Auto venduta con fermo amministrativo. Di chi la responsabilità?
Salve a tutti,
ho acquistato da un concessionario un'auto usata nell'anno 2003. Tutte la varie procedure per il trasferimento di proprietà sono state regolarmente eseguite presso un'agenzia di pratiche specializzata e ricevo la relativa carta di circolazione aggiornata in cui io risulto il nuovo proprietario.
Passano anni e tutto va avanti normalmente fin quando trovo un acquirente a cui vendere l'auto. Mi reco insieme ad esso presso gli uffici del P.R.A. per iniziare le pratiche relative al trasferimento di proprietà e dopo aver compilato tutti i moduli e proprio nella fase finale, l'operatore allo sportello con mio immenso stupore mi comunica che l'auto ha un fermo amministrativo per un debito di € 24000 eseguito nei confronti del vecchio proprietario(il proprietario prima di me).
Ovviamente l'acquirente annulla immediatemente l'acquisto.
Torno a casa e preso dalla rabbia inizio subito le indagini ed alla fine ho la conferma che l'auto mi è stata effettivamente venduta quando il fermo amministrativo era già stato attuato.
Ora mi ritrovo con un veicolo che non può circolare e che quindi è invendibile e quello che non riesco ancora a capire è a chi attribuire l'effettiva responsabilità(concessionario,agenzia pratiche,il proprietario oggetto del debito,"Azienda riscossioni S.p.a" o lo stato stesso ?)
E sopratutto...perchè non è stata ritirata la carta di circolazione al vecchio proprietario impedendo così la vendita dell'auto?
Non posso credere che una cosa del genere sia sfuggita così facilmente a tutto il circuito e che ora sia io a doverne pagare le conseguenze(anche perchè all'operatore di cui parlavo prima sono bastati 2 semplici click sulla tastiera per sapere data del fermo amministrativo, importo e nome della società recupero crediti che lo ha attuato!).
A conti fatti la via più facile e veloce sarebbe quella in cui il vecchio proprietario saldi il debito annullando così il fermo amministrativo, ma sono sicuro al 100% che non tirerà fuori neanche mezzo euro: sono 7 anni che ha questo debito e di sicuro non paga perchè glielo chiedo io!
Per il momento stò ancora facendo giri di telefonate qua e la nella speranza di risolvere in qualche modo, ma sono pessimista perchè vedo che ognuno scarica la colpa addosso all'altro.
Sono sicuro che sotto tutto questo c'è qualcosa di sporco e appena avrò accertato le responsabilità non mi tirerò indietro qualora siano necessarie azioni legali e chiederò relativo risarcimento (I danni che ho ricevuto sono numerosi: ho perso la vendita dell'auto ad un acquirente trovato solo dopo un anno di continue spese per pubblicizzarne la vendita; ho circolato con l'auto inconsapevole del divieto di circolazione ed ho anche pagato bolli non dovuti in quanto il veicolo era sottoposto a fermo amministrativo;ho acquistato un veicolo per 20000 euro quando in realtà ne valeva 1000 perchè utilizzabile solo come pezzo da rottamazione!).
E' risaputo che in Italia le cose vanno al contrario e che ognuno può fare quello che vuole, ma non ditemi che lo stato permette una cosa del genere perchè è davvero assurda !!
Un grazie anticipato a chiunque sappia darmi qualche dritta.
ho acquistato da un concessionario un'auto usata nell'anno 2003. Tutte la varie procedure per il trasferimento di proprietà sono state regolarmente eseguite presso un'agenzia di pratiche specializzata e ricevo la relativa carta di circolazione aggiornata in cui io risulto il nuovo proprietario.
Passano anni e tutto va avanti normalmente fin quando trovo un acquirente a cui vendere l'auto. Mi reco insieme ad esso presso gli uffici del P.R.A. per iniziare le pratiche relative al trasferimento di proprietà e dopo aver compilato tutti i moduli e proprio nella fase finale, l'operatore allo sportello con mio immenso stupore mi comunica che l'auto ha un fermo amministrativo per un debito di € 24000 eseguito nei confronti del vecchio proprietario(il proprietario prima di me).
Ovviamente l'acquirente annulla immediatemente l'acquisto.
Torno a casa e preso dalla rabbia inizio subito le indagini ed alla fine ho la conferma che l'auto mi è stata effettivamente venduta quando il fermo amministrativo era già stato attuato.
Ora mi ritrovo con un veicolo che non può circolare e che quindi è invendibile e quello che non riesco ancora a capire è a chi attribuire l'effettiva responsabilità(concessionario,agenzia pratiche,il proprietario oggetto del debito,"Azienda riscossioni S.p.a" o lo stato stesso ?)
E sopratutto...perchè non è stata ritirata la carta di circolazione al vecchio proprietario impedendo così la vendita dell'auto?
Non posso credere che una cosa del genere sia sfuggita così facilmente a tutto il circuito e che ora sia io a doverne pagare le conseguenze(anche perchè all'operatore di cui parlavo prima sono bastati 2 semplici click sulla tastiera per sapere data del fermo amministrativo, importo e nome della società recupero crediti che lo ha attuato!).
A conti fatti la via più facile e veloce sarebbe quella in cui il vecchio proprietario saldi il debito annullando così il fermo amministrativo, ma sono sicuro al 100% che non tirerà fuori neanche mezzo euro: sono 7 anni che ha questo debito e di sicuro non paga perchè glielo chiedo io!
Per il momento stò ancora facendo giri di telefonate qua e la nella speranza di risolvere in qualche modo, ma sono pessimista perchè vedo che ognuno scarica la colpa addosso all'altro.
Sono sicuro che sotto tutto questo c'è qualcosa di sporco e appena avrò accertato le responsabilità non mi tirerò indietro qualora siano necessarie azioni legali e chiederò relativo risarcimento (I danni che ho ricevuto sono numerosi: ho perso la vendita dell'auto ad un acquirente trovato solo dopo un anno di continue spese per pubblicizzarne la vendita; ho circolato con l'auto inconsapevole del divieto di circolazione ed ho anche pagato bolli non dovuti in quanto il veicolo era sottoposto a fermo amministrativo;ho acquistato un veicolo per 20000 euro quando in realtà ne valeva 1000 perchè utilizzabile solo come pezzo da rottamazione!).
E' risaputo che in Italia le cose vanno al contrario e che ognuno può fare quello che vuole, ma non ditemi che lo stato permette una cosa del genere perchè è davvero assurda !!
Un grazie anticipato a chiunque sappia darmi qualche dritta.