Bernankobaldo Show
Siam tutti qui, al , dove le cose non vanno bene, ma nemmeno malissimo, e, come nei migliori fumetti, a tutto c'è rimedio (per il momento.). Il mercato si aggiusta, cigola, scricchiola ma si stabilizza, facendo su e giù ogni volta che arriva una trimestrale positiva o negativa. Volatilità alta, ma non altissima. E quindi, per chi opera nell'intraday o comunque in posizioni corte, compriamo sui minicrolli e vendiamo sui minirally. E aspettiamo questo 31 di ottobre, in cui Bernankobaldo (in altre parole, il baldo Bernanke), con i suoi fidi collaboratori, dovrebbe dare un'altra sforbiciatina ai tassi. Ma siamo proprio sicuri che lo farà???
Il problema è che il credit crunch dipende non dai tassi di interesse, ma da quello interbancario, che Mister Ben cerca (finora con pochi risultati) di raffreddare giornalmente con le sue iniezioni di liquidità. Ma se poi la priorità, per il mitico Bernankobaldo, NON è "pulire" il sistema finanziario globale da tutta la spazzatura che lo avvelena, bensì cedere velatamente al ricatto del mercato borsistico (che un ribasso dei tassi lo reclama a gran voce), allora va bene tagliare qualsiasi cosa, persino una torta di mele, pur di accontentare i Signori della Moneta. Intanto però, la fiducia tra banche fondi e operatori del sistema finanziario è un valore tutt'altro che riconquistato. Infatti gli addetti ai lavori sanno bene che il sistema finanziario globale è pieno, strapieno di collaterali e prodotti "esotici" che in molti casi valgono zero. Quindi stanno tutti con le orecchie dritte e gli occhi spalancati per evitare di prendere fregature. Vedremo, da qui a Natale, quali sono le conseguenze di ciò sull'economia reale, sui consumi e sull'occupazione.
L'inflazione sta rifacendo capolino, velenosa e sordida, rendendo inquieti i sonni dei governatori. I fondi si mantengono cauti in attesa di nuovi sviluppi, la percezione del rischio è aumentata senza dubbio, ma gli operatori continuano a preferire l'azionario, per cui si mantengono sempre pronti ad entrare per sfruttare le oscillazioni del mercato. I media continuano a diffondere messaggi tranquillizzanti (la paura che la gente vada in banca a ritirare i suoi depositi è davvero considerevole), si ha paura soprattutto di un drastico cambio del "sentiment", che porterebbe a disinvestimenti di quote di fondi, deprezzamento rapido dei prodotti finanziari più speculativi, e quindi crisi di liquidità. Le M&A procedono a passo di lumaca, nulla a che vedere con il boom degli ultimi due anni. Le leve finanziarie non vengono concesse più tanto facilmente, di questo ringraziamo Iddio. Intanto, i "signori nessuno" continuano faticosamente a pagare le rate dei loro mutui, alcuni hanno addirittura preferito perdere la casa che stavano pagando per andarsene a vivere in affitto, e il settore edile e immobiliare Usa continua a dare numeri orribili (per fortuna ogni tanto, qua e là, qualche incendio riduce il surplus di immobili esistenti, vedi Malibù).
E intanto, nel nostro Belpaese (???), dove si consuma un più modesto Teatro dei Pupi, ogni giorno se ne vedono delle nuove. I burattinai nostrani ormai usano oppiacei e alcaloidi per legiferare, e le conseguenze si vedono chiaramente. La povertà dilaga sempre più, mentre il "circolo degli eletti" (ovvero il gruppone di quelli che comandano e straguadagnano) si allontana sempre più dalla gente comune, generando tensioni sociali sempre più forti. Non sarebbe male se il nuovo millennio portasse novità di rilievo. Magari gli americani impareranno a risparmiare, e noi italiani a sollevarci quando vengono lesi diritti umani inalienabili. Nel frattempo, noi italiani qualunque, ci gongoliamo tra pizza birra e un pò di azioni, e qualche gratta e vinci giusto per tentare la sorte ( tanto, se aspettiamo che salga Lottomatica stiamo freschi !!! ).
Molti hanno un Grillo per la testa, e troppi hanno pochi euro in tasca e nessuna prospettiva di migliorare il loro tenore di vita. Ma in fondo va bene così. Siamo italiani, avvezzi da sempre a servire e riverire,a prendercelo in quel posto col sorriso sulle labbra. Almeno fino a quando la situazione arriverà ad essere davvero gravissima. Quel giorno, forse, molti si arrabbieranno, e si ricorderanno che lo Stato ha il compito primario di rappresentare i cittadini, e di garantire loro servizi e comodità che da soli, individualmente, non riuscirebbero a garantirsi. Quel giorno, forse, molti si renderanno conto che non è normale che in un Paese industralizzato le persone comuni siano costrette a diventare traders professionisti in borsa per potersi pagare la luce, il telefono e la benzina; che non è normale che il 10% degli italiani siano al di sotto della soglia di povertà; che non è normale che quando un politico viene indagato da un magistrato, possa disinvoltamente sollevarlo dal suo incarico, salvo poi dichiarare di essere assolutamentedisponibile ad ogni accertamento sul suo operato; che non è normale che, per difendere gli interessi dei lavoratori (da decenni presi in giro dai loro sindacati) debba sollevarsi nientepopodimeno che il presidente di Confindustria; che non è normale che venga proposta una legge per limitare gravemente la possibilità di esprimersi in internet, e nessuno dei governanti alzi nemmeno un dito per opporsi. Che non è normale che la spesa, la folle spera pubblica continui ad aumentare, mentre ai cittadini onesti si chiedono sacrifici ben al di là delle loro umane possibilità.
Forse, quel giorno, da sudditi servili di lobbies politiche e finanziarie, noi italiani torneremo a vivere il nostro ruolo di cittadini e persone umane, riprendendoci, con le buone o con le cattive, la dignità che a tale ruolo compete. Ma intanto, in attesa di quel fatidico giorno, ci accontentiamo di essere un po' più scettici di fronte a chi ci chiede di affidargli i nostri sudati risparmi, promettendo oculatezza e buonsenso, e immettendoli invece nel tritacarne impazzito della perversa finanza del debito
Il problema è che il credit crunch dipende non dai tassi di interesse, ma da quello interbancario, che Mister Ben cerca (finora con pochi risultati) di raffreddare giornalmente con le sue iniezioni di liquidità. Ma se poi la priorità, per il mitico Bernankobaldo, NON è "pulire" il sistema finanziario globale da tutta la spazzatura che lo avvelena, bensì cedere velatamente al ricatto del mercato borsistico (che un ribasso dei tassi lo reclama a gran voce), allora va bene tagliare qualsiasi cosa, persino una torta di mele, pur di accontentare i Signori della Moneta. Intanto però, la fiducia tra banche fondi e operatori del sistema finanziario è un valore tutt'altro che riconquistato. Infatti gli addetti ai lavori sanno bene che il sistema finanziario globale è pieno, strapieno di collaterali e prodotti "esotici" che in molti casi valgono zero. Quindi stanno tutti con le orecchie dritte e gli occhi spalancati per evitare di prendere fregature. Vedremo, da qui a Natale, quali sono le conseguenze di ciò sull'economia reale, sui consumi e sull'occupazione.
L'inflazione sta rifacendo capolino, velenosa e sordida, rendendo inquieti i sonni dei governatori. I fondi si mantengono cauti in attesa di nuovi sviluppi, la percezione del rischio è aumentata senza dubbio, ma gli operatori continuano a preferire l'azionario, per cui si mantengono sempre pronti ad entrare per sfruttare le oscillazioni del mercato. I media continuano a diffondere messaggi tranquillizzanti (la paura che la gente vada in banca a ritirare i suoi depositi è davvero considerevole), si ha paura soprattutto di un drastico cambio del "sentiment", che porterebbe a disinvestimenti di quote di fondi, deprezzamento rapido dei prodotti finanziari più speculativi, e quindi crisi di liquidità. Le M&A procedono a passo di lumaca, nulla a che vedere con il boom degli ultimi due anni. Le leve finanziarie non vengono concesse più tanto facilmente, di questo ringraziamo Iddio. Intanto, i "signori nessuno" continuano faticosamente a pagare le rate dei loro mutui, alcuni hanno addirittura preferito perdere la casa che stavano pagando per andarsene a vivere in affitto, e il settore edile e immobiliare Usa continua a dare numeri orribili (per fortuna ogni tanto, qua e là, qualche incendio riduce il surplus di immobili esistenti, vedi Malibù).
E intanto, nel nostro Belpaese (???), dove si consuma un più modesto Teatro dei Pupi, ogni giorno se ne vedono delle nuove. I burattinai nostrani ormai usano oppiacei e alcaloidi per legiferare, e le conseguenze si vedono chiaramente. La povertà dilaga sempre più, mentre il "circolo degli eletti" (ovvero il gruppone di quelli che comandano e straguadagnano) si allontana sempre più dalla gente comune, generando tensioni sociali sempre più forti. Non sarebbe male se il nuovo millennio portasse novità di rilievo. Magari gli americani impareranno a risparmiare, e noi italiani a sollevarci quando vengono lesi diritti umani inalienabili. Nel frattempo, noi italiani qualunque, ci gongoliamo tra pizza birra e un pò di azioni, e qualche gratta e vinci giusto per tentare la sorte ( tanto, se aspettiamo che salga Lottomatica stiamo freschi !!! ).
Molti hanno un Grillo per la testa, e troppi hanno pochi euro in tasca e nessuna prospettiva di migliorare il loro tenore di vita. Ma in fondo va bene così. Siamo italiani, avvezzi da sempre a servire e riverire,a prendercelo in quel posto col sorriso sulle labbra. Almeno fino a quando la situazione arriverà ad essere davvero gravissima. Quel giorno, forse, molti si arrabbieranno, e si ricorderanno che lo Stato ha il compito primario di rappresentare i cittadini, e di garantire loro servizi e comodità che da soli, individualmente, non riuscirebbero a garantirsi. Quel giorno, forse, molti si renderanno conto che non è normale che in un Paese industralizzato le persone comuni siano costrette a diventare traders professionisti in borsa per potersi pagare la luce, il telefono e la benzina; che non è normale che il 10% degli italiani siano al di sotto della soglia di povertà; che non è normale che quando un politico viene indagato da un magistrato, possa disinvoltamente sollevarlo dal suo incarico, salvo poi dichiarare di essere assolutamentedisponibile ad ogni accertamento sul suo operato; che non è normale che, per difendere gli interessi dei lavoratori (da decenni presi in giro dai loro sindacati) debba sollevarsi nientepopodimeno che il presidente di Confindustria; che non è normale che venga proposta una legge per limitare gravemente la possibilità di esprimersi in internet, e nessuno dei governanti alzi nemmeno un dito per opporsi. Che non è normale che la spesa, la folle spera pubblica continui ad aumentare, mentre ai cittadini onesti si chiedono sacrifici ben al di là delle loro umane possibilità.
Forse, quel giorno, da sudditi servili di lobbies politiche e finanziarie, noi italiani torneremo a vivere il nostro ruolo di cittadini e persone umane, riprendendoci, con le buone o con le cattive, la dignità che a tale ruolo compete. Ma intanto, in attesa di quel fatidico giorno, ci accontentiamo di essere un po' più scettici di fronte a chi ci chiede di affidargli i nostri sudati risparmi, promettendo oculatezza e buonsenso, e immettendoli invece nel tritacarne impazzito della perversa finanza del debito