Berlusconi? È fascistoide
INTERVISTA A PAOLO FERRERO
«Berlusconi? È fascistoide»
Paolo Ferrero, ministro per la Solidarietà sociale: Prodi sbaglia, la Bossi-Fini va cambiata subito
«Con la destra si può discutere ma non mediare. Non si esce dall'emergenza se non si cambia la legge sull'immigrazione»
Italia cattolica e agli italiani. Lo ha detto Berlusconi al meeting di Cl a Rimini, la platea era entusiasta.
Cosa risponde il ministro Ferrero?
"I consensi che ha Berlusconi li abbiamo visti alle elezioni, sappiamo che è una fetta non piccola. Io penso che l'Italia sia spaventata perché larga parte degli italiani ha subìto un peggioramento delle proprie condizioni di vita e di lavoro. Per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale i genitori pensano che i figli avranno un futuro peggiore del loro. Dentro queste paure la destra sceglie la strada populista e fascistoide del capro espiatorio. Così come il nazismo nella Germania di Weimar dava la colpa dell'incertezza sociale, della sconfitta della guerra, dell'inflazione e della disoccupazione di massa agli ebrei. Applicano in modo scientifico questa modalità di battaglia politica."
Oggi il capo espiatorio sono gli immigrati?
"Oggi sono gli immigrati, ma sono anche i drogati, l'Europa, l'euro, i comunisti. Anche se certamente gli immigrati sono un punto clou."
Veramente è lei quello che viene accusato di fare propaganda elettorale sugli immigrati.
"E' esattamente il contrario. Loro usano gli immigrati e anche Dio, bestemmiando, per i loro sporchi affari di consenso elettorale. E' vergognoso."
Come si smonta questa operazione?
"Occorre dire che esistono gli italiani ricchissimi, come Berlusconi, che vivono sulle spalle degli altri e esistono tanti - italiani e immigrati - che vivono del proprio lavoro, che conoscono la precarietà e che sono sfruttati. Per evitare che la campagna di Berlusconi, come è accaduto nel secolo scorso, si consolidi in un blocco reazionario è necessario che la distinzione tra ricchi e poveri venga fatta propria seccamente dal governo. E che quindi, ad esempio, la prossima finanziaria faccia pagare gli evasori fiscali e non tagli sulle spese sociali. Bisogna dire che la società è divisa, è vero, ma tra ricchi e poveri. E non come diceva Bossi qualche anno fa tra nord e sud o come dice oggi Berlusconi tra bianchi e neri."
Però con questa brutta destra l'Unione vuole dialogare.
"Quando si dice confronto si può sempre voler dire due cose. O discutiamo, e io non ho nulla in contrario a discutere in termini razionali. Oppure mediamo, mediamo, mediamo. E io sono molto contrario."
E sulla Bossi-Fini, discutere o mediare?
"Se la Bossi-Fini non si modifica rimangono inalterati gli elementi di fondo che producono l'illegalità dei migranti, gli sbarchi e le morti nel Canale di Sicilia, perché è una legge che strutturalmente impedisce l'ingresso legale. Su alcune cose si può discutere ma non sui nodi che dirimono la questione. Uno è la modifica dei meccanismi dell'ingresso: non vuol dire per forza aumentare il numero di immigrati, ma che chi entra possa farlo in modo legale. Questo è un punto non mediabile, altrimenti paghi lo scotto della mediazione più quello della campagna demagogica della destra. Così come non si può mediare sull'inclusione sociale e sull'eliminazione dei ghetti urbani: la destra propone la ghettizzazione dei migranti, che producono disastri e separatezze."
Però sull'immigrazione l'Unione ha una politica delle due velocità: prima il contrasto. Poi, prima o dopo, la modifica della Bossi-Fini.
"Credo che sia fondamentale lottare contro le organizzazioni criminali, insieme a una politica che sviluppi fortemente la cooperazione con i paesi meno sviluppati. Che ci sia una maggior lotta sul versante di chi organizza i traffici non mi scandalizza nella misura in cui sta assieme alla modifica della Bossi-Fini che prova a togliere la ragione per cui queste organizzazioni criminali possono fare i loro affari. E lo faremo in autunno."
Prodi ha già detto che la Bossi-Fini può aspettare, prima l'emergenza.
"Ecco, io a differenza penso che l'idea di poter risolvere l'emergenza senza modificare il meccanismo di ingresso è come correre i cento metri con una gamba legata al collo: non si può fare perché è proprio la Bossi-Fini che determina questo meccanismo strutturale."
Esiste una linea Ferrero e una linea Amato?
"Non lo direi senza verificare. E d'altronde che bisogna superare la Bossi-Fini lo dice il programma dell'Unione, non lo dice Ferrero."
Cosa pensa, onestamente, di riuscire a far passare? Sui centri di permanenza, per esempio?
"Penso che i cpt si superano modificando la Bossi-Fini: si passerebbe da un sistema che si basa per l'80% sul contrasto a una politica di inclusione. Sono stato d'accordo con l'idea della Commissione che sta ispezionando i cpt, e sono stato contento che le associazioni abbiano deciso di starci, perché secondo me qualcosa si può fare immediatamente: renderli più visibili all'opinione pubblica, e renderli più vivibili."
Quando ha detto che ci sono 30 milioni di giovani africani che vogliono arrivare in Europa è stato accusato, anche da questo giornale, di fare allarmismo.
"Per la verità volevo dire una cosa abbastanza banale: l'immigrazione è un fatto strutturale che si compone di due aspetti. Il primo è che la disparità di ricchezze tra il nord e il sud del Mediterraneo, finché rimane di questa entità, determina una spinta all'immigrazione fortissima. L'altro aspetto è che il nostro da un paese di emigrazione è diventato un paese di immigrazione: e se non si capisce questo non si capisce nulla. Questo - seppur con disuguaglianze enormi - è un paese ricco in rapporto ad altri paesi. In piccolo, lo spiega la mia saga famigliare: mia nonna nel '28 è emigrata negli Usa, in New Jersey faceva la donna di casa. Mio padre negli ultimi cinque anni della sua vita è stato assistito da una donna rumena, immigrata clandestina."
Cinzia Gubbini
..................................
Il ministro Ferrero proviene dallo schieramento più estremo del centrosinistra: quello che si richiama, seppur vagamente, ai principi marxisti. Vale la pena dunque ricordare all'onorevole Ferrero che Berlusconi era FASCISTA anche nel 2001, quando Bertinotti, leader di questa compagine di estrema sinistra, scelse cinicamete di favorirlo nella speranza di guadagnare qualche manciata di voti e di dare un "lezione" ai DS, visti da lui e dalla sua banda di talebani, come dei traditori dei sacri principi del socialismo, visti però attraverso un'ottica massimalista e quindi totalmente demagogici. Una demagogia che non ha nulla da invidiare a quella berlusconiana, almeno per quanto riguarda i suoi riflessi devastanti sul tessuto sociale del proletariato, messo alle corde da 5 anni di governo fascista!
Non si può governare una società moderna, completamente "affogata" nella realtà del libero mercato e quindi esposta agli attacchi della legittima concorrenza, senza avere una massiccia dose di realismo politico: esattamente ciò che è mancato a Bertinotti ed ai suoi pasdaran! Chi è stato il plagiato? Lui, che ha finito con il subire le imposizioni massimaliste dei gruppi più intransigenti, legati con la sinistra extraparlamentare e "globalista", oppure gli aderenti del suo partito che hanno scelto di seguirlo sulla strada del massimalismo ad oltranza, alternativo, secondo il ben noto velleitarismo, all'economia di mercato?
cronista
«Berlusconi? È fascistoide»
Paolo Ferrero, ministro per la Solidarietà sociale: Prodi sbaglia, la Bossi-Fini va cambiata subito
«Con la destra si può discutere ma non mediare. Non si esce dall'emergenza se non si cambia la legge sull'immigrazione»
Italia cattolica e agli italiani. Lo ha detto Berlusconi al meeting di Cl a Rimini, la platea era entusiasta.
Cosa risponde il ministro Ferrero?
"I consensi che ha Berlusconi li abbiamo visti alle elezioni, sappiamo che è una fetta non piccola. Io penso che l'Italia sia spaventata perché larga parte degli italiani ha subìto un peggioramento delle proprie condizioni di vita e di lavoro. Per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale i genitori pensano che i figli avranno un futuro peggiore del loro. Dentro queste paure la destra sceglie la strada populista e fascistoide del capro espiatorio. Così come il nazismo nella Germania di Weimar dava la colpa dell'incertezza sociale, della sconfitta della guerra, dell'inflazione e della disoccupazione di massa agli ebrei. Applicano in modo scientifico questa modalità di battaglia politica."
Oggi il capo espiatorio sono gli immigrati?
"Oggi sono gli immigrati, ma sono anche i drogati, l'Europa, l'euro, i comunisti. Anche se certamente gli immigrati sono un punto clou."
Veramente è lei quello che viene accusato di fare propaganda elettorale sugli immigrati.
"E' esattamente il contrario. Loro usano gli immigrati e anche Dio, bestemmiando, per i loro sporchi affari di consenso elettorale. E' vergognoso."
Come si smonta questa operazione?
"Occorre dire che esistono gli italiani ricchissimi, come Berlusconi, che vivono sulle spalle degli altri e esistono tanti - italiani e immigrati - che vivono del proprio lavoro, che conoscono la precarietà e che sono sfruttati. Per evitare che la campagna di Berlusconi, come è accaduto nel secolo scorso, si consolidi in un blocco reazionario è necessario che la distinzione tra ricchi e poveri venga fatta propria seccamente dal governo. E che quindi, ad esempio, la prossima finanziaria faccia pagare gli evasori fiscali e non tagli sulle spese sociali. Bisogna dire che la società è divisa, è vero, ma tra ricchi e poveri. E non come diceva Bossi qualche anno fa tra nord e sud o come dice oggi Berlusconi tra bianchi e neri."
Però con questa brutta destra l'Unione vuole dialogare.
"Quando si dice confronto si può sempre voler dire due cose. O discutiamo, e io non ho nulla in contrario a discutere in termini razionali. Oppure mediamo, mediamo, mediamo. E io sono molto contrario."
E sulla Bossi-Fini, discutere o mediare?
"Se la Bossi-Fini non si modifica rimangono inalterati gli elementi di fondo che producono l'illegalità dei migranti, gli sbarchi e le morti nel Canale di Sicilia, perché è una legge che strutturalmente impedisce l'ingresso legale. Su alcune cose si può discutere ma non sui nodi che dirimono la questione. Uno è la modifica dei meccanismi dell'ingresso: non vuol dire per forza aumentare il numero di immigrati, ma che chi entra possa farlo in modo legale. Questo è un punto non mediabile, altrimenti paghi lo scotto della mediazione più quello della campagna demagogica della destra. Così come non si può mediare sull'inclusione sociale e sull'eliminazione dei ghetti urbani: la destra propone la ghettizzazione dei migranti, che producono disastri e separatezze."
Però sull'immigrazione l'Unione ha una politica delle due velocità: prima il contrasto. Poi, prima o dopo, la modifica della Bossi-Fini.
"Credo che sia fondamentale lottare contro le organizzazioni criminali, insieme a una politica che sviluppi fortemente la cooperazione con i paesi meno sviluppati. Che ci sia una maggior lotta sul versante di chi organizza i traffici non mi scandalizza nella misura in cui sta assieme alla modifica della Bossi-Fini che prova a togliere la ragione per cui queste organizzazioni criminali possono fare i loro affari. E lo faremo in autunno."
Prodi ha già detto che la Bossi-Fini può aspettare, prima l'emergenza.
"Ecco, io a differenza penso che l'idea di poter risolvere l'emergenza senza modificare il meccanismo di ingresso è come correre i cento metri con una gamba legata al collo: non si può fare perché è proprio la Bossi-Fini che determina questo meccanismo strutturale."
Esiste una linea Ferrero e una linea Amato?
"Non lo direi senza verificare. E d'altronde che bisogna superare la Bossi-Fini lo dice il programma dell'Unione, non lo dice Ferrero."
Cosa pensa, onestamente, di riuscire a far passare? Sui centri di permanenza, per esempio?
"Penso che i cpt si superano modificando la Bossi-Fini: si passerebbe da un sistema che si basa per l'80% sul contrasto a una politica di inclusione. Sono stato d'accordo con l'idea della Commissione che sta ispezionando i cpt, e sono stato contento che le associazioni abbiano deciso di starci, perché secondo me qualcosa si può fare immediatamente: renderli più visibili all'opinione pubblica, e renderli più vivibili."
Quando ha detto che ci sono 30 milioni di giovani africani che vogliono arrivare in Europa è stato accusato, anche da questo giornale, di fare allarmismo.
"Per la verità volevo dire una cosa abbastanza banale: l'immigrazione è un fatto strutturale che si compone di due aspetti. Il primo è che la disparità di ricchezze tra il nord e il sud del Mediterraneo, finché rimane di questa entità, determina una spinta all'immigrazione fortissima. L'altro aspetto è che il nostro da un paese di emigrazione è diventato un paese di immigrazione: e se non si capisce questo non si capisce nulla. Questo - seppur con disuguaglianze enormi - è un paese ricco in rapporto ad altri paesi. In piccolo, lo spiega la mia saga famigliare: mia nonna nel '28 è emigrata negli Usa, in New Jersey faceva la donna di casa. Mio padre negli ultimi cinque anni della sua vita è stato assistito da una donna rumena, immigrata clandestina."
Cinzia Gubbini
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Il ministro Ferrero proviene dallo schieramento più estremo del centrosinistra: quello che si richiama, seppur vagamente, ai principi marxisti. Vale la pena dunque ricordare all'onorevole Ferrero che Berlusconi era FASCISTA anche nel 2001, quando Bertinotti, leader di questa compagine di estrema sinistra, scelse cinicamete di favorirlo nella speranza di guadagnare qualche manciata di voti e di dare un "lezione" ai DS, visti da lui e dalla sua banda di talebani, come dei traditori dei sacri principi del socialismo, visti però attraverso un'ottica massimalista e quindi totalmente demagogici. Una demagogia che non ha nulla da invidiare a quella berlusconiana, almeno per quanto riguarda i suoi riflessi devastanti sul tessuto sociale del proletariato, messo alle corde da 5 anni di governo fascista!
Non si può governare una società moderna, completamente "affogata" nella realtà del libero mercato e quindi esposta agli attacchi della legittima concorrenza, senza avere una massiccia dose di realismo politico: esattamente ciò che è mancato a Bertinotti ed ai suoi pasdaran! Chi è stato il plagiato? Lui, che ha finito con il subire le imposizioni massimaliste dei gruppi più intransigenti, legati con la sinistra extraparlamentare e "globalista", oppure gli aderenti del suo partito che hanno scelto di seguirlo sulla strada del massimalismo ad oltranza, alternativo, secondo il ben noto velleitarismo, all'economia di mercato?
cronista