di traffico di ecstasy - anche se in realtà gli accusati sono essi stessi israeliani, criminali comuni, e dunque il rifiuto dei testimoni a carico sembra pensato apposta, in questo caso, per salvare alcuni delinquenti del popolo eletto.
Il capo della banda degli spacciatori si chiama infatti Zeev Rosenstein.
In realtà, esiste una sentenza della Corte Suprema, emessa due anni fa, che sancisce il diritto per l'imputato di conoscere i nomi dei suoi accusatori, in modo che i suoi avvocati possano contro-interrogarli e vagliare in aula la credibilità dei testimoni.
La sentenza è stata scritta dal più falco dei giudici supremi, Antonin Scalia (gli altri l'hanno firmata all'unanimità), e dice fra l'altro: «Esonerare dal contro-interrogatorio con la motivazione che il testimone è 'ovviamente affidabile' è molto vicino dall'esonerare dal dibattimento adducendo la motivazione che l'imputato è 'ovviamente' colpevole».
Ma questa sentenza è stata pronunciata per un caso di omicidio, in cui il testimone d'accusa era un poliziotto goy.
Varrà la stessa norma anche quando i testimoni d'accusa sono spie ebre?
O saranno ritenute «ovviamente affidabili» in quanto ebrei?
Naturalmente l'innovazione giuridica dei testimoni segreti vìola il diritto elementare alla difesa contro accuse ingiuste e inventate, sancito dalla costituzione americana, sesto emendamento.
Ma è perfettamente coerente alla legge talmudica applicata alle razze inferiori.
Non si può, per principio, chiamare gli eletti a dimostrare la loro buona fede, né metterla in dubbio in alcun modo.
E' antisemitismo e, probabilmente, negazione della Shoah.

Così, per esempio, la perfetta prova della buona volontà giudaica di arrivare a un accordo di pace è stata ancora una volta confermata: il governo sionista ha autorizzato un nuovo insediamento in Cisgiordania.
Ciò infrange una promessa fatta poco prima a Washington, di cessare di occupare con colonie ebraiche altra terra dei palestinesi, o almeno di interrompere per un poco il popolamento con furto di terreni.
Per adesso si sono insediate nella terra altrui 23 famiglie, ma saliranno ad un centinaio nelle prossime settimane. (2)
Ciò è perfettamente giusto secondo il Talmud: gli animali parlanti non hanno alcun diritto.
«Non avrai pietà di loro», come prescrive la Bibbia.
E se protestano, possono essere trascinati davanti a tribunali noachici, dove i giudici li condanneranno sulla base di testimonianze anonime rilasciate da spie e provocatori israeliani col volto coperto.
E' un assaggio del «mondo a venire», del regno mondiale d'Israele promesso al popolo eletto.
Dal punto di vista di una vecchia religione, sarebbe qualcosa di simile al tribunale dell'Anticristo, formato apposta per rendere ingiustizia all'innocente.
Ma è una religione abbandonata, ormai superata, a dire questo.
Ora sorge un altro sole, un altro dio.

Maurizio Blondet

Note
1) Greg Krikorian, «Anonymous testimony pushes limits», Los Angeles Times, 26 dicembre 2006.
2) Ravi Nessman, «Israel settlement break promise to US», Associated Press, 26 dicembre 2006.

Assaggi di giustizia talmudica
Maurizio Blondet
28/12/2006

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