L'ASSANGE LIBERTO E IL BRADLEY TORTURATO
Bradley Manning,l'informatore di Julian Assangein galera non può fra ginnstica. Poverino, povero Bradley Manning, il povero piccolo quanto giovane infame, in galera, non può far manco ginnastica, oddio che pena, e che tortura non far ginnstica per sto Bradley che dopo aver rivelato i nomi degli afghani, che si battono contro i talebani..., e che per tanti valgono meno di un occidentale; spero solo che a sto Bradley non gli diano un ergastolo, ma cento! Brutto boia. Per il resto la vicenda di Assange è equiparabile,in parte, alla stessa storia di Mastrogiacomo, -e anche di Emergency-.., la cui moglie riabbracciò il marito e, il cui rilascio, a pagamento, venne però preceduto dal dolore di un altra donna afghana che aveva perso il marito e abortito il figlio che da lui attendeva, come ebbe la notizia dell’assassinio del proprio congiunto, che per sua sfortuna era con Mastrogiacomo. L’autista afgano del giornalista Mastrogiacomo: cioè l'uomo bianco che eroicamente è tornato casa. Luride nubi, intellettualmente coloniali, sono state le soluzioni convenzionali in questa ultima, così come in quella vicenda, finita bene per l’uomo bianco; tempo addietro scrissi he il sole, la luce, qui non appartiene a noi ma a quei musulmani che combattono contro il terrorismo, o ne sono vittime: uomini e donne dimenticati, traditi dai Bradley e dagli Assange, disprezzati e svenduti da tutti, specie quest'Assange liberato,ultimo idolo di quell’occidentale idiota, tanto stupidamente contestatore,o contestatrice, da non accorgersi neppure di essere vittima e complice di una truffa, coloniale ed etnica. VERGOGNA.
Francesco Mangascià
Francesco Mangascià