Basta con gli aerei sui cieli di Napoli
Basta con gli aerei sui cieli di Napoli
Il Vomero ma non solo il Vomero, bisognerà liberare i cieli di Napoli dagli aerei che producono inquinamento atmosferico ed acustico ma anche tanta paura che prima o poi qualcuno di essi cada sulla testa di inermi cittadini: sarebbe una catastrofe ampiamente annunciata Tutto questo riprendendo il discorso da dove si era bloccato dopo che la Regione Campania, alla fine degli anni '90, aveva varato il piano aeroportuale campano che destinava Capodichino ad un semplice City airport e rilanciava gli aeroporti di Grazzanise e Pontecagnano. Fondamentale la grande compattezza testimoniata da cittadini e associazioni in questa occasione di fronte alla vera e propria "aggressione da aeroplani" subita da tre mesi a questa parte dalla Città. Chi pensava, con toni melliflui da imbonitore, di convincerli della bontà delle loro "tesi tecniche" si è trovato di fronte a persone determinate e risolute. Difatti sin dall'inizio dell'assemblea pubblica convocata sulla questione, è apparso subito chiaro ai presenti che non vi era alcuna volontà di far rispettare la scadenza del 22 luglio per ripristinare le vecchie rotte, evitando il sorvolo in fase di decollo dell'area collinare, nonostante le dichiarazioni di facciata rilasciate nei giorni scorsi attraverso gli organi d'informazione. Si è subito capito che si trattava di una semplice "dichiarazione d'intenti". Ogni perplessità poi è caduta quando, alla fine della seduta, è stato letto in aula il documento sottoscritto da tutte le associazione, nel quale si chiedeva che venissero ripristinare le rotte "verso la campagna", che ha destato il forte disappunto dei rappresentanti presenti della BAA-Gesac. Va comunque rilevato che su questa vicenda che tiene banco a Napoli dal mese di aprile con l'entrata in funzione delle nuove rotte, vi sono almeno tre convitati di pietra. L'amministrazione comunale con un sindaco che, pur essendo per legge il massimo responsabile per la salute dei cittadini, non ha sino ad oggi speso una parola sulla questione e un consiglio comunale che di recente ha votato contro un ordine del giorno che prevedeva di non consentire il raddoppio del numero di eventi per ora all'aeroporto di Capodichino, questione centrale per il ripristino delle vecchie rotte. Poi la Provincia che, nonostante la specifica competenza in materia ambientale, non si mai espressa. Infine la Regione Campania che, pur possedendo così come il Comune di Napoli, il 15% del pacchetto societario della BAA-Gesac, ha lavorato nell'ultimo decennio, dopo l'accordo con gli inglesi, per affossare ogni ipotesi di delocalizzazione dell'aeroporto di Capodichino. Ci auguriamo di non dover annoverare tra i convitati di pietra anche la Magistratura da tempo interessata alla questione ma che finora non si è ancora espressa.
Gennaro Capodanno
Presidente Comitato contro l'inquinamento acustico aeroportuale - Napoli
Il Vomero ma non solo il Vomero, bisognerà liberare i cieli di Napoli dagli aerei che producono inquinamento atmosferico ed acustico ma anche tanta paura che prima o poi qualcuno di essi cada sulla testa di inermi cittadini: sarebbe una catastrofe ampiamente annunciata Tutto questo riprendendo il discorso da dove si era bloccato dopo che la Regione Campania, alla fine degli anni '90, aveva varato il piano aeroportuale campano che destinava Capodichino ad un semplice City airport e rilanciava gli aeroporti di Grazzanise e Pontecagnano. Fondamentale la grande compattezza testimoniata da cittadini e associazioni in questa occasione di fronte alla vera e propria "aggressione da aeroplani" subita da tre mesi a questa parte dalla Città. Chi pensava, con toni melliflui da imbonitore, di convincerli della bontà delle loro "tesi tecniche" si è trovato di fronte a persone determinate e risolute. Difatti sin dall'inizio dell'assemblea pubblica convocata sulla questione, è apparso subito chiaro ai presenti che non vi era alcuna volontà di far rispettare la scadenza del 22 luglio per ripristinare le vecchie rotte, evitando il sorvolo in fase di decollo dell'area collinare, nonostante le dichiarazioni di facciata rilasciate nei giorni scorsi attraverso gli organi d'informazione. Si è subito capito che si trattava di una semplice "dichiarazione d'intenti". Ogni perplessità poi è caduta quando, alla fine della seduta, è stato letto in aula il documento sottoscritto da tutte le associazione, nel quale si chiedeva che venissero ripristinare le rotte "verso la campagna", che ha destato il forte disappunto dei rappresentanti presenti della BAA-Gesac. Va comunque rilevato che su questa vicenda che tiene banco a Napoli dal mese di aprile con l'entrata in funzione delle nuove rotte, vi sono almeno tre convitati di pietra. L'amministrazione comunale con un sindaco che, pur essendo per legge il massimo responsabile per la salute dei cittadini, non ha sino ad oggi speso una parola sulla questione e un consiglio comunale che di recente ha votato contro un ordine del giorno che prevedeva di non consentire il raddoppio del numero di eventi per ora all'aeroporto di Capodichino, questione centrale per il ripristino delle vecchie rotte. Poi la Provincia che, nonostante la specifica competenza in materia ambientale, non si mai espressa. Infine la Regione Campania che, pur possedendo così come il Comune di Napoli, il 15% del pacchetto societario della BAA-Gesac, ha lavorato nell'ultimo decennio, dopo l'accordo con gli inglesi, per affossare ogni ipotesi di delocalizzazione dell'aeroporto di Capodichino. Ci auguriamo di non dover annoverare tra i convitati di pietra anche la Magistratura da tempo interessata alla questione ma che finora non si è ancora espressa.
Gennaro Capodanno
Presidente Comitato contro l'inquinamento acustico aeroportuale - Napoli