L'attentato di Bengasi indica che le rivoluzioni culturali arabe sono state annullate dagli integralisti
L’attacco sferrato all’ambasciata americana e Bengasi, dà l’impressione di ripetere un orrore già conosciuto nel 1998 con gli attentati alla ambasciate americane a Nairobi in Kenia e a Dar es Salaam in Tanzania. Durante l’amministrazione Clinton. Tre anni dopo, durante il primo mandato presidenziale di George Bush II, il Twin Towers. Un doppione che seppur mostruoso risulta quasi banale, per le impronte che identificano chiaramente gli stessi attori per le identiche responsabilità di un passato che riaffaccia tutta l’umanità sui baratri di nuovi inferi, che hanno già progettato un ulteriore grande attentato che rilanci il terrorismo affossando tutto quello che di buono si avvertiva nelle rivoluzioni arabe ormai estromesse da qualsiasi trattativa, un qualcosa da WMD, weapon of mass distruction, armi da distruzione di massa, e c’è da temere che, ancora una volta, se non verrà impedito, l’America pagherà di nuovo un prezzo altissimo per la difesa della democrazia, contro le volontà di integralismi che è talmente alla luce del sole quanto non possa essere più considerato audace inserire sullo stesso piano del nazismo.
Francesco Mangascià
Francesco Mangascià