Venerdì 26 giugno 2026
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BASTA CANONE O BASTA RAI!

Sergio · · 1 interventi
Dal contratto di servizio recentemente stipulato da RAI e Ministero delle Comunicazioni riporto testualmente parte dell'art. 2, a partire dal comma 3, avente per intestazione "Oggetto del contratto nazionale di servizio".

Anticipo le mie conclusioni, poi leggetevi il testo del contratto.
Dalla lettura del contratto io ho la netta sensazione che la RAI operi in piena illegalità. Ho la sensazione che le autorità preposte siano penalmente perseguibili per una lunga serie di reati.
La RAI opera in aperta violazione del contratto di servizio.
I dirigenti RAI, il ministro delle Comunicazioni, il Presidente del Consiglio, il Presidente della Camera, il Presidente del Senato, i componenti della Commissione Parlamentare di vigilanza RAI andrebbero indagati per omissione d'atti d'uffico, concussione, peculato e distrazione di fondi pubblici, attentato ai diritti costituzionali del cittadino.

Leggete in particolare il comma 5: "La programmazione, nel rispetto più rigoroso possibile degli orari di trasmissione, tiene prioritariamente conto, .omissis., delle seguenti tipologie che devono essere diffuse in modo equilibrato, in tutte le fasce orarie, comprese quelle di maggiore ascolto, e in tutte le reti televisive e radiofoniche" leggete la bella elencazione alle lettere a,b,c.
Sappiatemi dire se vi sembra che in ogni fascia oraria vi siano programmi che perseguono le finalità del Contratto di servizio.
Ma i magistrati dove sono? La Corte dei Conti che fa?

Ecco il testo dell'art. 2 a partire dal comma 3:
3. L'offerta va caratterizzata da una gamma di contenuti e da una efficienza produttiva in grado di
originare presso i cittadini una percezione positiva del servizio pubblico in relazione al livello dei
programmi, alla specificità della missione che è chiamato a svolgere rispetto alla radio-televisione
commerciale e al costo sostenuto per il canone d'abbonamento. A tal fine sono riconosciuti quali
compiti prioritari: la libertà, la completezza, l'obiettività e il pluralismo dell'informazione; la
salvaguardia dell'identità nazionale, di quelle locali e delle minoranze linguistiche; l'evoluzione
politica ed economica del Paese, i problemi del suo ammodernamento; il contesto dei rapporti
europei ed internazionali; la valorizzazione della cultura, della storia, delle tradizioni e del
patrimonio artistico nazionale; il rispetto dei beni ambientali; la rappresentazione delle realtà della
vita quotidiana del Paese; la promozione del lavoro e delle sue condizioni; i temi dei diritti civili,
della solidarietà, della condizione femminile e delle pari opportunità, dell'integrazione; la sicurezza
dei cittadini, la denuncia dei fenomeni di violenza, di criminalità, di disgregazione e di
emarginazione sociale; l'attenzione alla famiglia; la tutela dei minori e delle fasce deboli e anziane
della popolazione.
4. Per raggiungere tali obiettivi la Rai è tenuta comunque al rispetto dei compiti del servizio
pubblico indicati dall'articolo 45 del Testo Unico con riferimento alla copertura del territorio,
all'accesso e alle caratteristiche della programmazione, assicurando: un'offerta editoriale
equilibrata, in grado di mantenere un livello di ascolto idoneo per l'adempimento delle proprie
funzioni; la promozione e la diffusione dei vantaggi generati dalle nuove tecnologie e la loro
estensione alla collettività; il sostegno alla produzione audiovisiva italiana ed europea.
5. La programmazione, nel rispetto più rigoroso possibile degli orari di trasmissione, tiene
prioritariamente conto, come indicato nelle Linee guida approvate dall'Autorità per le garanzie
nelle comunicazioni, delle seguenti tipologie che devono essere diffuse in modo equilibrato, in tutte
le fasce orarie, comprese quelle di maggiore ascolto, e in tutte le reti televisive e radiofoniche:
a)
informazione politica e di attualità, compresa quella di approfondimento, informazione sportiva, eventi di carattere nazionale ed internazionale, informazione locale;
b)
comunicazione sociale attraverso trasmissioni dedicate a tematiche che trattino i bisogni della collettività e delle fasce deboli, con particolare riguardo all'ambiente, alla salute, alla qualità della vita, ai diritti e doveri civili, allo sport sociale, ai disabili, agli anziani, assegnando adeguati spazi alle associazioni e ai movimenti della società civile, ai gruppi etnici e linguistici presenti in Italia realizzando specifiche trasmissioni per l'informazione dei consumatori;
c)
educazione e formazione con trasmissioni improntate alla diffusione della cultura scientifica ed umanistica, alla conoscenza delle lingue straniere, alla alfabetizzazione informatica, alla
formazione artistica e musicale e alla didattica, compresa l'educazione a distanza;
d)
promozione culturale, italiana ed europea, con la crescente valorizzazione delle opere teatrali, documentaristiche, cinematografiche, televisive e musicali di alto livello artistico, con
particolare riguardo a quelle realizzate dai produttori indipendenti;
e)
trasmissioni per i minori, secondo i criteri indicati all'articolo 7.
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