Benigni e la non-antipolitica
Riporto ai benpensanti del forum queste poche righe, che però fanno chiarezza su molte cose...
Il paradosso di Benigni è che, con il suo immenso talento, insieme
a Celentano, forse salverà la stagione e la carriera di uno
come Fabrizio Del Noce, non solo privo di talento, ma anche servo
di quel Berlusconi che rappresenta tutto quello che sia Benigni
che Celentano odiano. E cioè il culto del denaro, del potere e
del sesso come vanto maschilista; il nessun amore per la natura,
la bellezza e la storia del nostro Paese, cui il comico toscano ha
dedicato un inno tanto potente, che era di per sé un attacco a
Berlusconi e a una politica devastatrice del territorio e della cultura.
Ma Benigni può attaccare la politica senza diventare antipolitico
perché, mentre denuda il potere, richiama la democrazia, la civiltà
comunale, la storia sociale e giuridica, la poesia come antidoto
e come strumento contro il brutto che c'è prima di tutto dentro
di noi. O dentro di loro, quelli che si vantano di non leggere un
libro da vent'anni: vedi ancora una volta Berlusconi, un uomo
che non si vergogna di se stesso, forse perché non si conosce.
Il paradosso di Benigni è che, con il suo immenso talento, insieme
a Celentano, forse salverà la stagione e la carriera di uno
come Fabrizio Del Noce, non solo privo di talento, ma anche servo
di quel Berlusconi che rappresenta tutto quello che sia Benigni
che Celentano odiano. E cioè il culto del denaro, del potere e
del sesso come vanto maschilista; il nessun amore per la natura,
la bellezza e la storia del nostro Paese, cui il comico toscano ha
dedicato un inno tanto potente, che era di per sé un attacco a
Berlusconi e a una politica devastatrice del territorio e della cultura.
Ma Benigni può attaccare la politica senza diventare antipolitico
perché, mentre denuda il potere, richiama la democrazia, la civiltà
comunale, la storia sociale e giuridica, la poesia come antidoto
e come strumento contro il brutto che c'è prima di tutto dentro
di noi. O dentro di loro, quelli che si vantano di non leggere un
libro da vent'anni: vedi ancora una volta Berlusconi, un uomo
che non si vergogna di se stesso, forse perché non si conosce.